Igiene e salute
Igiene è la disciplina medica che si occupa della prevenzione delle malattie e della promozione della salute, una disciplina fondamentale per i medici, ma anche per molte altre figure professionali come il biotecnologo. Implica la tutela della salute, dell’ambiente e la valutazione dei fattori di rischio; lo studio di questi fattori è finalizzato a una strategia di prevenzione.
Definizione di salute
Salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non consiste soltanto in un’assenza di malattia o infermità. (O.M.S. 1948) È una condizione di armonico equilibrio funzionale, fisico e psichico, dell’individuo dinamicamente integrato nel suo ambiente naturale e sociale. (A. Seppilli 1966)
- Salute fisica, psichica e sociale: tre ambiti strettamente congiunti, come si può vedere anche nella vita di tutti i giorni (Es. patologie psicosomatiche: partono dalla sfera psichica e poi somatizzano).
Il raggiungimento del miglior stato di salute raggiungibile costituisce un diritto fondamentale di ogni essere umano, senza distinzione di razza, religione, opinioni politiche, condizione economica o sociale.
Definizione di salute (W.H.O/O.M.S. 1948)
La salute di tutti i popoli è una condizione fondamentale per la realizzazione della pace e della sicurezza e dipende dalla più completa collaborazione tra gli individui e gli Stati. I risultati conseguiti da ogni Stato nel miglioramento e nella protezione della salute sono preziosi per tutti. Un progresso diseguale nei diversi Paesi nel miglioramento della salute e nella lotta alle malattie, in particolare contro le malattie contagiose, costituisce un pericolo comune. I governi hanno la responsabilità per la salute dei loro popoli.
Oggi si tende a dare per scontato che la salute sia un diritto di tutti gli esseri umani, dovrebbe esserlo, ma, purtroppo, non è così; anche nelle società industrializzate non è uguale per tutti: vi è un accesso diverso alle cure sanitarie; non tutti hanno gli stessi diritti, come invece dovrebbe essere. Infatti, la salute è un diritto fondamentale e rappresenta un punto cardine per la sicurezza e la stabilità dei popoli. I governi hanno la responsabilità per la salute dei propri popoli, ma non sempre fanno tutto ciò che sarebbe in loro potere. Ognuno può fare la sua piccola parte, ma è difficile riuscire a cambiare le cose.
Prevenzione e ambiente
Uno dei modi per provare a migliorare le condizioni di salute è attuare una corretta ed efficace prevenzione. Spesso ci si pongono obiettivi ambiziosi, a lungo termine, di cui non è possibile vedere personalmente i risultati.
Ambiente - Secondo l'O.M.S. l'ambiente è l'insieme di quei processi ed influenze fisiche, chimiche, biologiche e sociali che, direttamente o indirettamente, hanno un effetto significativo e distinguibile sulla salute e sul benessere dell'individuo e della comunità. L’uomo si trova immerso nell’ambiente: è costantemente a contatto e in rapporto con gli elementi naturali, senza di essi non può vivere, infatti vi è strettamente associato il suo stato di salute - acqua, aria, alimenti, suolo. Sono le matrici ambientali principali e anche tra di esse non esiste una netta divisione: si sovrappongono le une con le altre e gli effetti su di una si ripercuotono sulle altre. Spesso è l’essere umano che modifica in maniera negativa le matrici ambientali, il che porta a degli effetti negativi sulla salute.
Vi sono diversi fattori positivi che concorrono al raggiungimento dello stato di salute:
- Fattori personali fisici, psichici e culturali (buono stato nutrizionale, protezione immunitaria sufficiente, identità affermata, stabilità emotiva, adeguata educazione sanitaria)
- Fattori comportamentali: abitudini di vita, lavoro (sonno e svago sufficienti, lavoro appagante e non stressante)
- Fattori ambientali: ambiente fisico, biologico, sociale (buona qualità delle matrici ambientali, adeguato smaltimento dei rifiuti, qualità e disponibilità di alimenti, protezione microbiologica, buone condizioni igieniche delle abitazioni e delle città, integrazione sociale, adeguati servizi sanitari, scolastici e sociali).
Un’adeguata educazione sanitaria risulta essere molto importante; sbagliati comportamenti possono portare a effetti negativi sulla propria salute e quella altrui, mentre un comportamento corretto può solamente aiutare al miglioramento.
I fattori fondamentali nello stabilire lo stato di salute sono di vario tipo: psichici, accidentali, fisici, chimici, biologici (presenza di moltissimi microorganismi pericolosi per la salute). Ma non vi sono solamente aspetti “esterni”; ha un grandissimo peso quella che è la predisposizione individuale e suscettibilità: età, sesso, personalità, fattori genetici, condizioni fisiche, cattiva nutrizione (può avere enormi effetti). Sono caratteristiche individuali che modificano l’effetto dei fattori ambientali, si ha diversa insorgenza e incidenza di malattie/problemi.
Salute 21: I 21 obiettivi di salute per il 21° secolo
Per raggiungere il benessere psichico, fisico e sociale; si tratta di un rilancio degli obiettivi, di cose già dette e nuovamente riproposte. I partner economici e politici dovrebbero essere coinvolti nella salute, in modo da poter ottenere maggiori risultati. Non tutto è negativo: c’è sempre un maggiore impegno delle varie parti e presa di posizione.
- Solidarietà per la salute nella Regione Europea
- Equità nella salute
- Inizio sano della vita
- Salute dei giovani
- Invecchiamento sano
- Miglioramento della salute mentale
- Riduzione delle malattie contagiose
- Riduzione delle malattie non contagiose
- Riduzione delle lesioni da violenza e incidenti
- Ambiente fisico sano e sicuro
- Stili di vita più sani
- Riduzione dei danni da alcool, droghe e tabacco
- Ambienti favorevoli alla salute
- Responsabilità multisettoriali per la salute
- Sistema sanitario integrato
- Gestione della qualità dell'assistenza sanitaria
- Finanziamento della sanità e allocazione delle risorse
- Miglioramento delle risorse umane per la salute
- Ricerca e conoscenze per la salute
- Mobilitazione dei partner
- Politiche e strategie "Salute per tutti"
La medicina e la qualità della vita
La medicina (sempre più presuntuosa) non è in realtà una prescrizione di immortalità, è una scienza biomedica che si vuole occupare di aggiungere vita agli anni e non anni alla vita. Si punta a un miglioramento non solo della quantità di vita, ma anche della sua qualità: non ha senso allungare la speranza di vita, se in questo tempo aggiuntivo non si ha benessere.
- Quantità della vita: tutela della salute
- Qualità della vita: promozione della salute
La medicina si divide in:
- M. Preventiva: far sì che il sano resti sano - rivolta a tutta la popolazione;
- M. Curativa: terapia, cura e guarigione dell’individuo malato – rivolta al singolo; oggi per la diagnosi e la terapia sono fondamentali le biotecnologie (sviluppo di nuovi farmaci, ingegneria genetica, ...)
- M. Riabilitativa: garantire, tramite riabilitazione, il maggior benessere possibile in seguito alle complicanze insorte dopo la cura.
Approccio alle patologie e igiene
Ci sono diversi livelli di approccio allo studio delle patologie: biomolecolare, biochimico, anatomico, clinico, epidemiologico tipico dell’igienista. Le branche dell'igiene sono moltissime, si tratta di una delle discipline con più campi di applicazione, a cui corrispondono altrettante figure:
- Sanità Pubblica;
- Medicina Preventiva;
- Medicina Sociale;
- Medicina di Comunità;
- Epidemiologia: disciplina che si propone lo scopo di studiare le condizioni di salute e di malattia delle popolazioni umane, in relazione al loro ambiente ed alle loro abitudini di vita. Ha il fine di individuare: 1) i fattori positivi di benessere; 2) le cause che determinano le varie forme morbose; 3) le modalità con cui esse agiscono; 4) le condizioni che ne ostacolano o ne favoriscono l’attività. (Individuare le cause e possibilmente rimuoverle).
L’igiene, oltre ad avere moltissime branche, ha anche molti ambiti di applicazione:
- Epidemiologia generale
- Demografia e statistica sanitaria importantissime
- Prevenzione (intervento)
- Organizzazione sanitaria
- Epidemiologia e prevenzione delle malattie infettive
- Epidemiologia e prevenzione delle malattie cronico-degenerative
- Igiene dell'ambiente fisico (aria, acqua, suolo, microclima, etc.)
- Igiene dell'alimentazione
- Educazione sanitaria: molto importante per insegnare a comportarsi nel modo migliore e prevenire l’insorgere di problemi.
Prevenzione: livelli principali
La prevenzione si suddivide in tre livelli principali:
- Prevenzione primaria: Prevenzione di una malattia in individui sani (prevention of occurrence). Ha come scopo la riduzione dell’incidenza delle malattie (popolazione si ammala meno) e si articola su tre livelli: a) inattivazione o rimozione delle cause; b) risanamento o miglioramento ambientale; c) aumento delle difese individuali.
- Prevenzione secondaria: Diagnosi precoce, possibilmente in fase preclinica, seguita da terapia tempestiva (prevention of progression). Ha come scopo l’individuazione e la correzione di situazioni di rischio o patologiche in fase pre-clinica. Interventi individuali e interventi di massa (screening) per una diagnosi precoce.
- Prevenzione terziaria: Prevenzione delle complicazioni e delle ricadute di una malattia, dopo terapia. Ha come scopo la prevenzione delle recidive e delle ricadute di una malattia; cerca di ridurre al minimo le complicanze e gli esiti permanenti (invalidità e inabilità).
Tasso e epidemiologia
Tasso è un indicatore numerico che si compone di tre fattori principali:
- N° di eventi X che si manifestano in una popolazione esposta al rischio (popolazione studiata);
- N° di individui della popolazione P esposta al rischio (popolazione studiata);
- Intervallo temporale considerato: T = X/P (Kτ₁−τ₀)
Epidemiologia può essere:
- Descrittiva: What? Who? When? Where? Vedere se la malattia cresce, è in stasi, dove si sviluppa, …
- Analitica: Why? Relazione tra la malattia e i fattori di rischio, le cause, …
- Sperimentale: osservazione e studi sperimentali per sviluppare strategie di modifica. Studi che possono essere osservazionali (descrittivi, analitici), sperimentali (sperimentazioni cliniche, studi preventivi) randomizzati, in cieco o in doppio cieco, …
Tutti questi studi hanno un unico e principale scopo: Diminuzione della mortalità. Prevenzione < morbosità, < incidenza < prevalenza < mortalità < gravità, terapia e < letalità.
Ambiente e popolazione
L’ambiente ha degli effetti sulla salute dell’individuo e della popolazione. Nel corso degli anni si è assistito ad una crescita della popolazione continua, fino al verificarsi di un sovrappopolamento di molte zone del mondo con crescita esponenziale dal 1800. Questo ha portato a vari problemi, come la disponibilità di sufficienti alimenti e di luoghi fisici abitabili: vi sono zone sovrappopolate e zone deserte, con la presenza di forti disparità.
La disponibilità di risorse non è infinita e la crescita continua della popolazione porta a seri problemi. Una crescita che è anche dovuta al progresso della biomedicina, la quale ha portato ad un allungamento della vita e a un contenimento delle malattie.
Si ha una forte disparità e ineguaglianza nella distribuzione della popolazione (la maggior parte è nel solo continente asiatico) e nella qualità della vita. In genere una forte crescita demografica è accompagnata e "guidata" da una forte crescita economica: sono i paesi in via di sviluppo che presentano il maggiore tasso di crescita, mentre i paesi maggiormente sviluppati presentano una situazione di stasi o, addirittura, di decrescita. Questo avviene per vari motivi: sociali, economici, … Il livello di crescita coincide in genere con il livello di benessere (+ alta crescita - benessere, - crescita + benessere).
La crescita demografica avrà poi delle ripercussioni sugli scenari epidemiologici.
Natalità e mortalità
Natalità è un tasso che è variato molto nelle varie realtà geografiche. Perché si realizzi una crescita nella popolazione, ogni donna dovrebbe avere più di due figli; in Italia, come in tutta la realtà occidentale, si è sotto il livello della soglia di crescita crescita 0.
Si nasce sempre meno, ma si nasce sempre meglio, è infatti decisamente diminuita la mortalità infantile (nei paesi occidentali). La mortalità infantile (< 5 anni) rappresenta un ottimo indicatore dello stato di benessere di una popolazione; negli ultimi decenni si è assistito, un po’ in tutto il mondo, ad un notevole miglioramento della qualità di vita.
La diminuzione della mortalità ha portato alla crescita della popolazione mondiale; alla nascita si ha una maggiore speranza di vita. Nei paesi meno industrializzati c’è una minore speranza di vita e una maggiore mortalità, ma sono ampiamente compensate dall’enorme tasso di nascita: per cui si assiste oggi, più o meno ovunque, all’aumento della popolazione.
Nelle varie regioni del mondo, si nota una grande differenza anche per quanto riguarda la composizione della popolazione; se la si stratifica in base all’età, si vede come sia diversa la situazione se si confrontano le piramidi della vita dei paesi sviluppati con quelle di quelli in via di sviluppo: nei primi c’è una notevole prevalenza delle fasce adulte e senili, mentre sono più basse le quelle giovani; nei paesi in via di sviluppo avviene esattamente il contrario. Le malattie hanno anche una diversa incidenza tra i sessi.
Ci sono alcune eccezioni, realtà in cui la speranza di vita, invece di aumentare, è drasticamente diminuita: come nell’Africa sub-sahariana, dove negli anni ’80-’90 l’epidemia di AIDS ha causato moltissime morti precoci.
In paesi come l’Italia, invece, si assiste al cosiddetto "sorpasso degli anziani": il numero degli anziani ha notevolmente superato quello dei bambini. In Liguria gli anziani costituiscono il 25% della popolazione totale. L’invecchiamento porta con sé molti problemi per quanto riguarda la salute: causa, infatti, una diminuzione di molti parametri vitali e attività biochimiche, portando così ad una serie di patologie che colpiscono prevalentemente la popolazione senile.
Si può quindi parlare di una vera e propria rivoluzione epidemiologica. Rispetto al passato, sono quasi totalmente cambiate le cause di morte. Non è facile stabilire le effettive cause di morte dai vecchi certificati di morte, per cui le malattie sono prevalentemente catalogate in gruppi molto ampi. La cosa certa è che la mortalità è nettamente diminuita per:
- Malattie infettive e parassitarie;
- Malattie del sistema respiratorio;
- Malattie dell’apparato digerente.
Questo prevalentemente a partire dal 1930-1940, quando una serie di scoperte e progressi scientifici e medici ha consentito lo sviluppo di nuovi farmaci e tecniche di cura: 1) Scoperta degli antibiotici; 2) Sviluppo delle vaccinazioni; 3) Bonifica ambientale, migliori alimenti.
Ma vi è stato un contemporaneo aumento di altre patologie, prevalentemente quelle a lunga latenza:
- Malattie neoplastiche;
- Malattie del sistema cardio-vascolare.
Nel 1970 si nota un notevole calo delle patologie del sistema nervoso e degli organi di senso, questo è principalmente dovuto al fatto che, fino ad allora, le malattie cerebro-vascolari erano classificate come malattie mentali, mentre oggi appartengono alla categoria di quelle cardio-vascolari.
In Italia ogni anno si ha 1,5 milioni di morti; le cause principali di morte sono oggi le malattie del sistema cardio-circolatorio e quelle neoplastiche, mentre le infettive non causano quasi più morti (solamente uno 0,3%).
| Mortalità in Italia | |
| Malattie psichiche e avvelenamenti | 4% |
| Traumatismi | 7% |
| Malattie dell'apparato digerente | 5% |
| Malattie del sistema cardio-circolatorio | 43% |
| Malattie neoplastiche | 28% |
| Malattie infettive | 0% |
| Malattie dell'apparato respiratorio | 6% |
Le malattie infettive causano pochissime morti, ma hanno comunque un fortissimo impatto sociale; c’è sempre moltissimo timore delle epidemie, vissute ancora oggi come un qualcosa di estremamente pericoloso.
Nei paesi in via di sviluppo, invece, lo scenario è molto diverso: ci sono ancora molte malattie infettive, dovute principalmente alle scarse condizioni igieniche e alla qualità di vita dei posti; il 55% delle morti è causato ancora da patologie infettive.
| Mortalità nell'Unione Europea | |
| Avvelenamenti e traumatismi | 5% |
| Altro | 20% |
| Malattie del sistema cardio-circolatorio | 43% |
| Malattie neoplastiche | 26% |
| Malattie dell'apparato respiratorio | 6% |
Mortalità nel Mondo
- Diabete: 2%
- Altre malattie croniche: traumi 9%
- Malattie del sistema cardio-circolatorio: 30%
- Malattie neoplastiche: 13%
- Malattie trasmissibili, malattie materno-infantili e carenze nutrizionali: 30%
Le 10 principali cause di carico di mortalità nel mondo
| 1990 | 2020 |
|---|---|
| 1. Infezioni respiratorie | 1. Cardiopatie ischemiche |
| 2. Malattie diarroiche | 2. Depressioni unipolari maggiori |
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