Estratto del documento

I titoli

I titoli sono documenti che esprimono un diritto. Quando si parla di titoli, in generale si fa riferimento proprio a documenti rappresentativi di un diritto che la nostra impresa, o anche un soggetto in generale, vanta nei confronti di un altro.

Le cambiali attive

Una forma di titoli che abbiamo già conosciuto sono le cambiali attive, perché rappresentano dei creditori, dei crediti, rappresentati da strumenti di pagamento, cioè dalle cambiali. Quindi, quando l'impresa riceve una cambiale attiva al termine di un'operazione di vendita, l'impresa riceve un titolo perché riceve un documento che è la cambiale attiva, che appunto rappresenta un suo diritto nei confronti del cliente al quale ha concesso una dilazione di pagamento e quindi ha concesso la facoltà di effettuare l'operazione di pagamento a fronte della vendita, che la nostra impresa ha realizzato, in un'epoca futura, in un'epoca successiva, che comunque è predeterminata ed è indicata sulla cambiale stessa.

Titoli azionari e obbligazionari

In questo capitolo, parleremo in modo particolare di due titoli particolarmente conosciuti: azionari e titoli obbligazionari. Anch’essi rappresentano dei diritti, ma dei diritti diversi da quelli sanciti in precedenza attraverso le cambiali attive, perché i titoli azionari e obbligazionari sono diritti relativi ad attività finanziarie e quindi, data questa loro natura, sono qualificati come attività vere e proprie. Infatti, li troveremo poi nel prospetto stato patrimoniale civilistico del capitale, ovvero quello che noi definiamo.

Natura e funzione dei titoli

Questa loro natura è di tipo finanziario perché quei documenti forniscono prova dell'esistenza di un diritto di credito, oppure di un diritto di partecipazione al capitale. In particolare, se ci troviamo di fronte ai cosiddetti titoli obbligazionari vediamo la rappresentazione di un diritto di credito nei confronti di un soggetto; mentre se ci troviamo al cospetto dei titoli azionari, che come quelli obbligazionari, hanno natura finanziaria (e quindi si qualificano come attività finanziaria e li ritroveremo nello stato patrimoniale attivo del bilancio civilistico) costituiscono invece un diritto di partecipazione al capitale.

Nel primo blocco, abbiamo parlato delle forme di società che sono costituite attraverso delle quote azionarie (SpA) e delle quote obbligazionarie (SRL). Le quote e le azioni sono anch'essi titoli e sono, in particolare, annoverati nell’ambito dei titoli azionari, perché esprimono un diritto di partecipazione del soggetto che li possiede a un capitale sociale di una determinata impresa. Questi titoli, sia titoli azionari che titoli obbligazionari, oltre ad avere una natura finanziaria e quindi rappresentare un diritto di credito, nel caso di quelli obbligazionari, o un diritto di partecipazione al capitale, nel caso di quelli azionari, sono anche definiti mobiliari.

Scambio di titoli sul mercato

Ma che cosa significa concretamente scambiare dei titoli sul mercato mobiliare? Significa che c'è un mercato, ovvero un qualsiasi luogo, fisico o virtuale, dove si incontra la domanda e l'offerta di beni, di servizi, oppure per ciò che ci riguarda oggi, di attività finanziarie e, quindi, di titoli mobiliari.

Perché questi titoli possono essere scambiati sul mercato? Nel primo blocco di lezioni, abbiamo parlato di quote, di azioni che potevano essere definite quote di capitale e potevano essere scambiate sul mercato, in particolare facendo riferimento al mercato borsistico, che in Italia è la Borsa Italiana. Ma, a proposito delle società per azioni e delle azioni quotate sul mercato regolamentato italiano, ci dicemmo che non esiste solo Borsa Italiana ma che in ogni paese troviamo un mercato di considerazione, come per esempio a Londra esiste il London's Office Change, che è l'equivalente di Borsa Italiana, ed è un luogo fisico – virtuale di cui esiste una sede fisica o virtuale.

Infatti, questi titoli possono essere acquistati sia nelle sedi fisiche della borsa oppure esiste la possibilità di effettuare compravendita di titoli azionari online, cioè sul mercato mobiliare virtuale, rivolgendosi agli operatori autorizzati. Naturalmente, per questa ragione, i titoli che vengono scambiati sono dotati di questa attitudine e, pertanto, sono definiti valori mobiliari.

Mercati primario e secondario

Ovviamente, la negoziazione può avvenire in modi diversi, a seconda di come avvenga la negoziazione delle azioni e dei titoli in generale di capitale e rappresentativi di diritto, si potranno distinguere delle operazioni che hanno seguito sul mercato primario e delle operazioni che hanno seguito sul mercato secondario.

Funzione di finanziamento

Nel caso del mercato primario si fa riferimento a quei titoli di nuova emissione, pensate a un'impresa che voglia attivarsi per la prima volta nel mercato mobiliare, quindi sulla borsa, e in quel momento si dice che lo scambio avviene per la prima volta e che la loro negoziazione si è realizzata sul mercato primario.

Funzione di trasformazione in denaro

Viceversa, quando la negoziazione ha per oggetto titoli che già sono stati negoziati in passato, quindi già sono passati di mano in mano più volte, si parla di mercato secondario. Quindi, diciamo che il distinguo dipende a seconda del tipo di negoziazione, dipende dal fatto che la negoziazione avvenga per la prima volta (nel mercato primario) oppure per la seconda volta e così via (nel mercato secondario).

Interesse delle imprese nello scambio di azioni

È chiaro che, perché un'impresa possa essere interessata, in generale, a scambiare per la prima volta le azioni, e quindi fare ingresso per la prima volta sul mercato borsistico, semplicemente perché nel momento in cui apre un'impresa piccola o media di dimensioni che per la prima volta si quota sul mercato e decide di solito di farlo non solo per una questione di visibilità ma perché aprire il capitale cioè dare la possibilità di acquistare sul mercato mobiliare le quote, rappresentative del proprio capitale consentono di aumentare il valore del capitale sociale.

Siccome, quando il capitale sociale aumenta, questa operazione è seguita da degli apporti dati dai famosi conferimenti, l'obiettivo è quello di finanziare l'impresa in modo da avere titoli di debito, cioè non rivolgendosi a una banca, ma coinvolgendo direttamente degli azionisti, i quali si assumono il rischio di impresa. È a fronte di questo rischio che si effettuano i conferimenti e, quando questa operazione avviene per il tramite di una collocazione di azioni sul mercato mobiliare, ovviamente, il conferimento non è fatto in natura ma avviene attraverso denaro e, quindi, il soggetto che conferisce, che acquista le azioni sul mercato mobiliare, diventa socio ed effettua gli apporti fondamentalmente in denaro contestualmente all’acquisto delle azioni.

Acquistare azioni significa prettamente versare quella somma di denaro a fronte dell'acquisto delle azioni e vengono acquistate dall’impresa le cui azioni si riferiscono al titolo di capitale di rischio. Mentre, quando ci si trova di fronte a un'impresa che già si è quotata una prima volta e quindi già ha ottenuto quella modalità di finanziamento, quindi quella tipologia di risorse, osserviamo che di solito la compravendita di azioni viene fatta proprio per trasformare in denaro, monetizzare, gli investimenti che sono stati fatti in precedenza e, quindi, la decisione di permanere per un’impresa che si sia già quotata sul mercato mobiliare è giustificata dalla volontà di trasformare in forma liquida delle parti del capitale che era immobilizzato.

Tipi di titoli e loro elementi distintivi

Quindi, abbiamo detto che i titoli di cui ci occuperemo sono sostanzialmente di due tipi, quelli azionari e i titoli obbligazionari. Nell'uno e nell’altro caso, è importante individuare i loro elementi distintivi. Perché in base ai loro elementi possiamo poi procedere alla nuda determinazione quantitativa, cioè a una rappresentazione secondo le convenzioni contabili delle operazioni, che saranno sostanzialmente quelle di acquisto e di vendita, che sono operazioni che le riguardano prettamente.

Dunque, è essenziale capire che ogni titolo, che ricordiamo essere un documento che trasferisce un diritto che può essere o di capitale oppure di credito, possiede impresso sul titolo stesso, quindi sul documento che lo rappresenta, ciò che si chiama valore nominale che è l’importo impresso sul titolo che ci dice nominalmente quanto vale quel documento e, quindi, quel titolo, quel documento conferisce il valore nominale.

Valore nominale e valore di emissione

Proprio per il fatto che i titoli possono essere negoziati sul mercato tanto su quello primario quanto su quello secondario, si osserva una differenza del valore nominale da quello chiamato “d’emissione”. Questo valore riguarda il valore che il titolo ha, cioè quel valore che viene assegnato al titolo nel momento in cui si realizza la sua prima collocazione sul mercato, questo perché il titolo, appunto, essendo offerto su un mercato sarà scambiato liberamente attraverso la formazione di prezzi.

Questo, può valere solo quando il titolo è già stato collocato sul mercato, e quindi ci troviamo in un mercato secondario, cioè si parla di una seconda negoziazione. Quando, invece, il titolo viene collocato per la prima volta sul mercato, cosa succede? Chi stabilisce il valore del titolo, non sempre lo fa corrispondere a quel valore impresso sul titolo, cioè al valore nominale di cui abbiamo parlato poco fa. Le imprese, che emettono titoli e che vogliono quotarsi per la prima volta sul mercato o scambiare quei titoli per la prima volta sul mercato, sono consapevoli che di solito i destinatari, cioè coloro che dovrebbero acquistarli, possono avere una certa resistenza verso quell’azienda perché non la conoscono, per esempio, e quindi una resistenza ad acquistare quel titolo.

E allora, per invogliare il soggetto che dovrebbe comprare quei titoli, che dovrebbe acquistarli, stabiliscono un prezzo di emissione diverso rispetto a quello nominale. Immaginiamo che sul titolo c'è scritto 100, quindi nominalmente quel titolo vale 100, e dà dunque diritto agli azionisti ad avere una quota di capitale pari a 100 diventando soci.

Tuttavia, contestualmente all'acquisto dei titoli di questa natura, cioè dei titoli azionari, si ha un problema che riguarda il fatto che l'impresa non è nota e, pertanto, ci potrebbe essere una sorta di ritrosia del mercato e, quindi, dei destinatari di questo acquisto, cioè di coloro che dovrebbero effettuare l'acquisto delle azioni, verso l'acquisto stesso. Allora, si cerca di introdurre dei correttivi, e quindi di rendere appetibile quel titolo, prima della collocazione sul mercato, perciò agli occhi di coloro che dovrebbero acquistarlo.

Prezzo di emissione

Si può scegliere di far pagare quell’azione a un prezzo minore di quello nominale e sotto la pari, avviene così il cosiddetto prezzo di emissione cioè a un valore più basso di quello nominale. Questo è il caso più semplice e anche più frequente in presenza di imprese che non sono note. Ci sono però altri casi, pensate alle imprese già esistenti e quindi già note, ma che non sono state ancora quotate sul mercato mobiliare, quindi non hanno azioni quotate sul mercato mobiliare ma che sono comunque note, per esempio, immaginate la Barilla, che non è quotata però è molto nota.

Nel momento in cui la Barilla decidesse di portare la proprietà in borsa, probabilmente non farebbe la scelta di mettere le sue azioni sotto la pari, perché appunto è già nota e quindi tutti sanno che la Barilla, almeno in Italia, è abbastanza affidabile ed è una buona scelta lucrativa. Quindi, nell’ipotesi in cui la Barilla decidesse di portare le proprie azioni sul mercato mobiliare domestico, cioè in Italia, probabilmente la Barilla, proprio per effetto della sua notorietà, potrebbe tendere a emettere i valori di emissione delle proprie azioni, qualora si quotasse, pari o sopra la pari, che sono le altre due alternative rispetto a quella sotto la pari.

Mettere alla pari, dunque, vuol dire prevedere un prezzo di emissione dei titoli esattamente uguale al valore nominale. Mentre, l’emissione di titoli sopra la pari è più alta rispetto al valore nominale e dunque l’azionista andrà a pagare un prezzo maggiore rispetto a quello nominale. Questo perché, appunto, alcune imprese a volte sono molto note e hanno un valore di capitale che potrebbe non essere ancora espresso dal bilancio o che non deve necessariamente essere espresso, perché si hanno delle operazioni definite come non quantificabili e dunque, che non sono rappresentabili all'interno del bilancio, dei documenti contabili.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giusy0233482 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Napoli Federico II o del prof Saggese Sara.
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