Il teatro comico (1750)
Il teatro comico è una commedia teatrale in cui si finge che alcuni attori stiano provando una farsa. Attraverso le prove del testo inserito nell'opera come una specie di scatole cinesi, si nota l'arrivo di due attori estranei alla compagnia. Attraverso questi ultimi, Goldoni fa esporre al capocomico (Ottavio, Orazio) i principi della sua poetica e la riforma che sta attuando nel teatro italiano. Numerose critiche al teatro come istituzione, si criticava il messaggio che veicolava, si pensava potesse corrompere il pubblico che assisteva. La dedica viene fatta a una nobile milanese, si pensa che prima di essere rappresentata in teatro, l'opera sia stata letta privatamente a questa nobile milanese, per mettere alla prova l'opera.
Autore a chi legge
Goldoni qui afferma che il teatro comico, più che essere una commedia, è una prefazione delle commedie nuove. Inoltre, parla di massime direzioni proposte per far rivivere il teatro italiano e infine si riferisce alle polemiche, a partire dalla ripresa della vedova scaltra. Il teatro comico si inserisce nelle introduzioni di stagione, la sera prima della prima, i comici uscivano sul palco per recitare una scenetta presentandosi al pubblico. Il teatro comico toglie i complimenti che caratterizzavano queste introduzioni. Il teatro comico mette in risalto la figura di Matteuzzi, attore. Nell'edizione Paperini, l'autore spiega perché dovrebbero scegliere questa edizione piuttosto che la Pettinelli, che insieme a Medenbac stava pubblicando le sue opere senza permesso. Nella tavola dei personaggi notiamo come sia presente il nome dei personaggi affiancato dal nome che essi assumerebbero in commedia (tipo Pantalone o Truffaldino).
Personaggi
- Orazio, capocomico, detto Ottavio in commedia
- Placida, prima donna, detta Rosaura
- Beatrice, seconda donna
- Eugenio, secondo amoroso, Florindo
- Lelio, poeta
- Eleonora, cantatrice
- Vittoria, servetta di teatro, Colombina
- Tonino, Pantalone
- Petronio, Dottore
- Anselmo, Brighella
- Gianni, Arlecchino
- Suggeritore
La scena è stabile, non cambia per tutta la rappresentazione.
Primo atto
Scena 1: L'entrata in scena degli attori rispetta la gerarchia della compagnia. Già ci sono delle piccole regole: quando c'è un nuovo attore bisogna dargli una parte piccola per varie ragioni: Battuta che giustifica la precarietà economica degli attori. Lo spettatore vedendo la scenetta iniziale, con gli attori vestiti normalmente, pensa che la scena non è ancora iniziata. Le indicazioni temporali servono a definire lo spazio scenico. Si fa finta che sia mattina. Serve a far capire che la rappresentazione è ambientata in un teatro ma in un teatro vuoto poiché è mattina. C'era un luogo comune sulle donne di teatro, ovvero che fossero le più capricciose.
Scena 2: Appena arriva Placida è infastidita dal fatto che è la prima ad arrivare. Eugenio dice che parla da prima donna per sottolineare il carattere capriccioso di queste ultime. Placida dice che se bisogna fare le commedie vanno fatte bene, la commedia di carattere prevedeva un approfondimento più ampio dell'aspetto psicologico dei personaggi, lei si rifiuta di fare altre commedie dell'arte. Da dei punti a favore e contro la commedia dell'arte. A favore: è una cosa che solo in Italia si fa, gli attori erano abili a improvvisare e imparavano a memoria delle parti, dette generici, adatta a una determinata scena. Il problema era che tutte le commedie che avevano quella determinata scena si assomigliavano e la gente si era annoiata di sentire sempre le stesse cose. Placida promuove e sostiene il cambiamento messo in atto da Goldoni. Placida annuncia le 16 commedie nuove scritte da Goldoni per la nuova stagione.
Scena 3: Serve ad annunciare l'arrivo di Pantalone, si annuncia perché era un carattere nuovo. Scena 4: Tonino si presenta come tremante perché vecchio, ha paura di non essere in grado di recitare un testo scritto. Tremante = captatio benevolentia. Si presenta tremante davanti al pubblico perché ha paura. Orazio afferma che il nuovo metodo dà maggior gloria ai commedianti ma cita anche i tre successi di Goldoni in cui si compiace di aver dato la maschera di Pantalone. Tonino sa anche cantare.
Scena 5: Entra Colombina e fa riferimento a un altro testo goldoniano. Scena 6: Orazio annuncia l'arrivo del poeta, si parla di Goldoni e si ribadisce che non ha paura della concorrenza e di poter accettare anche altri autori nella sua compagnia che portassero nuove idee. Viene detto che il commediante può riconoscere una buona da una cattiva commedia ma che non può essere più autore come lo era con la commedia dell'arte. Esce Anselmo con dei versi.
Scena 7: Orazio annuncia insieme a Vittoria un elemento di riflessione, viene ribadito come gli attori dovessero impegnarsi di più ora perché dovevano imparare a memoria testi scritti, dovevano abituarsi al premeditato. Orazio dice che inizialmente tutte le scene terminavano con dei versi mentre ora vengono usati solo se necessari.
Scena 8: Entra Arlecchino, parla toscano ma come sottolineano gli attori dovrebbe parlare bergamasco. Cerca di sdrammatizzare la preoccupazione degli attori. Scena 9: compaiono Beatrice e Petronio.
Scena 11: Entra Lelio, si presenta in modo cerimonioso, usando metafore per fare il galante con le donne della compagnia. Orazio non lo accetta per il tipo di testo che propone. Orazio dice che la commedia deve seguire le regole aristoteliche, Goldoni vuole riportare il teatro alla sua classicità. Lelio modifica il canovaccio perché il testo che stava proponendo raffigurava un tipo di donna che non si comportava come erano solite comportarsi le donne secondo l'etica del tempo. Alla fine propone una bozza di dialogo, dopo vari tentativi che non vanno a buon fine. Viene detto che la commedia serve a correggere i vizi e a prendere in giro i cattivi costumi, serve a mostrare la realtà. Gli attori non possono essere ignoranti.
Secondo atto
Scena 2: Una delle accuse che venivano fatte agli attori di commedia era di usare figure desuete e metafore troppo lontane. Viene detto a Lelio che sulla scena i personaggi devono parlare nello stesso modo in cui parlavano nella vita reale. Le varie proposte di Lelio sono:
- Canovaccio di commedia dell'arte (troppo lunga)
- Dialogo di un'opera tradotta dal francese (non accettata per via del francese)
- Commedia di carattere con scena stabile ispirata ad Aristotele
Ciò che ne viene fuori è che la cosa più importante dovevano essere la verosimiglianza e la moralità, per questo venivano rifiutate.
Scena 3: La commedia che propone Lelio si chiama "Il padre mezzano delle sue figliuole", ciò significa che il padre istiga le figlie alla prostituzione, Orazio gli dice che l'argomento non andava bene. Non si può presentare un personaggio che all'inizio è cattivissimo e alla fine diventa buonissimo, ma nemmeno un cattivo che resta tale dall'inizio alla fine. I cattivi caratteri si mettono in scena ma non scandalosi e vengono messi al lato, non al centro dell'opera. Non si possono porre problemi da cui non si è in grado di uscire. Si deve esaltare la virtù e abbattere il vizio. Il vizio deve essere messo in rapporto a un carattere virtuoso.
Scena 3: Lelio si improvvisa commediante e si propone di entrare come tale piuttosto che entrare come poeta, Orazio si indigna e lo rifiuta di nuovo. Scena 4: compare il suggeritore, il testo che i comici devono rappresentare è premeditato e per questo hanno bisogno di un suggeritore. Placida viene di nuovo rappresentata come prima donna capricciosa.
Scena 5: Prove della pièce interna scandite in corsivo. Scena 6: entra in scena Pantalone e inizia a corteggiare Rosaura, alcune battute maliziose sono indicative per l'amore che lui prova per lei. In tutto ciò c'è anche lo scontro tra Pantalone e il figlio e di fronte a lui muta il carattere che lo contraddistingue. Dice che i vecchi non devono sposare le fanciulle senza che i figli lo sappiano, ma al contempo afferma che anche il figlio ha agito male perché i figli devono avere il permesso dei genitori per sposarsi (entrambi amano Rosaura).
Si passa ai servitori: Colombina ha due pretendenti: Arlecchino e Brighella. Arlecchino propone di mettere insieme capacità sue e di Brighella per ottenere Colombina. Per Brighella non sarebbe decoroso lasciarsi vincere da Arlecchino.
Scena 10: Riflessione sulle maschere. Si cerca una comicità che non sia scontata. Il pubblico è portato pian piano ad accettare questi cambiamenti.
Scena 15: Entra in scena Eleonora, tutti le portano rispetto. Quando afferma di essere una virtuosa di musica, tutti si rimettono il cappello perché non c'era bisogno di portare rispetto a una virtuosa di musica. La definiscono cantatrice che è un termine dispregiativo. Scopriamo che Lelio è anche autore di testi musicali, autore della Didone in bernesco. Scopriamo che Eleonora canta testi comici (era una parodia), genere buffo, livello basso. È venuta a proporsi per cantare negli intermezzi ma la rifiutano. (Intermezzi sono scenette comiche cantate tra una scena e l'altra, venivano usate per sfruttare il richiamo che la musica aveva sul pubblico. Beatrice e Orazio dicono che Eleonora si atteggia da virtuosa pur non essendolo.
Terzo atto
Nell'intervallo tra un atto e l'altro avvengono degli accordi, quando tornano si capisce che i problemi si sono risolti e che Lelio e Eleonora saranno probabilmente assunti a patto che facciano una prova di teatro. Orazio vuole anche capire se sono delle brave persone nella vita privata.
Scena 2: Lelio fa la sua prova ma viene rimproverato da Orazio perché fa un soliloquio usando termini che nessuno userebbe nella vita reale. Ci sono dei versi e Lelio dice che sono di Goldoni. Si tratta di endecasillabo tronco.
Scena 3: Prova parallela di Eleonora. Orazio vuole ristabilire la dignità dei comici. I versi citati da Eleonora ci fanno capire a che tipo di testi ci si sta riferendo. Si nota, dai versi, che è una parodia di un testo aulico, il tono si abbassa sempre di più e si capisce che è un riferimento a uno dei melodrammi più importanti del '700, ovvero "La Didone abbandonata" di Metastasio. Si sta trattando di una presa in giro del teatro di Metastasio, nel frattempo Orazio dà delle direttive a Eleonora su come comportarsi. Ad un tratto riconosce i versi di Metastasio e capisce che Lelio ha fatto la parodia di uno dei drammaturghi più importanti del '700 e disprezza il genere. Queste parodie erano le stesse che praticava Goldoni.
Dalla scena 4: ricomincia la pièce interna, nelle scene successive il padre di Rosaura la dà in sposa a Florindo perché vuole il suo bene. Scena 9: Lelio fa notare delle incongruenze, si capisce che non è sciocco pur essendo un personaggio negativo. Scena 11: Pantalone decide di far andare via.
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Opere di Goldoni
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Nuova guida a Goldoni. Teatro e società nel Settecento, Fido - Appunti
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Carlo Goldoni: La locandiera, Gli innamorati, Il ventaglio
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Letteratura italiana - Goldoni e opere