I principali movimenti architettonici europei dell'800-900
Arts & Crafts
Arts & Crafts è un movimento artistico fondato da W. Morris a cui aderirono particolarmente l'architetto C. R. Ashbee e il pittore e illustratore W. Crane. Il movimento, che ebbe legami con la corrente neogotica (vedi J. Ruskin), si prefisse soprattutto lo scopo di rivalutare l'artigianato e l'opera singola nei confronti dell'industrializzazione e della produzione in serie, che avevano determinato l'abbassamento dei costi, ma anche il generale scadimento del gusto. Oltre che nell'arte applicata, esso ebbe notevole influenza anche nell'architettura, soprattutto dopo la prima esposizione organizzata nel 1888 da W. Morris alla New Gallery di Londra. Si produsse allora quel genere di abitazione, tipico dell'ultimo Ottocento inglese, caratterizzato dalla semplificazione dello stile e dalla libertà planimetrica.
Arts and Crafts Movement (movimento delle arti e dei mestieri) è stato un movimento artistico per la riforma delle arti applicate, una sorta di reazione colta di artisti ed intellettuali all'industrializzazione galoppante del tardo Ottocento. Tale reazione considera l'artigianato come espressione del lavoro dell'uomo e dei suoi bisogni, ma soprattutto come valore durevole nel tempo e tende a disprezzare i pessimi prodotti, per la bassa qualità dei materiali, per le forme e per il miscuglio confuso di stili, distribuiti dalla produzione industriale.
Le radici di pensiero di questo movimento si sviluppano dalle considerazioni di Augustus Pugin sull'enfatizzazione dello stile gotico, quale unico stile che contiene i principi della cristianità e, di conseguenza, della purezza e dell'onestà, incapace di nascondere la struttura. Seguace di Pugin fu John Ruskin, il quale afferma che il nuovo stile deve nascere sulle orme del lavoro medievale, caratterizzato dalla semplicità del lavoro dell'uomo e pertanto, concettualmente in contrapposizione alla freddezza dell'industria.
Fu proprio Ruskin a contagiare William Morris con questa idea, mentre quest'ultimo seguiva le lezioni di Ruskin ad Oxford nel 1851. Qui entrerà in contatto con John Bourne, il quale presenterà a Morris Rossetti, esponente dei Preraffaelliti. Morris segue così prima la lezione di Ruskin, poi si fa contagiare dai Preraffaelliti ed in seguito ne fa una sintesi. Il lavoro che Morris propone si basa sulle orme delle antiche corporazioni medievali. Il Medioevo viene visto come un periodo positivo, con una società più coesa e quindi modello anti-industriale.
La sua produzione, di tappeti, tessuti, mobili, metalli, quindi nasce come anti-industriale, con una forte componente collaborativa (Morris disegna e riprogetta mobili, Rossetti li dipinge, lo stesso Morris crea decorazioni geometriche bidimensionali che hanno la caratteristica di essere riprodotte serialmente in quanto sono standardizzate e codificate). Tuttavia, pone le basi dei principi del design moderno, perché è una produzione eclettica, ariosa, molto più moderna dell'industria del tempo; nonostante questo, è destinata a fallire per i suoi costi elevati e per l'impossibilità di distribuire i suoi prodotti ai vari strati sociali.
In realtà, Morris creerà anche una società nel 1888 denominata Morris, Marshall & Co. che nascerà dalla passata collaborazione nata per arredare la casa che William Morris si fa costruire da Philip Webb. Questa azienda userà le "macchine" industriali ma predominerà la concezione iniziale, ovvero: non è l'uomo al servizio della macchina, ma la macchina che deve essere al servizio dell'uomo; e così i prodotti dovranno essere progettati per essere altamente qualitativi per l'uomo, non per essere semplicemente più facilmente realizzabili da una macchina. Morris condivide con Ruskin i principi fondamentali dell'analisi sulla degenerazione dei gusti, ed entrambi lo imputano al forte condizionamento subito dal consumatore, dall'artista e dal produttore, causato dalla struttura socio-economica.
International Style
Con il termine Movimento Moderno si indica un complesso di espressioni architettoniche che iniziano a fine Ottocento e proseguono per buona parte del XX secolo, tese al rinnovamento dei caratteri, della progettazione e dei principi dell'architettura. Si identificherà poi, nel momento della sua massima espressione, negli anni '20 e '30 del XX secolo con l'"International Style". Il fulcro del Movimento si è manifestato nei CIAM (Congrès Internationaux d’Architecture Moderne). Non è chiaro dove il termine si sia concretizzato per la prima volta, inizialmente è molto usato soprattutto in ambito anglosassone, mentre in Italia si trova più spesso Razionalismo, prima della Seconda guerra mondiale, e Funzionalismo negli anni settanta e ottanta.
È da notare che in questi anni il Movimento vero e proprio era già superato sia a livello teorico che pratico, rimanevano solo frange, forse più numerose in Italia, che ha vissuto ai margini ed in ritardo l'epoca più espressiva dell'International Style i cui anni corrispondevano al ventennio Fascista.
Storia in Europa
Alcuni studiosi considerano uno dei padri del Movimento Moderno William Morris, che aveva dettato i primi principi di rinnovamento dell'architettura già nel XIX secolo. Attorno al 1900 poi diversi architetti in tutto il mondo cominciarono a sviluppare nuove soluzioni architettoniche in risposta alle mutate realtà sociali e alle nuove possibilità tecnologiche, fattori che avevano avuto nella seconda parte dell'800 un notevole sviluppo.
Le opere di Art Nouveau di Victor Horta a Brussels, la Secessione Viennese di Otto Wagner a Vienna, le nuove personali sperimentazioni architettoniche di Antoni Gaudí a Barcelona, e Charles Rennie Mackintosh a Glasgow, sono espressione di questo mutamento.
Il Movimento Moderno diviene International Style negli anni '20, uno stile architettonico che detterà canoni comuni per l'architettura universale, cioè validi a progettare in ogni luogo ed ad ogni latitudine l'ambiente costruito. In questo si scontrerà con l'architettura organica di Frank Lloyd Wright sostenitrice non di principi prestabiliti ma, invece, dell'ineludibile lettura ed interpretazione del luogo, dello spazio e del tempo nella realizzazione dell'ambiente costruito.
Tale contrasto, al di là delle partecipazioni anche appassionate dei protagonisti, sarà in realtà solo parziale, in quanto entrambe le tendenze faranno parte del medesimo movimento influenzandosi e sollecitandosi a vicenda.
In questi anni le ricerche progettuali più significative possono individuarsi nel movimento De Stijl in Olanda, nel lavoro d'avanguardia quasi sociale dell'architetto svizzero di nascita e francese di adozione Le Corbusier, e nei vari apporti Tedeschi, dalla tradizione industriale ed artigianale, ai grandi progetti di case popolari di Francoforte e Stoccarda, alla famosa scuola del Bauhaus. Quest'ultima era una scuola d'arte, architettura e design, che ricercava l'integrazione tra il "fare" della tradizione artigianale e la moderna tecnologia industriale.
Tre figure saranno preminenti nell'architettura degli anni '20: Le Corbusier in Francia, che teorizza oltre ai "Cinque principi" di Verso un'architettura già il concetto dell'Unité d'Habitation, Ludwig Mies van der Rohe e Walter Gropius in Germania, che dal Bauhaus, di cui furono entrambi direttori, influenzarono con i loro progetti e le loro teorie proprie del razionalismo la scena architettonica internazionale.
Nel 1927, con l’Esposizione di Stoccarda organizzata dalla Tedesca Werkbund, l’International Style si presenta con forza in tutte le sue componenti; infatti, sotto la supervisione di Ludwig Mies van der Rohe si realizza un quartiere di abitazioni permanenti su un’altura alla periferia della città, il Weissenhof. I migliori architetti d’Europa vengono chiamati a progettare e costruire le case e questi sono tra i più rappresentativi del movimento: oltre a Mies medesimo, vi sono i tedeschi Peter Behrens, Walter Gropius, J. Frank, R. Cocker, L. Hilberseimer, H. Poelzig, A. Rading, H. Scharoun, A. Scheneck, B. Taut, gli olandesi J.J.P. Oud, Mart Stam, il francese Le Corbusier ed il Belga V. Bourgeois.
L’esposizione di Stoccarda presenta al pubblico per la prima volta il Movimento Moderno in forma unitaria. Si mettono in evidenza i programmi collegiali e le tendenze comuni a incidere e progettare l'ambiente costruito fra i molti studi, che provengono da luoghi, tempi e sensibilità diverse. La manifestazione ha un grandissimo successo popolare con migliaia di visitatori che attraversano giornalmente il quartiere sperimentale.
B. Taut nel suo libro del 1929 riassume i caratteri del Movimento Moderno in questi cinque punti:
- La prima esigenza in ogni edificio è il raggiungimento della migliore utilità possibile.
- I materiali impiegati e il sistema costruttivo devono essere subordinati a questa esigenza primaria.
- La bellezza consiste nel rapporto diretto tra edificio e scopo, caratteristiche dei materiali ed eleganza del sistema costruttivo.
- L'estetica di tutto l’edificio è nel suo insieme senza preminenza di facciate o piante o particolare architettonico. Ciò che è funzionale è anche bello.
- Come le parti vivono nell’unità dei rapporti reciproci, così la casa vive nel rapporto con gli edifici circostanti. La casa è il prodotto di una disposizione collettiva e sociale.
Da qui nascono definizioni delle architetture che si inquadrano nel movimento:
- L’architettura razionale si rivolge in modo del tutto consapevole alla ragione dello spettatore. Deve comunicare chiarezza, sapere e conoscenza.
- L’architettura funzionale punta sui vantaggi funzionali, razionalmente dimostrabili, anziché sulle valutazioni del gusto e si rispecchia nella definizione di Le Corbusier della casa come macchina per abitare.
- L’architettura internazionale è definita così da Walter Gropius: "nell’architettura moderna è chiaramente percepibile l’oggettivazione di ciò che è personale e nazionale. Una moderna impronta unitaria, condizionata dai traffici mondiali e dalla tecnica mondiale, si fa strada in ogni ambiente culturale... fra i tre cerchi concentrici individuo, popolo, umanità – il terzo e maggiore abbraccia gli altri due; di qui il titolo architettura internazionale".
La cittadina di Portolago in Grecia
La cittadina di Portolago (ora Lakki) in Grecia, Dodecaneso, isola di Lero rappresenta uno degli apporti Italiani al movimento ed è quasi la sintesi dell’architettura Italiana dell'epoca, che vive un po’ ai margini dell’International Style, combattuta, tra il razionalismo radicale delle avanguardie ("Gruppo dei 7" - Terragni, Libera, Rava, Piccinato), e il monumentalismo classicista e lo "stile Novecento" di Marcello Piacentini.
La costruzione del centro abitato è senza dubbio l’esperienza urbanistica più interessante del regime fascista nel Dodecaneso; uno straordinario esempio di città progettata completamente ex novo nel segno dell'International style, anche se con qualche differenziazione propria del razionalismo Italiano. Il simbolismo delle forme è riflesso con singolare forza nelle costruzioni di Portolago: Il palazzo dell'Amministrazione Comunale, la metafisica torre del mercato, il cinema-teatro, l’Hotel Roma, la chiesa di S. Francesco e l’ospedale sono un fine esempio di questo stile.
Il movimento in America
Negli Stati Uniti d’America il Movimento Moderno nasce con “La Scuola di Chicago” dove dopo si formano per la ricostruzione della città distrutta dall’incendio del 1871 due generazioni d’ingegneri e tecnici che realizzano il “grattacielo” (nel 1885) la cui espressione più significativa l’abbiamo nella “Reliance Building” (Burnham & Root, 1890-1895). Alla scuola appartiene Louis Sullivan (1856-1924) che è la figura più rappresentativa che manifesta con scritti e non solo con le opere, (una tra le più significative L’Auditorium di Chicago, 1887), le sue teorie progettuali. Nel suo studio si forma Frank Lloyd Wright che sarà l’architetto più significativo del Movimento Moderno in America.
Questi rappresenterà l’avanguardia e supererà l’architettura dei suoi contemporanei guardando all’Europa anche se con la volontà sempre di distinguersi e creare un stile “americano”. La carriera di Wright sarà lunghissima costruendo più di trecento edifici ed influenzerà tre generazioni di architetti al di là ed al di qua dell’oceano. Dei questi rapporti tra Europa ed America e delle loro reciproche dipendenze ne avremo un primo esempio al concorso del 1922 del “Chicago Tribune” dove l’architetto finlandese Elien Saarinen vincerà il secondo premio con una torre a gradoni che ricorda in qualche modo “la scuola di Chicago”.
Nel '32 viene organizzata da Philip Johnson al Museum of Modern Art di New York una esposizione memorabile il cui titolo è International Style. Il cui catalogo è scritto dallo stesso organizzatore assieme a Henry Russell Hitchcock e raccoglie gli edifici dal 1922 al 1932. Johnson nomina, codifica, promuove, sottotitola e ridefinisce l’intero movimento e gli architetti che ne fanno parte, definendone i motivi ed i valori. Da questo lavoro nasce un “Style” che trascende le identità regionali, nazionali, continentali e che diviene appunto internazionale.
Un altro architetto europeo che arriva negli Stati Uniti nel 1923 è Richard Neutra. Questi riuscirà ad inserirsi nella realtà americana con grande successo proponendo i canoni del Movimento Moderno. Neutra è nato a Vienna, allievo di Adolf Loos, ed ha lavorato nello studio di Wright per diversi anni, assorbendo le idee del suo maestro e adattandole al contesto americano.
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