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Il flauto magico, Mozart - Riassunto Appunti scolastici Premium

Appunti per l'esame di storia della musica con il professor Mellace, in cui viene descritta la celebre opera musicale realizzata da Wolfgang Amadeus Mozart dal titolo Il flauto magico. Il testo fu composto da Mozart nell'arco di tempo compreso tra maggio-settembre del 1791. L'opera musicale inoltre è pervasa da un vero e proprio alone di mistero e si nasconde in essa una vera e propria simbologia.... Vedi di più

Esame di Storia della musica docente Prof. R. Mellace

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Il flauto magico, W. A. Mozart

Il flauto magico (titolo originale in tedesco: Die Zauberflöte), K 620, è un opera in due atti composta

nel 1791 da Wolfgang Amadeus Mozart su libretto di Emanuel Schikaneder, un illustre personaggio

teatrale che era anche direttore e impresario del Theater auf der Wieden, a Vienna, teatro dove ha

luogo la prima rappresentazione del Flauto magico il 30 settembre 1791.

L'opera è in forma di Singspiel (termine che significa letteralmente "recita cantata"), una forma

popolare tedesca che include accanto al canto anche dialoghi parlati, in voga tra il XVIII e il XIX

secolo in Germania e in Austria. Le parti parlate sono dei veri e propri pezzi recitati in lingua tedesca,

e si differenziano quindi dall'opera italiana, dove i recitativi vengono cantati. I brani vocali sono

generalmente semplici e strofici, simili ai Lieder, e rimandano alla tradizione popolare, non colta,

anticipando quindi l’operetta.

destinati a piccoli palcoscenici, I soggetti prediletti sono temi fantastici,

favolistici o parodistici, facilmente apprezzabili dal pubblico, come appunto è Il flauto magico, che

attinge alle tradizioni del teatro popolare viennese e propone un amore semplice e un po' buffonesco.

L’opera raggiunse il suo scopo di attingere a un pubblico più vasto possibile e fu un grande successo.

Genesi dell’opera

L’opera fu composta da Mozart nel periodo maggio-settembre del 1791. Ci sono pochi documenti e

testimonianze a tal proposito, il che ha dato adito alla nascita di numerose leggende e a un’aurea di

all’opera. è un’opera pervasa di mistero e di simbolismo di chiave

mistero attorno Il flauto magico

massonica. Tutti gli accadimenti scenici e musicali seguono una dinamica eminentemente teatrale,

sganciata però da una logica drammatica coesa, stringente e unitaria per principio; in poche parole, Il

flauto magico si muove su un terreno nuovo, dove non esistevano binari già tracciati né una tradizione

precedente a cui fare riferimento. Si tratta a tutti gli effetti di un genere nuovo: infatti Mozart, quando

registra la sua opera nel catalogo delle sue opere alla data del luglio 1791, lo fa sotto la denominazione

cioè “opera tedesca”, la scelta di una forma e di uno stile particolari: la forma dello

Deutsche Oper, dall’altra, l’opera di argomento magico, nella quale

Singspiel, da una parte, e lo stile della Zauberoper

elementi fiabeschi intercalati a caratteri allegorici si esprimevano in un tono popolare non di

commedia realistica ma di racconto fantastico, senza spazio né tempo reali. Sia il Singspiel che

la Zauberoper, si trovavano ai margini del grande teatro di corte, che a Vienna continuava a essere

italiano, e non costituivano ancora un genere fisso e prestabilito con delle regole precise. Gli

l’intreccio fantastico, contornato

ingredienti principali erano comunque da inserti comici e

simbolismi, effetti spettacolari ricercati, sorprese e capovolgimenti che poco curavano la

verosimiglianza della storia, travestimenti, oggetti magici, mostri, fate, spiriti. È proprio da questo

linguaggio avventuroso, che sfiora la fiaba, che nasce il Flauto magico e, in generale, la forma

“magico”

dell’Opera tedesca. Inizialmente, questo teatro era seguito essenzialmente dal popolo,

quindi da un pubblico non colto, ma in seguito quel tipo di rappresentazione acquisì così tanto

successo da estendersi anche ad altri segmenti di pubblico, più colti e ricercati; per questo Mozart

accettò la commissione, da parte di Emanuel Schikaneder, di un’opera di quel tipo. Schikaneder

stesso, che aveva rilevato il teatro Auf der Wieden a Vienna, non aveva cominciato con la

rappresentazione di testi popolari e commedie fiabesche. All’inizio si era dedicato a grandi testi

classici, come Lessing, Schiller, Shakespeare: Re Lear, Amleto, Macbeth. In seguito, però, iniziò a

intuire le potenzialità, anzitutto teatrali, del teatro fiabesco. E il Flauto magico divenne quindi terreno

per una sperimentazione teatrale, a cui si unì anche Mozart. Alcuni sostengono che Il flauto

magico sia nato da una crisi finanziaria del teatro di Schikaneder, che avrebbe quindi chiesto a Mozart

“salvarlo”

di per amicizia. In realtà, Schikaneder non si trovava in difficoltà economiche, ma era anzi

in un momento propizio per tentare una "grande opera". Anche Mozart, nonostante le sue prospettive

l’imperatore Giuseppe II,

si fossero complicate dopo la morte del suo protettore, stava cavalcando

l’onda del successo. Il progetto del Flauto magico dovette sembrargli, quindi, una magnifica

occasione per sperimentare a sua volta nuovi orizzonti; ne sono testimonianze le lettere alla moglie

l’idea

Konstanze, che chiariscono con quanto entusiasmo e convincimento egli avesse coltivato della

grande opera tedesca.

Tanto Schikaneder quanto Mozart si misero dunque al lavoro nell’assoluta convinzione di creare

qualcosa di importante, qualcosa di nuovo nel mondo del teatro.

Per quanto riguarda i modelli a cui si ispirò il Flauto magico, fonte primaria risulta essere la

raccolta Dschinnistan oder Auserlesene Feen und Gesistermärchen ("Jinnistan ovvero Raccolta di

fiabe di fate e di spiriti") edita da Cristoph Martin Wieland tra il 1786 ed il 1789: in particolare la

fiaba Lulu oder die Zauberflöte ("Lulu ovvero il flauto magico") del parroco scrittore August Jakob

Liebeskind. Fonti secondarie del repertorio fiabesco, invece, sono un Oberon, König der

Elfen ("Oberon, re degli Elfi"), di Karl Ludwig Giesecke, già rappresentato da Schikaneder con la

musica di Paul Wranitzky e visto anche da Mozart a Francoforte nell’ottobre del 1790, e il

Singspiel Hüon und Amanda (1789) di Friederike Sophie Seyler. Gli elementi illuministici e

l’ambientazione orientaleggiante, antico-egizia, ricordano il dramma eroico Thamos, König in

Ägypten di Tobias Philipp von Gebler (già musicato da Mozart anni addietro) e il romanzo Séthos,

histoire ou vie tirée des monuments anecdotes de l’ancienne Egypte dell’abate Terrasson. Inoltre,

degli

rispetto al classico Singspiel fiabesco, il Flauto magico rappresenta un’evoluzione eventi: non

ci sono buoni e cattivi rigorosamente distinti, ma un vero e proprio cammino di formazione (Bildung)

verso la sfera trascendente e spirituale, ideale, che esiste al di là del mondo sensibile secondo i

massoni. Infatti, nel proporre i grandi sentimenti di umanità, di bontà, di fratellanza, l’opera è pervasa

da simbolismi che riflettono i canoni del pensiero massonico: la contrapposizione uomo/donna, luce/

“disordinato”,

tenebre, bene/male, cielo/terra, fuoco/acqua. Inoltre, l’opera presenta uno stile basato

su continue contrapposizioni, rispetto al canone comune nell’Ottocento che propone una successione

di scene costruite sulla progressione verso un unico culmine drammatico. Questo ha suscitato molte

critiche, persino da un personaggio di calibro come Richard Strauss. Eppure, il ribaltamento delle

ne garantiva per così dire l’effetto

situazioni era uno degli elementi fondamentali della Zauberoper; efficace. E l’effetto

di sorpresa, in modo spesso inverosimile ma proprio perciò teatralmente teatrale,

nel senso di un repentino cambiamento di prospettiva, non di un sovvertimento di valori determinati,

era un requisito fondamentale. Il ribaltamento della prospettiva aveva la stessa funzione che nella

tragedia greca aveva la peripezia: uno svelamento della verità che coincide col massimo della tensione

drammatica. Il bene, infatti, non è qualcosa di già presente, pronto all’uso, come nelle fiabe, ma il

risultato di una conquista, di un cammino verso l’illuminazione.


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Moses

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti per l'esame di storia della musica con il professor Mellace, in cui viene descritta la celebre opera musicale realizzata da Wolfgang Amadeus Mozart dal titolo Il flauto magico. Il testo fu composto da Mozart nell'arco di tempo compreso tra maggio-settembre del 1791. L'opera musicale inoltre è pervasa da un vero e proprio alone di mistero e si nasconde in essa una vera e propria simbologia.
La forma e lo stile seguono il modello dello Singspiel da un lato e la forma stilistica della Zauberoper dall’altro lato. Si tratta di due forme tipiche delle opere tedesche. Il flauto magico si articola in due atti ed è ambientato nell'antico Egitto. Le vicende si svolgono sia di giorno sia di notte per simboleggiare il passaggio dall'oscurità dell'inganno alla luce della sapienza, in cui si intravede il capovolgimento di ruoli dei personaggi buoni e dei personaggi cattivi, i cui più rappresentativi sono Sarastro e la regina della notte Astrifiammante.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in discipline delle arti, della musica e dello spettacolo - D.A.M.S. (IMPERIA)
SSD:
Università: Genova - Unige
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della musica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof Mellace Raffaele.

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