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Il governo del mondo globale

Giuseppe Guarino

Capitolo I

La crescita demografica

Può apparire un’anomalia, ma la principale novità dell’uomo è quella quantitativa. La popolazione mondiale era calcolata a 450 milioni nel 500. Era poco più di un miliardo nell’800 e ha raggiunto i 5 miliardi e 987 milioni nel 1998. Si stima che raggiungerà i 7 miliardi e 100 milioni nel 2015, poco più di 8 miliardi nel 2030 e 8 miliardi e 700 milioni nel 2045. Si può assegnare alla terra di fine secolo una popolazione di almeno dieci miliardi di individui. Il dato quantitativo si connette al tema della globalizzazione. La novità per l’uomo è che per la dimensione raggiunta dal peso umano dovrà aver cura del pianeta e fare un impiego più attento della più preziosa delle risorse di cui l’uomo dispone: la Terra.

…E quella economica

Il dato quantitativo è rilevante per l’interpretazione dei dati economici. La crescita della popolazione concorre all’aumento del prodotto complessivo e nello stesso tempo influisce sul prodotto disponibile pro-capite. In un periodo di oltre trent’anni (1965 – 1998) il PNL (Prodotto Nazionale Lordo) è cresciuto ad un ritmo superiore rispetto a quello della popolazione mondiale. Il PNL pro-capite mondiale è cresciuto ad un ritmo inferiore. Si constata che il tasso di crescita del PNL pro capite risulta superiore a quello della popolazione nei Paesi ad elevato e medio sviluppo. Vi è sotto questo aspetto una novità: un miglioramento del rapporto in favore del PNL pro capite vi è stato anche in due Paesi con il più alto numero di abitanti nel mondo, appartenenti all’area sottosviluppata, quali la Cina e l’India.

Come ci modifichiamo

Spostando i riflettori sugli aspetti qualitativi, ciò che di più nuovo è avvenuto negli ultimi tempi è l’estensione della capacità dell’uomo di modificare se stesso. L’uomo si è affermato come unico essere capace di modificare la natura nel suo insieme. Nella realtà l’uomo ha profondamente modificato anche se stesso. L’umanità si è automodificata da quando si sono diffusi i principi dell’istruzione e della formazione. Si è agito inoltre direttamente sul fisico del singolo man mano che sono state individuate patologie e sono stati elaborati rimedi per combatterle.

Vecchie e nuove trasmigrazioni

Gli spostamenti di popolazione sono un fenomeno antico. Sono databili all’inizio del progredire umano: le colonie greche e fenicie concorsero a formare la cultura mediterranea; l’impero romano unificò popoli, cultura, razze; le trasmigrazioni, che vanno sotto il nome di invasioni barbariche, furono un fenomeno diverso, in quanto popolazioni che provenivano da zone lontanissime si mossero in gruppi omogenei verso le aree del declinante impero romano. Nell’800 e poi nella prima metà del 900 vi sono state importanti trasmigrazioni da regioni europee verso l’America e da alcune regioni dell’Europa verso le altre. Nei confronti di questi precedenti la novità è rappresentata dal fatto che dai più vari Paesi a basso o medio sviluppo individui si spostano verso i Paesi ad alto sviluppo. Coloro che provengono dalla stessa area si ricercano e si ritrovano e nello stesso tempo si integrano con la collettività che li ospitano. Nell’insieme il fenomeno costituisce una manifestazione della globalizzazione: da un lato essa concorre all’uniformalizzazione delle culture, dall’altro rafforza il senso dell’identità sia nelle collettività ospitanti sia nelle collettività ospitate.

Mille modi di associarsi

L’uomo ha cominciato prestissimo a diversificare le forme societarie di cui si è avvalso. Esistono due tipi fondamentali:

  • Le forme associative che si impongono a tutti
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Scienze politiche e sociali SPS/09 Sociologia dei processi economici e del lavoro

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