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Il teatro comico, festino, locandiera, pamela nubile(riassunto opere)

Appunti di letteratura italiana su Il teatro comico, festino, locandiera, pamela nubile(riassunto opere) basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Tavazza dell’università degli Studi La Sapienza - Uniroma1. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Letteratura italiana docente Prof. V. Tavazzi

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ESTRATTO DOCUMENTO

Scena 5: entra Mirandolina. Il conte vuole donarle degli orecchini e ogni volta che lui

vuole farle un dono, il marchese, non potendoseli permettere li sminuisce. Il cavaliere

chiede a mirandolina della biancheria che sia meglio di quella che ha già, lo chiede

con disprezzo ed è questo suo comportamento che innesca in Mirandolina il puntiglio,

decide di volerlo innamorare.

Scena 9: monolgo di Mirandolina, atteggiamento molto lontano dallo stereotipo sulle

donne.

Scena 10: emerge il rapporto tra Mirandolina e Fabrizio. Lei afferma di trattare con lui

più per tenerselo stretto e fedele che per altro. Il padre di Mirandolina prima di morire

ha detto che lei avrebbe dovuto sposare Fabrizio, lui glielo dice e lei dice che ci

penserà quando vorrà sposarsi.

Scena 15: Mirandolina inizia a mettere in atto tutte le sua abilità per far innamorare il

cavaliere. Fa dei gesti per avvicinarsi sempre di più al cavaliere. Per piacergli si

comporta come vuole lui e parla male degli uomini che appena vedono che lei è

gentile con loro, si innamorano di lei. Ogni volta che finge dice di essere sincera

(reticenza) e usa le stesse espressioni che usa il cavaliere. Si fa dare la mano dal

cavaliere per diminuire la distanza fisica, darsi la mano è qualcosa che sancisce il

fidanzamento quindi è un simbolo importante. Mirandolina dice: mi caschi il naso se

entro domani non lo innamoro, questo perché Goldoni deve rispettare le unità

aristoteliche.

Scena 17: entrano delle donne che hanno una funzione metateatrale, Ortensia e

Dejanira. Sono delle comiche che si fingono dame all’interno della commedia. Vengono

riconosciute perché non sono credibili.

Scena 18: le commediati usano un gergo tipico e infatti vengono riconosciute nella

SCENA 19 da Mirandolina.

Scena 21: Mirandolina regge il gioco delle dame e Mirandolina accetta il dono del

marchese, un fazzoletto. Il marchese si fa invitare a pranzo dalle commedianti.

Scena 22: il conte si propone come corteggiatore di mirandolina.

Scena 23: Mirandolina dice di non voler sposare il conte. Mette in rapporto la sua

messa in scena con il cavaliere e la messa in scena delle commedianti.

ATTO SECONDO

Scena 4: seconda scena di seduzione da parte di Mirandolina che ribadisce quanto

detto in precedenza, ovvero che con lui può fare cose che se facesse con altri si

innamorerebbero subito di lei. Mostra di intendersi anche di prelibatezze, mostra

particolari attenzioni per lui e lui s altera. Per assaggiare il vino Mirandolina beve

direttamente dal bicchiere del cavaliere. Ad un certo punto ha il bicchiere in una mano

e nell’altra il pane e si mostra a disagio di non saper fare la zuppa e lo fa per potersi

sedere al tavolo con i cavaliere. Il servitore del cavaliere ammette che nei confronti di

Mirandolina si comporta in maniera diversa. Mirandolina invece di difendere il proprio

sesso, imita i pensieri del cavaliere. Lui cerca solo di togliersi di mezzo il servitore.

Mirandolina in una lunga battuta, assume lo stesso comportamento del cavaliere ma

non definisce alcun tipo di sentimento.

Scena 6: il marchese cerca di far vedere a tutti i costi di aver dato il fazzoletto a

Mirandolina, si vanta dei suoi doni e ammette di amarla.

Scena 7:il conte fa vedere di potersi permettere di più e il marchese si risente. Con IO

SON CHI SONO ribadisce che in quanto nobile è portatore di un’ipotetica grandezza.

Ma quando va via si porta via la bottiglia di vino

Scena 9: il cavaliere inizia ad assumere un linguaggio da innamorato che

successivamente verrà portato all’esasperazione. Insieme alla retorica dell’innamorato

iniziano anche le oscillazioni amorose simili a quelle presenti in Pamela.

Scena 10: si capisce che le comiche hanno rivelato di essere appunto comiche e non

dame.

Scena 13: le comiche usano un espediente troppo forte ovvero dicono di essere state

abbandonate dai mariti e chiedono la protezione al conte che però non se la sente in

quanto appunto l’espediente è troppo forte. Il cavaliere le considera come la categoria

peggiore di donne, il fatto che siano commedianti le connota ai suoi occhi come

ingannatrici di professione ma le due ribadiscono che fuori dalla scena non sanno

fingere, cosa che in realtà è vera. Il cavaliere mostra di conoscere bene le donne di

teatro perché mostra di conoscere il loro gergo.

Scena 17: Mirandolina finge di piangere in segno d’amore nei confronti del cavaliere

perché quest’ultimo chiede il conto. Lei fa finta di svenire e il cavaliere si domanda se

non sia innamorata di lui. Mirandolina rinviene per finta dicendo che ormai è riuscita

nel suo intento.

Scena 19: arriva il marchese e lei rinviene, lui se ne prende il merito. Mirandolina

ribadisce che l’impresa è fatta e che lo ha fatto solo per difendere le donne.

ATTO TERZO

Si apre con un grosso cambiamento perché Mirandolina capisce che ce n’è bisogno,

chiude tutto ciò che ha fatto dicendo che l’ora del divertimento è finita.

Scena 2: il cavaliere vuole donarle una boccetta di melissa per gli svenimenti ma lei

non la accetta e la getta tra la biancheria da stirare, inizia a maltrattarlo, cambia

atteggiamento radicalmente. Con Fabrizio poi si vanta di aver rifiutato il dono del

cavaliere così da tenerselo stretto.

Scena 4: la trasformazione in amoroso si completa, la scena avviene mentre lei stira, il

cavaliere si presenta per chiedere il motivo per cui non ha accettato la boccetta e ogni

volta che si avvicina a Mirandolina lei chiede il ferro caldo a Fabrizio per aumentare la

distanza. Ad un certo punto lui si avvicina e lei le scotta una mano, fingendo di farlo

per sbaglio (simbolo della mano). Alla fine il cavaliere dice di stimare le donne come

lei.

Scena 5: lei assume lo stesso linguaggio amoroso nei confronti di Fabrizio e fino

all’ultimo lei si comporta in modo ambiguo con lui.

Scena 13: ritroviamo mirandolina in una camera con tre porte che verranno sfruttate

dai personaggi per entrare in scena. Lei si rende conto di essere andata troppo oltre e

ha paura che possa arrivare il cavaliere e di cosa potrebbe farle. Il cavaliere passa da

un atteggiamento troppo duro fino ad arrivare ad eccessi di amore.

Scena 14: mirandolina quasi si pente di ciò che ha fatto e si rende conto di essere sola

e inizia a considerare il matrimonio dal punto di vista economico

Scena 15: Mirandolina scappa dal cavaliere e fabrizio vuole difenderla anche se ha

paura di farlo direttamente e per questo chiama gli altri due.

Scena 20: Mirandolina dichiara di aver avuto un atteggiamento negativo e anche alla

fine riesce con il suo atteggiamento a portare Fabrizio dove vuole ovvero al

matrimonio. Manda via gli spasimanti perché dice di voler cambiar costume. E dice

che quando si trovassero in situazioni di dubitare, di dover cedere, pensino alla

locandiera. Finalità didattica di Goldoni. In questa commedia il teatro è un punto

importante perché Mirandolina mette in atto una finzione magistrale.

Mirandolina è la prima donna nubile in commedia che non aspira al matrimonio . molto

lontana dagli stereotipi sulla donna.

IL FESTINO

1754 fine del primo anno che Goldoni passa al San Luca. Goldoni di ritrova a dover

lavorare con attori che non conosce e che non erano abituati a recitare testi scritti e

opponevano resistenza a imparare le battute.

Il San Luca era un teatro molto più grande del Sant’Angelo, è un teatro dove per farsi

notare bisognava usare espedienti scenici molto più grandi ed evidenti. Il primo anno

al San Luca passa tra questi problemi, i primi due testi che scrive vanno male e decide

di scrivere in versi. Quando scrive ‘’La Sposa Persiana’’ riprende in mano i versi, si

trattava di una commedia esotica dove sono presenti passioni esasperate. Le carica

all’ennesima potenza.

Al San Luca trova Caterina Bresciani per cui scrive il ruolo di Ircana, era un’attrice dal

temperamento forte.

Scrive successivamente ‘’Il Vecchio Bizzarro’’ che è un fiasco colossale, il ruolo del

vecchio viene dato a un bravo attore (vecchio) ma gli fa recitare una parte a viso

scoperto, senza maschera. Quell’attore in realtà era molto bravo nel ruolo di Pantalone

nell’improvvisarlo però, per questo fallisce. Goldoni scrive nelle memoire di aver

sentito il pubblico dire molte cose alle sue spalle del tipo ‘’Goldoni è finito’’, c’era chi

diceva che fino ad ora ciò che aveva fatto di buono era stato copiato e che quindi non

era capace in realtà a scrivere commedie, il vero Goldoni era quello di questa

commedia la quale non piacque a nessuno. Dice inoltre che quella sera tornò a casa e

scrisse ‘’il Festino’’ dimostrando quindi che Goldoni non era finito.

Il Festino viene dunque scritto da Goldoni per reazione a un insuccesso. E’ una

commedia che ha come tema il cicisbeismo. Qui Goldoni innesta conversazioni che

mimano le cose che ha sentito su di lui e sul suo insuccesso.

Sappiamo inoltre che la commedia è in versi e che con questa commedia Goldoni

conclude il carnevale. Le commedie scritte per gli ultimi giorni di carnevale sono in

genere particolari, per esempio alcune caratteristiche potrebbero essere:

Intreccio semplice

 Finale allegro

 Clima di festa

 Comicità per tutti i gusti ( dato che in quel periodo andavano anche i servi a

 teatro)

Ambientazione veneziana (i personaggi sono nobili ma non nobili veneziani)

 Si fonda sui pettegolezzi che si aggiravano tra i veneziani

DEDICA

Goldoni la dedica a uno dei più importanti letterati italiani del 700, Pietro Verri che

allora non era il grande filosofo che poi divenne. Scrisse la prefazione della

traduzione dal francese di un’opera. Verri in un poemetto ‘’La vera commedia’’

scrive tante cose positive a favore di Goldoni e tante negative contro Chiari. Di

negativo dice solo che Goldoni deve fare attenzione quando da i suoi testi agli

attori perché non sono capaci a recitare parti da gentiluomini. Goldoni aveva detto

di usare i testi originali e non le traduzioni. Chiari aveva fatto una dedica a Verri ma

in tono ironico prendendolo in giro. Per questo Verri si vendica scrivendo una

raccolta di frammenti in cui prende parti di opere di Chiari, decontestualizzandole e

ponendole a confronto per far vedere come si contraddiceva. Chiari si infuria e nel

quarto tomo della ‘’filosofessa italiana’’ inserisce la storia di un personaggio che ha

fatto un centone delle sue opere ma i nomi dei personaggi rimandano a Verri e a

Maria Vittoria Servellani (traduttrice dell’opera di cui Verri aveva scritto la

prefazione), Verri vi compare come cicisbeo perché era così anche nella realtà.

Nella dedica del festino Goldoni fa una serie di complimenti a Verri ma gli dedica

una commedia che parla di cicisbei.

AUTORE A CHI LEGGE

PERSONAGGI

La Contessa di Belfiore (Anna Bastiglia)

Il Cavaliere Ansaldo (fratello della contessa)

Madama Doralice

Il Conte del Belfiore (marito della contessa)

La Marchesa Dogliata

La Baronessa Oliva

D.Alessio Studenti (marito di madama)

Balestra (servitore del conte)

Donna Rosimena (dama vecchia)

Don Peppe vecchio

Targa servitore

ATTO PRIMO

SCENA 1: l’opera è scritta in versi martelliani ovvero due settenari accoppiati,

mima il verso alessandrino francese e compaiono spesso rime baciate. ‘’ma cosa si

ha da fare’’? verso solo, spezzato, ce ne sono molti nel verso martelliano. Sinalefe:

vocale finale di una parola si lega alla vocale iniziale dell’altra (contrario di dialefe).

Non se ne trova uno: dialefe. Sono impegnati in feste: sinalefe

Si parla di musicisti che il conte vuole ingaggiare e che però sono in giro per la

festa di carnevale. Lui vuole assolutamente trovare i musicisti a costo di pagare

una fortuna, vuole organizzare una festa. Balestra gli propone di fare la festa un

altro giorno così da non dover spendere troppo e trovare facilmente i musicisti, ma

il conte insiste, è disposto a far qualsiasi cosa per dare la festa quella sera e il

servo ci fa capire che non è la prima volta che lo fa e che spende molto denaro per

la cicisbea (donna servita) e viene vista in modo negativo perché lui spende anche

la dote della moglie per far divertire l’altra donna. Viene detto che in realtà la

cicisbea non merita tutto questo. Tipo particolare di cicisbeismo perché il rapporto

tra i due amanti viene rappresentato in maniera cupa e negativa, come un modo

per dissipare il proprio patrimonio. Non c’è amore tra i due.

Scena 2: monologo del conte in cui critica le critiche di Balestra perché riconosce in

realtà che ha ragione. Si vede una declinazione degli affetti. Lui ha più

considerazione per la moglie che fa soffrire.

Scena 3: si vede la sofferenza della moglie esplicitata dal fatto che non vuole

partecipare alla festa. Il conte critica la gelosia della dama. La contessa ribadisce

che lei non sarebbe gelosa se Doralice si comportasse bene nei suoi confronti.

Scena 4: quello che non riesce a tollerare è che il marito abbia attenzioni nei

confronti dell’altra donna che in realtà lo disprezza.

Scena 5: troviamo due personaggi importanti, legati all’altra prospettiva presento

ovvero il vendicarsi contro il pubblico che aveva dubitato di lui e sparlato alle sue

spalle, Marchesa dogliata e contessa olivia rappresentano un occasione per parlare

di teatro. ‘’il vecchio bizzarro’’ commedia di Goldoni che era stata un fiasco.

Attraverso le due donne Goldoni parla della sua commedia. La contessa viene

considerata una partigiana goldonista. Si capisce che è a lei che Goldoni affida il

compito di difenderlo, viene detto che lui maledice l’opera ed è mortificato. Una

giustificazione che da è quella di scrivere tanto e che quindi può succedere che una

commedia non venga così bene. Poi dice che se oggi il pubblico critica in maniera

così forte una commedia un po' vecchiotta legata al vecchio metodo di fare teatro

significa che lui ha in merito di averlo educato e abituato al teatro riformato. Sfrutta

l’insuccesso delle critiche che gli fanno per far vedere come le cose siano cambiate

e come in realtà le accuse vadano a suo merito. ‘’una cattiva basta per scordarsi di

tutte’’ accusa il pubblico perché bastò una caduta per farsi accusare e per perdere

tutte le difese.

Scena successive: il conte cerca di organizzare la festa finchè non arriva a casa del

conte don maurizio, portatore dei vecchi valori che rimprovera l’atteggiamento che

il conte ha nei confronti, soprattutto della moglie (scena 9) si nota l’ossessione per

ciò che pensa la gente. In genere quando Goldoni scrive opere a ridosso del

carnevale, parla di un clima di festa. In questo caso si parla di festa ma con una

connotazione negativa vista in modo ansiogeno.

Scena 10: conte sembrava voler dar ragione a Don Maurizio ma poi si distrae per

l’arrivo di Balestra.

ATTO SECONDO

Scena 1: la sarta di a Doralice che servono altri soldi per finire il vestito.

Scena 3: la borsa che le ha lasciato il marito è vuota e Doralice parla con il conte

(scena 4), arrabbiata per via del vestito non finito e per non aver trovato i soldi.

Conte va a trovarla e lei inizia a trattarlo male, si parla di gondole indicativo per far

capire che ci troviamo a Venezia. Doralice dice di non voler venire alla festa

organizzata dal conte, lei si aspettava che lui annullasse la festa. In questa scena si

capisce il tipo di rapporto tra i due.

Scena 5: viene rivelato l’arcano per cui la dama fa così.

Scena 6: monologo di Doralice che fa capire ancora di più il rapporto di cicisbeismo

tra i due. L’amore sembra del tutto assente, nessuno dei due accenna a questo. In

realtà si parla di più del rapporto tra conte e moglie.

Scena 7: viene annunciato l’arrivo di don Maurizio che afferma di voler parlare con

Alessio, il marito di Doralice. Subito comincia a lamentarsi del comportamento del

genero e Doralice approva, accusando anche lei il comportamento del conte che

esclude la moglie. Doralice assume la posizione di Maurizio. Quest’ultimo capisce

che gli conviene far finta di credere a Doralice.

Scena 8: il servo le fa sapere che l’abito sarà pronto per la serata e che lei potrà

partecipare al festino. Lei si inviperisce ancora di più.

Scena 11: viene annunciato il personaggi di Donna Rosimena che ha una figlia e

pur essendo vecchia ha un cicisbeo, nonostante il marito sia morto molto tempo fa,

Don Peppe, si amano. I ruoli delle vecchie venivano interpretati dagli uomini.

Quando arriva dice che va da Doralice per farsi invitare alla festa insieme a sue

figlia e Peppe e lei inizialmente dice di non poterglielo permettere. Promette però di

provarci e di farglielo sapere la sera stessa alla commedia. Altro riferimento

metateatrale. Le dame dicono di non voler più andare alle prima ma solo alle altre

serate dopo aver saputo se la commedia sia buona o cattiva. Goldoni approfitta di

questo secondo inserto metateatrale particolare. ‘’ ho ben con la persiana

compensato il disgusto’’. Viene detto che non è proprio una tragicommedia per via

delle esasperazioni dei sentimenti. Donna Rosimena critica i personaggi della

Persiana che però si comportano come lei. Sostiene la verosimiglianza dell’altro

carattere perché è ciò che fa lei. La Baronessa invece critica il carattere di

Curcuma. In realtà vi erano altre accuse ovvero che la schiava si mette contro il

mondo e il fatto che Curcuma fosse un personaggio parecchio piccante. Per far

ridere Goldoni aveva messo un po' di cose sconce nel carattere di Curcuma e

questo viene criticato.

ATTO TERZO ambientato nella bottega del caffè

Scena 1: arrivano la contessa mascherata e balestra, il conte li riconosce, si

allontana ma non prima di aver ricevuto il biglietto che Doralice gli aveva mandato

alla fine del secondo atto.

Scena 9: Doralice, quando la baronessa le chiede se verrà lei dice di no se non

riceverà l’invito della contessa. Sta arrivando la strategia più elaborata. Finge di

aver effettivamente congedato il conte. Espone le stesse cose dette da Maurizio a

favore della contessa. Entra di nuovo l’idea che un qualunque comportamento

possa avere delle conseguenze. Doralice professa innocente la sua amicizia col

conte e la contessa non invitandola sarebbe solo criticata. Le parole di Doralice

servono a convincere la contessa della sua benevolenza. Sia Maurizio che la

contessa fanno l’errore di crederle.

Scena 11: Balestra va da Doralice porgendo l’invito della contessa. Ottiene quello

che vuole.

ATTO QUARTO

Prime scene di organizzazione pratica.

Scena 3; contessa da incarico a uno dei camerieri di essere avvisata prima dal

marito dell’arrivo di Doralice. Glielo ripete tre volte.


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giuls.-

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3 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in mediazione linguistica e interculturale
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giuls.- di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Tavazzi Valeria.

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