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Igiene → promuove e protegge la salute, tramite metodi epidemiologici (studio della popolazione)

che danno indicazioni sulle varie patologie. Previene malattie tramite sanità pubblica (quindi dal

punto di vista dell’organizzazione).

Obiettivo: nascere sani e mantenere il proprio stato di salute il più alto possibile fino al naturale

compimento della vita.

Prevenzione: si attua prima che si verifichi la malattia. Malattia può essere fisica (riguardante gli organi e gli

apparati), mentale (sofferenza, ansia, depressione) e sociale (disoccupazione, ecc).

La malattia fisica presenta segni e sintomi; i sintomi sono il lato soggettivo della malattia (es. stanchezza,

mal di testa, ecc) mentre i segni sono misurabili oggettivamente (es. pressione alta).

Concetto base dell’OMS (1949): la salute è uno stato completo di benessere fisico, mentale e sociale, non

solo l’assenza dell’invalidità o della malattia. La salute è un diritto fondamentale per tutti.

Fattori che influenzano la salute:

● ambientali→ rischi chimici, fisici, artificiali;

● diseguaglianze sociali ed economiche→ classe sociale, reddito, contesto;

● comportamento individuale/ stile di vita→ alimentazione, attività fisica, sostanze che creano

dipendenza;

● fattori generici.

Lo studio dei fattori è alla base della sanità pubblica; è alla base della prevenzione. La salute dipende dai

fattori individuali e collettivi misurabili in numeri: efficienza fisica, livello di istruzione, indice di

affollamento, reddito, qualità dei servizi sociali, attività per tempo libero.

Gli INDICATORI servono a misurare i fattori che influenzano la salute e possono essere diretti o indiretti.

Diretti:

● demografici (durata vita, mortalità, natalità) e sanitari (causa morte, numero di invalidi).

Indiretti:

● socio-economici: beni essenziali come l’acqua, abitudini, alimentari, ecc;

● promozione: trovare e migliorare fattori di benessere con conseguenza minore suscettibilità verso

le malattie;

● protezione: evidenzia e corregge fattori di causa o rischio delle malattie, conoscenza fattori che

impediscano la malattia con risultato meno malati e meno morti.

Come si agisce? Nella promozione tramite educazione, politiche ambientali, nella protezione tramite

controlli legali e regole.Prevenzione→ minimizzare l’impatto di malattie ed eliminarle (esiste la prevenzione

primaria, secondaria e terziaria).

Cosa serve per la tutela della salute? Educazione, prevenzione, diagnosi e cure, igiene nella vita e sul

lavoro, igiene degli alimenti e veterinaria, disciplina dei farmaci, formazione e ricerca scientifica.

Sanità pubblica: promuove e protegge la salute fisica.

Organizzazione sanitaria internazionale:

● XIX secolo: nascono organismi di sanità e igiene in America, Europa, Oriente;

● 1902: nasce Pan American Sanitary Organization e nel 1907 a Parigi nasce l’istituzione francese

Bureau International d’Hygiène Publique;

● 1919: nasce la Società delle Nazioni dove viene istituita l’OMS (Organizzazione Mondiale Sanità) →

formata da Assemblea, divisa in 6 grandi regioni: Americhe, Europa, India, Africa, Sud-est asiatico,

Oceano Pacifico. Il suo obiettivo è la profilatti delle malattie, elaborazione di una classifica delle

malattie, standardizzazione dei farmaci, igiene mentale, produzione di monografie su tossicità e

cancerogeneità di sostanze chimiche. Quindi l’attività dell’OMS consiste nella prevenzione delle

malattie, sicurezza degli alimenti, sicurezza chimica.

UE (Unione Europea): 27 paesi; è composta da un Consiglio, Parlamento, Commissione Europea, Consiglio

dell’Unione. Diffondono leggi anche nell’ambito sanitario. Ci sono molte Agenzie Europee di rilevanza

sanitaria; in Italia ci sono 12 direzioni generali sanitarie (DG) come la prevenzione sanitaria, la

programmazione sanitaria, la ricerca, ecc.

Sanità Pubblica Locale: ASL, aziende ospedaliere, aziende ospedaliere universitarie (la differenza è che in

quest’ultima sono presenti lezioni di medicina e ricerche scientifiche).

Demografia e statistica sanitaria: è lo studio della popolazione, cioè la rappresentazione statica della

popolazione in un momento. Il movimento della popolazione si ottiene con il censimento, ovvero la

rilevazione di tutti i dati della popolazione negli anni (periodico: ogni 10 anni; universale: riguarda tutti;

simultaneo: riferiti in un giorno specifico ed ad un’ora specifica). Serve per comprendere i cambiamenti

negli anni, come le morti, le nascite, il fenomeno di emigrazione ed immigrazione e il livello di istruzione.

Piramide delle età: grafici con anni della popolazione divisa per sesso; ci fanno vedere che fascia di età

prevale per fare in modo di avere strutture attrezzate (es. età anziana alta→ il paese avrà bisogno di

ospedali attrezzati per le malattie legate a quella fascia di età).

Esistono varie fasi della transizione demografica;

● fase pre-industriale: natalità e mortalità alta;

● fase A: natalità alta mentre la mortalità inizia a scendere;

● fase B: la natalità inizia a diminuire;

● fase C: natalità e mortalità bassa.

In Italia siamo a crescita 0, siamo una popolazione regressiva; questo porta tutta una serie di problemi nella

sanità italiana. Dal confronto tra i due censimenti si vede bene come la situazione sia drasticamente

cambiata (dimostra che siamo in crescita zero). La fascia dai 40 anni fino ai 70+ è la più elevata.

Il fenomeno dell’invecchiamento e’ un fenomeno importante in Italia→sono previste molte meno nascite e

quindi un aumento della popolazione anziana; una popolazione è considerata vecchia quando vi e’ una

media di circa 35 anni (in rapporto ai giovani).

Vengono usati degli indici di struttura che riflettono la situazione sociale:

● Indice di vecchiaia→numero di anziani ogni 100 individui in eta’ inferiore ai 14 anni;

● dipendenza strutturale→numero di individui non autonomi (0-14 anni o oltre i 65 anni) ogni 100

individui potenzialmente indipendenti (15-64 anni);

● dipendenza anziani→ numero di anziani non autonomi ogni 100 individui potenzialmente

autonomi.

Popolazione straniera residente in Italia: numericamente molto alta, la loro età media è sotto i 35 anni

(quindi giovani) e sono soprattutto residenti al Nord. Rappresentano l’8,3% della popolazione italiana

residente.

Salute degli immigrati: nel 2011 ci fu un grosso numero di sbarchi a Lampedusa; questo fenomeno fece

mettere a punto il protocollo operativo per la sorveglianza sindronica, ovvero sorveglianza sulle patologie

in atto nelle persone che arrivano in Italia da paesi disagiati tramite visita medica; i dati raccolti per 13

sindromi in base alla fascia di età.

Lo scopo e’ quello di evidenziare tempestivamente eventi rilevanti per la sanita’ per permettere alle

autorità sanitarie locali e regionali di poter intervenire in modo adeguato in caso di necessità. Il sistema

usato crea un’allerta statistica quando si osservano, per almeno due giorni consecutivi, le stesse patologie

su diverse persone; il personale viene formato per poter essere in grado di individuare subito le patologie,

avvertendo le autorità competenti.

Speranza di vita: è la quantità di anni che una persona può vivere nel momento della nascita

Statistica sanitaria → composta da vari indicatori sanitari:

● natalità: numero di nati vivi/popolazione*1000

● mortalità: numero annuo di morti/popolazione*1000

● mortalità per cause: numero morti per malattia x/popolazione*1000

● mortalità specifica: numero di morti per classe di età per malattia x in un anno/popolazione media

nell’anno della stessa classe di età*1000(malattia comune)o *10000(malattia rara).

→ Mortalità: il numero di decessi in Italia e’ in aumento a causa dell’età della popolazione; è diminuita

nella classe 15-24 mentre e’ leggermente in crescita dagli 80 in su. Dal 1931 i tumori sono aumentati a

causa dell’invecchiamento della popolazione e delle sostanze nocive, mentre le malattie infettive e

parassitarie sono diminuite molto grazie all’utilizzo di farmaci che in passato non esistevano. Negli ultimi 15

anni sono diminuiti anche il numero di incidenti stradali e i feriti/morti grazie alle nuove normative e

tecnologie, come le macchine di ultima generazione (es. antiscivolamento, airbag, obbligo dell’utilizzo del

caso per i motocicli, ecc)→abbiamo una media giornaliera di circa 500 incidenti.

Mortalità infantile: (numero di morti nel primo anno di vita/numero di nati vivi)*1000;

Natimortalità: (numero annuo nati morti/numero di nascite nell’anno)*1000; per nati morti si intendono

bambini che venendo alla luce non compiono nemmeno un atto respiratorio o bambini che muoiono dopo

la 28esima settimana di gravidanza.

NB: per un feto che muore fino alla 28esima settimana di gestazione si parla di aborto; dalla 28esima si

parla di nati morti; la mortalità neonatale precoce riguarda bambini morti entro la prima settimana dalla

nascita, mentre si parla di mortalità neonatale tardiva per morti entro 3 settimane; la mortalità post neo-

natale riguarda i primi 6 mesi di vita; la mortalità perinatale riguarda i bambini nati morti e i bambini che

muoiono entro i primi 7 giorni dalla nascita.

Quali sono le cause di mortalità perinatale? Malformazione di tipo genetico, malformazione a causa di

assunzione di farmaci o sostanze tossiche, malformazioni per cause fisiche come radiazione X e gamma,

infezioni, prematurità, sindrome respiratorie come l’asfissia.

● La mortalità infantile è diminuita notevolmente; la media europea è 4,3 per mille e quella italiana è

circa il 3 per mille. La mortalità nei primi 5 anni di vita: e’ particolarmente concentrata in Africa e

nella regione Sub-Sahariana→ le cause principali sono: infezioni respiratorie, diarrea, malaria,

polmonite e sepsi naonatale (infezione generalizzata), nascita pretermine, asfissia alla nascita. La

malnutrizione influisce di circa un terzo sulle cause di morte infantile entro i primi 5 anni di vita.

Prevenzione per diminuire la mortalità infantile:

-metodi per eliminare la mortalità postneonatale: miglioramento delle condizioni economiche, sociali,

sanitarie;

-metodi per eliminare la mortalità perinatale: rimozione cause e fattori di rischio presenti al momento del

concepimento, come per esempio un’analisi precoce della coppia per vedere se possono esistere delle

malattie che andranno a gravare sul feto; monitoraggio del feto tramite ecografia per vedere se ci possono

essere delle anomalie e indagini di laboratorio per valutare il grado di un possibile fattore di rischio;

controllo dello stato immunitario del feto per prevenire l’insorgere di malattie infettive contratte dalla

madre durante la gravidanza. In caso sussistesse un fattore di rischio, dopo una diagnosi prenatale, si può

ricorrere all’aborto medico.

Altri indicatori sanitari sulla diffusione delle malattie:

● morbosità: si divide in incidenza→(numero di nuovi casi di malattia in tempo X/popolazione a

rischio nel tempo X)*k e prevalenza→(numero di casi di malattia al tempo X/popolazione tot.)*k;

● morbilità: (numero di giorni di assenza da lavoro per malattia/numero delle giornate

lavorative)*100;

● letalità: (numero morti per una malattia X/numero dei malati tot della malattia X)*100.

Eventi sentinella: episodi che non si dovrebbero verificare; il loro verificarsi dimostra che ci sono delle

carenze nel sistema sanitario (es. incidenti in ospedale, casi di malasanità).

Epidemiologia→ Per prevenire una malattia dobbiamo conoscerla; l’epidemiologia è una disciplina che si

occupa dello studio delle malattie e dei fenomeni ad esse collegate (sta alla base della prevenzione). Si

occupa dell’osservazione della distribuzione e dell’andamento delle patologie nella popolazione. Inoltre

individua i fattori di rischio che ne possono condizionare l’insorgenza e la diffusione e programma gli idonei

interventi preventivi tramite un’adeguata offerta sanitaria.

Grazie all’epidemiologia è possibile avere la ricostruzione della storia naturale delle malattie e la loro

diffusione, avere interventi di prevenzione, interventi sanitari preventivi e diagnostici, programmazione

sanitaria. Tutto ciò è possibile grazie alle indagini epidemiologiche→ possono essere di due tipi:

osservazionale (descrittive ed analitiche, si osserva il fenomeno e se ne studia gli effetti) e sperimentale

(mira ad agire per stoppare la malattia). Le indagini descrittive sono possibili grazie all’uso di dati statistici

su morbosità e mortalità correlate a variabili come lo spazio, il tempo, il sesso e l’età, ecc; le indagini di tipo

analitico sono progettati allo scopo di individuare cause e fattori che determinano o ostacolano

l’insorgenza delle malattie→ possono essere di tipo: retrospettivo (rivolte al passato); trasversali (di

prevalenza) e longitudinali.

Indagini retrospettive (dette anche di caso-controllo): si prende un gruppo di soggetti malati e un gruppo di

persone sani ma con caratteristiche simili ai malati (sesso, età) e si guarda come la variabile del fattore di

rischio si distribuisce nei due gruppi. Se la maggior parte dei presenti (malati e non) è esposta al fattore di

rischio allora la mia ipotesi viene avvalorata.

Indagini trasversali (o di prevalenza): si effettua prendendo il numero di casi di malattia X al tempo stabilito

nella zona in questione/ morbosità prevalente; inoltre si può anche calcolare le eventuali correlazioni tra

malattie e variabili (per es. inquinamento atmosferico e bronchite cronica).

Indagini longitudinali (o di incidenza): si studiano i nuovi casi di malattia X nel tempo; viene fatta nel tempo

in relazione all’esposizione del fattore di rischio e serve proprio per valutare i fattori di rischio (lo studio

dura anni→ i criteri di valutazione devono essere molto scrupolosi, come per esempio selezionare una

popolazione che sia idonea e monitorare le persona che aderiscono negli anni). Si ottengono i dati relativi al

fattore di rischio:

● Rischio assoluto: incidenza tra gli esposti al fattore di rischio;

● Rischio relativo: incidenze esposti|incidenza non esposti (ovvero quante volte è maggiore il rischio

di ammalare gli esposti);

● Rischio attribuibile individuale: differenza tra incidenza esposti e incidenza non esposti, ovvero

quota soggetti che eviterebbero la malattia se il fattore di rischio fosse completamente rimosso. Es.

10%-5%=5%.

Indagini sperimentali: coinvolgono un intervento da parte di chi svolge le indagini; sono indagini usate per

gli studi sui farmaci, vaccini, ecc. Consistono nel prendere un campione di popolazione (omogeneo→ stesso

sesso, età), si suddivide a caso in due sottogruppi e su uno di questi viene fatto l’intervento (es.

somministrazione farmaco), mentre sull’altro non viene fatto (si somministra pasticca senza azione

farmaceutica per non far capire a quali dei due sottogruppi appartiene l’individuo). Dopodiché si

raccolgono i risultati→ se nel gruppo dove ho somministrato il farmaco diminuiscono i malati l’intervento

ha avuto successo (ho la conferma di quale sia stato la specie batterica responsabile della malattia→

conferma ipotesi).

Cosa si intende per prevenzione?

● prevenzione primaria a livello eziologico (a monte), rimuove l’esposizione alla malattia o al fattore

di rischio e dell’incidenza→ solo su persone sane, per i malati si parla di terapia;

● prevenzione secondaria, a livello patogenetico, quando c’è già stato il contatto con la malattia o

con il fattore di rischio ma non si è ancora presentata la malattia. Si agisce nel periodo di

incubazione→ diminuzione mortalità e prevalenza; si utilizza una diagnosi precoce cioè prima della

sintomatologia (es. malattia pre-AIDS per i sieropositivi);

● prevenzione terziaria, o riabilitazione: sono interventi messi in atto a fronte di una patologia

manifesta allo scopo di prevenire le inabilità e conservare le funzioni residue dell’individuo (Es.

prevenzione dopo che si è presentato un ictus-previene il ritorno della malattia).

Malattie NON infettive

differiscono con le infettive per vari aspetti: eziologico, in quanto le infettive hanno agenti biologici vivi

specifici; epidemiologico, in quanto le infettive sono trasmissibili a differenza di della malattia non infettiva;

evolutivo (rapida o lenta), decorso (acuto o cronico), dall’esito spontaneo (possibile guarigione o

generalmente progressivo) e terapeutico (che in un caso abbrevia il decorso e nell’altro lo allunga).

→ Eziologia delle malattie non infettive: hanno cause biologiche (ereditarie, allergeni, virus che possono

essere causa di tumori), chimiche (metalli, sostanze naturali e di sintesi), fisiche (calore, rumore, traumi,

radiazioni). I loro fattori causali sono determinati da un rapporto di causa-effetto (sta nel mezzo tra causa e

fattori di rischio), come il tabagismo che provoca tumore ai polmoni o l’alcolismo che porta patologie gravi

al fegato. I fattori di rischio per queste malattie possono essere biologici come ipertensione, obesità, ecc.,

comportamentali per esempio stile di vita o ambientali come inquinamento aria, acqua, ecc. (quindi fattori

chimici, fisici, infettivi).

La prevenzione primaria per le malattie non infettive avviene tramite potenziamento delle difese organiche

(es. vitamine, alimentazione), modificazioni dei comportamenti attraverso norme di legge, tecniche

pubblicitarie ed educazione sanitaria ed interventi sull’ambiente di vita e di lavoro.

Esempi concreti sono: abolizione tabagismo, attività fisica, dieta equilibrata, riduzione del peso corporeo,

consumo moderato di alcolici, abbattimento dell’inquinamento ambientale. Per dieta equilibrata si intende

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Scienze mediche MED/42 Igiene generale e applicata

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher eleonoramachelli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Igiene ambientale e tutela della salute e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Capei Raffaella.
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