Che materia stai cercando?

Storia dell'arte Moderna I

Appunti di storia dell'arte moderna basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Longo dell’università degli Studi di Trento - Unitn, facoltà di Lettere e filosofia, Corso di laurea in beni culturali. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Storia dell'arte moderna docente Prof. L. Longo

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

I maestri del gotico internazionale avevano stili affini anche se esistevano delle differenze nazionali, ma non

erano molto importanti.

Con la crescita delle città, gli artisti, come gli artigiani e gli artefici, si organizzano in “Gilde” e “Corporazioni”

che avevano il compito di tutelare i diritti e privilegi dei membri e di creare un mercato sicuro per i loro

prodotti. Erano associazioni molto ricche che avevano voce in capitolo nel governo della città e

contribuivano, inoltre, al miglioramento di esse.

A Firenze o altrove troviamo le gilde degli orafi, lamieri, armaioli i quali devolvevano parte dei loro fondi alla

costruzione di chiese, altari e cappelle, dando così un notevole incremento all'arte della città.

Grazie allo sviluppo delle città il Gotico Internazionale rappresenta forse l'ultimo stile internazionale sorto in

Europa almeno fino al XX secolo.

Si registra in tutta Europa una coralità di elaborazione che viene favorita dallo scambio il quale non comporta

il livellamento delle individualità, ma un arricchimento.

Lo scambio avviene attraverso la circolazione dei manufatti e delle opere che viene ulteriormente facilitata

dall'amore per gli oggetti di piccolo formato (es. codici miniati, avori, oreficerie, piccoli altaroli portatili,

arazzi, etc..).

Tutti questi prodotti circolano grazie a canali di commercio e diplomazia.

Sono inoltre frequenti gli spostamenti degli artisti che sono spinti dalle richieste della committenza, dal

desiderio di aggiornamento e incarichi speciali. Così circolano le opere, ma anche i taccuini di viaggio, i

modelli, gli appunti dei pittori. Circolano inoltre dei disegni di diversa provenienza che raggiungono le

botteghe e vengono assemblati assieme con lo scopo di creare nuovi modelli stilistici e reperti iconografici.

Le corti assumono un ruolo importante per gli artisti come per esempio la corte papale o francese.

NB: Un carattere comune in tutta Europa è il “Realismo minuto ed epidermico” ( = amore per il dettaglio).

Esempi di opere che presentano il realismo minuto ed epidermico:

MAESTRO FRANCKE (1380/90-1435 circa)

Monaco dominicano, tedesco, attivo ad Amburgo ed è il pittore principale dell'Area Baltica per tutta la prima

metà del 1400. Formatosi probabilmente in area fiamminga (il suo amore per il dettaglio deriva dalla cura

delle miniature).

“Persecuzione di Santa Barbara”, Helsinki, 1410 circa.

Due partiture di un grande altare.

Descrizione del quadro

Sulla sinistra Storia di Santa Barbara: rinchiusa in una torre dal padre, riesce a

fuggire. Il padre con i persecutori vanno a cercarla e chiedono ad un pastore dove

2 sinistra

sia. Quest’ultimo tradisce Barbara e svela il suo nascondiglio. A causa del tradimento le sue pecore

verranno trasformate in cavallette.

[Motivo di Santa Barbara con la torre viene spesso utilizzato nel 1400. ]

Sulla destra padre avanza con la spada e si innalza all'improvviso un muro,

Santa Barbara è rappresentata sullo sfondo che può proseguire il cammino.

Come viene rappresentato il tutto? Linguaggio fiabesco, narrativo, minuto ed

epidermico, stupisce l'osservatore.

Dal punto di vista prospettico spaziale non abbiamo prospettiva, ma si immagina destra

una certa profondità, quindi c'è una intenzione di dare la prospettiva anche senza delle regole.

Grande capacità del pittore persecutori rappresentati in maniera più grande ed imponente

rispetto ai pastori, di dimensioni minori, che si trovano in primo piano.

Il pittore riesce a trasmettere il messaggio del tradimento, il senso di persecuzione e l’incombere dei

persecutori. Il tutto rappresentato come una fiaba.

La rappresentazione minuta ed epidermica si nota nella rappresentazione delle vesti,degli sguardi

feroci, nella realizzazione del muro bianco, nella gentilezza della figura di S.Barbara.

Emerge una notevole forza inventiva dell'artista. Presente dinamismo e lirismo. Chiaro segno del

fatto che l'autore conosceva le miniature francesi per il modo in cui descrive le vesti e i dettagli e la

luminosità.

“Ecce Homo” Da notare l’elaborazione delle stoffe, la descrizione della linea. Non ha interesse

per la profondità, ma per la bellezza esteriore.

L’intento del pittore è quello di sublimare il dolore, portare il fedele ad avere

compassione e pregare assieme all’immagine di Cristo sofferente il quale

presenta un’espressione delicata, fine ed è descritta nei dettagli con senso

spiccato di decorativismo.

PISANELLO (1390-1455)

“Visione di Sant'Eustachio”, Londra

Eustachio era un cavaliere che non credeva in Dio e in una

giornata di caccia incontra un cervo e tra le corna vede la figura di

Cristo e si converte.

Si nota una conoscenza e consapevolezza delle regole prospettico

- spaziali (ciò che si discuteva nelle botteghe di Firenze con

3

Donatello, Paolo Uccello negli anni prima) e lo si nota nella rappresentazione del cavaliere e del

cavallo. Conosceva le nuove leggi. 

Utilizza metodi espressivi tipici del gotico internazionale e fiammingo disposizione dei soggetti

uno sopra l’altro.

STEPHAN LOCHNER

Pittore che rappresenta amore per il lusso, qualità pregiata. Opera nella zona di Colonia ed è importante per

la diffusione del gotico internazionale.

“Madonna del roseto”

La Madonna si trova nel giardino del paradiso (= hortus conclusus), immagine molto diffusa in questo

periodo e anche negli anni successivi.

Madonna posizionata al centro con sorta di monumentalità solo nella

volumetria, infatti nella realtà si tratta di una Madonna di umiltà. in questo

caso è anche regina del cielo vista la corona posta sul capo.

Presenta uno spillone sul petto con raffigurato un unicorno simbolo di

verginità (Unicorno = animale che sfugge non si raggiunge mai, è bianco,

tutto lo cacciano e trova rifugio nel grembo della Madonna. Allude alla

redenzione del mondo).

È circondata da angioletti e spicca sul fondo il pergolato con gigli bianchi e

rose rosse. Madonna assieme a cristo diviene una coredentrice

dell'umanità.

Spicca l'oro nel Gotico Internazionale, specialmente a Colonia e dintorni, si ha un uso molto

diffuso dell’oro sullo sfondo.

“Goldeness rössel” (o cavallino bianco), 1404, conservato nel santuario di Altötting. Realizzato in una

bottega.

Si tratta di un regalo per Carlo Vi da parte della moglie (principessa di Baviera)

ed è una delle opere più raffinate del gotico internazionale.

È opera di orafo francese, fatta in oro, metallo e smalti preziosi.

Si raffigura il Re di Francia sopra ad un podio in atto di preghiera verso la

Madonna con il bambino.

Sotto troviamo uno scudiero con un cavallo bianco. 4

Intorno al 1400 oreficeria molto sviluppata e grazie a lime e mulini si arriva ad avere delle forgiate in

maniera molto più curata. 2

Altro aspetto del Gotico Internazionale convivenza o correlazione di naturalismo e idealizzazione lirica di

un certo messaggio o scena.

Esempi:

FRATELLI LIMBURG

Operano per il duca di Berry e lavorano nella zona.

“Libro d’ore. (Pagina di maggio)”, 1412-1415 circa.

Esprime 3 caratteri dell'arte europea del tempo

 

Raffinatezza cortese ed eleganza la si vede nella sfilata in primo piano

con dame e cavalieri riccamente agghindati e vestiti.

 

Tendenza al decorativismo si nota nelle sintesi del dettaglio.

 Interesse naturalistico profondo nella rappresentazione di alberi, pianti,

cani in primo piano. Nella parte alta si vedono i segni zodiacali e sullo

sfondo il castello del Duca di Berry.

“Ciclo di affreschi dei Prodi e delle eroine”, castello vicino a Cuneo, 1420.

Affresco sulle pareti, rappresenta figure femminili e maschile con

ricche acconciature e abbigliati secondo la moda dell’epoca e le novità

dei primi decenni del 1400. Suddivise le une dalle altre da un albero da

frutto e sull'albero c'è la rappresentazione dello stemma. Tutto

rappresentato in modo ornamentale. Caratterizzata dal tema della

verticalità e da un certo decorativismo che riscontriamo nella

rappresentazione dei tessuti, ornamenti, intagli di oro, orli delle vesti.

Tappeto erboso certo naturalismo nella descrizione degli alberi, dettagli dell'erba.

La sala ha la funzione di essere un manifesto del potere del Signore del castello.

BOTTEGA DI GIACOMO JAQUERIO (1401-1453)

“Fontana della giovinezza”, 1416 -1424, Castello della Manta

Realizzato nella bottega di Jaquerio. Commissionata da Valerano il Burdo

(figlio di Tommaso III marchese si Saluzzo aveva soggiornato a Parigi e

5

aveva redatto un poema cavalleresco in cui si parla della fondana della giovinezza ispirato ad un

poema francese. )

Rappresenta donne e uomini anziani che nella speranza di ringiovanire si spogliano e si buttano nella

fontana poligonale con struttura a turibolo . Rappresentazione dinamica con intento moraleggiante.

motivo

Fontana della giovinezza iconografico che fa parte del Gotico Internazionale.

MAESTRO FRANCKE

“La flagellazione di cristo”, Amburgo, Kunsthalle

Dinamismo, efficacia, espressività. Resa ottima dei particolari

come legno, piastrelle, stoffe.

Rappresentazione usata per darci l'idea della brutalità e del

selvaggio che riaffiora nelle storie della passione del maestro

Francke. Grottesca caratterizzazione delle facce che si

evidenziano per le qualità negative morali.

Aureola del Cristo è concepita come uno scudo che appare

dietro la colonna della flagellazione.

Spazio poco profondo e l’impressione di profondità deriva dalla

sovrapposizione di porzioni di spazio.

Non sembra riuscire a dare un’immagine convincente di tridimensionalità. Il maestro è sicuramente

un grande narratore

Altro aspetto importante nel Gotico Internazionale è la linea che deve risultare morbida, fluida, leggera e alla

quale si deve associare una certa cromia.

Esempio:

“Dittico di Wilton Hause (Madonna nel giardino paradisiaco)”, 1395, tempera

Immagine della Vergine monumentale nel giardino

circondata da angeli vestiti di azzurro come la Madonna per

dare ancora più importanza al tema celestiale. Tutti portano

sulla veste l'insegna del re (Ricardo II re di Boemia), il cervo

bianco con le corna di oro. Riccardo II viene ritratto a

sinistra con accanto San Giovanni Battista, che ha la mano

sulla sua spalla, e due re inglesi: Edoardo il confessore e

Sant Edmondo martire.

6

Sulla tavola compare lo sfondo di oro tipico del periodo. Presente carattere naturalistico che si scontra negli

alberi e da senso di profondità.

Parigi maggiore centro assieme ad alte città francesi tra cui Vigione, Bourges (residenza del duca di

Berry).

Scuola di Parigi caratterizzata da un linearismo sciolto, decorativo che è intriso di un linguaggio senese nelle

redazioni martiniana e lorenzettiana che erano arrivati per affrescare i palazzi dei papi.

Abbiamo influssi toscani nella città di Avignone che ha un ruolo significativo per la diffusione della pittura

italiana in Europa. Era un luogo per incontri e nuove esperienze per artisti italiani, con un incremento agli

inizi del 1400. 

Si respira un clima artistico speciale operavano artisti senesi a fianco di artisti di diversa provenienza tra

cui anche le fiandre. Si registra uno scambio, incontro di linguaggi diversi ( fiandre ed Italia).

Questi artisti si vedono fiorire sotto il regno di Carlo VI il quale richiedeva una pittura di corte molto raffinata

comunemente definita pittura franco - fiamminga.

SIMONE MARTINI (Siena 1284 - Avignone 1344)

Uno dei massimi pittori del 1300 italiano. Nel 1335 si trasferisce alla corte papale di Avignone.

Acquista fama internazionale divulgando in concetto di gotico italiani. Sopratutto interpretando dei temi

sacri e profani utilizzando e sfruttando tutte le possibilità espressive della linea. Questo contributo da parte

di Martini avviene ad Avignone in uno dei momenti in cui la cultura francese sapeva già offrire

interpretazioni eleganti nel campo dell'orificeria, degli avori etc.., con un alto livello qualitativo.

Ebbe anche un ruolo speciale nella vita di Vasari.

“Maestà del palazzo pubblico di Siena”, 1315, affresco

Affresco che vuole trasmettere e celebrare la città sotto la

protezione della Vergine che appare al centro su un trono tutto

dorato con schienali a cuspidi.

Immagine dinamica delle figure che stanno accanto alla vergine

sia a sinistra che a destra. Le persone (figure di santi, vergini,

angeli) sono raffigurate sotto ad un baldacchino con una certa

immanenza (presenza fisica. Giotto aveva la caratteristica di

realizzare figure con una certa presenza fisica ed immanenza.).

Si realizza una componente giottesca e una gotica avvalendosi dei modelli c'è circolavano nelle

botteghe degli orafi senesi. Questo viene comprovato dal trono ella Vergine che viene elaborato

come se fosse un reliquiario e dalle aureole ornare da motivi a rilievo (tecnica praticata dagli orafi).

Ben definito il tema della linea, dei cromatismi e il tema dell'oro.

7

Presente punzonatura delle aureole e dei fondi di oro che poi diventerà una costare nella pittura

italiana.

GUIDORUCCIO DA FOGLIANO

“Ritratto di un cavaliere”, 1330 circa

Efficace ritratto di cavaliere che è una

metafora della potenza senese e dei castelli di

Cassaforte e Montemassi. Domina di più la

linea rispetto al colore.

Certa monumentalità del personaggio.

Verso la fine degli anni ‘70 si trova nelle corti di Praga e Parigi un carattere di impronta italiano che è un

paradigma giottesco che si diffonde e diventerà una componente di altri linguaggi.

In Boemia elezione di Carlo IV ad imperatore romano nel 1346 per raggiungere l'apice con Venceslao IV

(1361-1419).

Si trasmette uno stile dolce = raffigurazione pittorica e scultorea legata soprattutto alla fluidità della linea.

L’importante è rappresentare la componente spirituale, molto vicina all’uomo del tempo.

Divulgazione delle “Belle Madonne” soprattutto in Austria, Tirolo, Trentino.

“Madonna di San Vito”, Galleria di stato di Praga.

Uno dei dipinti tra i più alti esiti della pittura boema. Sembra provenire dalla

cattedrale di San Vito (da cui prende il nome).

Immagine della Vergine con il Bambino rappresentata in maniera dolce, affettuosa,

come una madre.

Senso di progresso nella rappresentazione della Madonna col bambino in questo

tipologia di madonne.

Rappresentazione molto dinamica con espressione felice. 

Quasi tutte le madonne boeme rientrano in questa tipologia gioia della madre che mostra al fedele il figlio

venuto sulla terra per redimere umanità dal peccato originale (considerato la nuova Eva). Sorta di

ostentazione del figlio ai fedeli perché l’intento è quello di commuovere il fedele e farlo pregare.

Nello stesso periodo si diffondono anche le cosiddette “pietà” = madonna che porta in grembo il figlio morto

prima che vengo sepolto.

NB: Parigi e Praga sono le corti che si distinguono per l’impronta di carattere italiana.

8 3

Presenza di due correnti che differiscono per l’accento sociale che le caratterizza:

 

Ascendenza Boema linguaggio più popolare e borghese, anche se ha origini auliche con Teodorico

da Praga.

 

Ascendenza Franco - senese linguaggio più aulico. Cortese, elevato, raffinato.

MAESTRO TEODORICO DA PRAGA. Unico pittore boemo di cui si conoscono sia il nome che le opere.

Nel 1359 il maestro (Magister Teodoricus) viene nominato pittore del re a servizio di Carlo IV di Boemia.

“Cappella di Santa croce nel castello di Karlstein”, 1360 - 1365.

127 ritratti che si susseguono in orizzontate e rendono le pareti

dinamiche e colorite. Riportano effigi a mezzo busto di: angeli,

evangelisti, papi, re. In alto domina la Crocifissione con Giovanni e

Maria ai piedi della croce.

Ritratti molto plastici con una rusticità grezza, apparentemente privi di

spiritualità. Molto vicine al cuore degli uomini, molto terrene anche se

hanno fondo oro tipico delle opere spirituali, medievali e gotiche.

o Sant’Agnese rappresentata con l’agnello (il suo simbolo). Percezione di chiarezza

volumetrica e lineare. Rappresentazione che trasmette una certa solidità.

o Sant’Elisabetta si percepisce la stessa solidità di Sant’Agnese. Si vede la santa dare

da mangiare agli affamati. Presenti molti colori tra i quali spicca il blu con grandi

variazioni della stoffa.

o Santa Chiara il parapetto in primo piano ed libro offrono una quinta spaziale nel

tentativo di dare maggiore ampiezza. L’impaginazione prospettico spaziale è di

notevole rilievo.

o Sant’Ambrogio mostra un libro aperto e di conseguenza un’impaginazione spaziale

con la finalità di rendere lo spazio più profondo Sant’Ambrogio

Sant’Elisabetta Santa Chiara

Sant’Agnese 9

Sembra che questa atmosfera sia legata al culto delle reliquie visto il legame del Re ad esse e alla

necessità di avere un resoconto “materiale” della salvezza.

L'intento è quello di contribuire alla meditazione con immagini di notevole spiritualità che portano al

silenzio e favoriscono un atteggiamento meditativo.

TOMMASO DA MODENA realizza a Treviso nel convento di San Niccolò un ambiente con molti frati

domenicani rappresentati nella sala capitolare del convento.

Lui realizza spazi più ampi e completi dove abbiamo la figurazione per intero dei personaggi. Quinte spaziali

presenti come per esempio lo scrittoio e la libreria. Ombre chiaroscurali ed efficacia espressiva dei frati.

Sembra che Teodorico sia andato a vedere queste raffigurazioni prima di dipingere quella di Karlstein (ipotesi

più plausibile). Altri pensano che sia stato Tommaso ad andare a Karlstei.

BERTRAM VON MINDEN, pittore e intagliatore di Amburgo. 1345-1414/15. Uno dei maestri più importanti del

panorama artistico della Germania settentrionale.

“Altare maggiore della chiesa di San Pietro ad Amburgo”, 1379 - 1383, Kunsthalle di Amburgo.

Altare polittico = ante che si chiudono e aprono a seconda delle occasioni dotati di sculture o pitture.

Per questi altari c'è alla base un programma iconografico ideato da un erudito, teologo in questo

caso Wilhem Hoborck

Si compone di 5 tavole lignee dipinte. Lo scrigno centrale presenta un allineamento di sculture su 2

registri.

Rappresentate i temi della “Creazione del mondo”, “Il peccato originale”, “I patriarchi dell'antico

testamento” e “L’infanzia di Cristo”.

“Creazione del mondo” 

o “Creazione degli animali” un po’ messi a casaccio, ma ciò che

deve impressionare è la monumentalità del Parere Eterno. Oro

sul fondo. Cornicette decorate a perline.

o “Creazione di Eva” Padre Eterno che toglie dalla costola di

Adamo la donna. Impaginazione prospettico spaziale:

dimensioni del Creatore maggiori rispetto ad Adamo ed Eva,

sembra che incomba sulle figure ed è rappresentato in

diagonale. Il dipinto risulta diviso in 3 parti.

La collinetta dove appoggiano Adamo ed Eva è molto

particolareggiata, dettaglio naturalistico. Linea plastica, fisicità.

Presenti gli angioletti nella parte alta.

o “Cacciata di Adamo ed Eva” 10

o “Famiglia”, momento di allattamento,

In tutte le opere si nota un marcato colorismo, gusto narrativo intriso di una certa

naturalezza. C’è un contrasto tra l’amore per i dettagli naturali e la spiritualità del cielo e del

terreno.

Tutti i dipinti presentano una cornice molto dettagliata con inserimento di perline.

In questi dipinti traspare la formazione di questo artista (intagliatore). Lo si può chiaramente

notare dalle mani, aveva un modo di concepire i corpi tipico di uno scultore.

Correnti Boema e Franco - Senese arte non propriamente aulica, popolare, borghese, ma si adegua agli

ideali della civiltà cavalleresca. Rappresenta nel linguaggio formale l'estremo sviluppo del decorativismo

gotico insieme all'acutizzarsi della sensibilità molto attenta alla linea ondulata e al pittoricismo epidermico. Si

percepisce come un progressivo di distacco dalla visione trascendentale del 1300.

Per entrambe è presente il pittoricismo, il legame con la realtà assieme alla linea ondulata e al pittoricismo.

MAESTRO DEL GIARDINETTO DEL PARADISO (= maestro si usa quando non si conosce l'autore, ma ci sono

opere che si assomigliano e vengono ricondotte ad uno stesso artista.)

Maestro che proveniva dall’alto Reno.

“Giardinetto del paradiso”, 1410-1420, Francoforte

Immagine dell'hortus conclusus (simbolo della verginità di

Maria e delle delizie) in analogia con l'hortus deliciarum

(paradiso delle delizie, del profano) del romanzo “Roman

de la Rose”. Si tratta di una bella metafora di un giardino

paradisiaco e profano.

Si vede un’ambientazione cortese: un giardino circondato

da un muro di cinta, la Vergine, circondata da diverse

persone, siede sopra un cuscino con davanti un’aiuola con uno spessore ben definito. Gesù al centro

suona il salterio con affianco Santa Caterina, il tutto allude alle nozze mistiche tra i due.

La figura di San Michele Arcangelo, in genere raffigurato mentre combatte Satana, questa volta la

figura del diavolo presente in basso a sinistra non si riferisce a lui bensì è collegata alla figura di San

Giorgio.

La terza figura non è ben definita, potrebbe trattarsi di San Sebastiano, in genere rappresentato con

un tronco perché lì viene martirizzato, però la presenza del corvo ci fa pensare a Sant’Osvaldo.

Santa Barbara di solito raffigurata con la torre, in questo caso rappresentata mentre raccoglie

l'acqua con il cucchiaio = narra la leggenda che le sue reliquie riempissero d’acqua un ruscello secco.

11

Santa Dorotea, di solita rappresentata con un cesto di fiori, in questo caso raccoglie dei frutti, delle

ciliegie le quali hanno una connotazione erotica, sono descritte negli harem insieme al vino.

Erba molto fitta coni piante e fiori che si collegano con i simboli di Maria (Iris, giglio, rosa, fragola).

Presente un altro elemento profano: tavolo poligonale al centro della scena, un elemento

immancabile nelle rappresentazioni cortesi.

MICHELINO DA BESOZZO Originario di Varese, 1388 – 1450. È un pittore e miniatore italiano che svolge una

attività fervida tra Milano e Pavia. Viaggia a Venezia nel 1410 dove incontra Gentile da Fabriano.

“Vergine nel giardinetto”, tempera su tavola, Castelvecchio (VR). Assegnata per lungo tempo a

Stefano da Verona, ora attribuita a Michelino da Besozzo.

Raffigura un Hortus Conclusus dove si riscontrano delle affinità

con Stephan Lochner, si segnano, quindi, sottili rapporti con la

scuola di Colonia.

Opera che proviene da il Convento Domenicano femminile

dell'Acqua Traversa e presenta un impaginazione scenica

anticonformista e nuova per l’ambito di Verona e dell’Italia.

Fitto arabesco decorativo. Spalliera al posto della cinta muraria,

piena di fiori.

Si presenta come se fosse una miniatura in grande formato.

Spazio saturo, colorato, luminoso.

La Vergine ha una fronte alta, convessa ed è una Vergine dell'umiltà. Infatti siede su tappeto erboso.

Gruppi di angeli e di uccelli con ali molto grandi tema della curva che raccorda le figure ed i

gruppi.

L’immagine di Santa Caterina precede il motivo iconografico delle nozze mistiche, spesso infatti

viene raffigurata con il bambino. Presenza della spada e della ruota, vista di scorcio in primo piano.

Presente la fontana polilobata sulla sinistra con un basamento e delle decorazione al centro con

angeli attorno che raccolgono getti di acqua (erano realizzati a pastiglia = impasto di gesso e colla,

ma oggi sono scomparsi).

Per la sua realizzazione si prende come modello quello delle oreficerie sacre e ricorda la Fontana

della Giovinezza del castello della Manta.

Ancora una volta si ha quindi un motivo caro alla cultura cortese che ritorna in un brano pittorico dal

carattere religioso.

FINE Gotico Internazionale 12 4

LA PROSPETTIVA

Nel 1400 l’arte si suddivide in diverse scuole:

 Italia;

 Fiandre;

 Germania.

Quasi ogni città ha la sua scuola pittorica, e si assiste in questo secolo al divulgare di nuova consapevolezza

dell’individuo, che impegna gli artisti dei due grandi poli ( Fiandre e Italia) del rinnovamento europeo ( Gand,

Bruxelles, Anversa; Firenze e Toscana.

Nuova acquisizione del reale e si trova una nuova possibilità di narrare la storia sacra, umanizzando le figure,

collocando Santi e Dio in contesti molto vicini all’uomo. I pittori e i mecenati scoprono che l’arte non deve

esclusivamente narrare il sacro, ma può rispecchiare elementi del reale.

All’inizio del 1400 circolano a Basilea e nell’Alto Reno esemplari di bozzetti, miniature, codici miniati, altaroli

domestici e tutto ciò avvenne grazie a viaggi di dignitari ecclesiastici e politici richiamati dal Concilio di

Costanza (= 1414 – 1418, ecumenico, convocato dall’Imperatore Sigismondo per porre fine allo scisma

d’occidente) e Basilea (= 1431- 1433, volontà di subordinare il pontefice alle decisioni del Concilio).

KONRAD WITZ nasce a Rottweil (Svevia). Fu importante per la pittura del nord. Forma un parallelo con

Masaccio e fu attivo nell’Alto Reno. Artista di notevole rilievo, risulta registrato nella gilda dei pittori di

Basilea nel 1434 dove prende la cittadinanza nel 1435. Muore nel 1446.

Per quanto riguarda il suo stile si possono individuare affinità con arte di Van Eyck e del maestro di Flemal,

quindi si suppone che abbia fatto almeno un viaggio nelle fiandre.

“ Pesca miracolosa”, 1444;

Si tratta della pesca miracolosa nel lago di Tiberiade. Allo

spuntar del giorno compare loro Gesù che li invita a

rigettare le reti le quali si riempirono di pesci;

L’artista rappresenta il paesaggio della sua zona: il lago

di Ginevra tema di umanizzazione della Storia Sacra.

La figura di Cristo è monumentale, in primo piano. Il

paesaggio risulta molto dettagliato. Si creano quinte

prospettico spaziali con una notevole impaginazione. Il

tutto viene rappresentato in maniera empirica.

Il paesaggio si compone in stratificazioni, sul fondo spiccano monti con neve e ghiacciai.

13

JAN VAN EYCK nato a Maastricht nel 1390;

“Polittico di Gand”, 1432

[Particolare dell’altare del polittico con angiolessa e angeli musicisti]

Ci fa capire quanto siano importanti i materiali con la loro preziosità. Il colore

è molto vivo.

Van Eyck sa soppesare la materia, come la leggerezza dei capelli, la

sontuosità del tessuto, la trama delle stoffe o del materiale ligneo. Si parla

anche di struttura molecolare della pelle e del “naturalismo quattrocentesco”

 riguarda Van Eyck in modo particolare.

[coro degli angeli]

Anche qua notare la pelle, l’espressività nei volti e i segni del viso.

“Uomo del garofano”

Rappresenta il tema della vecchiaia. Da notare sottigliezza e morbidezza del colletto

e del cappello. C’è una ricerca tesa a trattare e imitare nel dettaglio della realtà

veduta.

“Coniugi Arnolfini”,1434

Rappresentazione dei sentimenti. Si può considerare forse un “fotografia” di

contratto matrimoniale del Mercante di Lucca con la moglie Giovanna.

Sullo sfondo è presente uno specchio che riflette la coppia e i testimoni di quella

occasione;

Lo specchio, il lampadario e il cagnolino sono tutti gli elementi che fanno sembrare

l’artista ossessionato del significato di voler puntualizzare ogni dettaglio e di arricchire la scena.

Non raggiunge l’equilibrio formale raggiunto dagli italiani. È audace nel raccontare ogni dettaglio.

“Cancelliere Roland”, 1435

Inginocchiato davanti alla Madonna col bambino. Entrambi sono in

proporzioni monumentali in primo piano, dentro un palazzo signorile in un

ambiente simile ad una loggia. Rappresentate le colonne, le arcate ornate a

bassorilievo che si aprono verso l’esterno. È un motivo iconografico

dell’Hortus Conclusus. Ci sono gigli, rose, violette, tutti fiori con valenza

simbolica che hanno a che fare con la purezza di Maria.

Oltre al giardino abbiamo un'altra zona con due personaggi che guardano

oltre ad un muretto; c’è una notevole rappresentazione prospettico spaziale,

14

la città in fermento sullo sfondo, il fiume che porta lo sguardo in profondità, i monti sullo sfondo. C’è

ancora amore per il lusso.

Van Eyck tende a rappresentare in maniera più concreta possibile la realtà così com’è o come lui la

percepisce. C’è la volontà di rappresentare in modo quasi ossessivo ogni dettaglio.

Gli italiani sono concentrati sul problema dello spazio e della collocazione delle figure al suo interno, mentre

nelle Fiandre sono concentrati sul raccontare la realtà o la spiritualità di una scena o figura.

Anche gli italiani sono impegnati nella rappresentazione della realtà, ma sono maggiormente concentrati a

trovare un modo più adatto di raccontare le figure all’ interno di uno spazio, di trovare e sperimentare le

regole della prospettiva.

MASACCIO muore nel 1428

“ Cappella Brancacci”

Sintesi formale di immagini volumetriche, che sono sempre in un rapporto equilibrato con lo spazio e le

architetture. Non abbiamo ricerca del dettaglio, ma ricerca della sintesi. Si parla, infatti, di sintesi

espressiva. [S. Pietro che sana gli ammalati]:

Ai suoi personaggi conferisce dignità sacra, quasi terrestre e c’è una

sorta di umanizzazione. In quanto Santo, però, ha anche una sfera

sacrale.

Bambini risultano abbastanza tristi.

BEATO ANGELICO, fa parte di un ordine domenicano e viene chiamato per decorare la cappella Nicolina.

Realizza 3 Annunciazioni.

“Annunciazione”, 1438, convento di S. Marco.

Tema della luce, ambiente di delicata spiritualità con carattere

tardogotico. L’ambientazione architettonica è consapevole delle regole

prospettiche. Nonostante le conoscesse preferisce comunque

rappresentare in modo tardo gotico. Impegnato nella ricerca di accordo

fra tradizione gotica e nuovo approccio alla natura e classicità.

Notare la rappresentazione dell’ombra della figura sulla destra.

15

“Annunciazione”, Prado, Madrid;

Sulla sinistra altro racconto Paradiso Terrestre e Cacciata

dall’Eden. Interpretabile come giardino della Vergine,

ricollegabile in quanto la Madonna viene vista come una

nuova Eva che porta in grembo i redentore dei peccati

dell’umanità;

Grande luminosità. “Annunciazione”, Convento di S. Marco (2)

Non ci sono divagazioni. Presente giardino sulla con uno steccato,

erbe e fiori tema dell’Hortus Conclusus;

colorismo

Dettaglio delle ali dell’angelo e finezza della linea.

PROSPETTIVA

trattato della pittura di Leon Battista Alberti (morto nel 1472). Prodotte 2 versioni:

1. Scritta in latino nel 1435 per gli intellettuali fiorentini, in particolare per Giovanni Francesco

Gonzaga;

2. 1436 produce una versione in volgare indirizzata a esponenti del rinnovamento culturale. Dedica a

Brunelleschi.

Il trattato costituisce la prima esposizione teorica dei principi fondamentali della geometria prospettica.

L'obbiettivo primario è quello di raffigurare la realtà visibile, ovvero quello che vede l'artista, raffigurarlo

anche mediante il recupero del mondo antico. Il mezzo più appropriato era dato dalla costruzione

prospettica ovvero da un procedimento riduttivo bastato sulla geometria che permetteva di rappresentare

sul piano l'oggetto tridimensionale (= realtà visibile e ciò che viene percepito dal pittore) poi rielaborato ed

esteriorizzato: un qualcosa di diverso da quello che è.

Metodo della costruzione legittima poi ripreso da altri artisti come Piero della Francesca e Leonardo da

Vinci.

BRUNELLESCHI: 

“Cupola di S. Maria del Fiore” definita nella dedica dell’Alberti: “ struttura si grande erta sopra i

cieli, e ampla da coprire con sua ombra tutti i popoli toscani”.

16

Utilizzo di mattoni a spina di pesce alla maniera romana, con profilo elegante e gotico, definito da

costolature bianche che salgono fino al culmine dove sta la lanterna. Ha una pianta ottagonali su cui

più tardi vengono addossate esedre sui lati.

IACOPO DEL SELLAIO pittura che rappresenta Firenze sullo sfondo con S. Giovanni Battista in primo piano

(patrono di Firenze).

Il trattato dell’Alberti costituisce la prima esposizione teorica dei principi

rinascimentali sulla geometria prospettica. Masaccio, Brunelleschi e Paolo

Uccello, parlavano di prospettiva centrale, ma non era ancora stata teorizzata per

iscritto. Solo con Alberti succede trattato che codifica le regole relative alla

geometria prospettica, si attua la codificazione di quanto andavano

sperimentando nelle varie botteghe di Firenze gli artisti di avanguardia del primo

1400. L’obiettivo primario era quello di raffigurare la realtà visibile e raffigurarla anche attraverso il recupero

del mondo antico. Il mezzo più appropriato per farlo era dato dalla costruzione prospettica = procedimento

riduttivo fondato sulla geometria che permette di riportare su un piano l’oggetto tridimensionale veduto.

Alberti immagina una finestra aperta sul mondo, che consente al pittore di vedere la realtà, stabilire la

distanza fra se stesso e la realtà, e di rappresentare la verità naturale delle cose tramite la similitudine =

verosimiglianza, tramite lo strumento linguistico della prospettiva che mira alla trasformazione planimetrica

dei corpi. Alberti descrive un metodo che lui chiama “costruzione legittima” che sarà più avanti ripreso e

descritto da Piero della Francesca e Leonardo.

Alberti non si cura della tecnica manuale del pittore, anche perché alla fine del 1300 uscì il lavoro di Cennino

Cennini libro sulla tecnica manuale “Libro dell’arte”, pubblicato solo nel 1437, Alberti non lo cita mai

perché a lui interessa la tecnica prospettico spaziale, ciò che conta è la tecnica mentale dell’artista.

Per lui la pittura è:

1. “Scienza e atto intellettivo dell’artista”;

2. “Historia figurata” inquadra gli elementi in successione dentro lo spazio e il tempo, “rende quasi

vivi i morti” perché ciò che rappresenta sembra prendere vita, trasmette azioni esemplari”;

3. “Dotata di forza divina” pittore visto come un altro Dio, in grado di creare realtà naturale delle

cose;

4. “Il patrimonio culturale dell’artista” a seconda del bagaglio culturale , si avranno sollecitazioni

diverse, ovvero si percepiscono le cose in maniera diversa;

nei 3 libri (parti) del trattato sono esposti con chiarezza:

1. Primo libro tutto matematico, dedicato alla costruzione prospettica.

2. Secondo libro pittura; 17

3. Terzo libro cultura di cui artista deve essere dotato;

Fissa le leggi strutturali del vedere concepito come atto intellettivo. Usa principi della geometria non da

matematico, ma da pittore. I punti, le linee e le superfici sono entità matematiche. La linea è fatta di punti; la

superficie è fatta di linee; punto e linea non mutano, muta la superficie dei corpi a seconda della luce, le

dimensioni e la colorazione dipendono dalla distanza dell’oggetto, dall’occhio dell’osservatore e dalla

quantità di luce. Le superfici dei corpi che vengono offerte alla vista sono di qualità stabile e mutevole.

Qualità stabile si riferisce alla forma dell’oggetto e dipende dal contorno e dal dorso

Qualità mutevole è quella che contraddistingue l’oggetto quando è più o meno distante dall’occhio in base

alla sua collocazione e avrà colori diversi in base a quantità di luce.

La variazione dei colori dipende dalla luce:

 rosso = fuoco;

 cilestrino = aria;

 verde = acqua;

 bigio cenere = terra;

Gli altri colori si formano mescolando i principali e tenendo conto della luce, perché altera i colori a seconda

della sua intensità.

Ai fini della rappresentazione interviene la cosiddetta “forza del vedere”, qualità propria del SOGGETTO. Le

cose si misurano con l’intelletto e non solo con gli occhi (ecco perché importa il bagaglio culturale).

Procedendo per comparazione: il grande rispetto al piccolo, il chiaro rispetto lo scuro, etc. i raggi dall’occhio

alla superficie dei corpi e di qui all’occhio riportando la forma degli oggetti visti, i raggi formano una piramide

visiva che ha vertice nell’occhio dell’osservatore e la base è le superfici vedute.

La piramide visiva contiene più piramidi: noi vediamo una composizione di superfici che formano un volume.

Alberti ricorre a immagini di lastre di vetro trasparenti, interseca una piramide visiva e rappresenta la tavola

pittorica. 5

Alberti spiega il procedimento del velo = quadrangolo reticolato con fili paralleli che interseca la piramide

visiva, come una finestra che permette di fissare sulla tela l'immagine con dimensioni diverse da quelle date

nella realtà.

Alberti scrive 3 trattati:

1. De architectura

2. De statua (scultura) 

3. De pictura (noi trattiamo la prima parte) pittura vista come possibilità visiva e riproposizione della

realtà visibile. 18

La visualizzazione di questi trattati venne fatta più tardi da Albrecht Dürer.

ALBRECHT DÜRER

“Disegnatore di liuto”, 1525, silografia

Rappresenta dei personaggi che usano un certo procedimento per ritrarre su un piano

bidimensionale uno liuto. Si tratta di uno strumento prospettico denominato “sportello”, famoso nel

1500. Tutto parte da un chiodo ad occhiello appeso al muro con attaccata una corda con peso che

permette di visualizzare un raggio visivo. C’è poi una cornice con una finestrella dentro cui ci sono 2

fili (1 verticale e 1 orizzontale). La cordicella legata al chiodo con occhiello si fa passare attraverso la

finestrella. Il punto dove si incontrano i 2 fili viene segnato sullo sportello (quello con il disegno.)

In questo caso l'occhio del pittore corrisponde al chiodo ad occhiello piantato nel muro. E la sezione

della piramide è il quadro sullo sportello.

Per usare questo macchinario servono sempre due persone: una che tiene la corda tirata e uno che

segna i punti sullo sportello.

“Disegantore di una donna giacente”, silografia 

Rappresenta un altro procedimento sempre collegato alle teorie dell’Alberti “procedimento del

velo” = il reticolato che si mette tra il soggetto e il disegnatore.

L’impiego della prospettiva lineare per la resa dell'ambiente urbano dell’Alberti risulta visibile in alcune

opere fondamentali del rinascimento. Sono opere sul cui fondo di preparazione è stata rintracciata la griglia

prospettico spaziale = documentazione che gli artisti del tempo hanno usato questo procedimento.

“Città ideale di Urbino”, fine XV sec., tavola lignea. Città molto spaziosa con edificio rotondo al

centro della piazza.

Le componenti laterali si allungano verso il

fondo. A seconda della distanza dal pittore

all'oggetto le immagini e i colori diventano meno chiari.

Sul fondo si intravedono dei profili di monti e una chiesa.

“Città ideale di Berlino”, fine XV sec., tavola lignea Loggia con una struttura a punta di diamante che

introduce l'occhio dell’osservatore verso l'interno.

Presenti colonne scanalate con porzioni più scure e

altre più chiare (luci e ombre perfette).

Sul fondo paesaggio marino.

19

Città ideale di Urbino e Berlino attribuita ad uno stesso maestro.

“Città ideale di Baltimora” Veduta di palazzi, diversi livelli di pavimentazione resi più

visibili dalle scale che presentano tonalità di marmo diverse

per metterle ancora più in risalto.

Colonne con statue in primo piano che si differenziano nei

colori e nelle dimensioni.

Sullo sfondo ci sono tre edifici fondamentali nella rappresentazione:

o Arco trionfale

o Colosseo

o Battistero di Firenze

Riprende i monumenti dell'antichità classica perché il committente e l'autore volevano dimostrare che

conoscevano i monumenti dell'antichità classica. Fanno un richiamo a ciò che era l’antichità classica visto

anche il periodo vicino all’Umanesimo.

ANDREA MANTEGNA quando dipinge tiene conto dei dettagli dell’antichità classica riprendendo motivi

floreali, bassorilievi, miti che rievocano aspetti di civiltà classica. È uno dei massimi artisti per quanto

riguarda l'uso della prospettiva.

“Storie di San Cristoforo”, Chiesa degli Eremitani, Padova. 1455 circa.

Narra delle storie di San Cristoforo, un cananeo di

struttura gigantesca, che secondo la leggenda,

voleva mettersi al servizio dell'uomo più potente,

poi del Re Demonio e poi di Gesù.

Si narra che, prima della decapitazione, le frecce di

40 arcieri non riuscirono a ferirlo, in seguito venne

trasportato lungo le vie della città.

Due episodi, in antichità circondati da cornice di

marmo, vengono separati da una colonna al centro scanalata e ombreggiata nella parte destra. Ha

duplice funzione: scandire i tempi della storia e raccordare i luoghi degli eventi.

Le scene sono state ideate per chi entra da destra ed i personaggi hanno una forte carica espressiva.

Scene all'aperto su piazza piastrellata e davanti ad un palazzo.

Tema del pergolato e del pavimento che costruiscono l'impaginazione spaziale.

È stato identificato l'utilizzo del procedimento del velo.

20

MASACCIO attua una rivoluzione nell'ambito della pittura rinascimentale.

“Tributo della moneta”, Cappella Brancacci, chiesa di Santa Maria del Carmine, Firenze

Episodio evangelico che narra di Pietro.

Presenti 3 scene:

o Centrale: Cristo che impone a

Pietro di gettare l'amo

o Pietro: getta l’amo e trova l’argento

o Pietro: paga il gabelliere

Luogo aperto, paesaggistico. Il perno della

scena è dato dagli apostoli e tutte le linee e le ortogonali all’interno della rappresentazione hanno

come punto di arrivo il capo di Gesù.

Pietro vestito di giallo/oro e blu attenta valutazione delle distanze dell'illuminismo nelle tre scene,

infatti la colorazione dei vestiti cambia.

Presenti tracce che indicano l’uso del velo e del reticolato.

Spazialità geometrica data anche dalle aureole, luci e ombre, gesti, piedi.

Gruppo di intensa drammaticità, ben armonizzate ed energiche. È esempio di Historia Figurata.

“Trinità”, 1427, chiesa di Santa Maria Novella, Firenze

Presenza di base in gesso dove è stato tracciato il procedimento del velo.

Struttura architettonica complessa, fatta per essere vista dall'osservazione dal basso

verso l'alto. Gli occhi dello spettatore puntano dove convergono le linee di fuga della

volta. Sembra ci sia uno sfondamento della parete della cappella.

In basso sono inginocchiati i due committenti, San Giovanni, la Madonna e poi la Trinità

(secondo uno schema più nordico che italiano che vede il Padre reggere il corpo del

figlio sulla croce). Notevole perfezione scientifica sia nelle figure umane che divine.

Coppia dei committenti una delle prime volte in cui vengono avvicinati alle divinità.

Sono rappresentati con proporzioni realistiche.

Presenti due colonne in primo piano e anche su fondo. Accuratezza nella realizzazione

con l'intento di renderlo il più naturale possibile.

Struttura a cassettoni nella volta.

Al di sotto presente un sepolcro aperto e uno scheletro. 6

MAESTRO DEL GIUDIZIO DI PARIDE

“Narciso”, tavola lignea, 1475 circa. 21

Immagine molto piccola, forse parte di una cassapanca fiorentina.

Narciso che mira se stesso nell'acqua.

Racconta della forza divina, giudica l'artista come un altro dio, inserisce un paragone tra lui e

Narciso. 

Tema del Narciso trattato nel De Pictura tema del valore creativo della pittura. Si insiste sul concetto di

forza divina e si giudica l'artista come un vero Dio. L’Alberti inserisce un bel paragone tra la pittura e il

Narciso.

Sulla base della tradizione letteraria greca e latina, il Narciso, convertito in fiore, corrisponde a colui che ha

inventato la pittura Narciso = inventore della pittura.

L’episodio di Narciso è raccontato nelle Metamorfosi di Ovidio la ninfa Eco, presa di amore per Narciso,

viene respinta e di conseguenza Narciso sarà condannato a struggersi d'amore per la propria immagine che

vede riflessa in acqua. Il corpo della dea si spegna, resta solo la voce, Eco appunto. Narciso invece si

trasforma in un fiore giallo.

Panofsky cita Plotino il quale evoca il mito di Narciso come un avvertimento a non lasciarsi sedurre dal tema

della bellezza.

L’Alberti ricorda il mito per dare una definizione della pittura. Pittura, come atto del dipingere, viene

originato dall'amore verso il bello inteso, in questa occasione come il reale capacità di afferrare il reale ed

interpretarlo.

Alberti evoca il mito per dare una definizione puntuale della pittura originata dall'amore verso il bello,

considerato come il reale, e legato al fenomeno dello specchio nonché alla visione prospettica del reale.

Ritroviamo tutti i temi: finestra aperta sul mondo, specchio che riflette. L’analogia della la finestra aperta sul

modo si completa con quella dello specchio.

Abbiamo un'altra similitudine atta a spiegare la distanza esistente o la distanza che si intende mantener tra

oggetto (= cosa rappresentata), la sua immagine, il dipinto e il soggetto che attua l'opera.

L’Alberti associa l’essenza della pittura, atto intellettivo e spirituale del dipingere, all'immagine di Narciso.

L'opera d'arte diventa quindi espressione dello spirito dell'artista che guarda la natura, si specchia nella

natura e scopre una bellezza (realtà visibile) che è in parte sua perché, nel momento in cui guarda la natura,

la interpreta a modo suo. Ripropone poi il suo punto di vista e la sua interpretazione sulla tela.

Il distacco dell'artista dall'uomo si risolve nel potenziamento dell'uomo nell'artista. La rinuncia a se stesso,

quale entità fisica. L’uomo si trasforma e diventa un qualcosa di diverso, porta alla conquista del proprio Io e

all'opera d'arte a quello splendido fiore che si era trasformato da Narciso.

Il riconoscimento del proprio Io nello specchio, il conosci te stesso, avviene attraverso la perdita del corpo

che conduce alla rinascita attraverso la dimensione spirituale dell'opera d'arte.

Pittura = creazione artistica. La pittura corrisponde a qualcosa che è diverso dalla realtà visibile, ma che è

pregna dell'atteggiamento spirituale dell'artista. 22

L’Alberti usa il mito per dare una definizione dell'opera di arte pittorica che corrisponde alla

rappresentazione su piano bidimensionale della realtà visibile, la quale viene percepita e rielaborata a

seconda del baglio culturale dell’artista che nel momento in cui dipinge si propone come un altro Dio.

Claudia Narthoff sostiene che per riprendere l’immagine di Narciso si sia ispirato al tema delle immagini

presentate da Lucio Flavio Filostrato (icones) del III sec, d.C.

Lui disse: "La fonte dipinse Narciso il dipinto ritrae la fonte e tutto il destino di Narciso, ambre due sono

Narciso ed ognuno ritrae i caratteri dell'altro solo che uno risalta nell'aria e l'altro nell'acqua". È un tema

fondamentale del rinnovamento culturale che porta a risultati differenziati. Ha valori di sintesi pittorica per

gli artisti italiani, ottenuta con metodo razionale geometrico dell'italiano e porta ad una visione analitica e

descrittiva della realtà e concezione empirica dello spazio. Ambedue questi poli sono importanti.

Nell’arte di carattere religioso le situazioni vengono quasi sempre portate al paradosso secondo iconografie

che sono usuali, come la Madonna con i bambini, immagine tenera, alternata a quella più aspra della

Madonna con il Cristo morto, il Cristo dolente in croce. Immagini sempre portate, nell'epoca del Gotico

Internazionale, a situazioni molto paradossali. Questo stile internazionale in Germania e Boemia viene

chiamato “Weicherstil”.

I paesi offrono un contributo rilevante alla divulgazione del Gotico sia nella pittura che nella miniatura

perché in quelle zone, che erano prive di un alto ceto nobiliare che potesse investire nell'arte, si registra

l'emigrazione di abili artisti che vanno verso la Germania, Francia e Spagna, per operare nelle varie città,

corti, abbazie. Molti artisti sono attivi a Parigi e presso i duchi di Borgogna. In particolare si ricordano:

 Klaus Schluter, scultore

 Pittore Manuel, pittore

 Fratelli Limburg, miniatori

Parigi al tempo di Carlo V attira molti artisti dei Paesi Bassi. Il Duca di Berry, fratello del Re, riempie la sua

biblioteca con vari libri. 

Filippo l'Ardito, duca di Borgogna, a lui si deve la fondazione del convento cistercense alle porte di Vigione

e la costruzione della Certosa di Champol che divienne un mausoleo della famiglia dei duchi.

JACQUES DE BAERZE, scultore e intagliatore.

“Pala della Crocifissione, parte dell’ancona o polittico di Champol”, 1390-1399, oggi nel museo di

belle arti di Vigione. Proviene dalla Certosa. Pala lignea dorata.

Nata dalla collaborazione di più artisti fiamminghi ed era collocata

sulla parete di fondo. Ricco lavoro di intaglio.

Al centro, nello scrigno, rappresentata “La Crocifissione”, a sinistra

“L’adorazione dei Magi”, a destra “La deposizione nel sepolcro”

23

Nelle figure laterali, sono presenti tre arcate che raggruppano i personaggi e tutti i pinnacoli sopra,

tipico del linguaggio del Gotico Internazionale.

Le ante dipinte vengono realizzate da MELCHIOR BROEDERLAM (uno dei più alti artisti del Gotico

Internazionale). Non si sposta dalla sua città di lavoro in Belgio. Era un artista di spicco della città,

considerato l’ultimo esponente fiammingo del Gotico Internazionale. Non conosce ancora le teorie

sulla prospettiva.

Realizza le “ante”, 1393-1399.

 

Anta di sinistra “Annunciazione e Visitazione”

Due dipinti sulla stessa anta, ben distinti. Differenziati dal punto di vista architettonico.

Sotto una struttura architettonica raffinata, spaziata, tipica dello stile gotico, ben

definita si trova l’annunciazione alla Vergine.

Il giglio in primo piano sta a significare la verginità.

Sul lato destro abbiamo la visitazione di Maria a Elisabetta. Rappresentazione con colori

molto vivaci, tipico di Broderlam. Da un lato tende a rappresentare il naturale, molto

moderno, mentre dall'altro si ha un illuminismo che ha a che fare con lo spirituale e le

fiandre.

 

Anta di destra “Presentazione al tempo e fuga in Egitto”.

Eventi molto differenti tra loro. Una scena, quella del tempio, si svolge in un

ambiente chiuso, ma ben illuminato e spaziato.

La fuga in Egitto viene rappresentata dentro un paesaggio, fatto di anfratti con

alberi ed elementi molto naturalistici. Ci sono dei particolari del tema della fuga

desunti dal Vangelo apocrifo di Matteo Vergine aveva sete e compare

all'improvviso, nel deserto, una sorgente.

A destra l’idolo che cade dal piedistallo e che allude ai poteri della redenzione.

Si tratta di una scena che si può interpretare come una scena di genere, di vita

quotidiana.

SVILUPPO ED EVOLUZIONE DEL POLITTICO

Il polittico riveste particolare importanza nel tardo 1300. Sappiamo che si diffonde a partire dal XII sec. in

Spagna, nel 1200 nei paesi tedeschi. Il polittico in quanto tale, scolpito e dipinto, ha un maggiore sviluppo nel

1400-1500. Si tratta di un’opera complessa che consente di evidenziare: la diversità degli spazi e

l'importanza gerarchica delle feste dentro il calendario liturgico. Nei giorni ordinari i polittici rimanevano

chiusi, nelle grandi festività potevano venire aperti (apertura dei battenti).

24

Poi ci sono le aperture parziali o progressive delle ante che consentono una distinzione più raffinata.

Il manufatto si presta ad avere lo spazio per il ritratto dei donatori o dei committenti che garantiva una gloria

terrena. Spesso immortalati accanto alla scende principali. In genere si presentano accese policromie

nell'interno, mentre si preferisce operare a grisaglia, monocromo quasi, con una leggera decorazione di toni

bruni (per l’esterno dei battenti).

ANDRÉ BEANEVEU

“Dittico su pergamena” Su pergamena miniata (molto diffusi in questo periodo in parallelo ai

polittici) viene rappresentato il Duca di Berry con i suoi patroni davanti

alla Madonna.

Non si conosce l'originaria destinazione del dittico. Inserita a mo’ di

duplice frontespizio nel manoscritto del “Libro d'ore” di Notare Dame,

inventariato nel 1402 come proprietà del Duca di Berry da lui donato da

Filippo l'Ardito.

A sinistra il committente in ginocchio dall'altra parte la Madonna.

Alle spalle del Duca di Berry ci sono Giovanni Battista con l'anello e poi sant’Andrea con la croce.

La scena di destra si distingue per la particolarità del pavimento fatto con piccole mattonelle, uno

sfondo fitto fatto di foglie blu elemento della natura usato per l'interpretazione del cielo.

Si distingue per il dosaggio dei colori rosso, blu e tonalità del bianco usata per rappresentare la

volumetria, monumentalità e dignità. 

A destra la Madonna con il bambino, seduta su un trono, rappresentata mentre allatta immagine

della sedes sapientiae, vista sul trono della saggezza (allattare = attributo della saggezza). Lo stesso

figlio allude al verbo, alla sapienza perché anche il figlio scrive sul cartiglio srotolato. La corporeità è

resa con molta finezza.

Stessa pavimentazione della scena sulla sinistra. Si ha un infittirsi di rosso con figure di angeli,

presentazione. 

Pittura di contorno elementi floreali, foglie, strutture a quadro lobo, decorazione fine. 7

Memling svolta notevole 100 anni dopo nella pittura niderlandese

ARTISTA MOSANO, proviene del territorio della Mosa, fiume non lontano dalla zona di Colonia, in questo

territorio si sviluppa l'arte mosana con un’arte tardo gotica molto raffinata.

25

“Polittico portatile”, 1400,complesso di tavole. Dipinto per Filippo l'Ardito

Battesimo di Cristo, Natività, Crocifissione, Resurrezione, San Cristoforo. (2 tavole si trovano a

Baltimora e 2 ad Anversa).

Ad ante aperte si affiancano: Annunciazione e Natività. Dall’altra parte: Crocifissione e

Resurrezione. 

“Annunciazione” la Madonna viene ritratta con modestia davanti all'annuncio dell'angelo,

figura longilinea con notevole sintesi formale e lineare, spicca per il blu. Seduta su un trono

tardo gotico con un’architettura elaborata nella parte alta e drappo rosso sullo sfondo.

Elegante la figura dell'angelo che spicca in rosso e verde.

Fondo tutto oro con il cielo nella parte alta insieme alla figura del Padre Eterno.

Predilezione per colori forti.

“Natività” scena inedita. Si staglia su paesaggio che si stacca dall'oro del fondo. Maria

distesa su un drappo di oro, prezioso e ricamato con un motivo che rimanda al grano. Il tutto

poggia su un letto di spighe di grano.

Elemento roccioso con vicino bue e asino che sembra escano dal fondo oro.

Figure femminili longilinee realizzate con sintesi formale, spiccano nelle volumetrie.

La nutrice ha una veste importante di broccato, depone il bambino nella mangiatoia. Certa

semplicità nella rappresentazione del grembiule.

San Giuseppe di solito viene rappresentato più piccolo e in disparte, qui invece in primo

piano mentre sta tagliando i calzari per ricavarne le fasce per il bambino.

“Battesimo di Cristo nel Giordano” cielo rosso

“Crocifissione” oro sul fondo che si differenzia un

po' da quello tipico del Gotico Internazionale. Si lascia

spazio ad una parte di cielo dove si vede il Padre

Eterno. Figura di Giovanni e della Madonna realizzati

con sintesi formale e lineare. Si intravede la volumetria

di un corpo molto allungato, tristezza che traspare.

Elementi rappresentati in maniera molto realistica.

Presenza di angeli, uno raccoglie il sangue di Cristo.

Tutte queste immagini Inducono l'osservatore alla meditazione.

MALOUEL e BELLECHOSE

“Rappresentazione della Santa Trinità e martirio di San Dionigi”, 1399-1400,Louvre.

Iniziata da Malouel e terminata da Bellechose. 

Trinità rappresentata secondo un modulo noto oltralpe Padre che regge il Cristo o la croce.

26

Oro sul fondo, vesti dei personaggi rappresentate con lusso. Si percepisce un certo realismo nelle

facce e nei personaggi, come per esempio il boia.

1435 Alberti considerava le pitture su tavola più moderne rispetto agli affreschi. Oggi sappiamo però che

molti affreschi si sono conservati in maniera migliore grazie alla loro inamovibilità. Quelli su tavola sono state

spostate, molti esemplari smembrati. Il momento cruciale in Italia ed Europa si registra dopo le soppressione

delle corporazioni religiose, attuata dalla legislazione napoleonica.

Molte opere sono state portate via dai luoghi in cui erano destinate. Essendo state smembrate le opere

iniziano a circolare come pezzi scollegati e vengono venduti, a volte anche illegalmente.

GIOVANNI D'ALEMAGNA e ANTONIO VIVARINI

“Polittico”, 1436, appeso nella sala di ingresso della Carità a Venezia. Lo sappiamo grazie a Ridolfi che scrisse

un testo "Le meraviglie dell'arte", 1648, si capisce che non era pensato

per la cappella di una chiesa.

Gli altari non sempre venivano realizzati per le chiese.

Il polittico si chiama anche multiplo manufatti di rilevanza economica e può riportarci uno spaccato della

società del tempo perché la sua esecuzione riguarda intere botteghe, materiali costosi, spesso di

importazione.

MICHAEL PACHER, artista di Brunico che opera nel primo 1400

“Scrigno dell'altare di Gries” a Bolzano.

Polittico smembrato, perse delle componenti, solo lo scrigno rimane in sede e due rilievi delle porte

interne. Compartecipazione di scultura e dipinti. Si nota l'amore per la lucentezza dei fondi e dei

colori brillanti che deriva da sollecitazioni della cultura fiamminga.

Secondo il contratto per questo altare, del 1471, lui avrebbe dovuto attenersi al modello di Hans von

Judenburg che aveva realizzato un polittico per una chiesa a Vipiteno nel 1421.

In polittico in origine si chiamava mensa = mensa eucaristica, deriva dal latino. Si utilizza il termine di altare,

ma è più generico e si riferisce alla tavola sacrificale, deriva dal latino.

Altre denominazioni di polittico: 27

 immagine

Pala rettangolare che viene posta verticalmente sonora l'altare. Deriva dal latino.

 

Ancona deriva dal greco bizantino = icona

 

Polittico deriva dal greco = oggetto che ha molte piegature. In origine designava un libretto di

tavolette cerate o eburnei, in seguito un registro o inventario formato da più fogli dove venivano

annotati i beni del proprietario.

 

Tavola quando si denomina così però si tende a pensa indifferentemente a qualsiasi dipinto

 

Retablo, pala, ancona, polittico si trovavano indifferentemente, spesso in modo casuale, nella

letteratura artistica.

 Attuale di maggiore uso, utile a definire la genesi del manufatto, cioè dipinto multiplo = dipinto

composto da vari elementi o scomparti.

 Retablo, entra in uso in Spagna = variante del termine tavola che designa un dipinto a più scomparti

a più ordini.

Esempio: “Retablo nella Chiesa di Santa Maria”, Barcellona, 1458 – 146. Opera del pittore spagnolo

catalano Jaume Huguet Terrassa. È una tavola che viene divisa in varie parti, non ci sono ante che si

chiudono. Culto dei Santi, molto diffuso presso i contadini della Catalogna, raffigurati con vestimenti

mondani, eleganti, alla moda, in vesti cavalleresco e da parata. Notevole impaginazione dei due santi

con pavimentazione geometria ceh si prolunga verso il fondo. Impaginazione spaziale non da poco.

Paesaggio sullo sfondo. Nelle varie parti del retablo ci sono scene legate alla scena dei santi.

BARTOLOMEO BERMEJO, fonda una scuola ad Aragona. Si evolve con un linguaggio di carattere ispano

fiammingo. Notevole vicinanza tra cultura pittorica delle fiandre e della Spagna. Si pensa abbia soggiornato in

Belgio per apprendere la tecnica della pittura ad olio, anche se non è sicuro perché in Spagna c'era circolo di

opere e tecniche fiamminghe, germaniche.

“Vergine di Monserrat” realizzata per al sala capitolare. 1481-1486. Il committente era Francesco

della Chiesa, originario di Aquisgrana residente a Valencia dove

può apprezza le tavole di Bermejo.

Figure dinamiche monumentali con rilievo plastico. Attenzione al

naturalistico. Vergine monumentale in primo piano con

committente a lato. Sul fondo il monastero di Monserrat.

A partire dal 1200 esistevano anche delle tavole singole costituite

da una sola immagine sacra, ma con più porzioni. Rapporto stretto tra pala (tavola centrale) e trittico

28


PAGINE

61

PESO

5.37 MB

PUBBLICATO

11 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in beni culturali
SSD:
Docente: Longo Lucia
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Fra_Fra_96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trento - Unitn o del prof Longo Lucia.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Storia dell'arte moderna

Storia dell'arte moderna
Appunto
Storia dell'arte moderna - Appunti
Appunto
Storia dell'arte moderna I - le varie scuole pittoriche
Appunto
Filologia italiana - lezioni
Appunto