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Il governo del mondo globale

Appunti di Sociologia dell'organizzazione della prof.ssa Pipan sul governo del mondo globale: la crescita demografica ed economica, l'economia - i tempi dell'avvicinamento, il prodotto industriale, le guerre e lo sviluppo, prima i beni poi i bisogni.

Esame di sociologia dell'organizzazione docente Prof. T. Pipan

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VECCHIE E NUOVE TRASMIGRAZIONI

Gli spostamenti di popolazione sono un fenomeno antico. Sono databili all’inizio del

progredire umano: le colonie greche e fenicie concorsero a formare la cultura

mediterranea; l’impero romano unificò popoli, cultura, razze; le trasmigrazioni, che

vanno sotto il nome di invasioni barbariche, furono un fenomeno diverso, in quanto

popolazioni che provenivano da zone lontanissime si mossero in gruppi omogenei

verso le aree del declinante impero romano. Nell’800 e poi nella prima metà del 900 vi

sono state importanti trasmigrazioni da regioni europee verso l’America e da alcune

regioni dell’Europa verso le altre. Nei confronti di questi precedenti la novità è

rappresentata dal fatto che dai più vari Paesi a basso o medio sviluppo individui si

spostano verso i Paesi ad alto sviluppo. Coloro che provengono dalla stessa area si

ricercano e si ritrovano e nello stesso tempo si integrano con la collettività che li

ospitano. Nell’insieme il fenomeno costituisce una manifestazione della

globalizzazione: da un lato essa concorre all’uniformalizzazione delle culture, dall’altro

rafforza il senso dell’identità sia nelle collettività ospitanti sia nelle collettività ospitate.

MILLE MODI DI ASSOCIARSI

L’uomo ha cominciato prestissimo a diversificare le forme societarie di cui si è

avvalso. Esistono due tipi fondamentali:le forme associative che si impongono a tutti

gli individui che si trovano in un determinato spazio e le forme associative delle quali

si entra a far parte per propria volontà. Ogni forma associativa, una volta cerata,

acquista una propria individualità. Alle forme associative si dà il nome di istituzioni. Le

istituzioni originano dagli uomini, ma hanno poi una vita autonoma, distinta da quella

degli uomini che le hanno create e che ne fanno parte. Nella descrizione della

situazione globale, le istituzioni non potrebbero essere ignorate per due ragioni: la

prima perché la quasi totalità delle innovazioni, cui si collega il processo che ha

condotto alla globalizzazione, è stata realizzata da istituzioni; in secondo luogo perché

la globalizzazione è stata preparata da istituzioni aventi raggio d’azione globale, quali

le organizzazioni sopranazionali.

LA NOVITA DELLA RICERCA

Particolare rilievo agli effetti della globalizzazione hanno avuto la miniaturizzazione, la

tecnologia satellitare e astrale, le telecomunicazioni. Sono settori sviluppatisi all’incirca

negli ultimi cinquant’anni, ma con accelerazioni negli ultimi venti – venticinque anni.

II CAPITOLO

L’ECONOMIA. I TEMPI DELL’AVVICINAMENTO

UNA VISIONE D’INSIEME

Sono vent’anni che l’economia è entrata in una fase del tutto nuova. L’inizio coincide

con la concomitanza di alcuni fattori. Probabilmente la palma spetta all’informatica,

alla miniaturizzazione, alla tecnologia spaziale, alle telecomunicazioni. Il progetto dello

scudo spaziale ( SDI – iniziativa di difesa strategica, 1983) mise a terra l’URSS, che fu

costretta a prendere atto della sua incapacità tecnica, politica ed economica di porre

mano ad un programma analogo. L’URSS avvertì l’impossibilità di colpire il

concorrente- nemico. Nel tentativo di modificarsi scomparve. Dalle sue macerie sono

nati parecchi stati, alcuni di vaste proporzioni, come la Russia. Sono stati che si

collocano nell’area del mercato sia pure con incertezza. L’URSS era un’altra cosa;

voleva rappresentare un mondo alternativo da esportarsi nelle più varie parti del

globo. L’URSS scompariva, ma sull’altro fronte gli enormi investimenti nella tecnologia

producevano i loro frutti: iniziava la marcia del progresso. Diveniva in breve possibile

comunicare in tempo reale tra le varie parti del mondo con tecniche sempre più

semplici e a costi minori. Si è creato un mercato finanziario mondiale che ha

raggiunto una dimensione sino a qualche tempo fa inimmaginabile. Le diversificazioni

dei contratti, l’impiego di formule più complesse consentono a chiunque di investire i

propri risparmi in qualsiasi luogo e chiunque avesse bisogno di capitali avrebbe potuto

attingere al mercato mondiale. Nello stesso tempo si aprivano spazi per i mediatori,

speculatori ed avventurieri. Il primo ad unificarsi è stato il mercato finanziario, poi il

mercato dell’informazione e dell’intrattenimento. Negli ultimissimi tempi

telecomunicazioni e televisioni vanno saldandosi in un unico sistema. E’ nato un

sistema aperto a miliardi di informazioni senza alcun limite spaziali e si trasmettono e

si ottengono da chiunque e da qualsiasi luogo. Anche la formazione non incontra più

limiti assoluti. La ricerca scientifica ha subito una accelerazione. Gruppi separati da

distanze continentali collaborano e realizzano identici progetti di ricerca, comunicando

gli uni e gli altri. Non tutte le ricerche comportano grandi finanziamenti. I soggetti

finanziatori principalmente sono le imprese, soprattutto i grandi gruppi che operano sul

mercato mondiale. Ciò che interessa loro è l’innovazione, non dove e da chi viene

prodotta. Per quanto riguarda il fattore politico ed istituzionale. Il mondo bipolare

vedeva da un lato l’URSS e i suoi satelliti, dall’altro gli USA e i paesi collegati, gli stati

europei, il Canada, il Giappone ed altri paesi nell’Asia orientale. Dal 1951 ha avuto

avvio un movimento per legare tra di loro gli Stati europei occidentali. Il legame

presentava una peculiarità, di non fondarsi solo su Trattati la cui esecuzione fosse

affidata alla volontà degli Stati di rispettarli, ma di dar vita ad istituzioni autonome

dotate di poteri in grado di imporsi agli Stati membri e direttamente alle imprese e ai

cittadini. E’ stato per qualche tempo incerto se nella Comunità europea dovesse

assumere la preminenza l’aspetto politico o economico. L’aspetto economico ha

prevalso. Il principio si è esteso ad ogni aspetto del mercato. Il risultato finale è stato

la creazione di un mercato unico. Il trattato CEE sin dal 1957 dettava la

regolamentazione del mercato, fissando principi e regole cui Stati, imprese e cittadini

avrebbero dovuto attenersi. Per gli Stati, in particolare, obbligo di non vietare

l’ingresso a beni, servizi, capitali e persone provenienti dagli altri Stati membri e di non

restringere la libertà di movimento; divieto di aiuti alle imprese salvo che con riguardo

ad ipotesi prestabilite ed in ogni caso sempre sotto il controllo comunitario; divieto di

avvalersi di imprese pubbliche per alterare il mercato. Con il Trattato di Maastricht si

è posto l’obiettivo di creare una moneta unica. L’accettazione di uno stato nel regime

della moneta unica è stata subordinata alla verifica di alcuni parametri, detti di

convergenza, riguardanti il rapporto con il prodotto interno lordo del debito

complessivo delle Amministrazioni pubbliche e dell’indebitamento annuale, il livello

d’inflazione, i tassi corrisposti su titoli pubblici a lungo termine. Con il trattato

successivo, detto di Amsterdam, i vincoli sono stati rafforzati. Sono previsti poteri di

intervento degli organi comunitari ed applicazione di sanzioni in caso di infrazione dei

parametri. I vincoli introdotti dai trattati di Maastricht e di Amsterdam traggono origine

dalla constatazione che lo strumento più efficace degli Stati per influire sul mercato è

consistito nel governo della liquidità. Con i trattati sono stati tolti agli stati i mezzi più

efficaci per influire sul mercato. Il mercato è stato posto al riparo da qualsiasi

alterazione proveniente artificialmente dagli stati. E’ esercitato per la Comunità un

rigore ancora maggiore. Il bilancio della Comunità deve essere, per vincolo dei trattati,

in pareggio. In aggiunta al divieto formale, vi sono regole indirette che attribuiscono ai

valori di riferimento un inderogabilità assoluta- le regole introdotte con i parametri

garantiscono un’evoluzione dei prezzi che si attui in modo fisiologico, in assenza di

interventi artificiali. La stabilità dei prezzi è il principale cardine del trattato. La Banca

Centrale svolge il ruolo da guardiana di questi principi ed è tenuta a fare uso dei suoi

poteri perché i prezzi rimangano stabili. Il risultato che si vuole ottenere con l’insieme

di queste regole e principi è che il prodotto interno lordo, ed il suo incremento,


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AUTORE

flaviael

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in sociologia
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di sociologia dell'organizzazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Pipan Tatiana.

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