La classe operaia e l'ascesa del nazionalismo
La classe operaia è cresciuta ed inizia a far parte della società e della piccola borghesia. Ma se la borghesia si vede raggiunta da persone con capacità inferiori, in quanto con poca istruzione, solo grazie a delle proteste, vede lo Stato come un organismo debole. Ci si dirige quindi verso una visione più nazionalista o almeno si auspica in uno Stato forte non sottomesso alla piazza. La borghesia quindi vuole interessi più universalistici dello Stato, uno Stato forte in politica estera. Per far sì che lo Stato sia forte in politica estera c’è bisogno di ordine interno.
Il nazionalismo
Il nazionalismo nasce come risposta, reazione ad una forte trasformazione di modernizzazione. Il nazionalismo del '900 è completamente diverso; mentre nell'800 era un movimento per la nazionalità dei popoli oppressi, ora è invece un Nazionalismo puro. Luogo dove i cittadini trasformano uno Stato in un’Istituzione, che sentono come propria.
La visione amministrativa statalista (ma mazziniana) non cade però dall’alto. Si pensa più ad una National Efficiency, dove lo Stato potente è in grado di gestire i problemi del Paese. Il nazionalismo italiano nasce dalla sconfitta di Adua nel 1896, dove ci fu il silenzio dell’opinione pubblica. Il nazionalismo italiano, legato a quello francese, avrà fondamento nel 1910 con la nascita dell’Azione socialista italiana e nel 1909 con un movimento studentesco.
Tutto nasce da un problema di fondo. Il nazionalismo ha le radici, infatti, nella borghesia, che si sente abbandonata dallo Stato. Vedono i cambiamenti della classe operaia causati dalle proteste, in confronto alla loro posizione di stallo nonostante la loro supremazia culturale e letteraria. Il nazionalismo vuole uno Stato neutro e al di sopra delle classi, contro il partito e i suoi interessi di potere.
Corradini e le idee nazionaliste
Corradini: “I socialisti sono nostri nemici, perché fanno quello che fanno per una classe”. L’interesse nazionalista non è nella classe, ma nella nazione intera. Ci si ispira al Sindacalismo Rivoluzionario (Sorel), una radicalizzazione del socialismo. Sorel dice: “Fare la rivoluzione con scioperi, scioperi finché non collassa il sistema. Sciopero a scopo politico.”
Le lotte di classe si trasformano in idee di parte, per gli interessi solo di una parte. I nazionalisti vogliono più unità e interessi per tutta la nazione. Inoltre preso a modello il Cattolicesimo con la struttura ordinata e fortemente gerarchica. Non passa l’idea di Gobetti secondo il quale il conflitto regolamentato può portare a un miglioramento.
Corradini dice che il nazionalismo deve diventare Socialismo Nazionale, deve risvegliare il valore della lotta internazionale, della guerra come necessità. Per questo ci vuole un Patto di non-aggressione tra le classi; non esiste una forma di cosmopolitismo (→critica anche all’illuminismo). La coscienza di classe deve quindi divenire coscienza nazionale. Giolitti è il soffocatore. L’unico modo è utilizzare metodi anti-liberali, come il coinvolgimento delle masse manipolabili per mettere pressione al parlamentarismo.
Il nazionalismo in Europa
Nazionalismo francese: c’è una destra conservatrice e destra Sovversiva, che vuole ribaltare il sistema (Action Francaise). Maurras che crea organizzazioni paramilitari come: Camelots Du Roi, filomonarchici che portano la violenza politica in piazza (I volta nella storia).
Nazionalismo inglese: Boy Scout di Powell con esercizio fisico sin da bambini.
Nazionalismo tedesco: costituzione di leghe per raccogliere i soldi per forza militare e marittima.
La prima guerra mondiale
Un primo focolaio è quello Austro-Russo per il controllo dei Balcani. Nel 1908 l’Austria annette la Bosnia. Intanto l’Italia cerca con la Libia di combattere e annettere territori restanti del Grande Malato d’Europa (Impero Ottomano), trasmettendo la fiducia a chiunque di poter osare. Grazie alla strana condotta di Guglielmo 2° il kaiser, la Francia si avvicina alla Russia. A causa della Weltpolitik del Kaiser che inizia a rinforzare l’esercito e il suo impero coloniale, oltre alla flotta (1898-1900) per minacciare la Gran Bretagna. (Sfida presa male da Gran Bretagna).
A questo punto la Gran Bretagna riprende i rapporti con la Francia e la Russia (sono le alleanze meno impegnative) e la Germania punta sull’Asse e Triplice Intesa con Italia e Austria (in difficoltà a cause delle multietnie che ha al proprio interno, che vogliono rivendicare la propria nazionalità senza uscire dall’impero). Tuttavia l’effetto che Guglielmo secondo sperava di ottenere era un’alleanza con la Gran Bretagna basata sull’interesse di quest’ultima di allearsi con la prima potenza mondiale in base a una comune radice sassone.
Dal 1907 al 1914 le riforme militari franco-russe stanno riducendo il divario con quelle tedesche. In Russia c’è l’Intellighenzia, che protesta contro il sistema autocratico. La Russia non sapeva se intervenire in occasione dell’attacco austriaco in Serbia nel 1914, ma lo zar diede ascolto all’opinione pubblica in maggioranza panslavista per evitare ribellioni interne.
Scoppiata la scintilla, la Russia mette in moto i Riservisti, i russi rivendicano lo stato di mobilitazione come manovra inevitabile per uno stato di quelle dimensioni, è una pre-mobilitazione per le dimensioni dello Stato, quindi lenta. Difficile interpretazione della Germania che avrebbe dato il tempo alla Russia di organizzarsi, quando il suo obiettivo principale consisteva in una rapida vittoria su Russia e Francia in modo che non entrasse in guerra la Gran Bretagna, legata unicamente al vincolo con la Neutralità del Belgio.
Dopo l’invasione del Belgio (la Gran Bretagna avrebbe evitato il conflitto, ma ci si chiede se ci si può permettere di far invadere il Belgio) il ministro degli esteri Grey non vuole sbilanciarsi, dato che la decisione d’intervento dipende dal Parlamento. Se decide di intervenire costringe Francia e Russia ad attaccare, se lascia passare, crea una situazione di vantaggio per Germania ed Austria.
I socialisti nel corso della II Internazionale ribadirono che la guerra non sarebbe mai potuta scoppiare in quanto nell’eventualità si sarebbero impegnati in uno sciopero generale che avrebbe fatto collassare la guerra. Dal 1912 cambia tutto, si entra in guerra in base al criterio “Il nemico ci sta attaccando”. L’Inghilterra entra nel conflitto unicamente in difesa del Belgio, i socialisti votano in Parlamento i crediti di guerra e si ha lo svuotamento dell’internazionalismo. Con l’inizio del conflitto però cambia anche la concezione Universalistica di quegli anni, lasciando spazio ai ideologie nazionaliste per la difesa della patria.
La disfatta inevitabile
Nessuno voleva far esplodere la Guerra, con l’ultimatum alla Serbia, l’Austria non intende attaccare la Russia, ma si prende il pericolo. Nessuno vuole la Guerra, ma in fondo tutti sono pronti a correre il rischio (anche dell’ingresso in guerra della Gran Bretagna) pur di non apparire deboli (interessi geopolitici e logiche età moderna), inoltre ci si giustifica in base alle proprie ideologie:
- La Germania di Guglielmo 2° era convinta di combattere contro il Materialismo, l’atomismo individualista, utilitarismo capitalista e idea di libertà individuale Occidentale. (Valori del 1789)
- Francia e Gran Bretagna erano convinte di combattere l’autoritarismo e militarismo e l’idea di libertà basata su inversione tra rapporti privato/stato tedesco. (Valori del 1914)
Vitti: “Prima del 1914 si avevano i più opposti sistemi politici, e nessuno aveva l’idea che per vivere avrebbe dovuto distruggere gli altri”.
“Era diventata una guerra di civilizzazione europea contro la riluttante Germania”
Zombak: “gli occidentali ci vogliono liberare” (ironia).
Valori tedeschi del 1914, sono i valori dell’ordine, del militarismo e la subordinazione dell’individuo allo Stato (Hegel). Mentre i valori Occidentali sono legati all’individualismo e al capitalismo. La guerra avrebbe detto quali sarebbero stati quelli giusti.
Le conseguenze delle guerre mondiali
La seconda Guerra mondiale è l’esito della prima (guerra dei 30 anni), la tecnologia, in tutti i settori, si evolve per superare la fase di stallo causata dalle trincee.
Le micro-questioni sono fondamentali: 17 milioni di morti, portati a 26 a causa delle epidemie, si veniva dalla Belle Epoque, un periodo di progresso e di positivismo intenso, nessuno avrebbe mai pensato che l’epoca del bello sarebbe finita da lì a poco con l’attentato di Sarajevo.
Fu assassinato il duca Francesco Ferdinando, erede al trono imperiale. Il duca fu avvisato più volte che sarebbe stato pericoloso andare in Serbia, non era ben visto nemmeno dall’Imperatore stesso. Si racconta che F. Ferdinando stesse andando a fare visita in ospedale a degli ufficiali feriti, ma che l’autista sbagliò strada, trovandosi poi di fronte Gavrilo Princip, un giovane estremista, facente parte di una organizzazione segreta La Mano Nera, che sparò al duca e a sua moglie. L’Austria approfittò della situazione per regolare i conti con la Serbia e impose un ultimatum (Diktat). In particolare il ministro degli esteri Bertod, sicuro della presenza tedesca alle sue spalle. Si voleva fare piazza pulita nei Balcani.
Il contesto politico
Si pensa ad una Guerra breve, i politici spingono per questo. Il 30 Luglio 1914, l’Austria manda l’ultimatum alla Serbia. La Serbia risponde positivamente, esclusa la possibilità della polizia investigativa austriaca di far luce sull’assassinio a Sarajevo. Bertod però, in quanto vuole la Guerra, aspetta a mandare il resoconto al kaiser. Quando il kaiser ricevette il responso, fu sollevato di non dover cominciare il conflitto, però non voleva apparire debole agli occhi di tutti. (“Parlava con fare da maresciallo”, disse Ludwig).
Va inoltre ricordato che i 4 Re sono in confidenza (Inghilterra e Germania cugini, Austria e Russia hanno stato autoritario). Nonostante tutto Francesco Giuseppe, imperatore d’Austria aveva qualche ripensamento, in quanto gli arrivò una notizia falsa, di una sparatoria al confine da parte dello stesso Bertod. Si pensava a una spedizione punitiva in piccolo giusto per sistemare gli equilibri (bombardamento di Belgrado), in realtà si tramava per l’occupazione e l’annullamento della Serbia e l’inizio del conflitto poiché tutti gli stati sociali alti, compresi i generali (con guerra hanno prestigio e vantaggi) e i ministri (parlano per politica senza cercare di risultare deboli) ne avrebbero tratto vantaggio.
A questo punto c’è la richiesta tedesca allo zar, di sospendere la mobilitazione russa dell’esercito (difensiva per la Serbia) ed evitare la guerra. Lo zar cerca di convincere il capo di stato maggiore Zazanov a sospendere la mobilitazione, la guerra poteva essere evitata. Egli però non è convinto, in quanto pensa che la Germania potrebbe trarre profitto dalla impreparazione militare russa, e il ministro della guerra conferma la scelta di Zazanov di non fare niente.
Purtales è l’ambasciatore tedesco in Russia, che si rifiuta di andare a vedere il dispaccio dell’imperatore Guglielmo 2°, in quanto aveva portato il giorno prima la dichiarazione e stava già andando via dalla Russia. (Comportamento funzionale al suo ruolo).
Scoppia la Guerra, divenne impossibile fermare i giochi diplomatici. Bertod falsificava i documenti (ben 38, volti a dimostrare l’innocenza dell’Austria) per far scoppiare il conflitto, e furono resi noti unicamente dopo la guerra. Grey è la figura chiave in quanto durante le trattative aveva proposto il Congresso internazionale, rifiutato da Guglielmo 2°. Grey comunicava con entrambi i sovrani, cercando di non sbilanciarsi mai; il tutto viene reso nullo con il piano Von Schlieffen, ossia l’invasione del Belgio, l’opinione pubblica viene stordita in quanto la guerra appare da narrazione forte, scompare la Belle Epoque.
Vi è un collasso della cultura liberale, non c’è più pluralismo parlamentare, anche l’SPD sta con il kaiser (che si commuove), in quanto girano diverse fake news riguardanti crimini di guerra e complotti con problemi terzi (ex. indipendenza Irlanda) messi in secondo piano.
L'Italia e la neutralità
Italia, invece, non si compatta, si pensa alla non-entrata nel conflitto, non era legata all’Alleanza da un patto offensivo, come nel caso dell’Austria (che non aveva avvisato dell’attacco alla Serbia, già rifiutato nel '13 da Giolitti, e non aveva dato guadagni economici dopo l’invasione della Bosnia nel 1908 come da accordi). Anche se la Germania è restia nell’anti-italianismo in quanto esiste sempre la possibilità di schieramento a favore dell’intesa.
Neutralità italiana = L’Italia è l’unica tra le medio/grandi potenze a non entrare in guerra. Ci fu una guerra civile per decidere l’entrata nel conflitto e per che fronte e l’Italia fu l’unico popolo ad essere interpellato. La situazione verrà descritta come Neutralismo (non si pende da nessuna parte). In realtà, sarebbe più corretto non-interventismo. L’Italia poteva intanto affidarsi alle clausole dell’Alleanza con gli Imperi centrali, in quanto il patto era puramente difensivo. Inoltre il patto prevedeva ricompense economiche dopo ogni conflitto, ma l’Austria nel 1908, non diede nessun compenso all’Italia.
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