Florida: un'antologia enigmatica
I Florida sono un'opera molto enigmatica, per via della loro struttura di excerpta antologizzati. I codici riportano una struttura a quattro libri dei Florida. Probabilmente è un'antologia di discorsi tenuti da Apuleio.
Struttura dei Florida
Per quanto riguarda la struttura dei Florida, essi iniziano con degli excerpta piuttosto brevi, poi ce ne sono alcuni di media lunghezza e infine ce ne sono di piuttosto ampi intervallati da excerpta brevi, per poi concludersi ancora con excerpta brevi. Questo farebbe pensare a una qualche logica interna dell'antologia, che però non è facile comprendere. Molti excerpta sono riferibili all’ambiente di Cartagine: una delle modalità di catalogazione potrebbe quindi essere stato quello di dividere gli excerpta che Apuleio pronunciò a Cartagine da quelli invece che riguardano Cartagine.
IX
Si quis forte in hoc pulcherrimo coetu ex illis invisoribus meis malignus sedet, quoniam, ut in magna civitate, hoc quoque genus invenitur, qui meliores obtrectare malint quam imitari et, quorum similitudinem desperent, eorundem adfectent simultatem, scilicet uti, qui suo nomine obscuri sunt, meo innotescant, si qui igitur ex illis lividis splendidissimo huic auditorio velut quaedam macula se immiscuit, velim paulisper suos oculos per hunc incredibilem consessum circumferat contemplatusque frequentiam tantam, quanta ante me in auditorio philosophi numquam visitata est, reputet cum animo suo, quantum periculum conservandae existimationis hic adeat qui contemni non consuevit, cum sit arduum et oppido difficile vel modicae paucorum exspectationi satisfacere, praesertim mihi, cui et ante parta existimatio et vestra de me benigna praesumptio nihil non quicquam sinit neglegenter ac de summo pectore hiscere.
Se per caso in questa magnifica assemblea siede malevolo qualcuno di quelli che mi invidiano - poiché, come è naturale in una grande città, si trova (invenitur) anche questa stirpe, che preferiscono criticare i migliori piuttosto che imitarli, e affettano una rivalità (simultatem) con quelli di cui disperano il confronto (similitudinem), affinché, è evidente (scilicet), chi ha un nome oscuro acquisti fama col mio; se dunque qualcuno di quegli invidiosi si è mischiato, come una macchia, a questo illustrissimo uditorio, vorrei che spingesse un po' lo sguardo attorno a quest'incredibile consesso e, dopo avere contemplato tanta affluenza, come non se n'è mai vista prima di me nell'uditorio di un filosofo, valutasse con il suo animo quale pericolo per la sua integrità corra (adeat) colui che una reputazione (existimationis) che non si abitua al disprezzo (contemni), e quanto sia arduo e oltremodo difficile soddisfare anche le modeste attese di un piccolo pubblico, specialmente per me, cui la stima già acquistata e le vostre benevolia aspettative (praesumptio) nei miei confronti non consentono (sinit) di proferire nulla in modo negligente e irriflessivo.
Quis enim vestrum mihi unum soloecismum ignoverit? Quis vel unam syllabam barbare pronuntiatam donaverit? Quis incondita et vitiosa verba temere quasi delirantibus oborientia permiserit blaterare? Quae tamen aliis facile et sane meritissimo ignoscitis.
Meum vero unumquodque dictum acriter examinatis, sedulo pensiculatis, ad limam et lineam certam redigitis, cum torno et coturno vero comparatis: tantum habet vilitas excusationis, dignitas difficultatis.
Adgnosco igitur difficultatem meam, nec deprecor quin sic existimetis. Nec tamen vos parva quaedam et prava similitudo falsos animi habeat, quoniam quaedam, ut saepe dixi, palliata mendicabula obambulant.
Chi di voi infatti mi perdonerebbe un solecismo? Chi mi condonerebbe anche una sola sillaba pronunciata in modo barbaro? Chi mi permetterebbe di blaterare parole scomposte e difettose come uscissero dalla bocca di un pazzo? Cose che tuttavia agli altri perdonate facilmente e senz'altro a ragione.
Ma esaminate severamente, soppesate con zelo, rendete certo con la squadra e con la lima, valutate con il tornio e con il coturno qualsiasi cosa io dica: la mediocrità possiede ogni scusa, il prestigio ogni difficoltà.
Conosco quindi la mia difficoltà e non vi chiedo che non la pensiate così. Non v'inganni una lieve e greve somiglianza solo perché, come vi dissi spesso, girano straccioni vestiti con il pallio.
Praeco proconsulis et ipse tribunal ascendit, et ipse togatus illic videtur, et quidem perdiu stat aut ambulat aut plerumque contentissime clamitat; enimvero proconsul ipse moderata voce rarenter et sedens loquitur et plerumque de tabella legit; quippe praeconis vox garrula ministerium est, proconsulis autem tabella sententia est, quae semel lecta neque augeri littera una neque autem minui potest, sed utcumque recitata est, ita provinciae instrumento refertur.
Patior et ipse in meis studiis aliquam pro meo captu similitudinem; nam quodcumque ad vos protuli, exceptum ilico et lectum est, nec revocare illud nec autem mutare nec emendare mihi inde quicquam licet.
Anche l'araldo (praeco) del proconsole sale sulla tribuna e vi compare togato, ma a lungo vi sta in piedi, si muove e spesso grida a squarciagola; d'altra parte invece il proconsole, sedendo, parla a bassa voce e raramente, e spesso legge da una tavoletta; la chiacchiera dell'araldo, infatti, è una funzione subordinata (ministerium), mentre la tavoletta del proconsole è un verdetto, il quale, una volta letto, non può più aumentare né diminuire di una virgola, ma comunque sia pronunciato, così è riposto nell'archivio provinciale.
Capita anche a me, modestamente, qualcosa di simile nella mia opera; qualsiasi cosa io reciti a voi, infatti, viene estratta e letta sul posto, e poi non mi è più lecito ritirarla né mutare o emendare alcunché.
Quo maior religio dicendi habenda est, et quidem non in uno genere studiorum. Plura enim mea exstant in Camenis quam Hippiae in opificiis opera. Quid istud sit, si animo attendatis, diligentius et accuratius disputabo.
Et Hippias e numero sophistarum est, artium multitudine prior omnibus, eloquentia nulli secundus; aetas illi cum Socrate, patria Elis; genus ignoratur, gloria vero magna, fortuna modica, sed ingenium nobile, memoria excellens, studia varia, aemuli multi.
Venit Hippias iste quondam certamine Olympio Pisam, non minus cultu visendus quam elaboratu mirandus. Omnia secum quae habebat, nihil eorum emerat, sed suis sibi manibus confecerat, et indumenta, quibus indutus, et calciamenta, quibus erat inductus, et gestamina, quibus erat conspicatus.
Ragion per cui tanto maggiore scrupolo devo avere nel parlare, e non in un solo genere di studi. Ho consacrato infatti più opere io alle Camene di quante Ippia alla sua perizia tecnica. Se presterete attenzione con benevolenza, vi spiegherò con maggiore esattezza e precisione di che cosa si tratti.
Anche Ippia è nel numero dei sofisti, primo fra tutti per la quantità delle arti, secondo a nessuno per eloquenza; fu coetaneo di Socrate, cittadino di Elide; oscure le origini (“si ignorano le sue origini”), ma di grande fama, modesto il patrimonio, ma nobile l'ingegno, grande la memoria, le attività svariate, molti gli emuli.
Un bel giorno questo Ippia venne a Pisa in occasione dei giochi olimpici, non meno notevole per il vestire (cultu) che ammirevole per il gusto. Di tutte le cose che aveva con sé, nessuna ne aveva comprata, ma se le era fatte con le sue mani, […]
Habebat indutui ad corpus tunicam interulam tenuissimo textu, triplici licio, purpura duplici: ipse eam sibi solus domi texuerat. Habebat cinctui balteum, quod genus pictura Babylonica miris coloribus variegatum: nec in hac eum opera quisquam adiuverat.
Habebat amictui pallium candidum, quod superne circumiecerat: id quoque pallium comperior ipsius laborem fuisse. Etiam pedum tegumenta crepidas sibimet compegerat; etiam anulum in laeva aureum faberrimo signaculo quem ostentabat, ipse eius anuli et orbiculum circulaverat et palam clauserat et gemmam insculpserat. Nondum omnia eius commemoravi.
Aveva indosso, direttamente sul corpo, una tunica intima di tessuto finissimo, triplice filo, duplice porpora: se l'era tessuta lui stesso da solo a casa. Alla cinta aveva un balteo, del genere variopinto con i meravigliosi colori della tintura babilonica: anche in questa opera nessuno lo aveva aiutato.
Sopra aveva un pallio candido, che lo avvolgeva attorno alle spalle: mi risulta che anche quel pallio era opera sua. Si era inoltre fabbricato dei sandali per riparo dei piedi; inoltre sulla mano sinistra portava un anello d'oro con un sigillo fatto ad arte che ostentava, egli stesso di quell'anello aveva tornito il cerchietto, chiuso il castone e inciso la gemma. Non ho ancora ricordato tutte le sue opere.
Enim non pigebit me commemorare quod illum non puditum est ostentare, qui magno in coetu praedicavit, fabricatum semet sibi ampullam quoque oleariam, quam gestabat, lenticulari forma, tereti ambitu, pressula rutunditate, iuxtaque honestam strigileculam, recta fastigatione cymulae, flexa tubulatione ligulae, ut et ipsa in manu capulo moraretur et sudor ex ea rivulo laberetur.
Quis autem non laudabit hominem tam numerosa arte multiscium, tot iugi scientia magnificum, tot utensilium peritia daedalum? Quin et ipse Hippian laudo, sed ingenii eius fecunditatem malo doctrinae quam supellectilis multiformi instrumento aemulari, fateorque me sellularias quidem artes minus callere, vestem de textrina emere, baxeas istas de sutrina praestinare, enimvero anulum nec gestare, gemmam et aurum iuxta plumbum et lapillos nulli aestimare, strigilem et ampullam ceteraque balnei utensilia nundinis mercari.
Infatti non dispiacerà che io racconti quel che egli non si è vergognato di ostentare, lui che proclamò in un gran raduno di essersi fabbricato anche l'ampolla olearia che portava, a forma lenticolare, di contorno tornito, di rotondità compressa, e accanto una strigile di onesta fattura, di curvatura lineare del manico, di flessibile tubazione del beccuccio, così che si fermasse nella mano col manico e il sudore scorresse da essa con un rivolo.
-
Il «De magia» e i «Florida» di Apuleio - Traduzione e Commento
-
Il «De magia» di Apuleio e la tradizione oratoria a Roma, tradotto e commentato
-
Teologia I
-
Bucoliche I e IX, Virgilio - Traduzione