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Coccoli-filosofia della storia - Prima lezione

Introduzione

Per molto tempo le opere filosofiche di Hegel sono state fraintese. È stato considerato un filosofo dell'astrazione e collocato nell'ambito dell'idealismo tedesco insieme a Schelling e Fichte. Non si può nemmeno parlare di un primo e di un secondo Hegel. Poco prima di morire, egli progetta una riedizione della Fenomenologia dello spirito. Tuttavia, l'opera si divide in due tomi.

La prima parte della Fenomenologia si divide in tre momenti: coscienza, autocoscienza e ragione. Nella fase della coscienza predomina l'attenzione verso l'oggetto. Nella fase dell'autocoscienza predomina l'attenzione verso il soggetto. Nella fase della ragione si arriva a riconoscere l'unità profonda fra soggetto e oggetto, fra l'interno e l'esterno, fra l'io e il mondo. La seconda parte della Fenomenologia comprende tre sezioni: lo spirito, la religione e il sapere assoluto, che anticipano il contenuto della Filosofia della storia.

Per spirito, Hegel intende l'individuo nei suoi rapporti con la comunità di cui è parte. Questa sezione si divide in: spirito vero → eticità, spirito che si è reso estraneo a sé → cultura, spirito certo di se stesso → moralità. Questi tre momenti rappresentano il mondo greco, il mondo romano fino all'Illuminismo, il mondo moderno post-rivoluzione francese, ossia il mondo romantico, idealistico. La Fenomenologia dello spirito esprime il principio della risoluzione del finito nell'infinito, dell'identità di razionale e reale, indicando la via percorsa dalla coscienza umana per giungere fino a esso, ovvero la via che quello stesso principio deve percorrere attraverso la coscienza umana per giungere a se stesso.

Si tratta di un percorso attraverso cui la coscienza, che si sente infelice a causa della deludente finitudine in cui si dibatte, va in cerca dell'infinito. Questa ricerca nostalgica porterà la coscienza a prendere atto di sé, dapprima rispetto alla realtà sensibile che la circonda, poi in sé come autocoscienza, fino a scoprire che l'assoluto cui aspirava, e dalla cui lontananza era affranta, non è qualcosa di "altro" da sé.

La Fenomenologia è la storia romanzata della coscienza, che attraverso erramenti, contrasti, scissioni, e quindi infelicità e dolore, esce dalla sua individualità, raggiunge l'universalità e si riconosce come ragione che è realtà e come realtà che è ragione. → "Il singolo, deve ripercorrere i gradi di formazione dello spirito universale, anche secondo il contenuto, ma come figure dello spirito già deposte, come gradi di una vita già tracciata e spianata. Similmente noi, osservando come nel campo conoscitivo ciò che in precedenti età teneva all'erta lo spirito degli adulti è ora abbassato a cognizioni, esercitazioni e fin giochi da ragazzi, riconosceremo nel processo pedagogico, quasi in proiezione, la storia della civiltà".

Rosenkranz vita di Hegel

Hegel: "Lo spiegare l'essenza è farla apparire come un essere determinato" → Ciò che abbiamo davanti. "Pensare la vita, questo è il compito" → Pensare la vita dello spirito = Geist → Lo svolgersi delle cose del mondo - i tratti peculiari/concreti di un popolo. Spirito = Realtà superindividuale, ma con coordinate spazio-temporali ben precise. Costituisce un'eccezione, crea una storia dello spirito. Per dare una spiegazione della realtà. Hegel va oltre Kant: le categorie di interpretazione del dato sono nel dato stesso (non nella nostra mente). La vera realtà è quella legge che, una volta dati gli elementi empirici, li tiene insieme. La realtà è sempre qualcosa di "operato".

L'astratto concreto → Ciò che ha concretezza vera ed è elemento universale. Es: idea di polis & polis reali. L'oggetto hegeliano è dinamico. → Non si può parlare di sostanza, ma di spirito. Quanto più l'alienazione è maggiore, tanto più la sintesi è significativa. Hegel scrive nella "Scienza della logica": "Le categorie logiche sono ciò che è nella mente di Dio prima della creazione".

Categorie logiche = Nessi che spiegano la realtà delle cose. Elementi che astraiamo dal mondo e riapplichiamo al mondo. Astrazione sta nel ricavare i punti fondamentali dai dati fenomenici. Filosofia della storia vuole individuare, nel corso storico, i punti di snodo. Questo è possibile solo a partire dal risultato. → Necessità della storia non a priori, ma a posteriori. La storia, una volta che si è manifestata, diventa necessità. (Filosofia - nottola).

  • Punti di snodo → Es: Battaglia di Salamina → Greci vs Persiani = Cultura occidentale vs Cultura orientale.
  • Distinzione fra chi agisce e chi interpreta (filosofo).
  • Mondo dato = in sé
  • Rivoluzionario = per sé → spesso negazione dell'esistente. cambiamento forte nel reale.
  • Questione della responsabilità: non conta tanto l'intenzione, quanto piuttosto il risultato (es. Cesare).

II Lezione

Hegel nasce nel 1770 a Stoccarda e muore nel 1831 a Berlino. Inizia la sua attività di studente. A 18 anni si iscrive all'università di Tubinga dove c'è lo Stift, un seminario, in un'istituzione religiosa. Qui convive con Schelling e Holderlin. I tre costituiscono un circolo intimo, festeggiano alle notizie della rivoluzione francese. Nel '90 conclude il primo biennio universitario e nel '93 lo completa. Egli amava molto la storia (meno la filosofia). Già da giovane sviluppa l'idea che la storia sia un tutto che è costruzione di cultura, di valori, di elementi spirituali in cui l'individuo possa ritrovarsi. Essa deve essere raccontata seguendo i momenti che portano a tutto ciò.

Ogni vivente ha il destino del cambiamento, della fine → Tema centrale quando Hegel contesta l'idea di infinito avuta fino a quel momento. La critica è: Se poniamo un infinito che è al di là del finito, separato dal finito, non può essere considerato totale perché vi è qualcosa fuori di lui. L'infinito hegeliano è questa totalità all'interno della quale i finiti (che muoiono ecc..) danno consistenza al tutto.

Parole chiave: sviluppo, concreto, ogni elemento ha una storia, un'evoluzione → cambiamento, mutamento, tempo. Se da questo movimento temporale astraiamo dei contenuti, delle categorie → Qui possiamo avere una dimensione di eterno → Hegel parla di "Rete adamantina" → Scheletro delle cose che permane nel divenire.

Fraintendimento della filosofia di Hegel: chiusura della storia (in particolare Kojeve) → Bisogna tener presente il qui e ora. La differenza fra la posizione del filosofo e di colui il quale agisce: chi scrive (filosofo, storico) deve necessariamente, ad un certo punto, sospendere la sua opera. Il filosofo arriva dopo che si è sviluppata la vicenda, quando il percorso della novità si è manifestato.

La novità che emerge necessita di un lungo periodo di tempo per manifestarsi nella sua pienezza.

Prefazione alla fenomenologia dello spirito

Da un lato la rivoluzione francese e la successiva epoca napoleonica. Da un punto di vista filosofico, invece punti di rottura = Kant, Fichte. "Ma a quel modo che nella creatura, dopo lungo e placido..." Lo spirito matura lento e placido verso la sua nuova figura come il bambino appena nato. "Solo un cotal nuovo..." Concetto vero = massimo della concretezza. Talvolta, tuttavia, usa il termine "concetto" per esprimere ciò che è ancora in nuce, non manifesto. "L'inizio..." Il risultato, all'inizio, si presenta ancora contratto in se stesso. Hegel pensava che Napoleone avesse portato questo nel mondo. Operazione del filosofo → Ricapitolando questo vasto sovvertimento di forme di civiltà esplicita il contenuto vero di ciò che si è improvvisamente manifestato.

Fichte è il degno continuatore, sul piano filosofico, di ciò che la rivoluzione francese ha iniziato sul piano pratico. «Del resto non è difficile a vedersi, che la nostra è un’età di gestazione e di passaggio ad una nuova era». «Lo spirito ha rotto con quello che è stato fino ad ora il mondo del suo esserci e del suo rappresentare; esso è in procinto di calare tutto ciò nel passato, ed è impegnato nel travaglio della sua trasformazione». «In verità esso non è mai in quiete, ma è preso da un movimento sempre progressivo. Ma allo stesso modo che nel bambino [vuol dire nel nascituro, nel feto] dopo un lungo e silenzioso periodo di nutrizione, il primo respiro interrompe – con un salto qualitativo – il processo graduale di quello sviluppo soltanto quantitativo, ed allora il bambino è nato, così lo spirito in via di formazione matura lentamente e silenziosamente verso la sua nuova figura.»

«Esso disgrega frammento dopo frammento l’edificio del suo mondo precedente, e il vacillare di quest’ultimo si lascia presagire soltanto attraverso dei sintomi sporadici; la leggerezza e la noia, che invadono ciò che ancora sussiste» [vien fatto di pensare alla leggerezza e alla noia di tanti intellettuali italiani ed europei i quali scoraggiano dall’uso dell’intelletto e dallo studio della filosofia perché sono oramai scettici e annoiati di tutto, e li vedo rappresentati già in questo passo di Hegel], «il vago presentimento di un ignoto, sono i segni che annunciano che qualcosa di diverso si va preparando. Questo graduale processo di sbriciolamento, che non alterava la fisionomia dell’intero, viene interrotto dall’aurora che, come un lampo, d’un tratto presenta alla vista la struttura del nuovo mondo.»

Hegel diventa precettore a Berna (Svizzera) dove scrive alcuni saggi che verranno pubblicati nel 1906 da Noel con il titolo fuorviante di "Scritti teologici giovanili". Questi testi si occupano della religione come modalità di espressione di un sentimento nazionale: contrapposizione fra religione greca (pienamente vissuta, l'uomo ritrova se stesso negli dèi, appartenenza alla città → Atene & Atena) e religione cristiana (Dio trascendente & fedele suddito).

Nel 1797 va a Francoforte dove Holderlin gli ha procurato un nuovo posto da precettore. Qui scrive l'opera "Lo spirito del cristianesimo e il suo destino" → Cristianesimo come contrapposto al mondo pagano e i suoi esiti che derivano da alcune situazioni interne alla dimensione cristiana. 1801 → Si trasferisce a Jena → Inizia la sua attività di insegnante. Nel 1807 termina la Fenomenologia dello spirito quando Napoleone entra a Jena.

  • 1781 → "Critica della ragion pura", Kant
  • 1794 → "Fondamenti della dottrina della scienza", Fichte

Fenomenologia dello spirito

Momento di rottura con Schelling. Hegel, nella prefazione, fa riferimento in maniera critica ad un certo formalismo filosofico che costituisce una chiara allusione alla filosofia di Schelling → Hegel lo rimprovera di non fare sufficientemente riferimento alla concretezza (“Vacche nere nella notte” di Schelling). L'assoluto schellingiano annegherebbe tutte le differenze in questa quiete che è, in ultima istanza, impossibile pensare → Per Hegel l'Assoluto va compreso, va pensato nel suo farsi, nel suo essersi costituito. Può essere considerata l'esposizione di un percorso storico.

Hegel, nella prefazione, parla di individuo universale: un altro modo per dire spirito. L'individuo universale è dato dal lavoro dei singoli. In questo senso gli individui finiti vengono meno → La vera realizzazione degli individui è sempre una realizzazione che connette il singolo ad altri individui. Questa partecipazione può essere inconsapevole, immediata come avveniva all'interno della polis greca. → Mondo greco = giovinezza dello spirito. Ad un certo punto questa adesione al tutto verrà messa in crisi → Socrate → Il primo che riporta all'individuo la scelta, discute le usanze del tempo.

Socrate, dice Hegel, è contemporaneamente un martire del pensiero e un criminale per la città greca. La tragicità nasce nel momento in cui entrano in conflitto due posizioni pienamente legittimate → Tragicità assoluta → "Antigone" Sofocle. Ugualmente tragico è il conflitto che si instaura fra Socrate e il tribunale ateniese. Il mondo greco verrà così sostituito, attraverso la mediazione della romanità, dal mondo cristiano.

Erinnerung = Memoria

Filosofia = Ripercorrimento pensante del processo attraverso cui l'uomo ha costruito se stesso e il suo mondo. L'oggetto della filosofia non è un ente di ragione irreale, ma il tutto che ha, al suo interno, una razionalità che può essa stessa essere enucleata. La Fenomenologia è propedeutica alla "Scienza della logica".

Per Hegel l'oriente non ha storia, non ha avuto un'evoluzione. "Nel mondo orientale uno solo è libero, nel mondo greco alcuni sono liberi, nel mondo moderno tutti sono liberi" Libertà → Riconoscimento da parte degli altri individui. Riconoscimento fra individui uguali. La storia, l'evoluzione, per Hegel nascono con la Persia: primo impero che tramonta → L'essere uomo inizia quando vi è la finitezza, altrimenti terreno dell'animalità → sennò ripercorrimento dell'uguale, un ripetersi in maniera ciclica, non evoluzione.

Nel percorso fenomenologico in senso stretto il mondo orientale resta fuori. Il capitolo VI inizia con il mondo greco. Le civiltà completamente naturali sono astoriche poiché, per Hegel, la natura è fuori dalla dimensione storica. Filosofo che vive fuori dalla vita della città, non opera, ma pensa l'operare di coloro che operano. Come se gli uomini avessero bisogno di qualcuno che li renda consapevoli di ciò che hanno fatto. Questa è anche l'azione degli artisti e dei religiosi → Rispecchiano i valori del mondo in cui vivono. Colgono il trascorso e lo evidenziano.

In questo processo di comprensione, l'arte e la religione sono modi perspicui di comprensione dello spirito in situazioni in cui mancano altre modalità. Mondo greco → Arte, mondo cristiano → Religione, mondo moderno → Pronto ad utilizzare la modalità di auto-comprensione filosofica. Più volte Hegel dice che arte, religione e filosofia hanno lo stesso contenuto: il vero = realtà del mondo nel momento in cui lo si comprende fino in fondo. Diverse per gli strumenti che usano: arte e religione = strumenti rappresentativi/figurativi e non puramente concettuali. Hegel non parla di morte della religione → È solo il filosofo che sostituisce la religione con la filosofia, ma la massa ne ha ancora bisogno.

Struttura Fenomenologia dello spirito

Due parti:

  • Parte 1 → Primi 5 capitoli → Opera di astrazione di paradigmi di comportamento che l'individuo si è costruito nel tempo. Primi 3 capitoli gnoseologici → Esperienze classiche di tipo conoscitivo che si sono sviluppate in ambito filosofico. Esperienza della certezza sensibile: soprattutto filosofia greca. Secondo capitolo: percezione → Locke. Articolazione dell'oggetto del conoscere. Capitolo 3 → Intelletto → Kant. Interno- esterno
  • Capitolo 4 → Individuazione che l'uomo ha avuto nei confronti del reale nel tempo sul piano pratico. Hegel introduce, di fronte all'uomo, l'altro uomo. Hegel parla di appetito: pura sopravvivenza naturale: cattiva infinità → Non esaurisco mai la fame: ripresentazione ciclica dell'appetito e della sua soddisfazione. Il cambiamento avviene quando l'individuo incontra il suo simile: riconoscimento da parte dell'altro. La relazione si innesta in una dimensione di richiesta di riconoscimento che diventa immediatamente lotta. Far prendere all'altro coscienza della mia superiorità. Anche questa rischia di essere cattiva infinità: un individuo soccombe, l'altro ha affermato se stesso, ma non ha più qualcuno che riconosce la sua supremazia. Il ciclo si interrompe quando l'uno dei due si sottomette all'altro. Dialettica servo-padrone → Qui, tuttavia, non vi è un mio pari che mi riconosce, ma un essere subordinato. L'individuo ha bisogno, per realizzarsi, di realizzare qualcosa: lavoro materiale. Religione egizia → La prima che opera sulla natura. Il servo diventa il vero vincitore in quanto colui che costruisce la realtà. Il servo ha avuto paura della morte: prendere consapevolezza della propria finitezza, possibilità di perdere la realtà. Servizio → Operare non per sé, ma per l'altro.
  • L'impero romano è stato un momento di schiavitù per l'uomo → I sudditi, così, hanno imparato a prendere coscienza della loro finitezza. Hegel parla delle ideologie del servo: stoicismo e scetticismo. Possibilità di far valere la propria libertà da parte del servo = suicidio. Dolore dello stoico, dello scettico e del cristiano → Coscienza infelice → Sa che la sua aspirazione è fuori di lui, in un lontano al di là. L'esperienza della coscienza infelice, l'umiliazione del soggetto, la sottomissione del credente alla chiesa è fondamentale poiché permette di trovare un ruolo nel mondo, si sente parte di una realtà più ampia ed inizia a esplorarla (Medioevo e Rinascimento).
  • Capitolo 5 → Ragione osservativa, naturalista che si sforza di comprendere il mondo.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/06 Storia della filosofia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nunziafabrizio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia della storia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Coccoli Guido.
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