LA FORMAZIONE SUI LINFOCITI DEI RECETTORI
PER GLI ANTIGENI
Ciascuna diversa catena recettoriale non può essere
presente come singola unità codificante nel genoma, perché questo
richiederebbe un numero di geni maggiore di quanto ce ne siano
in realtà.
Due teorie nel XX secolo:
• Teoria germinale
Un gene per ciascuna catena immunoglobulinica e gran parte
del reperterio anticorpale ereditato
• Teorie della diversificazione somatica
Numero limitato di regioni V ereditate che vanno incontro a
modificazioni all’interno delle cellule B durante la vita
dell’individuo
In realtà fu scoperto che in parte ciascuna teoria era vera.
Un meccanismo genetico è alla base della variabilità dei recettori
per l’antigene: riarrangiamento genico.
I domini V dei recettori sono costituiti da più frammenti, i quali sono
codificati da segmenti genici, i quali, a causa della ricombinazione
somatica del DNA che avviene durante la maturazione linfocitaria,
vengono riuniti per formare una sequenza completa.
Ciascun tipo di segmento è presente in più copie nel genoma e la
selezione di un segmento genico avviene casualmente.
I SEGMENTI GENICI DELLE IMMUNOGLOBULINE
è codificato da due segmenti genici
Il dominio V della catena leggera
separati di DNA.
Il primo codifica i primi 95-101 aminoacidi ed è chiamato segmento
genico V e corrisponde alla maggior parte del dominio V.
La parte rimanente (fino a 13 aminoacidi) è codificata dal secondo
segmento, detto segmento genico J (dall’inglese Joining).
Durante la ricombinazione, i segmenti V e J vengono uniti per
formare un esone V.
Il dominio C della catena leggera è codificato da un esone separato e
questo viene unito all’esone V durante la maturazione dell’mRNA.
I SEGMENTI GENICI DELLE IMMUNOGLOBULINE
Il dominio V della catena pesante è codificato da tre segmenti genici.
Oltre i segmenti V e J, esiste un terzo segmento detto segmento genico
D (diversity) localizzato tra i segmenti V e J.
Vi sono molti esoni diversi che possono codificare la regione C
della catena pesante.
In entrambi i casi, lo splicing dell’RNA porterà alla riunione della
regione V con la vicina regione C.
I SEGMENTI GENICI DELLE IMMUNOGLOBULINE
Esistono molte copie di ciascuno dei segmenti genici che formano le
regioni V. 40
25
I SEGMENTI GENICI DELLE IMMUNOGLOBULINE
I segmenti genici delle immunoglobuline sono organizzati in tre
κ, λ,
cluster o loci genici: e il locus per le catene pesanti.
λ:
Locus delle catene leggere cromosoma 22.
κ:
Locus delle catene leggere cromosoma 2.
Locus della catene pesanti: cromosoma 14.
ORGANIZZAZIONE DEI LOCI GENICI
DELLE IMMUNOGLOBULINE
40 25
I SEGMENTI GENICI DELLE IMMUNOGLOBULINE
I segmenti genici delle immunoglobuline possono essere
raggruppati in famiglie e i componenti di ciascuna famiglia
condividono almeno l’80% della sequenza genica.
Le famiglie che presentano delle similitudini tra loro possono
essere raggruppate in clan.
Tutti i geni V degli anfibi, rettili e mammiferi sono compresi
H
in questi tre clan
-> i segmenti genici V sono il risultato di duplicazioni e
variazioni succedutesi nella filogenesi
RIARRANGIAMENTO GENICO DEI GENI V, D, J
(RICOMBINAZIONE SOMATICA)
Geni coinvolti:
-Geni-attivanti la ricombinazione
(RAG-1 e RAG-2)
-Protein chinasi DNA-dipendente
DNA-PK)
- Nucleasi Artemide
- Proteina Ku
- DNA ligasi VI
RIARRANGIAMENTO GENICO DEI GENI V, D, J
(RICOMBINAZIONE SOMATICA)
RIARRANGIAMENTO GENICO DEI GENI V, D, J
(RICOMBINAZIONE SOMATICA)
RIARRANGIAMENTO GENICO DEI GENI V, D, J
(RICOMBINAZIONE SOMATICA)
RIARRANGIAMENTO GENICO DEI GENI V, D, J
(RICOMBINAZIONE SOMATICA)
I topi scid (severe combined immunodeficiency) hanno una mutazione
nella DNA-PKcs e producono pochi linfociti B e T.
I topi con mutazioni o deficit di DNA-PKcs, Ku o Artemis hanno un
difetto nella riparazione delle rotture del doppio filamento e sono
ipersensibili alle radiazioni ionizzanti.
Nell’uomo le mutazioni di RAG1 e RAG2 determinano la
sindrome di Omenn caratterizzata da assenza di linfociti B
circolanti.
GENERAZIONE DELLA DIVERSITA’ GIUNZIONALE
Principale Gene
coinvolto:
Transferasi
deossinucleotide
terminale (TdT)
Nucleotidi P
(palindromici)
Nucleotidi N
(nontemplated)
MECCANISMI DELLA DIVERSITA’ ANTICORPALE
La diversità anticorpale è determinata in quattro modi.
Il riarrangiamento genico, grazie al quale due o tre segmenti genici
si combinano per formare un esone completo della regione V,
genera diversità in due modi.
1) i riarrangiamenti possono utilizzare combinazioni diverse dei
vari frammenti genici -> diversità combinatoria
2) nel punto di giunzione dei diversi segmenti genici si origina la
diversità giunzionale, dovuta al fatto che durante la ricombinazione
possono essere aggiunti o sottratti nucleotidi.
MECCANISMI DELLA DIVERSITA’ ANTICORPALE
La terza causa è ancora una forma di diversità combinatoria.
Deriva dal fatto che le regioni V delle catene leggere e pesanti
possono combinarsi in vari modi quando queste si appaiano per
formare il sito di legame per l’antigene.
Questi tre meccanismi avvengono durante lo sviluppo delle
cellule B immature. Quindi avremo sulle cellule B naive un repertorio
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di 10 differenti molecole anticorpali.
Il quarto meccanismo è rappresentato dalle mutazioni che avvengono
nelle cellule B mature ed attivate, e solo sulle regioni V: ipermutazione
somatica.
MECCANISMI DELLA DIVERSITA’ ANTICORPALE
κ:
Per le catene leggere
40 geni V e 5 segmenti J = 200 diverse regioni V .
κ κ κ
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