Il movimento
In genere il pensiero più comunque è quello in cui gli animali si muovono
e le piante invece no. Tuttavia, questo pensiero non è universale perché
esistono, come sempre delle eccezioni.
Nelle piante il movimento ha a che fare con il turgore delle cellule.
Quando il vacuolo è gonfio la cellula si irrigidisce mentre quando svuota
la cellula si affloscia.
Per quanto riguarda gli animali, il movimento è legato allo scorrimento
delle fibrille proteiche le une sulle altre. Questo tipo di movimento è
molto veloce, per questo che gli animali sono molto più reattivi delle
piante.
RICORDA:
• Protozoi: individui formati da una sola cellula;
• Metazoi: individui formati da più cellule.
Generalmente la locomozione di tutti gli animali è dovuta a cambiamenti
nella forma delle cellule.
I tipi di cellule che contribuiscono alla locomozione animale sono:
• Cellule flagellate;
• Cellule ciliate;
• Cellule ameboidi;
• Cellule muscolari.
Comunque sia, è grazie ai legami delle fibrille proteiche se i meccanismi
che conducono ai cambiamenti di forma avvengono.
MOVIMENTO FLAGELLARE Un flagello è formato da nove coppie di
microtubuli proteici che sono in grado
di slittare l’uno sull’altro facendo
cambiare forma al flagello.
Il flagello è piuttosto lungo e produce
una serie di ondulazioni. I protozoi
flagellati o i metazoi che contengono
cellule flagellate si trovano in genere
in ambiente acquosi.
Esempio: i coanoflagellati sono
protozoi flagellati da cui si pensa
derivino i coanociti, delle cellule che si trovano all’interno delle
spugne. I coanociti muovono l’acqua e trattengono le particelle.
Nei metazoi, oltre che nelle spugne, le cellule flagellate sono solo gli
spermatozoi.
MOVIMENTO CILIARE Nei protozoi ciliati il movimento è
determinato da un’onda metacronale che
fa sì che le ciglia si muovano senza
attorcigliarsi (una sorta di ola).
Nei metazoi il movimento ciliare è più
comune rispetto al movimento flagellare.
Il ciglio ha anche un movimento diverso
rispetto al flagello. È più corto e
produce un movimento simile a quello
delle nostre braccia quando nuotiamo in
stile rana.
Esistono anche protozoi ciliati sessili. In questo caso le ciglia, con il
loro movimento (detto battito) garantisce il movimento dell’acqua attorno
alla cellula in modo da avvicinarle gli elementi che possono nutrirla.
Le larve di alcuni metazoi marini hanno bande di ciglia che permette loro
di muoversi nel territorio marino.
Animali come il riccio marino, la lumaca marina o l’anellide marino si
muovono pochissimo durante la loro vita. Quando però sono larve, grazie
alle ciglia, possono compiere tragitti più o meno lunghi.
Nel gruppo dei platelminti il movimento ciliare coesiste con quello
muscolare. Questi animali in genere strisciano grazie
al fatto di essere piatti e di avere tata
superficie su cui inserire le ciglia. Le
ciglia riescono a battere grazie al muco
viscoso che i platelminti emettono.
Le forme più grandi di questo gruppo
utilizzano oltre alle ciglia anche le
contrazioni muscolari.
Anche nei molluschi gasteropodi il movimento avviene grazie al battito
delle ciglia poste nella parte inferiore del piede. Il movimento è
migliorato grazie alla produzione di muco da parte di altre cellule.
Infine, si può dire che le ciglia si possono trovare anche in zone del
corpo umano come in alcune parti dell’apparato respiratorio e nelle tube
di Falloppio nell’apparato riproduttore femminile.
MOVIMENTO AMEBOIDE
È l’unico movimento in cui non c’è uno scorrimento di fibrille proteiche.
Le amebe si muovono emettendo dal corpo dei prolungamenti chiamati
pseudopodi. Oltre che per il movimento gli pseudopodi servono anche per
l’alimentazione.
Esempio: nei foraminiferi sessili i sottili pseudopodi servono per la
cattura delle prede.
Gli pseudopodi vengono creati grazie ad un meccanismo che coinvolge il
citoplasma. Infatti, il citoplasma dell’ameba è formato da uno strato denso
e da uno fluido. Quello fluido tende a spingere quello denso verso l’esterno
creando questi prolungamenti.
Anche nei metazoi sono comuni diversi tipi di cellule ameboidi (dette
amebociti) che hanno generalmente funzioni fagocitarie. Un caso tipico
sono i macrofagi, componenti tipici del sistema immunitario. Dei
vertebrati.
IL MOVIMENTO MUSCOLARE
È il movimento più diffuso nell’intero mondo animale. Ha a che fare con il
movimento delle fibrille proteiche.
Il muscolo è un tessuto in grado di cambiare la sua forma; infatti, può
allungarsi o accorciarsi.
Questi movimenti avvengono grazie a due tipi di proteine che sono
all’interno delle cellule muscolari: l’actina e la miosina. Le molecole di
queste due proteine si legano insieme permettendo lo scorrimento delle
fibre.
La muscolatura è di origine mesodermica. Esistono però animali che non
hanno il mesoderma. Sono chiamati diblastici e hanno solo l’ectoderma e
l’endoderma. In questo caso ci sono delle cellule dell’ectoderma che si
specializzano per contrarsi permettendo a questi animali di muoversi.
Il movimento è più efficiente quando è collegato ad un sistema scheletrico.
Esistono scheletri fluidi (corpo molle) e rigidi (artropodi ed
echinodermi).
MOVIMENTI DI ANIMALI PARTICOLARI
• I nematodi sono vermi che hanno solo i muscoli longitudinali e non
hanno muscoli circolari nella parete corporea e ciò impedisce loro
di eseguire alcuni tipi di locomozione (come l’affossamento per
peristalsi).
• Gli anellidi (come, per esempio, i lombrichi) hanno sia muscoli
circolari che longitudinali e per questo, attraverso la loro
contrazione alternata si crea un’onda peristaltica.
• Gli anellidi sanguisughe non si possono muovere come i vermi; perciò,
si servono di ventose come punti di contatto contro il substrato.
• Le vongole hanno una conchiglia formata da due parti. Sono
caratteristiche perché vivono dentro la sabbia. È caratterizzata da
un piede muscolare (la parte che si mangia).
La vongola, per andare sotto la sabbia, apre le due valve che si
appoggiano alla sabbia, dando un punto di appoggio al piede per
penetrare nel sedimento. Il piede di ingrandisce, le valve si
chiudono, il piede si accorcia e trascina a sé le valve. In questo
modo la vongola scava sotto di sé aprendosi una strada.
• Le seppie e i calamari hanno un’ampia cavità che comunica all’esterno
attraverso un imbuto. La seppia riempie la sua cavità di acqua,
contrae rapidamente la muscolatura del mantello e spruzza l’acqua
attraverso l’imbuto. La seppia si muove nella direzione opposta.
Le seppie e i calamari hanno una struttura che irrigidisce il loro
corpo (l’osso di seppia) e anche un gladio (sembra una penna
trasparente).
Esistono due gruppi di animali nei quali il rapporto tra struttura
muscolare e scheletro è particolarmente sviluppato:
• Vertebrati: lo scheletro rigido funziona come una leva e quindi
rende il movimento più efficiente.
Si pensa che l’origine del movimento nei vertebrati derivi
dall’anfiosso che ha una struttura semirigida ed elastica che lo
attraversa dalla testa alla coda. Questa struttura è chiamata corda
dorsale. Nei vertebrati è la colonna vertebrale e ha la funzione
di mantenere la corporatura eretta.
Con la corda dorsale (che tra l’altro caratterizza ancora molti
animali, come pesci, anfibi e rettili) gli animali compiono un
movimento laterolaterale. In ogni vertebra c’è un muscolo che
permette alla corda dorsale di muoversi in modo ondulatorio.
• Artropodi: il corpo degli artropodi è rivestito da un robusto
esoscheletro, uno scheletro esterno formato da una sostanza
chiamata chitina. L'esoscheletro non è un corpo unico ma è formato
da diversi segmenti, tra un segmento e l'altro la chitina si
assottiglia formando delle giunture flessibili.
Sistemi di sostegno negli
animali
IL TESSUTO EPITELIALE
Gli epiteli hanno la funzione di racchiudere e mettere in comunicazione.
Hanno origine dall’ectoderma e ricoprono sia la superficie esterna sia
quella interna.
I tipici tessuti di rivestimento sono gli epiteli monostratificati, formati
da un unico strato di cellule legate tra di loro da
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