Le malattie da immunodeficienza
Definizione di immunodeficienze
Le immunodeficienze si verificano in conseguenza di un difetto di uno o più componenti del sistema immunitario. Le immunodeficienze primitive sono causate da mutazioni a carico di geni che controllano il sistema immunitario e si manifestano con infezioni ricorrenti nei bambini. Le immunodeficienze secondarie sono la conseguenza di altre malattie, malnutrizione o terapie farmacologiche.
Diagnosi di immunodeficienza
Una storia clinica di infezioni ricorrenti causate dallo stesso microrganismo o da microrganismi simili suggerisce una diagnosi di immunodeficienza. Il tipo di infezione può inoltre indirizzare verso il componente del sistema immunitario deficitario:
- Una infezione da batteri piogeni indica una carenza anticorpale, del complemento o delle funzioni fagocitarie.
- Una infezione cutanea da funghi (candidosi) o da virus suggerisce un deficit dei linfociti T.
Malattie da immunodeficienza congenita
La maggior parte dei difetti genici che causano immunodeficienza si trasmettono con carattere recessivo e, in molti casi, interessano geni localizzati sul cromosoma X. Esistono difetti delle varie branche dell'immunità, che comprendono:
- Difetti di maturazione dei linfociti B e T
- Difetti di molecole di membrana dei linfociti B e T
- Difetti delle cellule fagocitarie, complemento e citochine, recettori delle citochine e degli anticorpi
Deficit anticorpali
Le infezioni da batteri piogeni sono eliminate grazie all'azione degli anticorpi contro gli antigeni della capsula polisaccaridica, seguita dalla fissazione del complemento, che permette ai fagociti l'ingestione dei batteri opsonizzati. L’effetto principale di deficienze nella produzione di anticorpi è quindi una aumentata suscettibilità a tale tipo di infezioni. Vi sarà anche un'aumentata suscettibilità ad alcune infezioni virali, soprattutto causate da enterovirus, in quanto mancano gli anticorpi neutralizzanti che impediscono ai virus di penetrare nell'organismo attraverso l'intestino.
Agammaglobulinemia di Bruton
La prima immunodeficienza descritta fu quella fatta da Bruton nel 1952 in un paziente maschio ed ereditata attraverso il cromosoma X in cui si rivelavano immunoglobuline nel siero: agammaglobulinemia di Bruton legata all'X (XLA). L'assenza di anticorpi può essere verificata mediante immuno-elettroforesi.
Vari deficit anticorpali
Sono state descritte molte malattie con deficit di produzione di anticorpi, la maggior parte conseguenti ad alterazioni della maturazione o nell'attivazione dei linfociti B. I soggetti con queste malattie sono di solito identificati perché affetti da infezioni ricorrenti da batteri piogeni come lo Streptococcus pneumoniae e da infezioni croniche con i virus dell'epatite B e C, poliovirus ed ECHO virus.
Gene responsabile della XLA
Il gene responsabile della XLA codifica per una proteina tirosin-chinasica chiamata Btk (tirosin-chinasi di Bruton). Anche se espressa da neutrofili e linfociti B, il deficit si ripercuote solo nei linfociti B, la cui maturazione si arresta allo stadio di linfocita pre-B. Btk potrebbe essere necessaria per la trasduzione del segnale del recettore dei pre-B.
Deficit fisiologico dell'immunità umorale
Un deficit “fisiologico” dell’immunità umorale è la mancanza temporanea di anticorpi che si ha nei primi 6-12 mesi di vita. Il neonato ha inizialmente livelli anticorpali paragonabili a quelli della madre dovuti al passaggio placentare di IgG, le quali vengono catabolizzate. Quindi i livelli anticorpali diminuiscono fino a che il bambino comincia a produrre le proprie IgG a circa 6 mesi d’età. Tra 3 mesi e 1 anno di vita è possibile un’aumentata suscettibilità alle infezioni, specialmente nei prematuri, che nascono con livelli più bassi di IgG.
Deficit selettivo di IgA
L'immunodeficienza anticorpale più frequente nella popolazione caucasica è il deficit selettivo di IgA (1 su 800). Tale deficit è più frequente in persone con malattie polmonari croniche rispetto alla popolazione generale. La mancanza di IgA potrebbe portare ad un deficit a livello delle mucose. Nella immunodeficienza comune variabile, si riscontrano ridotti livelli di IgM, IgG e IgA.
Difetto genico nella proteina transmembrana TACI
Difetto genico nella proteina transmembrana TACI (transmembrane activator and calcium modulator and cyclophilin ligand interactor) che funge da recettore per la citochina BAFF, secreta da cellule dendritiche e fornisce segnali di costimolazione e sopravvivenza per i linfociti B, in particolare stimola lo scambio di classe.
Deficit anticorpali da difetti dei linfociti T
I pazienti affetti da sindrome da iper IgM hanno una normale maturazione dei linfociti B e T, alti livelli sierici di IgM ma producono solo tracce di altri isotipi, portando a una suscettibilità ad infezioni da batteri extracellulari. Esistono due varianti di sindrome da iper IgM, dovute a meccanismi essenziali per lo scambio isotipico e le ipermutazioni somatiche nei linfociti B. La più comune è la sindrome da iper IgM legata all'X, causata da mutazioni del gene che codifica per il ligando di CD40, con conseguente assenza di scambio isotipico e di proliferazione dei linfociti B con assenza dei centri germinativi.
Questi individui presentano anche difetti dell'immunità cellulo-mediata, portando a una suscettibilità all’infezione da Pneumocystis carinii.
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