Il dopoguerra e la mancata stabilizzazione internazionale
La guerra portò con sé 8 milioni di morti, oltre che la mobilitazione di 65 milioni di persone. I paesi che vi parteciparono, subirono gravi perdite ingenti di macchinari, considerati ormai obsoleti a fine conflitto; si era infatti creata un'economia di guerra avente commesse belliche altissime. Gli Stati Uniti divennero il principale paese erogatore di prestiti mentre la Gran Bretagna riuscì a riscattarsi economicamente.
La fine della guerra portò anche una grande balcanizzazione del territorio con la nascita di piccoli stati. Un'Europa quindi che subì grandi cambiamenti dal punto di vista strutturale e politico: l'irruzione delle masse nella vita politica portò alla liquidazione dei sistemi di oligarchia rappresentativa con il suffragio universale e il voto alle donne (Stati Uniti e Gran Bretagna in primis).
Ulteriore aspetto importante, fu l'avvicinamento tra la chiesa cattolica e la borghesia, e la nascita del nazionalismo piccolo borghese contro lo sviluppo del socialismo. Difatti la borghesia voleva contenere l'espansionismo del movimento operaio per paura che potesse prendere potere politicamente: si trattava di un movimento molto forte che si stava radicando nella società civile. In particolar modo, con la Terza Internazionale, il bolscevismo tentò di espandersi all'estero importando la propria visione. La fine del conflitto portò anche un rafforzamento del nazionalismo di matrice antisemita.
Si avrà una grande crisi del liberismo economico a favore di un avanzamento dell'interventismo statale per cui lo Stato deciderà di mettere in atto un programma di protezione delle aziende e dei prodotti, soprattutto nei settori di particolare importanza per la società civile (energia elettrica, acqua etc).
I rapporti tra la società civile e i partiti subirono un profondo cambiamento, la società cominciò a definirsi "di massa": consapevole della realtà e in grado di rapportarsi con le istituzioni. Si avrà un nuovo rapporto tra l'élite e l'elettore con una società di massa coinvolta nel governo; la tecnologia delle comunicazioni di massa, in particolare la radio (nuovo sistema di propaganda) contribuì a creare un canale permanente di relazione fra élite politiche e massa mentre nei paesi dove la società civile era meno sviluppata, i risvolti furono drammatici (Italia, Austria-Ungheria e Polonia).
La Grande guerra ebbe l'effetto di interruzione della visione del mondo precedente, portò in crisi tutti i filoni di pensiero diffusi in precedenza, come il positivismo e l'evoluzionismo.
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