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Generalità sugli impianti industriali

Un impianto industriale è un insieme di macchine, apparecchiature e servizi atti a permettere la trasformazione di materie prime (input) in prodotti finiti (output), che possono costituire a loro volta input per altri reparti. Le trasformazioni sugli input sono di natura tecnica e possono riguardare variazioni di composizione, stato, forma, dimensione, peso, volume.

L’impianto industriale si inserisce in una struttura più ampia (ovvero l’impresa, l’azienda) il cui obiettivo è ottenere in uscita beni/servizi di maggior valore rispetto alle materie prime utilizzate come input, e massimizzare tale eccesso di valore.

All’interno di un impianto industriale si possono distinguere impianti di produzione (o tecnologici) e impianti di servizio (o ausiliari).

L’impianto di produzione è l’insieme di macchine e apparecchiature all’interno delle quali avvengono le trasformazioni vere e proprie delle materie prime in prodotti finiti; possono essere diversissimi tra loro e sono classificabili in base a criteri come: natura delle trasformazioni, dimensioni, processo produttivo…

Gli impianti di servizio sono comuni ai diversi impianti di produzione e si diversificano praticamente solo dal punto di vista della potenzialità; non partecipano direttamente alla produzione, ma sono finalizzati a scopi diversi come alimentazione di energia, scarico di materiali, realizzazione di condizioni di igiene e sicurezza…

Studio di fattibilità

La fase di pianificazione e realizzazione di un impianto industriale non è immediata, ma si articola in diversi step: studio di fattibilità; progettazione dell’impianto; realizzazione fisica del progetto.

Lo studio di fattibilità costituisce il primo stadio di pianificazione e realizzazione di un impianto industriale. Si articola a sua volta in diverse fasi: scelta e studio del prodotto tramite ricerca di mercato; scelta del ciclo produttivo e lavorativo; definizione dei servizi ausiliari necessari al funzionamento dell’impianto; valutazione della redditività economica dell’investimento in esame.

Un progetto potrebbe non essere considerato accettabile se: non sono prevedibili utili potenziali; è incompatibile con altri obiettivi dell’impresa; richiede investimenti e competenze superiori a quelle disponibili; offre opportunità inferiori se comparato a progetti differenti.

Studio del mercato e del prodotto

La prima fase dello studio di fattibilità di un impianto è lo studio del mercato e del prodotto, che aiuta l’azienda a decidere cosa produrre all’interno del nuovo impianto e come venderlo successivamente. Lo studio del mercato viene eseguito al fine di prevedere l’entità e la variazione della domanda dei beni che l’azienda è intenzionata a produrre (analisi della domanda di mercato) e di determinare la quota di mercato che l’azienda può assicurarsi (processo di formazione del prezzo di vendita).

La produzione di un bene/servizio può avvenire in due modi: su commessa (l’attività produttiva viene intrapresa solo dopo aver ricevuto ordini dai clienti, con conseguenti rischi di esercizio per l’impresa), oppure a magazzino (la produzione viene effettuata prima di avere ricevuto gli ordini dei clienti, con conseguenti rischi di mercato).

I rischi di mercato riguardano quindi investimenti per l’acquisto di prodotti o merci senza la certezza di riuscire a venderli e di ottenere ricavi; i rischi di esercizio si hanno invece quando si vende al cliente un prodotto non ancora fisicamente realizzato, senza la certezza della praticabilità dei prezzi di acquisto dei fattori di produzione necessari e del livello di produttività raggiungibile dall’impresa.

Per proteggersi da questo tipo di rischi è utile eseguire attente ricerche di mercato, con riferimento sia ai fattori di produzione da acquistare sia ai prodotti che si intendono vendere, allo scopo di prevedere le vendite del prodotto (o servizio) in esame. Il volume delle vendite aziendali dipende quindi sia da fenomeni di mercato (domanda) sia da iniziative dell’impresa (offerta).

Le previsioni che si eseguono tramite ricerche di mercato possono essere: di lungo termine/di impianto (10/15 anni, adoperate per la realizzazione di nuovi impianti e per l’analisi di possibili innovazioni tecnologiche); di medio termine (pochi anni, per il lancio di nuovi prodotti da realizzare); di breve termine/di esercizio (pochi mesi, per programmi di produzione ad impianto già funzionante).

Analisi della domanda

L’analisi della domanda può essere effettuata in tre modi diversi: raccolta di opinioni su un campione di partecipanti, con successiva elaborazione statistica dei risultati raccolti; correlazione tra domanda e fenomeni economici; estrapolazione.

Raccolta di opinioni tramite indagini campionarie

Rilevare le opinioni di tutti i consumatori e imprese di distribuzione sarebbe troppo oneroso: si ricorre quindi all’intervista di un campione poco numeroso ma comunque rappresentativo della collettività a cui l’impresa offerente sia interessata. Le opinioni dei partecipanti intervistati sono relativamente instabili, quindi si sconsiglia di considerarne il giudizio oltre un ciclo annuale.

Per aumentare la rappresentatività della rilevazione senza allargare il campione si ricorre alla stratificazione della popolazione in sottogruppi diversi tra loro ma omogenei rispetto ad alcuni caratteri (sesso, età, nazionalità).

Correlazione per la previsione della domanda di mercato

Si utilizza quando la domanda di mercato (D) appare collegabile con fenomeni economici (Fi). In tali casi si può scrivere un legame funzionale del tipo D = f(Fi). Tale legame è spesso difficile da quantificare ed esplicitare, ma talvolta è possibile individuare anche un solo fenomeno capace di spiegare in maniera soddisfacente l’andamento della domanda.

I fenomeni economici Fi sono detti indicatori economici: ne sono esempi il reddito pro-capite, la produzione di beni industriali, i passeggeri trasportati all’anno dalle Ferrovie dello Stato, …

Bisogna trovare una legge statistica (funzione di regressione) che spieghi come varia la domanda al variare dei fenomeni economici ad essa correlati.

Estrapolazione per la previsione della domanda di mercato

Con tale procedimento si tenta di collegare la previsione della domanda di mercato di un prodotto all’andamento da essa seguito nel passato.

Individuazione del volume delle vendite aziendali

Comprende lo studio delle iniziative che le aziende possono intraprendere per assicurarsi una quota ampia e stabile della domanda, prevista tramite precedenti analisi di mercato. Tali iniziative possono riguardare sia aspetti economici (come il processo di formazione del prezzo di vendita) sia aspetti tecnici (come l’individuazione dei settori di domanda poco coperti dalla offerta di mercato).

Funzioni di domanda e offerta

Generalmente la domanda di un certo bene varia in maniera inversamente proporzionale rispetto al prezzo di vendita, mentre l’offerta varia in maniera direttamente proporzionale: in altre parole la domanda cresce al diminuire del prezzo di vendita del prodotto (più consumatori sono indotti a comprare grazie ad un prezzo più basso) e l’offerta cresce al crescere del prezzo (più produttori sono indotti a produrre un prodotto che vende a prezzo elevato).

La curva di domanda esprime la tendenza o meno dei consumatori a pagare per differenti quantità di un bene considerato; la curva di offerta esprime invece la possibilità dei produttori di produrre con profitto a diversi prezzi.

Conoscere entrambe le curve di domanda e offerta di un dato prodotto permette di determinare un punto di equilibrio tra prezzo e quantità.

Classificazione dei mercati

Ciò che caratterizza un determinato mercato è il numero dei venditori presenti. Si distinguono:

  • Mercati concorrenziali: compratori e venditori sono al corrente, in ogni momento, delle opportunità che il mercato offre; l’inserimento di nuovi prodo...
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