IL BILANCIO
Cap.1 INTRODUZIONE
L’Economia studia i problemi economici, cioè problemi che nascono a causa dello sfruttamento di risorse
(ex: tempo, disponibilità economica, ecc…),
limitate contrapposti ai bisogni umani tipicamente illimitati.
DEFINIZIONI IMPRESA
1) Sistema aperto Entità articolata in un insieme di parti che interagiscono tra loro, assumendo input
dall'ambiente circostante per trasformarli e immettere output di maggior valore (gestione materiale,
lavorazione, controllo, assemblaggio, ecc..) di nuovo nell'ambiente.
2) Gruppo di persone organizzato Entità formata da persone che hanno deciso di cooperare
commercio…), per
stabilmente, suddividendosi i compiti (acquisti, produzione, risorse umane,
conseguire obiettivi comuni (ex: profitto) e individuali
→ è un sistema complesso, di natura economica, avente il fine di creare ricchezza (quando i processi
aggiungono valore agli input), avente il problema di determinare le modalità di condivisione della
ricchezza creata o distrutta fra i soggetti interessati
CLASSIFICAZIONI IMPRESA
1) Per dimensioni
Italia si basa su piccole imprese per
motivi storici e territoriali
2) Per localizzazione attività: nazionali o multinazionali
3) Imprese singole, gruppi di imprese come Coesia, accordi e reti tra imprese
4) Per attività: classificazione ISTAT col Codice Attività ECOnomica
ex: agricoltura, pesca, attività finanziaria, immobiliare, ecc..
5) Per settore
–Primario: aziende agricole, estrattive, caccia&pesca
–Secondario: aziende che trasformano le materie prime. Manifatturiera, tessile, farmaceutica, edilizia,
meccanica, energia…
agroalimentare, metallurgica,
–Terziario: commercio, trasporti, piattaforme online (social e non), servizi alla persona, banche,
assicurazioni…
6) Per scopo
- di lucro: imprese produttive, di servizio, ecc..
- di utilità generale: associazioni, fondazioni, enti politico-sociali
7) Per forma giuridica: società capitali o società di persone 1
IL CIRCUITO DELLA
GESTIONE (INPUT)
INPUT risorse umane, servizi (pulizia locali), materiali (materie prime, semilavorati, finiti), energia,
tecnologie (impianti/attrezzature, brevetti e know-how), capitali di rischio, di credito, per vendite
OUTPUT beni e/o servizi venduti, retribuzione dipendenti e fornitor, remunerazioni dei capitali di
rischio(profitti) e di credito(interessi), imposte
INFORMAZIONI NECESSARIE
-ammontare delle diverse risorse impiegate
-fonti di finanziamento
economica derivante dall’impiego delle risorse
-performance
COMPITI DEL MANAGMENT
• Decidere gli scopi dell’organizzazione
• Decidere strategie e obiettivi intermedi per conseguire gli scopi.
Possono essere di differenziazione con prodotti unici o mass production per competere sul mercato
abbassando i costi
• Comunicare gli scopi, le strategie e gli obiettivi intermedi a tutti i membri dell’organizzazione
• Decidere quali piani e risorse utilizzare per implementare le strategie
• Garantire che le diverse unità attività organizzative svolgano in modo coordinato le loro attività
• Assicurare la coerenza tra le competenze e le attitudini dei singoli membri per i compiti assegnati
• Osservare il comportamento e le prestazioni dei membri dell’organizzazione
• Motivare i membri dell’organizzazione
• Intraprendere azioni di adattamento e correzione
CONTABILITÀ processo di raccolta, misurazione, analisi, interpretazione, sintesi e comunicazione di
informazioni economiche e finanziarie che consentano ai decisori di esprimere giudizi e valutazioni
sull’impresa.
La contabilità, come linguaggio, deve essere: tecnico, guidato da regole, rispondere ai cambiamenti
economici e sociali 2
Stato salute direttore
Costo materie prime tasse
Fornita dal top managment per soci, finanziatori,
clienti, lavoratori, competitori, ecc..
BILANCIO
Il è un documento ufficiale:
- regolato dalla legge
- che fornisce un quadro fedele, oggettivo, rilevante, confrontabile (tra periodi o entità diverse) della
situazione economica, patrimoniale e finanziaria dell’azienda (regole e di principi che rendano le
informazioni tali)
comporta per i redattori l’assunzione
- di precise responsabilità siccome deve essere comunicato agli
con i quali l’impresa intrattiene o potrebbe intrattenere rapporti
stakeholders
Il controllo organizzativo comprende tutta la strumentazione che il management utilizza per
gli attori verso comportamenti e decisioni coerenti con gli obiettivi dell’impresa
influenzare/orientare
Il controllo di gestione è il processo che produce informazioni soprattutto quantitative utilizzate dal
dell’organizzazione.
management per favorire il raggiungimento degli obiettivi Serve per implementare o
riprogrammare gli obiettivi contabile prepara le info
utilizzatore/ingegnere gestionale comprende,
analizza e interpreta i report per assumere
decisioni 3
Cap. 2 IL BILANCIO E LO STATO PATRIMONIALE
INTERESSI STAKEHOLDERS
→
Proprietari Rendimento
Dipendenti→Soddisfazione sul lavoro, retribuzione, modalità di supervisione
Clienti→Qualità dei beni e dei servizi
Creditori (ex:banche)→Capacità di rispettare impegni
Fornitori→Transazioni soddisfacenti
Governo→Rispetto di leggi e regolamenti
Comunità→Impegno sociale e contributo alla vita della comunità
Bilancio interno non deve rispettare precise regole, esistono diversi modi di classificarlo
Bilancio esterno forma e contenuti sono regolati dal codice civile e dalla prassi contabile
-sono tutelati gli interessi dei creditori
-rende comprensibile la lettura a persone esterne
-rende comparabili i bilanci nel tempo e di imprese diverse
Categorie di bilancio esterno per
• dell’impresa(società di persone, società di capitali)
forma giuridica
• settore di appartenenza (imprese bancarie, assicurative, società finanziarie, di produzione e di servizio)
• modalità di reperimento dei capitali (alle società quotate si applica una normativa specifica)
• dimensione (per quelle piccole esiste il cosiddetto bilancio abbreviato)
• l’impresa
della circostanza che operi o no in continuità di funzionamento
PRINCIPI ALLA BASE DELLA CONTABILITÀ
Seguono 3 criteri:
–Produrre info utili e rilevanti che possono influenzare i processi decisionali
–L’oggettività nel senso di affidabilità (applicato da più persone, porta allo stesso risultato) e verificabilità
si può controllare che un’informazione
(seguendo un iter pre-determinato sia corretta)
–La fattibilità: implementabile senza eccessivi costi o complessità
I principi sono definiti dal codice civile agli articoli 2423 e 2435 bis. Le indicazioni tecniche e le regole
dall’OIC
specifiche (prassi contabile) sono in Italia definite (Organismo Italiano di Contabilità) con una
progressiva adesione dell’Italia alle norme internazionali
MA sono generalità, i principi non prescrivono esattamente come si debba registrare un evento 4
BILANCIO
Obbligatorio da redigere ogni anno e formato da 4 documenti:
come rendiconto di stato “istantanea” di un determinato giorno
1. Lo Stato Patrimoniale
come rendiconto di flusso, “filmato” di un periodo
2. Il Conto Economico come rendiconto di flusso, “filmato” di un periodo. È ricavabile dai
3. Il Rendiconto dei flussi di cassa
due precedenti
4. La Nota integrativa specifica alcune note riguardo alcune voci siccome viene concesso un margine di
decisione a chi stende il bilancio
1. IL PRINCIPIO DI OMOGENEITÀ le registrazioni contabili si riferiscono unicamente a eventi che
producono effetti esprimibili affidabilmente in termini monetari
→ è possibile confrontare le risorse aziendali MA è una descrizione incompleta perché non riporta tutti i
ex: stato salute del CEO, contributo risorse umane, reputazione, ecc…
fatti rilevanti dell’impresa La contabilità si riferisce a un’entità, non alle persone che siano ad essa
2. IL PRINCIPIO DI ENTITÀ
in qualche modo collegate
Entità: impresa, processo, attività per la quale si ritenga utile redigere rendiconti contabili
Anche se vi è un unico proprietario che preleva denaro liquido, perché da quel momento la liquidità
aziendale è comunque minore
3. LA PROSPETTIVA DI CONTINUITÀ DI FUNZIONAMENTO Il principio di continuità di
assume che l’azienda continui a funzionare per un periodo indeterminato (bilancio
funzionamento
d’esercizio)
Il bilancio ci deve far capire se l’azienda sia in una fase di interruzione dell’attività o se rimarrà in vita per
dire che l’azienda
un tempo indeterminato, che non vuol esisterà per sempre, ma abbastanza a lungo da
poter sfruttare le risorse ed estinguere i debiti
Non rileva necessariamente il valore al quale le attività potrebbero essere vendute, ma il costo
d’acquisto (o anche quello di produzione).
Ex: Un’impresa che produce jeans ha fra le rimanenze molte parti di stoffa in stati più o meno avanzati di
produzione.
Se l’impresa dovesse oggi cessare l’attività e liquidare i propri beni, questi semilavorati avrebbero un
valore molto basso se non nullo (BILANCIO DI LIQUIDAZIONE).
Se oggi fosse l’ultimo giorno del periodo contabile in ipotesi di continuità di funzionamento, hanno valore
sul mercato
LO STATO PATRIMONIALE descrive la posizione patrimoniale e finanziaria, cioè le attività e i diritti
vantati sulle attività in un certo momento = istantanea
I valori sono espressi in euro (omogeneità)
riferisce all’azienda, non alle persone a essa collegate a vario titolo (entità)
Lo stato patrimoniale si
bilancio d’esercizio assume che l’azienda continui a funzionare indefinitamente
Il 5
ATTIVITÀ è tale se equivalente, ha un valore di mercato, produce un’utilità)
- ha un valore economico (cassa o
deve essere controllata dall’azienda
-
- deve essere stata acquisita (acquistata o prodotta) ad un prezzo/costo misurabile in maniera attendibile
al momento dell’acquisizione
• CORRENTI O A BREVE TERMINE Liquidità in senso stretto e attività che si trasformeranno in
liquidità entro l’esercizio successivo
• Cassa
• Conto corrente attivo
• Titoli immediatamente smobilizzabili titoli di credito e buoni di stato
es Buoni Ordinari del Tesoro (BOT),(si chiamano «securities» perché sono
considerati titoli «sicuri»)
• Crediti commerciali: se nel momento della vendita si danno proroghe di pagamento
• Cambiali commerciali attive: prestiti dell’impresa a terzi
• Crediti commerciali verso società del gruppo
• Crediti finanziari a breve
• Rimanenze che verranno usate nell’esercizio successivo
• Costi anticipati a fronte di un beneficio futuro (di un esercizio futuro)
• utilità oltre l’esercizio
A LUNGO TERMINE O IMMOBILIZZATE Attività che produrranno la loro
successivo
MATERIALI
• Terreni
• Fabbricati e immobili
• Impianti e macchinari
• Attrezzature, stampi, mobili e macchine da ufficio, ecc…
FINANZIARIE
• Titoli e partecipazioni
• Crediti finanziari a lungo termine
• Crediti commerciali a lungo termine 6
IMMATERIALI
• Avviamento: quando un’impresa ne acquista un’altra, se l’azienda paga un surplus rispetto al
bilancio dell’impresa acquistata
• Costi di impianto e ampliamento (azienda investe su se stessa, non sono vendibili)
• Costi di Ricerca e Sviluppo (azienda investe su se stessa, non sono vendibili)
• Diritti di brevetto industriale (vendibili)
• Concessioni, licenze e marchi (vendibili)
«Un’attività, qualunque sia, è
4. IL PRINCIPIO DEL COSTO normalmente rilevata in contabilità al suo
prezzo d’acquisto, cioè al suo “costo storico”»
• Attività non monetarie (terreni, fabbricati, ecc..), se non esiste un’info oggettiva e affidabile del loro
Il costo d’acquisto continua a essere
→
valore di mercato il riferimento per la contabilizzazione anche nei
periodi successivi (book value o valore libro), anche se con il passare del tempo il suo valore corrente
diminuirà per via della consumazione del bene (fondo d’ammortamento)
(viene rispettato relativamente il principio del costo)
• all’inizio costo storico, poi registrate in periodi successivi a quello d’acquisto al
→
Attività monetarie loro
valore di presunto realizzo (fair value) che deve essere rilevante, oggettivo, fattibile anche se si parla pur
→
sempre di una stima rischio di sovrastima (messa in vendita) o sottostima (acquisto)
è l’importo netto al quale un’attività potrebbe essere venduta in
FAIR VALUE o VALORE CORRENTE
una normale transazione di mercato= prezzo di mercato-costi di vendita
Il principio del fair value può essere applicato anche in relazione ad alcune attività non monetarie (per
talune imprese): solo agli investimenti immobiliari e ai macchinari e impianti delle imprese quotate
PASSIVITÀ
• A BREVE TERMINE
FINANZIARIE
•Debiti a breve verso banche
•Debiti a breve verso società del gruppo
•Quote in scadenza di debiti a lungo termine
OPERATIVE
• Debiti verso fornitori
• Cambiali passive commerciali
• Debiti tributari (imposte certe dovute erario come Iva, IRES, IRAP)
• Debiti verso istituti di previdenza e di sicurezza sociale (Inps, Inail ecc)
• Costi sospesi: compensi dovuti a terzi per prestazioni già avvenute ma non ancora pagate
(interessi banche, debito verso dipendenti)
• Anticipi da clienti: obbligo di prestazione
• A LUNGO TERMINE
• Prestiti obbligazionari
• Mutui (esclusa la quota in scadenza che invece rappresenta una passività corrente)
• Debiti a lungo termine verso società del gruppo
• Debiti verso erario a lungo termine
• parte della retribuzione di un dipendente va all’erario, un’altra
Trattamento di fine rapporto TFR:
alla provvidenza sociale, ciò che rimane è il TFR come debito dell’azienda al dipendente per i
trattenimenti. Sarà poi scontato alla conclusione del rapporto di lavoro 7
• Fondi rischi e oneri: accantonamenti destinati a coprire perdite o debiti determinati o probabili o
indeterminati anche alla chiusura dell’esercizio (sono comunque di competenza dell’esercizio)
ex: previdenza sociale, cambio valuta, manutenzioni, fondo garanzia, ecc..
mostra quanto la proprietà ha investito nell’azienda, cioè in che misura ha
IL CAPITALE NETTO
finanziato le attività Capitale netto = capitale versato + riserve di utili
1. CAPITALE VERSATO ammontare di denaro (o beni) apportato direttamente dalla Proprietà (azionisti
qualora si tratti di una spa)
… in una società per azioni
•Capitale sociale: valore nominale dell’azione
nr. azioni in circolazione*
•Riserva da sovraprezzo azioni: –valore
nr. azioni in circolazione*(prezzo pagato da azionisti nominale
dell’azione). Un acquirente paga le azioni sopra la pari, la differenza è il sovrapprezzo
Il numero di azioni possedute da un azionista rappresenta la quota di capitale sociale posseduta, quindi
la quota di proprietà posseduta
2. RISERVE DI UTILI ricchezza generata attraverso la gestione e non distribuita sotto forma di dividendi
Ʃutili Ʃutili
Riserve di utili = -Ʃdividendi = non distribuiti
Si parla di capitale di risparmio, mentre il capitale versato è capitale di conferimento
5. IL PRINCIPIO DEL DUPLICE ASPETTO o EQUAZIONE CONTABILE FONDAMENTALE
In ogni istante deve valere ATTIVITA=PASSIVITA+CAPITALE NETTO
Ogni transazione produce un effetto doppio sulle registrazioni contabili cioè modifico almeno due voci
dello stato patrimoniale “sistemi in partita doppia”
Come notto dall’equazione, ricavando il capitale netto, questo è un valore residuale: i soci hanno meno
diritti rispetto a chi ha finanziato l’impresa dall’esterno. Se si va in liquidità, i soci prendono quello che
rimane dopo aver scontato tutte le passività, se rimane… 8
Cap. 3 LA FORMAZIONE DEL REDDITO IN CONTO ECONOMICO
il conto economico si focalizza sulle operazioni di
gestione e di vendita, riportando la natura e l’entità
di queste attività in un determinato periodo di tempo
→ frazionare nel tempo lo svolgimento delle attività
6. IL PRINCIPIO DI PERIODICITÀ DELLA MISURAZIONE
Periodicità dell’informazione: la contabilità misura il risultato economico di un determinato periodo di
con l’anno solare).
tempo (periodo amministrativo o esercizio, tipicamente coincide
nel corso dell’anno (rendiconti
Esistono anche rendiconti infrannuali)
Su un business di breve durata: incassi-esborsi generati nel periodo ex: campeggio
Ma maggior parte delle aziende, bisogno di informazioni a intervalli frequenti e periodici nel tempo
perché le imprese sopravvivono per più di pochi mesi e gli stakeholders hanno bisogno di monitorare la
performance di impresa.
REDDITO-CAPITALE NETTO
Capitale versato + riserve di utili = capitale netto in SP
Le riserve di utili è
somma dei risultati d’esercizio precedente + risultato d’esercizio corrente in CE – dividendi
cioè è l’utile accumulato
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