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Storia contemporanea - il fascismo e il nazismo

Appunti di Storia contemporane sulle lezioni "Il fascismo - il nazismo per l'esame del professor Graziosi. Gli argomenti che vengono trattati sono i seguenti: l’irreggimentazione della popolazione italiana sotto il fascismo, la funzione della donna nella gerarchia fascista, il “fascio delle massaie rurali”, il campo di concentramento Tarsia a Cosenza.

Esame di Storia contemporanea docente Prof. A. Graziosi

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autoritari e dittatoriali. A partire al 1933 anche la Germania diventa (e

rimane sino alla fine della 2ª guerra mondiale) un sistema di tipo

dittatoriale o come da molti è stato definito di tipo totalitario. L’ascesa e

l’affermazione del nazismo vanno cercate in una serie di fattori e nelle

premesse strutturali della situazione europea ma più specificatamente

nella situazione della Germania di quegli anni.

Il nazismo che si afferma in Germania a partire dal 1933 è un regime che

si distingue per il grado di penetrazione in quando finisce per dominare

interamente la vita della popolazione tedesca e si distingue per la

politica di annientamento nei confronti di alcune popolazioni e di alcuni

gruppi della società tedesca e non solo (soprattutto gli ebrei e gli

zingari).

All’origine del nazismo ci sono fattori sia di ordine culturali di antica

che fattori più strettamente congiunturali. Tra questi ultimi c’è

data

sicuramente la crisi della Repubblica di Weimar, cioè di quella

Repubblica che non riesce a stabilizzarsi e che è travolta anche dal

tentativo di legittimazione dei vari governi che si succedono al potere.

Nel periodo che va dal 1919 al 1928 si svolgono in Germania ben 5

tornate elettorali e si alternano al potere ben 18 governi nei 14 anni di

vita della Repubblica; il partito comunista da una parte (o partito

nazionaliste di destra dall’altra, fanno una

spartachista) e le opposizioni

grossa opera di delegittimazione della Repubblica.

A contribuire in questa forte instabilità della Repubblica interviene anche

la grossa crisi economica. La Germania è infatti letteralmente travolta

nella prima metà degli anni 20 da una iperinflazione dalla quale ne uscirà

solo a partire dal 1924/25 con il conio di una nuova moneta che è il

Rentenmark (marco di rendita) e con gli aiuti da parte degli americani i

quali leniscono il peso delle riparazioni a cui devono far fronte la

Germania in seguito a quanto stabilito dal “Trattato di Versailles”.

Nonostante ciò la ripresa economica non riesce a stabilizzare il quadro

politico, la disoccupazione è molto alta e quando scoppia la crisi del

1929 negli Stati Uniti la Germania è ancora troppo debole per poterla

fronteggiare e ne viene a sua volta letteralmente travolta.

La debolezza del sistema Parlamentare, del sistema Democratico e la

crisi economica sono sicuramente i fattori principali che contribuiscono

in maniera significativa allo scivolamento rapido della Germania verso il

Nazismo.

Ma il Nazismo ha anche radici e fattori culturali presenti nella società

tedesca già dal XIX secolo, ha cioè quella miscela di anti-industrialismo,

anticapitalismo, antiliberalismo e antisemitismo che anima i vari gruppi

nazionalisti i c.d. “Corpi che si costituiscono dopo la prima

Franchi”

guerra mondiale e che rivendicano una nuova guerra della Germania per

vendicarsi dell’onta subita dalla Francia.

Hitler arriva al potere grazie al movimento, che si trasformerà in seguito

in partito, che nasce già nei primissimi anni della Repubblica di Weimar

con il nome di “Partito Questo

Nazionale Socialista dei Lavoratori”.

partito che nasce a Monaco avrà, come il partito fascista in Italia, una

fase movimentista e una fase di istituzionalizzazione per cui la forza di

questo partito si misurerà attraverso la partecipazione alle elezioni cioè

attraverso quel momento istituzionalmente centrale di funzionamento

della democrazia.

La prima fase è appunto quella movimentista che si conclude nel 1923

con il fallito colpo di stato in seguito al quale Hitler viene carcerato. In

carcere Hitler scrive il testo che chiamerà “MEIN KAMPF” (le mie

memorie) in cui si notano già i primi germi e i primi indizi della sua

ideologia.

Questa prima fase si diffonde sul territorio (come aveva fatto in Italia il

partito fascista) anche attraverso la pratica della violenza anche

attraverso la costruzione di un vero e proprio esercito di partito che verrà

poi istituzionalizzato una volta che Hitler arriverà al potere.

Questa fase (tentativo di colpo di stato) viene interrotta dalla

incarcerazione di Hitler il quale dopo essere ritornato sulla scena politica

riprende in parte lo stesso tipo di azione che aveva in parte

contraddistinto il partito nella prima fase. A partire dal 1928 Hitler tenta

appunto la istituzionalizzazione del partito.

Il 1928 è il primo anno in cui il partito nazional-socialista si candida alle

elezioni, ottenendo in realtà un povero risultato, inizia così il processo di

legalizzazione.

Questo partito era un partito che si basava su una ideologia di tipo

razzista avendo alla base la concezione della storia come lotta tra razze

in cui applicando la teoria Darwiniana le lotte tra le razze portavano alla

selezionavano sulla base della loro potenza e superiorità. La lotta tra

queste razze per Hitler non poteva che dare luogo al predominio della

razza ariana.

Il futuro della Germania secondo l’ideologia di questo partito era legato

“LEBENSRAUM” (spazio vitale) che non poteva

alla conquista del c.d.

che essere verso i territori che si estendevano verso est.

Ovviamente il partito nazional-socialista aveva una forte

contrapposizione al marxismo soprattutto nella sua versione bolscevita

cioè nella versione che aveva assunto dopo la rivoluzione del 1917 in

Russia.

Sin dall’inizio si presenta come un partito radicalmente antisemita, nello

schema di Hitler e del partito nazional-socialista gli ebrei erano

all’origine di tutti i mali della Germania in quanto erano ritenuti

responsabili della guerra, erano agenti del capitalismo, erano agenti del

bolscevismo.

I bersagli di Hitler e dell’azione politica del partito nazional-socialista

sono:

a) gli ebrei;

il trattato di “Versailles” che era considerato un’onta da lavare

b) per tutte

le imposizioni che erano state stabilite contro la Germania;

l’alleanza tra la Francia e la Gran Bretagna.

c) Tutti questi messaggi, che erano messaggi populistici e che facevano

leva sulla potenza della Germania, cominciano a fare breccia sulla

popolazione tedesca e sull’elettorato tedesco facendo anche leva sulle

conseguenze della crisi economica del 1929 che aveva fatto un numero

impressionante di disoccupati e di disperati per l’assenza di lavoro.

La crisi fa impennare i tassi di disoccupazione che sale al 15,7% della

popolazione nel 1930 e che già nel 1932, che è l’anno più drammatico,

tocca la punta del 30,8% della popolazione attiva.

La crisi che colpisce tutti i settori (agricoltura, industria, dimezzamento

della produzione, ecc.) non viene gestita dai partiti della coalizione che

sostanzialmente si sfascia sui temi dei sussidi ai disoccupati, si sfascia

sull’alternativa tra una politica deflazionista che deve contenere la crisi e

politiche che intendono comunque tenere alta la spesa pubblica per

evitare che il conflitto sociale si allarghi e diventi insostenibile.

L’ultimo governo di coalizione è il governo Muller (1930) dopodiché

l’allora presidente della Repubblica Hindeburg (un generale che è alla

presidenza della repubblica dal 1925), la cui elezione aveva

rappresentato una svolta a destra, affida il governo a Bruining ma

soprattutto comincia a usare sistematicamente l’articolo 48 della

costituzione di Weimar, cioè comincia a far leva su quella parte della

costituzione che consentiva al Presidente e al Capo del Governo di

esautorare (by-passare) il Parlamento e le sue funzioni.

Contemporaneamente all’ascesa della crisi sempre più drammatica della

sono anche le tappe dell’ascesa

denuncia della costituzione di Weimar

elettorale del partito nazional-socialista il quale nelle elezioni:

- del 1928 racimola un esiguo 2,8%;

- del 1930 si attesta già al 18,3%, portando 107 deputati al Parlamento

contro i 143 della social-democrazia (Espedè) che allora era il partito che

aveva il maggior consenso elettorale;

- del Luglio 1932 arriva al 37,4% dei consensi (qualche mese dopo

scenderanno i consensi che si attesteranno al 33%);

- del Marzo 1934 (ascesa al potere di Hitler) tocca il 44,4% dei consensi.

Il partito quindi si trasforma da movimento di quadri in un partito di

massa che unisce l’organizzazione tipica del partito di massa dandosi

quindi un programma, avendo una diffusione capillare sul territorio,

avendo un gruppo di politici di professione. Tutto questo viene unito a

tutta una tattica che è tipica dei partiti di estrema destra di questa fase

che è la violenza squadrista per affermarsi. Il successo è costruito sia

sulle parole d’ordine che fanno leva sul sentimento, sul patriottismo, sul

nazionalismo, sul desiderio di rivincita della Germania e sul bisogno di

identità dei tedeschi, ma soprattutto fanno leva sulla profonda crisi che

scuote i partiti della Repubblica di Weimar in questo periodo.

Il fenomeno di Hitler e del partito nazional-socialista è un fenomeno che

all’epoca viene sottovalutato sia all’interno della stessa Germania che

all’esterno, nel senso che le grandi potenze come la Francia e la Gran

Bretagna non si accorgono di quello che sta succedendo ritenendo che

sia quasi fisiologico e quindi un buon antidoto alla diffusione del

e all’area che spira dalla Russia sovietica.

bolscevismo

Quindi non soltanto sottovalutano il fenomeno ma quando Hitler arriverà

a potere nel Gennaio del 1933 si assisterà ad una politica estera,

soprattutto da parte della Gran Bretagna (la c.d. politica della Bisiment),

che tenterà di trovare accordi con Hitler nella convinzione che appunto

Hitler si accontentasse dell’espansione solo verso est.

Nel Gennaio del 1933 il Presidente della Repubblica tedesca, usando le

prerogative dell’art. 48 della costituzione, da incarico a Hitler di formare

il governo e, come era accaduto a Mussolini in Italia, anche Hilter

arriverà al potere in un modo incostituzionale in quando non c’è una

presa di potere che passa attraverso un colpo di stato o attraverso una

politico ma c’è una presa del potere che arriva

eversione del sistema

sull’onda di un riconoscimento (nel caso di Hitler molto più che nel caso

di Mussolini) in termini di voto con ben oltre il 33% dei consensi.

La presa del potere effettiva avviene nei mesi successivi con lo

scioglimento del “REICHSTAG” che è il Parlamento tedesco (febbraio

1933) e il conseguente suo incendio (che è una questione ancora oggi

controversa su chi sia stato ad incendiarlo). Il problema di chi sia stato

ad incendiare il “REICHSTAG” non è un problema molto importante ma

è importante l’uso politico che Hitler ne fa di questo atto in quanto lo usa

come scusa e occasione per affermare un potere che è sempre più forte e

soprattutto per mettere fuori legge i partiti politici a cominciare dal

che è considerato il responsabile dell’incendio del

partito comunista

“REICHSTAG” e a sopprimere i diritti costituzionali fondamentali.

L’incendio del “REICHSTAG” è pertanto l’inizio dello smantellamento

e dell’affermazione di un regime che

della costituzione Weimariana nel

giro di pochi mesi diventerà un regime a partito unico che si regge sul

terrore. Nel marzo del 1933 c’è una nuova tornata elettorale che avalla

praticamente tutto questo e che vedrà (come abbiamo già visto)

l’affermarsi del partito nazional-socialista che arriverà al 44,4% dei

consensi e riduce drasticamente il peso del “CENTRUM” (18,3%) e

dell’Espedè (partito social-democratico) che è stato per tutti gli anni

della Repubblica Weimariana il partito con la maggioranza relativa e che

all’11,2%.

a quel punto è ridotto

La presa del potere continua molto velocemente con una serie di atti e

con una persistente campagna di violenza e di intimidazioni che ha uno

dei suoi culmini nella giornata del 10 maggio 1933 nella quale in tutte le

Germania vengono bruciati i libri, c’è il grande

piazze della città della

rogo dei libri considerati degeneranti, considerati falsi, tutti quei libri che

secondo il regime non dovevano essere letti perché erano incompatibili

con il regine.

Come era successo nei primi anni del nazismo si assiste alla

istituzionalizzazione della violenza e delle squadre che perpetrano la

violenza, ma soprattutto ad un regolamento di conti tra queste squadre

che sostanzialmente mette fuori, nella famosa “NOTTE DEI LUNGHI

COLTELLI”, tutta quella parte delle squadre di assalto che nell’idea di

Hitler volevano soppiantare il governo.

L’azione di Hitler nel primo anno di governo fu quella di svuotare

progressivamente la costituzione e le istituzioni repubblicane e si

conclude nel 1934 in seguito alla morte del Presidente della Repubblica

(Hindeburg) quando Hitler assume anche la carica del Presidente della

Repubblica, oltre a quello di Cancelliere. Unite queste due cariche si fa

nominare Fhurer (colui che conduce). Con questa azione la costituzione

di Weimar si può considerare definitivamente superata.

C’è ancora oggi una grande discussione tra gli storici su cosa sia stato

questo regime e come è stato possibile arrivare a questo regime in un

paese come la Germania di grandissime origini, nobilissime radici, un

paese di grandissima cultura dove per tutto nell’ottocento era considerata

la culla della filosofia, della musica e del romanzo. Nessuna delle

risposte riesce a soddisfare sino in fondo queste domande. Nella sostanza

le interpretazioni sul nazismo si sono divise in due grandi correnti.

Queste correnti sono quella intenzionalista e quella funzionalista.

 La corrente intenzionalista sostiene che il nazismo e quasi interamente

spiegabile con la figura di Hitler e con la sua azione. Cioè Hitler è il

motore di tutto il sistema e tutto quello che si realizza tra il 1933 e il

1945 era già stato prefigurato da Hilter nel “MEIN KAMPF” (che sono

quei libri che Hitler scrisse allorquando era in prigione e che come

abbiamo già visto contengono già i primi germi e i primi indizi della sua

ideologia) dove sono comprese anche le azioni finali cioè lo sterminio

degli ebrei.

 La corrente funzionalista, che è quella che negli ultimi anni ha avuta

molti risultati e che si è affermata in termini di ricerca, è invece una

corrente di storici che ridimensionano la figura di Hitler e che mettono di

più l’accento sulle dinamiche dei vari apparati del regime. Questo

significa che Hitler è si il responsabile ma non è il solo perché in realtà

responsabile del nazismo è l’intero popolo tedesco perché era

radicalmente e dal primo momento antisemita.

Ma in sostanza la corrente funzionalista ha messo l’accento sul

funzionamento e meccanismo dello Stato, su un regime che si è

costituito come regime policratico e policentrico. La catena dei comandi

spesso si inceppa e non segue un iter molto preciso. Nel regime esiste un

continuo dualismo tra stato e partito e dove è difficile individuare se i

comandi e le direttive partono di volta in volta dalla istituzioni del partito

o da quelle dello stato. Il sistema era comunque policentrico e coopera in

modo competitivo per sottrarsi di volta in volta le competenze e le

autorità. Hitler era circondato da un gruppo di fedelissimi che

suggeriscono e inventano le politiche e che si adoperano per la loro

attuazione.

Nella Germania nazista l’apparato statale preesistente non fu sostituito, a

differenza di quanto accade in Italia per il fascismo, ma in alcuni casi si

sovrapponeva ed entrava in concorrenza con gli apparati dello stato; si

assiste così ad una proliferazione sregolata di apparati, di ordinamenti e

di leggi, ma su tutto fa perno una prassi politica tipica dei regimi

dittatoriali in cui vengono privilegiati i rapporti di fiducia.

Gli storici in realtà hanno cercato dappertutto documenti dove Hitler dice

espressamente che gli ebrei devono essere sterminati a partire da giorno

X. Non esistono documenti così espliciti ma esistono una miriade di atti,

di manifestazioni e di decisioni che vengono presi dal partito e dai

collaboratori di Hitler.

Una delle caratteristiche che contraddistingue questo sistema è la forte

contraddittorietà e competizione che si crea all’interno del regime e ha

come risultato quello di spostare la pratica della violenza e del terrore

sempre più verso l’alto.

La violenza e il terrore sono lo strumento per la conquista del potere e

dello spazio vitale (LEBENSRAUM) e che diventeranno uno strumento

per la selezione della razza.

Il consenso che raggiunge il nazismo in Germania sarà molto più

il fascismo in Italia. Tra l’altro la

marcato di quello che raggiunge

Germania a differenza dell’Italia non conosce il movimento della

resistenza e dove non c’è una resistenza organizzata come in Italia e tutti

i paesi occupati dal regime nazista. Si avrà una resistenza in Francia, in

Norvegia, in Danimarca contro gli occupanti stranieri.

La Germania non conosce la resistenza e non si svilupperà questo

movimento perché non sarà un paese occupato.

Il consenso in parte si costruisce con il terrore e che ha una penetrazione

nella società spaventosa (es.: ogni palazzo della Germania nazista ha una

spia nazista), dove vengono rotte le solidarietà e dove tutta la vita

comunitaria viene spezzata. Non ci sarà più solidarietà neanche

all’interno delle famiglie dove anche nei rapporti tra i vari componenti

della famiglia si insinua la paura, il sospetto e il dubbio.

Quindi questo sistema riesce ad atomizzare completamente gli individui

usando la pratica del terrore così massiccia da impedire la reazione.

“positiva” facendo

Ma il consenso si costruisce anche in maniera

continuamente appello alla rivincita all’importanza di rendere

nuovamente la Germania una grande potenza, si costruisce sull’ideologia

razziale costruendo tutta una serie di organizzazioni che vengono create

l’ideologia nazista. Anche il nazismo, come

per socializzare ed infondere

il fascismo, costruisce l’associazione di tedeschi in cui i giovani

partecipano con entusiasmo, dove si organizzano delle manifestazioni

sportive perché attraverso lo sport si diventa più belli, più forti, la razza

ariana emerge in maniera più chiara e più definita, ecc..

Tutto questo viene combinato con una serie di azioni che il nazismo

mette in atto su tutte quelle istituzioni tradizionali della società, cioè

l’esercito, la chiesa, la famiglia. Il rapporto con la chiesa è quello più

complicato, anche perché la Germania è divisa tra due religioni, quella

cattolica e quella protestante.

È evidente che il consenso non è univoco, gli storici che si sono occupati

di questo problema e che hanno descritto tentativi di resistenza: da quello

di non alzare il braccio gridando “HI HITLER”, a quello di continuare la

partita del contrabbando nelle campagne, a come nascondere gli ebrei e

di ospitarli a casa. Questo ci fa capire come non tutto il popolo tedesco è

monoliticamente assoggettato alle idee del nazismo.

Sappiamo poi che ad un certo punto della guerra ci sono anche dei

tentativi da parte di ufficiali dell’esercito di attentare alla vita di Hitler

che sono falliti, ma che questi tentativi e questa resistenza arrivano ormai

quando è evidente che Germania è ormai sostanzialmente sconfitta e che

non è in grado di proseguire l’azione di conquista come aveva fatto sino

a quel momento.

Il nazismo si caratterizza con un radicale razzismo. È un regime dove dal

l’obiettivo di Hitler, del gruppo dirigente, del governo,

1933 al 1945

della struttura del partito nazional-socialista, di coloro che militano nel

partito, di coloro che fanno parte della Gestapo e del servizio di

sicurezza fanno parte di un apparato che è convinto assertore della

necessità di costruire un

nuovo modello razziale al cui vertice di trova la razza ariana (che è poi la

razza tedesca).

Questa selezione si fa attraverso lo sterminio di circa 6 milioni di ebrei e

sullo sterminio di altre popolazioni che sono gli zingari, gli slavi, si fa

attraverso i piani di selezione della razza che viene chiamato

“programma dell’eutanasia di massa” (eutanasia in questo contesto e

completamente differente da quello che conosciamo oggi in quanto per il

nazismo eutanasia significava sterminio dei disabili)

Questa ideologia razzista non si costruisce da un giorno all’altro ma

affonda le sue radici in una serie di teorie scientifiche che vengono

elaborate dall’inizio dell’ottocento e che fungono da giustificativo di

tutta una serie di azioni e attività che il regime nazista svolge.

Quali sono queste teorie? A partite dall’ottocento si cerca di selezionare

le piante, di classificare le razze; ci sono gli studi sul corpo umano, sul

cervello, sulla forma del naso, sulla forma della fronte e alla relazione

che c’è tra una certa conformazione del cranio che è connotazione di un

soggetto criminale portato a delinquere. Alla fine dell’ottocento ci sono

gli studi di fisionomica e soprattutto gli studi sull’eugenetica cioè su

come migliorare le specie e su come migliorare le razze. Sempre in

questo periodo c’è il Darwinismo e la sua teoria evoluzionistica.

Tutto questo si mescola con il nazionalismo si mescola con il diffondersi

di atteggiamenti mistici e nazionali anche in politica. Il fascismo e il

nazismo ricorrono entrambi ad un apparato mistico di tipo religioso per

aumentare il consenso intorno al partito.

Anche su questo tema come su tutti gli altri aspetti del nazismo ci sono

state e ci sono grandi controversie storiche e anche su questo tema si

fronteggiano gli “intenzionalisti” e i “funzionalisti” nel senso che anche

su questo tema c’è chi dice che la soluzione finale dello sterminio degli

ebrei era un’idea che già Hitler aveva in mente nel 1924 quando scrive il

“MEIN KAMPH” e c’è invece chi dice che la politica del genocidio, la

soluzione finale, lo sterminio degli ebrei, è il risultato di una serie di

sviluppi in parte isolati e in parte contingenti.

Come vedremo il nazismo era razzista e lo era già dal primo momento,

ma nel 1933 Hitler non ha in mente la soluzione finale, la soluzione

finale matura nel contesto della guerra e nel contesto della soluzione

“Barbarossa”, cioè matura quando le truppe tedesche si trovano a

conquistare un territorio in cui ci sono circa 6 milioni di ebrei e quindi si

trova di fronte al problema dell’eliminazione degli ebrei.

È qui che l’antisemitismo radicale assume delle proporzioni gigantesche

nel momento in cui: prima con lo scoppio della guerra e l’occupazione

dove c’è una fetta molto

della Polonia che è un altro territorio

significativa di popolazione ebraica e poi, soprattutto con l’operazione

“Barbarossa” e l’occupazione dell’Ucraina che era una di quelle zone di

residenza di ebrei dell’ex Impero Zarista dove le leggi antisemite erano

varate già nell’ottocento (l’Ucraina era una di quelle aree storiche

state

dell’Unione Sovietica dove c’era una alta concentrazione di ebrei).

Quindi i “funzionalisti” propendono per una spiegazione che è quella

della progressiva radicalizzazione delle iniziative, quindi lo sterminio è

una cosa che si costruisce non è una ideologia che c’è all’origine del

regime ma è una ideologia sempre più drammatica e quello che è più

drammatico e che si costruisce con un corso sempre più ambio della

In qualche modo quindi la teoria “funzionalista”

formazione della destra.

tende ad attribuire ad un maggior numero di persone la responsabilità.

Gli “intenzionalisti” dicono invece che era Hitler che aveva deciso tutto

e che tutti gli altri erano succubi delle sue idee.

“funzionalista”, al contrario, dice che è vero che Hitler era a

La teoria

capo e c’era tutto lo staff attorno a lui, ma c’è una buona parte della

popolazione che è convinta di dover perpetrate lo sterminio, che

partecipa, che da una mano, che interviene, che non si tira indietro nel

momento in cui arrivano i comandi, ma che addirittura in alcuni casi che

anticipa i comandi stessi per attuare lo sterminio.

I nazisti perseguitano, incarcerano e uccidono uomini e donne per la loro

fede politica, per la loro condotta, perché sono testimoni di Geova,

perché sono omosessuali, perché sono delinquenti, ma soprattutto perché

sono ebrei o zingari.

Il nazismo uccide bambini, adulti e anziani tedeschi perché sono

portatori di malattie, perché sono menomati o perché sono portatori di

qualche malattia che ritengono possa inquinare il corredo genetico della

razza ariana.

Quella del genocidio nazista e una soluzione graduale: c’è la prima “fase

dell’esclusione” , è la fase in cui si nega la cittadinanza a tutta una serie

di soggetti, che sono tutti quei soggetti che vengono considerati diversi

rispetto all’idea che il nazismo ha della purezza della razza ariana. È


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edlin57

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Corso di laurea: Corso di Laurea in scienze politiche dell'amministrazione e dell'organizzazione
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher edlin57 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli Federico II - Unina o del prof Graziosi Andrea.

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