IMMUNOLOGIA-PROFESSORESSA PAOLA COSTELLI
Argomenti trattati:
LEZIONE 1: Pentrassine Diversità giunzionale
Riparazione tissutale Editing
Introduzione
recettoriale(linfociti B)
LEZIONE 6(A):
all’immunologia. Diversità combinatoria
Ruolo e funzione delle
RAG1 e RAG 2
Infiammazione cronica
citochine. Cause infiammazione
LEZIONE 9(B):
LEZIONE 2: cronica
Granuloma Maturazione linfociti T
La risposta immunitaria.
Malattie infiammatorie Linfociti B-1 e Linfociti B-
Barriere fisico-chimiche
croniche MZ
Cascata del Complemento
Aterosclerosi Linfociti T Gamma Delta e
Sistema del
Fattori di rischio
linfociti NK-Y
Complemento Struttura di un’ arteria di Attivazione dei linfociti T
Via alternativa
medio/grosso calibro
Via della lectina
LEZIONE 10:
LEZIONE 3: Capping
LEZIONE 6(B): Attivazione T helper Naive
Opsoizzazione e risposta
Maturo
Lesioni dell’aterosclerosi
infiammatoria Attivazione linfociti T
La risposta immunitaria
Meccanismi di
Citotossici
specifica/adattativa
regolazione Linfociti T CD4 o Cd8
Elusione da parte dei
spegnimento della
LEZIONE 7:
microrganismi risposta
Riconoscimento dei
Attivazione linfociti B
Antigene
patogeni Antigeni Timo
Epitopi
Profili molecolari associati
dipendenti/non
Molecole che legano con
ai patogeni (PAMP E dipendenti
l’antigene
DAMP) Scambio Isotipo
Immunoglobuline
Profili Recettoriali
Ipermutazione somatica
Produzione anticorpi
deputati al Matuazione affinità
monoclonari
riconoscimento Linfociti B:Spegnimento
effettrici degli anticorpi
della risposta
Recettore BCR
LEZIONE 4: Tolleranza immunologica
LEZIONE 8(A):
Recettori TLR
LEZIONE 11:
Recettori XAMP
TCR e molecole
Recettori TLR4
Tolleranza recessiva
accessorie
Inflammosomi
Linfociti T:Tolleranza
Struttura porzione che
Fasi della fagocitosi
centrale
lega antigene
Meccanismi ossigeno-
Anergia
Complesso maggiore di
dipendenti Delezione clonare
istocompatibilità Ignoranza clonare
LEZIONE 5(A): Tolleranza dominante
LEZIONE 8(B): Linfociti B: Tolleranza
Le cellule Natural Killer
Struttura delle molecole
centrale e periferica
L’infiammazioneInfiamma
di MHC classe I Induzione di tolleranza
zione acuta Struttura delle molecole
orale
Cause scatenanti
di MHC classe II
risposta infiammatoria Legame del peptide
LEZIONE 12:
Eventi vascolari
Restrizione di MHC
dell’infiammazione acuta Anticorpi – Monoclonali e
Proteine derivanti
Formazione dell’essudato
policlonali
dall’esterno(fagocitate o
Attivazione dell’endotelio
Immunocitochimica/immu
endocitate) noistochimica
LEZIONE 5(B): Citofluorimetria
LEZIONE 9(A): RIA
Mediatori chimici
Maturazione dei linfociti
ELISA
Risposta in fase acuta
Antigene indipendente
ALICE LARENTIS-UNITO-IMMUNOLOGIA 2020/21 1
Wester blotting
ALICE LARENTIS-UNITO-IMMUNOLOGIA 2020/21 2
IMMUNOLOGIA LEZIONE 1
Le barriere fisiche servono ad impedire l’accesso ai patogeni, il che significa avere la
certezza che effettivamente ci si è difesi nei confronti di un microorganismo
potenzialmente dannoso, così la malattia non si verifica, ci sono poi diversi livelli di
difesa, barriere chimico fisiche, difesa immunità naturale e difesa immunità acquisita.
Niente può funzionare in assenza di una efficiente difesa nei confronti dell’ingresso dei
microrganismi patogeni. Se le barriere non funzionano adeguatamente allora anche le
difese immunitarie servono a poco, mi servono dei confini sufficientemente forti, se no
l’organismo si trova attaccato sotto tutti i fronti.
Tosse, sudore, lacrime ecc… sono l’evento critico che permette il corretto
funzionamento della risposta immunitaria.
Le strutture cellulari non possono essere considerate come barriere, ci sono le
mucose, nel momento in cui il patogeno supera cute, mucose e sostanze chimiche
antibatteriche come le defensine la cellula come tale, a meno che non sia refrattaria,
non può funzionare come barriera.
Immunizzazione attiva: vaccini e produzione di anticorpi. Quando vacciniamo e
produciamo anticorpi il sistema immunitario lavora per produrre anticorpi. Non è
permanente, non sempre almeno, ma si genera la memoria immunologica.
Immunizzazione passiva: trasmissione verticale da madre a feto. Somministrazione di
immunoglobuline. Le immunoglobuline arrivano dall’esterno e quindi significa che si è
protetti subito, ma è una protezione non duratura, non si producono le cellule memoria
e in occasione di un successivo contatto non abbiamo le cellule pronte a rispondere
subito ed efficientemente.
La memoria può essere più o meno duratura a seconda della tipologia di
microorganismo (in immunizzazione attiva).
Cellule che contribuiscono ad immunità adattativa: linfociti T e B, solo i linfociti fanno
parte della risposta adattativa. Non le Killer.
Le Killer fanno parte dell’immunità naturale, ma hanno caratteristiche che si
avvicinano alle cellule dell’immunità adattativa. Condividono alcuni meccanismi
d’azione con i linfociti T citotossici e possono essere attivati da molecole che hanno un
certo grado di specificità. La risposta naturale è di tipo aspecifico, si adatta
ugualmente ad ogni stimolo. La risposta adattativa, un singolo antigene attiva un
singolo linfocita quindi è specifico.
Le cellule Killer sono a cavallo perché non sono né specifiche né aspecifiche
somigliano di più ad una fase di transizione, ma comunque rimangono come
componenti dell’immunità naturale.
La struttura di un linfonodo include: corticale, midollare, centri germinativi.
I corpuscoli di Hassel sono nel timo (organo linfoide primario) e il linfociti in via di
maturazione si trovano nel midollo osseo. Il midollo osseo è sede della produzione di
tutte le cellule che troviamo in circolo, non sono i leucociti come granulociti e
monociti, ma anche piastrine ed eritrociti. La polpa bianca si trova nella milza che è un
organo linfoide secondario dove arrivano i linfociti una volta maturi.
Il midollo osseo è un prolungamento di SNC.
Differenza tra infiammazione acuta e cronica:
- In acuta non si producono anticorpi
- L’acuta è rapida e vasculo ossidativa.
- L’infiammazione cronica è più lenta di quella acuta
- L’infiammazione acuta non è caratterizzata da ampie modificazioni.
- L’immunità adattativa è peculiare dei vertebrati
- Milza organo linfoide secondario
- L’infiammazione e la risposta immunitaria non sono la stessa cosa;
l’infiammazione è un processo fisiologico mentre l’immunità coinvolge la
produzione di cellule fagociti e cellule della memoria. Nell’infiammazione non si
producono anticorpi, tipici dell’infiammazione acuta sono dolore, calore e
gonfiore. L’infiammazione è una conseguenza. La flocosi porta alla risposta
immunitaria e non viceversa. L’infiammazione si attiva in risposta a danno
tissutale, ma si attiva anche per cause non patogene.
L’Infiammazione e la risposta immunitaria sono due processi diversi
strettamente interconnessi. La causa delle due non è la stessa, ma i due
processi condividono le stesse cellule macrofaghe e granulociti. Anche se ne
intervengono anche altri. Quindi c’è una fortissima interconnessione. Attiviamo
la risposta immunitaria quando l’organismo viene a contatto con un patogeno o
altro che attacca l’organismo dall’esterno, è una difesa nei confronti di qualcosa
che arriva da fuori (ma ci sono anche le malattie autoimmuni); la logica a cui
risponde la risposta immunitaria è costituire una difesa nei confronti di qualcosa
che arriva dall’esterno, il sistema immunitario distingue tra quello che è proprio
e ciò che non lo è. La risposta infiammatoria si attiva ogni volta che si produce
un’alterazione a livello di un tessuto, questo può avvenire a seguito di un
agente esterno ma non necessariamente, può essere anche interno
all’organismo.
La differenza tra necrosi ed apoptosi, apoptosi meccanismo programmato di suicidio
cellulare, processo quindi fisiologico di morte, necrosi è una morte cellulare non
programmata. La cosa principale è che quando una cellula va in necrosi (come in
infarto), il contenuto intracellulare viene rilasciato in ambiente extracellulare che di
per sé potrebbe anche non attivare una risposta immunitaria, ma sicuramente attiva
quella infiammatoria; questo ha scopo di liberarsi dei detriti cellulari, quindi
l’infiammazione è una risposta totalmente fisiologica ad una modificazione locale in un
tessuto con lo scopo di eliminare l’oggetto che provoca danni e alterazioni.
Il gonfiore che abbiamo a seguito di una distorsione è la risposta della reazione
infiammatoria. L’infiammazione è una alterazione della struttura tissutale locale, se
c’è un danno tissutale che può essere cellulare (come infarto), alterazione matrice,
nervoso, vascolare, tutto ciò modifica quello che è il normale microambiente del
normale tessuto e questo da sempre luogo ad una risposta cellulare.
CITOCHINE
La risposta immunitaria e quella infiammatoria dipendono da diversi tipi cellulari;
quando parliamo di attività della risposta immunitaria naturale, adattativa e
infiammatoria parliamo del lavoro di diversi tipi cellulari, una cellula non lavora mai a
sé stante, vi è comunicazione tra vari tipi cellulari per il mantenimento di omeostasi.
Abbiamo bisogno di sistemi di comunicazione. Uno dei più importanti è rappresentato
dai MEDIATORI SOLUBILI, portano l’informazione, molecole che noi troviamo nei fluidi
biologici come sangue, liquido cerebrospinale, linfatico, lacrime ecc… ogni fluido
biologico li contiene: CITOCHINE (molecole che mediano la comunicazione tra cellule di
tipo diverso). All’interno delle citochine possiamo includere le:
- Chemochine, funzione di mediatori di chemiotassi, gradiente chimico che
permette alle cellule di spostarsi da un luogo ad un altro, movimento cellulare
che si basa su gradiente chimico.
- Fattori di crescita, non sono propriamente delle citochine ma molte citochine si
comportano come essi, mediano informazioni nelle cellule, veicolando le
informazioni. Queste citochine sono in grado di attivare più cascate di segnale,
fa sì che la loro attività biologica possa essere particolarmente ampia. Nel
momento in cui veicolano le informazioni, queste devono arrivare al posto
giusto nel momento giusto, quindi vengono prodotti solo per brevi periodi e solo
quando necessari, servono stimoli che promuovano la sintesi e il rilascio di
queste citochine. Non vogliamo una presenza eccessiva, le informazioni
possono arrivare in modo improprio.
Non tutte le citochine si trovano nei fluidi alcune possono rimanere attaccate alla
membrana cellulare della cellula che le ha prodotte, mantengono comunque la
possibilità di mandare segnali cellulari e possono avere attività: autocrina, iustacrina e
paracrina , ossia in ordine sulla cellula stessa, cellule vicine, cellule lontane. La
molecola bersaglio deve possedere dei recettori per poter percepire la molecola
segnale, possono anche attivarsi reazioni a catena.
Queste molecole hanno attività biologica molto ampia, produzione strettamente
controllata, attività importante perché la stessa citochina può esercitare molti effetti
differenti, sia su bersagli diversi che sullo stesso a seconda della situazione: prendo
cellule che stanno proliferando e le espongo a citochina, avrò un certo tipo di attività
biologica, se prendo le stessa cellule alla stessa citochina, con stessa concentrazione,
ma sta differenziando, gli effetti biologici possono essere diversi. La concentrazione
con cui la citochina raggiunge la cellula bersaglio se varia può causare risposte
biologiche diverse. Ad esempio c’è una citochina chiamata Fattore di necrosi tumorale
TNF, se esponiamo cellule scheletriche ad elevate concentrazioni di TNF hanno una
risposta catabolica, se le espongo a concentrazioni basse si attiva la proliferazione e
quindi è molto importante tenere sotto controlla la concentrazione e la disponibilità di
citochine.
PLEITROPISMO: stesse citochine su bersagli diversi o sullo stesso bersaglio possono
avere effetti diversi
RIDONDANZA: stesse citochine fanno la medesima azione.
SINERGIA: possono lavorare insieme o in antagonismo.
L’interazione tra citochine e loro recettori è ciò che porta all’attivazione dell’attività
biologica. Tre domini immunoglobulinici, citochine di TNF lavorano utilizzando recettori
TNF-like, superfamiglia tipo I e tipo II oltre ai recettori. L’interazione della citochina con
il proprio recettore porta alla trasduzione di un segnale, un’informazione che viene
fornita alla cellula bersaglio e le vie di trasduzione del segnale che possono essere
attivate sono molteplici, vari recettori possono attivare la stessa via e questo mi
spiega l’attività biologica di RIDONDANZA.
Tantissimi insistono da fattori di trascrizione STAT 3, rende chiaro come mai almeno
alcune attività biologiche vengono condivise da tantissime citochine. Un’altra via
molto importante in termini di risposta infiammatoria fattore di trascrizione NF-kB ed
AP-1 sono coinvolte prevalentemente in processi infiammatori, stimola la produzione di
altre citochine e regolano la proliferazione cellulare, ma NF-kB risponde in presenza di
stress ossidativo, tutte quelle cose che portano allo squilibrio della cellula, si attiva NF-
kB.
Un altro fattore di trascrizione molto importante: NFAT, è stato descritto e scoperto
studiando l’attivazione dei linfociti T, quando questi si attivano lo fanno perché c’è
coinvolgimento di questo, viene attivato in molti tipi cellulari. Mentre i fattori di
trascrizione precedenti, normalmente si trovano in citoplasma inattivati e viene
attivato da fosforilazione, con attivazione di complesso cinasico, fosforilazione di
diverse forme di NF-kB, la fosforilazione permette il distacco di subunità e il dimero
P60 e P65 si muove dal nucleo e si lega al DNA attivando trascrizione genica,
l’attivazione è dipendente dalla fosforilazione iniziale, se non c’è rimane inattivo. NFAT
viene mantenuto nel citoplasma inattivo, perché è fosforilato, per poter arrivare al
nucleo bisogna eliminare il gruppo P, serve fosfatasi calcineurina e viene defosforilato,
va al nucleo e attiva trascrizione. Questo processo è diventato molto importante
quando si è capito che un approccio terapeutico falliva perché si attivavano i linfociti T
in maniera indesiderata, approccio terapeutico: RIGETTO DEL TRAPIANTO; questo
dipende essenzialmente dal fatto che i linfociti T attivano risposta nei confronti del
tessuto che viene trapiantato, le persone che lo subiscono devono sottostare a terapie
immunodepressive. Quando si è capito che l’attivazione di linfociti T dipendeva dalla
defosforilazione di NFAT, sono stati immessi sul mercato farmaci inibitori di fosfatasi
calcineurina, capostipite di tali farmaci è la Ciclosforina A, che è anche tossica, inibisce
calcineurina, defosforilazione non avviene e NFAT rimane in citoplasma non si attivano
i linfociti T, esposizione del soggetto ad agenti esterni, no rigetto, ma si è esposti ad
una maggiore gravità e frequenza di infezioni.
Via di segnalazione dipendente da SMAD regolano le citochine della famiglia di TGFb
ma anche citochine che appartengono a proteine morfogenetiche, gli stessi fattori di
trascrizione tipo SMAD 4 regolano vie di segnalazione di entrambe.
Il fenomeno che ci troviamo davanti, a risposta infiammatoria, alterazione della
normale fisiologia e abbiamo superato il livello dei mediatori antinfiammatori a favore
di quelli pro-infiammatori, azione mirata al bene dell’organismo. L’infiammazione può
avere anche una risposta patologica. Anche l’arteriosclerosi è una infiammazione
patologica cronica, anche il diabete mellito.
Possiamo anche dire che le citochine pro infiammatorie sono quelle che stimolano la
risposta immunitaria, le anti infiammatorie la inibiscono, prime Th1 e seconda Th2.
RUOLO DELLE CITOCHINE NELL’APOPTOSI
Le citochine sono importanti nel mediare l’apoptosi esistono due vie di apoptosi,
estrinseca e intrinseca, la prima attivata da citochine (segnale da esterno della cellula
trasmissione recettoriale), questi recettori sono tutti per citochine e caratterizzati da
presenza del dominio di morte intracellulare. La via intrinseca prevede l’attivazione dei
mitocondri, variazione permeabilità di membrana mitocondriale e formazione
apoptosoma
Apoptosi importante per regolazione immunitaria e tolleranza immunologica.
Le citochine sono fondamentali da un punto di vista fisiologico, mantenere un
equilibrio fisiologico delle citochine mi permette di regolare la risposta immunitaria,
limitare insorgenza di neoplasia ecc.. quando c’è sovraproduzione di citochine in
malattie croniche ad esempio, abbiamo obesità, alterazione metabolismo lipidico,
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