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Macrofi

Quando i macrofagi non riescono a distruggere i patogeni che hanno ingerito, stimolano la risposta immunitaria acquisita che, a sua volta, stimolerà l’attività fagocitaria e microbicida di tali cellule. I macrofagi a riposo esprimono bassi livelli di molecole MHC di classe II e non esprimono molecole B7. Una volta fagocitati i microrganismi e degradati negli endo-lisosomi, si originano peptidi che vengono presentati da molecole MHC di classe II. I recettori che riconoscono questi patogeni trasmettono un segnale che porta all’espressione di molecole MHC di classe II e molecole B7.

Ruolo dei macrofagi

I macrofi sono continuamente implicati nella rimozione di cellule morte, le quali sono ricche sorgenti di antigeni propri. Ad esempio, le cellule del Kupffer dei sinusoidi epatici e i macrofagi della polpa rossa della milza. È importante quindi che i macrofagi non attivino le cellule T. In effetti gli antigeni self non inducono attività co-stimolatoria. Quando invece questi antigeni sono mescolati con batteri diventano immunogenici. I batteri che sono responsabili di questo meccanismo sono detti adiuvanti.

Immunità mediata dalle cellule T

In definitiva, ci sono poche prove che i macrofagi diano inizio all’immunità mediata dalle cellule T. È probabile che la loro espressione di molecole costimolatrici sia più importante per sviluppare le risposte primarie indotte dalle cellule dendritiche, coinvolte nelle risposte di cellule effettrici e di memoria che entrano nei siti d’infezione.

Cellule B

I macrofagi non possono catturare antigeni solubili efficientemente, mentre le cellule dendritiche immature possono fagocitare grandi quantità di antigeni dai fluidi extracellulari. Le cellule B, al contrario, sono particolarmente adatte a legare specifiche molecole solubili. Le cellule B internalizzano gli antigeni mediante le loro Ig di superficie ed espongono i peptidi sulla superficie legati alle molecole MHC di classe II, le quali sono espresse ad alti livelli, portando all’attivazione di cellule T CD4.

Importanza nell'attivazione delle cellule T

Le cellule B non esprimono costitutivamente attività co-stimolatoria ma possono essere indotte da componenti microbiche. Per questo motivo, le cellule B non sono capaci di dare il via a una risposta immunitaria contro proteine solubili self, in assenza di infezione. L’importanza dell’attivazione da parte delle cellule B delle cellule T naive durante la risposta immunitaria naturale non è chiara:

  • Antigeni solubili proteici (tossine) non sono abbondanti durante le infezioni.
  • Le cellule dendritiche hanno più possibilità di incontrare l’antigene e di presentarlo.
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Scienze mediche MED/04 Patologia generale

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