L'Italia dal "biennio rosso" all'avvento del fascismo
L'Italia dopo la guerra
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Situazione di squilibri economici e di conflittualità sociale. L'industria di guerra ha portato all'arricchimento dei grandi speculatori e di determinati settori dell'industria mentre l'inflazione colpisce soprattutto i risparmi del ceto medio. Diffuso malessere sociale. Lo Stato interviene attraverso la regolamentazione della spesa pubblica, la politica monetaria e il blocco dei prezzi dei beni di prima necessità.
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Biennio rosso (1919-20). Definito così già dagli storici del tempo per via dei socialisti. Ci sono vere e proprie guerre civili soprattutto in Emilia (es: Faenza), dove si chiede il benessere della collettività. Le ragioni principali sono la crescita della disoccupazione e le pressioni dei contadini. L'ondata di scioperi e lotte sociali coinvolge operai e contadini. Gli scioperi agrari non comprendono solo, come una volta, i contadini e i braccianti della Valle Padana, ma anche i mezzadri delle zone centrali e i salariati dei latifondi del Mezzogiorno. Nei centri industriali del nord la protesta porta spesso all'occupazione delle fabbriche e alla formazione di due leghe: "rosse" dei socialisti e "bianche", cattoliche. Il Partito socialista non riesce a portare queste rivolte a uno sbocco politico a causa della sua divisione interna. La corrente riformista infatti continua ad essere la maggioritaria nel gruppo parlamentare e all'interno della Confederazione generale del lavoro e a volere una collaborazione con la classe dirigente liberale.
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L'esaltazione nazionalista è alimentata dal mito della "vittoria mutilata": secondo cui la mancata acquisizione della Dalmazia, promessa dal Patto di Londra, e di Fiume ha dimostrato durante la Conferenza di Parigi l'incapacità e la debolezza della classe dirigente liberale. Si organizzano i primi movimenti nazionalisti che puntano a una ridefinizione internazionale dell'Italia. Hanno una prospettiva diversa dai socialisti, che desiderano ridefinirla e rafforzarla all'interno.
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Settembre 1919: D'Annunzio alla guida di un corpo di volontari occupa Fiume. Tale occupazione viola palesemente i trattati internazionali e si protrarrà sino al 1920.
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Novembre 1920: Trattato di Rapallo con la Jugoslavia: Fiume viene proclamata città libera. Viene riconosciuta l'italianità di alcuni paesi: all'Italia vanno Trieste, Gorizia, Istria e Zara.
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Gennaio 1919: nasce il Partito Popolare di Don Sturzo (futura DC): cambia radicalmente il non expedit. Si tratta di un partito importante perché acquisiva il consenso dell'elettorato moderato e perché la popolazione è di fede cattolica. Avanza un vasto programma di riforme che comprende: la riforma agraria, un'efficiente legislazione sociale.
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Nuova formazione: Fasci di combattimento (fondati il 23/03/1919 da Mussolini a Milano), raccolgono il sostegno di nazionalisti, intellettuali, ex sindacalisti rivoluzionari e molti reduci di guerra. Si organizzano in una vera e propria forma politica nel 1921 mettendo insieme le due anime radicalizzate del paese. Si chiede un nazionalismo estremo con grandi cambiamenti e riforme. Nel 1921 il programma si razionalizza. Sono squadre violente, organi paramilitari che danno vita alla strategia della tensione con cui si tenta di innescare nelle società italiane la necessità di una figura che con modi fermi prenda il potere e guidi il paese.
Mussolini al potere
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Elezioni del 1919 (importanti per i provvedimenti politici ed economici da prendere dopo la guerra): il movimento di Mussolini resta marginale mentre si affermano i popolari e i socialisti.
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Agosto 1919: nuovo governo Nitti con cui viene approvato il meccanismo del panachage, volto a garantire all'elettore una maggiore libertà di scelta dei candidati delle varie liste.
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Giugno 1920: nuovo governo Giolitti: situazione di crescente stabilità
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Approfittando della questione di Fiume ancora aperta e della protesta operaia, il fascismo comincia ad organizzarsi in vere e proprie squadre paramilitari scatenando la tensione sociale. Si mostrano come il baluardo degli interessi degli imprenditori e dei ceti medi e cercano di distruggere tutte le strutture e le organizzazioni del mondo del lavoro di stampo socialista e cattolico.
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1921: Congresso di Livorno: il partito socialista si scinde definitivamente e nasce il Partito Comunista d'Italia, guidato da Bordiga e Terracini e a cui entrano a far parte anche Gramsci e Togliatti. Ottiene un gran numero di voti per anni.
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Elezioni del maggio 1921: creazione da parte di Giolitti di un vasto "blocco nazionale" in funzione antisocialista. Sono inserite nelle liste anche candidature fasciste nella speranza di riportare questo movimento nella via della legalità. Il risultato delle elezioni permette l'ingresso per la prima volta al Parlamento di 35 deputati fascisti tra cui Mussolini stesso.
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Giolitti, nonostante il successo, si dimette ed inizia il governo Bonomi.
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Mussolini, dopo aver stipulato un patto di pacificazione con i socialisti, cerca una mediazione tra le azioni violente delle squadre fasciste, dirette dai vari RAS locali e la strategia legalitaria.
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7 novembre 1921: trasformazione da movimento a Partito Nazionale Fascista (PNF).
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Febbraio 1922: nuovo governo Facta e precipitazione della crisi economica.
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Ottobre 1922: Congresso del partito socialista che vede la nascita del Partito Socialista Unitario dei riformisti Turati e Matteotti.
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27-28 ottobre 1922: mobilitazione generale delle "camice nere", che da Napoli marciano su Roma mirando al controllo dell'intero paese. Sono guidati dal "quadrumvirato" composto da Emilio De Bono, Cesare De Vecchi, Italo Balbo e Michele Bianchi. Mussolini dirige il tutto da Milano, in seguito visto il successo raggiunge le camice nere.
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Vittorio Emanuele III non firma la richiesta, di Facta, di decretare lo stato d'assedio e il 30 ottobre affida a Mussolini il governo. Mussolini ha grande capacità di leadership, è amato dal re ma gode di grande favore anche da parte del Parlamento e degli italiani. Ottiene il consenso attraverso una via democratica e non con un colpo di stato.
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Mussolini costruisce un governo di coalizione formato da fascisti, liberali, popolari, un nazionalista e personalità di spicco come il filosofo Giovanni Gentile e il generale Armando Diaz.
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Alla Camera Mussolini chiede i pieni poteri per realizzare un programma fondato sulla ripresa economica, l'ordine e la disciplina. Ottiene la fiducia di 300 deputati, 116 sono contrari e 7 gli astenuti.
La dittatura di Mussolini
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Dicembre del 1922: Gran Consiglio del Fascismo: vero e proprio organismo di governo della dittatura, gruppo dal quale esce la dottrina e gli obiettivi politici. È la cellula fondamentale del governo del paese, il nucleo d'azione. Rafforza il controllo degli oppositori politici, anche attraverso modalità violente. Crea inoltre la Milizia volontaria, forza armata per la Sicurezza Nazionale.
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1923: Sturzo è costretto ad abbandonare la segreteria del partito, vi è una forte repressione e si promulga la legge Acerbo (premio di maggioranza alla lista che raggiunge la soglia del 25% dei voti). Ha aperto la strada all'arrivo del pieno potere in governo di Mussolini.
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Elezioni dell'aprile 1924: si forma la lista nazionale, composta da liberali, ex popolari e fascisti, che ottiene un successo straordinario.
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30 maggio 1924: il deputato Matteotti denuncia i brogli e le violenze delle elezioni. Viene rapito ed assassinato dagli squadristi. Vi è una difficile normalizzazione del fascismo, un momento di grande tensione.
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Secessione dell'Aventino: una piccola parte dei parlamentari cerca una soluzione e reagisce all'assassinio lasciando il Parlamento al fine di persuadere il re a togliere la fiducia a Mussolini. Non si tratta di una fuga, ma di un tentativo di mostrare con forza il pericolo che rappresenta Mussolini e l'appoggio di cui gode.
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3 gennaio 1925: Mussolini in un discorso alla Camera assume tutta la responsabilità di quanto accaduto e dà inizio alla dittatura.
Il fascismo al potere
Fascistizzazione della società
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1923: riforma scolastica attuata dal ministro della Pubblica Istruzione Giovanni Gentile che stabilisce: il primato delle discipline umanistiche e della formazione liceale, l'introduzione di un testo unico per le scuole elementari. Il fascismo giunge a un controllo totale della scuola che nel 1931 cerca di estendere all'università, obbligando i docenti a giurare fedeltà al regime.
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1925: avvio della costruzione di un regime autoritario a partito unico.
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Opera di ristrutturazione del sistema economico: con gli accordi di Palazzo Vidoni la Confindustria riconosce il sindacato fascista come l'unico rappresentante legittimo del mondo del lavoro, nel 1926 viene sciolta la CGIL e viene abolito lo sciopero. Il fascismo crea delle corporazioni, ossia organismi di coordinamento che devono occuparsi del conflitto tra imprenditori e lavoratori. Tuttavia, tale strumento non si trasforma nel motore di un diverso modello economico ma resta per lo più funzionale al controllo totale dello Stato sulla vita economica.
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1925-1926 vengono promulgate le "leggi fascistissime": -viene eliminata la libertà di stampa; -il potere del capo del governo viene completamente svincolato da ogni controllo parlamentare; -vengono sciolti tutti i partiti e tutte le organizzazioni contrarie al fascismo; -viene istituito un Tribunale speciale per la difesa dello Stato; -vengono introdotti il confino e la pena di morte per chi compie attentati contro i membri della famiglia reale e del capo del governo.
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Svolta della politica economica: il nuovo ministro delle Finanze Volpi dà inizio a una strategia che si basa sul protezionismo, sulla deflazione, sull'intervento pubblico in economia e sulla stabilizzazione monetaria. ("battaglia del grano" che punta al raggiungimento dell'autosufficienza di questo cereale attraverso un'area di coltivazione più vasta e tecniche più avanzate).
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1925: viene creata l'Opera nazionale dopolavoro per il tempo libero degli italiani.
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Resistenza intellettuale attraverso la pubblicazione del "Manifesto degli intellettuali antifascisti" di Benedetto Croce in risposta al "Manifesto degli intellettuali fascisti" di Gentile.
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1926: vengono create organizzazioni di massa come: l'Opera Nazionale Balilla, per l'inquadramento dei bambini e degli adolescenti, la Gioventù italiana del littorio e i gruppi universitari fascisti (GUF). Attraverso l'educazione dei bambini, il regime influenza le stesse famiglie.
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1927: istituzione dell'OVRA, polizia segreta.
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1928: progetto di riforma dello Stato che affida al Gran Consiglio del Fascismo la selezione dei candidati alla deputazione e stabilisce che tali candidature siano poi sottoposte a un plebiscito. Il Gran Consiglio viene inoltre "costituzionalizzato", diventando così un vero e proprio organo dello Stato. Ottiene anche la facoltà di eleggere il segretario del PNF.
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Viene istituita una nuova "religione politica" fondata sul mito della patria e sul culto del duce.
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Crisi del 1929: piano di lavori pubblici per ridurre la disoccupazione; programma di "bonifica integrale" che porta al recupero dell'Agro Pontino e alla creazione di due nuove città: Sabaudia e Latina; salvataggio dei settori industriali e bancari più danneggiati dalla crisi → ripresa economica a favore dei settori chimici, meccanici ed elettrici.
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Propaganda. 1937: istituzione del ministero della Cultura Popolare che gestisce il controllo dell'informazione e costruisce i consensi in termini culturali.
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Ampia legislazione sociale: riduzione della giornata lavorativa, innalzamento dell'età minima per le assunzioni, introduzione di norme riguardanti gli infortuni, l'invalidità, le malattie professionali e la vecchiaia. Si tenta di creare una società senza opposizione nei confronti del fascismo. Società maschilista e patriarcale. La donna è relegata alla cura dei bambini e alla loro procreazione, sono assistite dall'Opera nazionale per la maternità e l'infanzia.
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11 febbraio 1929: Accordi del Laterano tra Mussolini e il Cardinal Gasparri, in rappresentanza di Pio XI. Si compongono di: -un trattato internazionale con cui la Santa Sede riconosce lo Stato italiano, ponendo fine alla "questione romana" del 1870, e in cambio ottiene la sovranità sulla città-stato del Vaticano. -una convenzione finanziaria, in cui lo Stato italiano s'impegna a pagare una forte somma di denaro come risarcimento dei territori pontifici persi. -un concordato, che riconosce i diritti della Chiesa in Italia, quali: la religione cattolica diventa la religione di Stato, resa obbligatoria nelle scuole, i sacerdoti vengono esonerati dal servizio militare e si garantiscono effetti civili al matrimonio religioso. Il regime fascista si rafforza ulteriormente.
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1927: gli immigrati anti-fascisti fondano a Parigi la Confederazione antifascista e in seguito nel 1929 il movimento Giustizia e Libertà, fondato da Emilio Lussu e i fratelli Rosselli.
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1938: vengono emanate le leggi razziste. "Manifesto degli scienziati razzisti" per la difesa della razza italiana.
Politica coloniale
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Rappresenta parte integrante del Fascismo: l'obiettivo è la ricostruzione di una grande potenza italiana.
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I nazionalisti italiani invocano un nuovo ordine negli affari internazionali, che permetta all'Italia di imporre il suo dominio sull'area del suo principale interesse: Mediterraneo e Nord Africa.
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Si deve allargare l'eredità coloniale (Libia, Somalia, Eritrea) alla dimensione di un secondo impero romano.
Etiopia
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Nel 1932 Mussolini inizia a programmare la conquista dell'Etiopia, che invade nel 1935 (unica fra gli stati africani, la monarchia etiope conserva la sua indipendenza durante tutto il periodo coloniale, fatta eccezione per l'occupazione italiana 1936-1941).
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Mussolini pensa a un'invasione lampo, ma ci riesce solo dopo un anno e con l'uso di gas e bombardamenti a tappeto.
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L'imperatore Selassié si appella alla Società delle Nazioni, che non ha però la capacità di fermare Mussolini, cade nel completo discredito.
Nazismo
La Germania da Weimar a Hitler
Germania: fine del conflitto
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Si passa alle trattative con i vincitori, dove prevale la condizione posta da Wilson, che pretende dalla Germania un impegno formale di democratizzazione prima di arrivare all'armistizio → Trattato di Versailles. Con questo trattato si tenta di isolare la Germania, di non riconoscerla più come potenza.
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Nuovo cancelliere: Max Von Baden, che gestisce la difficile situazione di transizione e comunica all'imperatore la necessità di lasciare il trono.
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Vi è una forte reazione della popolazione perché riconosciuta come unica colpevole: tensione e minacce.
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Storia contemporanea
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Storia contemporanea - la Seconda Guerra mondiale
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Appunti Storia Contemporanea
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Storia contemporanea