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LA

GUERRA

CIVILE SPAGNOLA

INDICE

Guerra di Spagna 2

Introduzione

• La Spagna negli anni 20

• La Repubblica spagnola

• Il biennio sociale

• Il biennio conservatore

• Le elezioni del 1936

• L’Alzamiento

• Gli interventi stranieri

• Le brigate internazionali

• Guernica

• Le giornate di Maggio

• Le manovre franchiste

• La Retirada

George Orwell

Life

• The artist’s development

• and social themes

Animal Farm

• Main characters

• The themes

• INTRODUZIONE

Ho scelto di scrivere la tesina su questo

argomento per diversi motivi, sia storici che

personali.

Tempo fa leggendo “La Spagna nel nostro cuore”, una ricerca storica sui nomi

dei volontari antifascisti italiani, mi ha colpito notare che un paio di membri

delle brigate internazionali portassero il mio stesso cognome (Conte) e

provenissero dalla stessa regione dei miei nonni paterni (il Veneto). Conte

Giulio e Conte Antonio, entrambi di Vicenza, furono molto probabilmente miei

lontani parenti e sapere che hanno combattuto per la Repubblica Spagnola mi

ha riempito di curiosità verso questo argomento. 3

Da un punto di vista storico-politico la guerra di Spagna fu utilizzata dai

nazionalisti per soggiogare il popolo spagnolo ma seppe creare al tempo stesso

l’unità dell’antifascismo che sta alla base della Resistenza europea e, in modo

particolare, di quella italiana. Quasi tutti i volontari italiani delle Brigate

Internazionali furono poi comandanti e commissari, dirigenti politici nella

guerra di liberazione italiana. La storia italiana e quella spagnola sono dunque

legate a doppio filo come quelle di due fratelli che hanno sempre coabitato

nella stessa dimora: l’Europa. Il sacrificio di vite umane fu elevatissimo, molti

volontari repubblicani furono fucilati sul campo, altri caddero in combattimento

e alcuni sopportarono anni di prigionia e di internamento; è per questo che

considero questo argomento di importanza fondamentale e spero che non

venga mai dimenticato dalle generazioni future.

La Spagna negli anni 20

Dal 1923 la Spagna fu governata dalla dittatura militare di Miguel Primo de

Rivera (1870-1930). De Rivera soppresse la costituzione, istituì la legge

marziale e fondò un sistema monopartitico dove la censura colpiva gran parte

dell’informazione. L’UGT, il sindacato socialista, sotto la guida di Largo

Caballero collabora con il dittatore e guadagna posizioni nei confronti della

CNT, il sindacato anarchico, che viene messo fuori legge. Nel ’29 la crisi di Wall

Street aggravò la condizione economica già molto arretrata dello stato

4

spagnolo: inflazione e disoccupazione crebbero mentre le idee anarchiche,

socialiste e regionaliste presero piede nelle diverse classi sociali del

popolo spagnolo. Alla fine De Rivera perse l’appoggio della

monarchia e degli stessi militari che l’avevano portato al

potere e rassegnò le dimissioni nel Gennaio 1930. I generali

tentarono di far tornare la Spagna una monarchia

parlamentare ma temevano i disordini popolari che una

decisione del genere avrebbe provocato nelle classi disagiate Miguel Primo De

spagnole che vedevano il re come un oppressore. Con i militari Rivera

in piena crisi le forze politiche repubblicane si unirono in

chiave anti-monarchica con il “Patto di San Sebastiano” e formarono un

comitato rivoluzionario. Con l’appoggio di alcuni reparti militari i repubblicani

tentarono un colpo di stato che fallì miseramente, la monarchia ancora

resisteva.

La Repubblica Spagnola

Nel ’31 Il presidente del consiglio del governo

provvisorio monarchico indisse libere elezioni, il re

voleva sottoporre la questione della famiglia reale al

popolo. Le votazioni videro prevalere i partiti

repubblicani in moltissime città, specialmente a

Madrid e Barcellona. Il re dopo aver visionato i risultati decise per l’esilio. La

Seconda Repubblica nacque il 12 Aprile 1931 con la formazione di un governo

provvisorio formato da tutte le forze repubblicane (liberali, radicali, socialisti).

La Catalogna sfruttò l’occasione per dichiararsi autonoma e contrattare con il

nuovo governo. La popolazione scese in piazza a festeggiare e molte chiese e

caserme furono vandalizzate o distrutte. Le tensioni interne alla popolazione

spagnola erano molto più pericolose di quello che sembrava e ponevano le basi

non solo per una futura guerra civile ma anche per una più cruenta guerra

sociale. La bandiera del nuovo regime differiva dalla precedente per il colore

della terza banda orizzontale, si preferì il viola “Morado” adottato dai

comuneros sollevatisi contro il sovrano Carlo V nel 1520. 5

Il Biennio Social-Azañista

(1931-1933)

Le prime elezioni nazionali videro la vittoria delle forze di

sinistra e il formarsi di un governo presieduto dal liberale

Manuel Azaña. Durante i due anni di governo Azaña rivide

i rapporti dello stato con la chiesa cattolica proclamando

la laicità dello stato, introducendo il matrimonio civile ed il

divorzio. Dopo un plebiscito il governo centrale concesse Manuel Azaña

lo statuto di regione autonoma alla Catalogna dove si

formò un governo guidato dall’indipendentista dell’Esquerra Luis Companys.

L’autonomia fu concessa anche nei Paesi Baschi e approvata in molte altre

regioni dove però non fece in tempo a realizzarsi. Molti ufficiali nazionalisti nel

1932 non giurarono fedeltà alla repubblica a causa della autonomie concesse e

il generale conservatore Josè Sanjurjo organizzò un colpo di stato prontamente

domato dalle forze fedeli alla repubblica. Gli anarchici intanto formavano

l’opposizione più violenta e di massa alla repubblica spagnola, soprattutto in

Catalogna e in Aragona dove sotto la guida della CNT-FAI la lotta era radicale e

rivoluzionaria. Per calmare i sindacalisti Azaña varò molto in fretta una riforma

agraria chiesta dai contadini, che formavano larga parte della società spagnola.

La riforma era però meno radicale del previsto e inattuabile nel breve periodo,

questo fece disilludere i “campesinos” e allarmare i latifondisti. Dopo un

conflitto a fuoco tra anarchici e polizia a

Casas Viejas (Andalusia) si susseguirono due

crisi di governo e furono indette le

elezioni. 6

Il Popolazione di Madrid scesa in piazza per festeggiare l’elezione di

Manuel Azana

Biennio Conservatore (1933-1935)

Le elezioni del ‘33 furono vinte dalla coalizione di destra a causa

dell’estensionismo fomentato dalle forze libertarie

dell’elettorato progressista e disilluso. Le destre si unirono

nella CEDA (confederazione destre autonome) e formarono

un governo con a capo Alejandro Lerroux. I golpisti

nazionalisti di Sanjurjo furono amnistiati, per risposta gli

anarchici insorsero e molti capi della CNT-FAI furono arrestati o

fucilati. Quando fu abrogata la riforma agraria le sinistre Il generale Francisco

Franco

indissero un sciopero nazionale che si tramutò in

occupazioni e scontri con l’autorità costituita. Quando nel 1934 il governo

minacciò di abrogare anche le comunità autonome lo stato della Catalogna

proclamò la totale indipendenza ma la ribellione fu domata e il presidente

catalano arrestato. Nelle Asturie però i sollevamenti si tramutarono in una vera

e propria rivoluzione capitanata da anarchici e socialisti, il governo centrale

incaricò il generale Francisco Franco di sedare la rivolta con le truppe legionarie

e marocchine. I ribelli fucilarono molti membri del clero poi nominati martiri nel

2009 da papa Ratzinger. Franco represse duramente la rivolta nel nord e oltre

mille simpatizzanti socialisti e anarchici furono incarcerati in tutta la Spagna. La

ribellione fallì principalmente per la mancata coesione delle forze politiche

antigovernative ma i rivoluzionari impararono una importante lezione. Durante

i due anni seguenti il desiderio di amnistia generale per i loro compagni favorì

una politica di alleanze per i partiti di sinistra. Nel frattempo il governo

conservatore cadde a causa dello scandalo “Straperlo” riguardante tangenti e

gioco d’azardo. 7

LE ELEZIONI DEL 1936 Sul

Membri dell’esercito popolare asturiano vilipendono una bandiera

del governo centrale

finire del ’35 si formò una grande coalizione di partiti di sinistra per affrontare

le elezioni che verrà conosciuta come “Fronte Popolare”. Il patto di socialisti e

radicali di sinistra consisteva in una serie di riforme sociali che la destra accusò

di essere rivoluzionarie. Anche gli anarchici appoggiarono il fronte popolare

perché quest’ultimo aveva promesso, su spinta del partito comunista spagnolo,

la liberazione dei prigionieri politici della rivoluzione delle Asturie. Le destre si

riunirono a loro volta nel “Fronte Nazionale Controrivoluzionario”

autoproclamandosi ultima difesa contro l’avanzata del blocco bolscevico.

Risultati elezioni del Febbraio

1936 8

9

Il Fronte popolare ottenne il 34,3% dei voti mentre i nazionalisti arrivarono al

33,2%. Grazie al sistema elettorale maggioritario uninominale parziale la

coalizione di sinistra ebbe diritto a 267 deputati e la destra a 132. Dopo

l’insediamento del nuovo parlamento (le cortes)

scoppiò una polemica costituzionale sul

presidente della Repubblica Alcalà Zamora sul

tema dello scioglimento delle camere. Azaña fu

eletto nuovo presidente della Repubblica e

Santiago Quiroga presidente del consiglio.

Poliziotti della Guardia Civil fraternizzano

con sindacaliste della CNT-FAI

Un partito in particolare aveva sperimentato un decisivo incremento rispetto

alle precedenti elezioni. Era il Partito Comunista Spagnolo, che all’interno del

Fronte Popolare riuscì a eleggere quattordici deputati. I socialisti invece non

presero parte al nuovo governo ma si limitarono a supportarlo dall’esterno a

causa delle tensioni politiche con il più rivoluzionario PCE. Proprio una sua

militante, Dolores Ibarruri detta “La pasionaria” si fece artefice dell’amnistia

per i rivoluzionari asturiani e aprì le carceri a Oviedo. Manuel Azaña fu

nominato nuovamente presidente del consiglio e poi della Repubblica ma il

nuovo governo era schiacciato dalle pretese sociali delle classi lavoratrici e

dalla paura dei tradizionalisti di destra. La destra vide calare d

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher dubbiseri di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Saresella Daniela.
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