DEFINIZIONE
La glottodidattica è una disciplina teorico-pratica (rapporto di interpretazione e rilevanza con
linguistica acquisizionale) e interdisciplinare (tra scienze del linguaggio e dell'educazione) che ha
come oggetto di studio l'insegnamento (straniere) e l'apprendimento (seconde) delle lingue.
> disciplina teorico-pratica, possiede infatti due dimensioni:
detta “glottocentrica”, dialogo con
- una interna teorico-descrittiva discipline linguistiche che
forniscono strumenti teorici utili e che hanno investigato il funzionamento di una lingua e il
suo apprendimento. Una posizione di rilievo la occupa la linguistica acquisizionale (e.g.
LAD chomskiano, interlingua), ma anche psico e sociolinguistica (e.g. competenza
linguistica).
esterna regolativa detta “didattocentrica”, discorsi più applicativi e spendibili pratica
- una
quotidiana insegnare, traducono studi, teorie e approcci in metodi e tecniche (e.g. la
valutazione).
Entrambe le dimensioni sono in costante contatto tra loro. Infatti, la glottodidattica è una teoria
attiva, spesso la dimensione pratica pone questione alla ricerca teorica, soprattutto alla linguistica
acquisizionale (e.g. quali input linguistici assimilano l’apprendimento in classe all’immersione
linguistica). sin dagli anni ‘60, quando comincia a definirsi sempre più chiaramente,
> interdisciplinare,
soprattutto con la nascita dell’approccio comunicativo (focus apprendente e rilevanza a fattori interni
ed esterni insegnamento). Un docente deve possedere conoscenze di più ambiti e saperle applicare
in maniera diversa per rispondere alle esigenze dei singoli (e.g. non necessariamente essere
madrelingua o avere livelli di conoscenza native-like sono condizioni sufficienti e necessario per un
insegnamento efficace).
Con queste scienze la glottodidattica intrattiene un rapporto di interpretazione e rilevanza: la
glottodidattica assume argomenti da altre discipline e li legge/rilegge in funzione di una specifica
situazione didattica o di un preciso bisogno comunicativo. Le dimensioni del triangolo
comunicativo sono molte e varie:
- Scienze della natura: fonetica, acustica, neurolinguistica
- Scienze della comunicazione: semiotica, informatica (piattaforme di apprendimento, skype
ecc.)
- Scienze psicologiche: psicologia dello sviluppo e apprendimento, cognitiva
- Scienze della cultura e della società: inserisce in ambiti sociali diversi, quindi
necessariamente accesso a contesti culturali diversi, si diventa attore sociale attivo
Scienze dell’educazione e della formazione: tecniche
- didattiche
- Scienze del linguaggio: la facoltà di linguaggio e la sua produzione
1
Coordinate glottodidattiche
- I processi e le variabili che incidono sull'apprendimento e sull'insegnamento delle lingue
moderne
- La storia della glottodidattica
- Gli atti di insegnamento
L’educazione linguistica interculturalE
-
Terminologia
- Lingua prima o L1, madre lingua o lingua madre, è possibile averne anche più di una.
Anche il dialetto conta, è una forma di bilinguismo molto comune in Italia, anche se non è
riconosciuta come tale, ma solo come una lingua di comunità.
- Lingua seconda o L2, qualsiasi lingua appresa dopo la prima. Tuttavia, il criterio cronologico
a dover essere preso in considerazione. Una lingua straniera può essere
non è l’unico
appresa dopo una lingua prima. La L2 dipende dal livello di socializzazione secondaria, ossia
la lingua che è mezzo della comunicazione quotidiana (e.g. la scuola).
- Lingua straniera o LS, una lingua non materna appresa in contesto didattico
la lingua oggetto dell’apprendimento e/o
- Lingua target, obiettivo o bersaglio,
insegnamento. La lingua astratta che stiamo imparando, quella ideale, il francese di Francia,
che è diversa da L2 che è la mia variante della lingua, del francese.
lingua d’origine o di comunità,
- Lingua etnica o heritage language, lingua della
socializzazione primaria che però si sgretola con l’uso lingua della socializzazione
secondaria, quindi diventa lingua prima solo cronologicamente.
- Lingua franca, la lingua usata tra parlanti di lingua materna diversa, per nessuno dei quali
rappresenta una L1. La lingua usata tra persone di L1 diversa incluso chi è parlante nativo,
quando quest’ultimo modifica la propria lingua per adattarsi all’interlocutore (foreigner talk,
una tipologia di input modificato per favorire la conversazione fondamentale per
l’apprendimento linguistico)
qualsiasi dato linguistico a cui è esposto l’apprendente. Può variare per
- Input, quantità e
qualità in base al contesto di acquisizione e di apprendimento linguistico. Secondo le teorie
acquisizionali, l’apprendente potrebbe già cominciare a imparare dall’input. Infatti
l’apprendimento linguistico dipende dall’input: per quantità nei bambini, per qualità per gli
adulti. la parte dell’input che potenzialmente può essere acquisita tramite
- Intake, noticing e
immagazzinamento nella memoria temporanea.
produzione linguistica da parte dell’apprendente.
- Output
- Apprendimento/acquisizione: solitamente sono interscambiabili, fatta eccezione per la
teoria del monitor di Krashen (1985): learning> azione didattica e acquisition> esposizione
all’input.
- Apprendimento spontaneo/guidato:
AS 2
apprendimento che avviene tramite l’esposizione all’input in un contesto in cui la LT
- è la lingua di socializzazione secondaria.
L’input non è modificato, ma è presente in quantità maggiori (anche se talvolta
- foreigner talk)
- Analisi induttiva dei dati linguistici (dal dato alla formulazione di ipotesi)
- Solitamente sfocia in un apprendimento e una conoscenza implicita della lingua,
ossia inconsapevole e spesso incidentale, avviene mentre si sta facendo altro. Gli
apprendenti sono in grado di utilizzare la lingua, ma non sanno giustificare le loro
scelte linguistiche.
AG apprendimento che avviene tramite l’azione didattica.
- L’input è modificato, ma presente in quantità minori (teacher
- talk)
- Analisi deduttiva dei dati linguistici (dalle regole di funzionamento al dato)
- Solitamente sfocia in un apprendimento e una conoscenza esplicite della lingua,
ossia consapevole e intenzionale. Gli apprendenti hanno una conoscenza
metalinguistica della lingua
Tuttavia, è possibile parlare anche di apprendimento misto, ossia di una relazione tra le
due tipologie di apprendimento per cui ci sono evidenze di apprendimento guidato in quello
spontaneo e viceversa. Un esempio del primo caso potrebbe essere una conversazione tra
sequenza di negoziazione dell’input:
un parlante nativo e uno non nativo in cui si avvia una
il parlante nativo corregge, suggerisce e induce così l’apprendente a riflettere su aspetti della
lingua a cui non avrebbe dedicato attenzione. Un esempio del secondo caso: conversazione
spontanea in classe. 3
GLOTTODIDATTICA E LINGUISTICA ACQUISIZIONALE
La linguistica acquisizionale è un disciplina teorica, non teorico pratica come la glottodidattica,
descrive come le persone acquisiscono le lingue e ne spiegano le ragioni, quali sono i fattori che più
sull’acquisizione (e.g. l’input modificato, la quantità di input ecc.),
incidono ai fini di una corretta
applicazione didattica o glottodidattica. Infatti la linguistica acquisizionale nasce come branca della
linguistica applicata, che studia le lingue per risolvere questioni del mondo reale, come scienze
della traduzione e dell’interpretariato, pragmatica (lingua persuasoria, discriminatoria), scienze che
studiano i disturbi del linguaggio ecc. Anche se non c’è accordo su questa definizione.
e LA c’è identità, per altri un rapporto di applicazione, per altri
Secondo alcuni tra glottodidattica
ancora sono discipline diverse che sono in dialogo. Infatti, mentre la linguistica acquisizionale si
occupa dell’apprendimento delle lingue in contesto spontaneo, la glottodidattica si disinteressa del
contesto spontaneo e si concentra su tutte quelle scelte che facilitano l’apprendimento in classe. Le
due hanno un rapporto di interpretazione e rilevanza: di interpretazione, perché la glottodidattica
interpreta le scoperte acquisizionali secondo i propri fini (e.g. traduzione in metodi e tecniche)*,
rilevanza perché non tutto quello che la linguistica acquisizionale scopre è rilevante per la
glottodidattica. fattore dell’età nell’apprendimento,
*Vari principi (es. sequenze di acquisizione, il strategie
comunicative di apprendimento> quando si usa un iperonimo per una parola, animale salta, uso
di formule agrammaticali ecc.. Queste strategie facilitano l’interazione, nonostante prima erano
hanno avuto un impatto decisivo sull’insegnamento,
ritenute negativamente) ma è necessario però
sottolineare che non sempre le teorie della linguistica acquisizionale sono immediatamente
applicabili in glottodidattica perché apprendimento in contesto spontaneo e didattico non sono
sovrapponibili, non solo per la differenza tra qualità e quantità di input, ma soprattutto a causa del
e dei fattori dell’apprendimento concomitanti: mentre in contesto spontaneo i bambini
fattore età
ottengono risultati migliori e riuscendo a raggiungere livelli nativi, gli adulti no. Questo perché
esisterebbe una finestra temporale chiamata periodo critico, oltre la quale non sarebbe più
possibile apprendere una lingua in modo implicito, mentre aumentano le capacità di apprendimento
esplicito.
ci sono stati dei casi in cui c’è stata un’applicazione
Infatti dei principi della SLA, senza successo,
come nel caso dei metodi audio-orali:
l’insegnamento esplicito della grammatica è da evitare. Presupposto : l’insegnamento deve
- creare le condizioni perché il processo di apprendimento della L2 assomigli a quello della L1;
- il ricorso alla L1 in classe è nocivo. Presupposto : L1 e L2 costituiscono due competenze
separate.
L’apprendimento linguistico può essere facilitato, ma non determinato dalle scelte di insegnamento.
Infatti, non necessariamente aver frequentato un corso di lingua porta a alti livelli di competenza.
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L’ACQUISIZIONE DEL LINGUAGGIO
I processi di acquisizione di L1/L2 presentano delle affinità:
- la capacità di fare lingua, il linguaggio, è un tratto specifico della specie umana (cfr. LAD
chomskyano);
l’acquisizione linguistica (di L1 e L2) è connessa ai processi di socializzazione (L1
- socializzazione primaria, L2 secondaria, solitamente)
l’apprendimento di una lingua è un (cfr. teoria dell’interlingua)
- processo creativo e attivo
- apprendenti di L1 e L2 fanno errori simili
- le fasi si sviluppo di L1 e L2 sono in parte comuni
L’apprendimento di una lingua avviene tramite un processo di
- riduzione di complessità
- Nei primi stadi apprendimento, svolgono un ruolo (linguistico e sociale) formule e frasi fatte
Alcune difficoltà nell’acquisizione sono in entrambi i casi correlate ai
- tratti di marcatezza della
lingua d’arrivo
Tuttavia, ci sono delle differenze importanti da sottolineare:
- cronologiche: si acquisisce una L1 prima di una L2> dinamiche psico-affettive diverse (più
distacco), ricorso a conoscenze linguistiche pregresse
- la competenza, maggiore in L1
l’uso, la L2 si usa tendenzialmente meno
-
- velocità, si acquisisce una L2 più lentamente
- sforzo, si acquisisce una L2 con più sforzo
- quantità (maggiore in L1) e la qualità di input (più vario e baby-talk)
- apprendimento implicfito vs. esplicito
- Maggiore plasticità neuronale, il fenomeno della mielinizzazione non è ancora terminato
Il processo di acquisizione L1 e L2 sono stati studiati da discipline diverse. Acquisizione L1> linguisti
psicologi dell’età evolutiva. Dagli anni ‘70 in poi ci sono stati momenti di convergenza, ma
L2>
comunque separazione comunità accademiche, interdisciplinarità con globalizzazione quindi
connessione anche più stretta, tuttavia è principalmente perché, sempre per la globalizzazione, non
si sa qual è L1 e L2.
Linguistica Processo acquisizione L1
Psicologia dell’età evolutiva Processo acquisizione L2
Linguistica acquisizionale Acquisizione L2 in contesto spontaneo
Glottodidattica Acquisizione LS in contesto didattico
Conoscere il processo di acquisizione linguistica è importante per un’azione didattica efficace.
Come si studia l’acquisizione: 5
Competizione tra due principi di ricerca nelle scienze del linguaggio:
- da una parte studiare i fenomeni nei contesti naturali in cui si realizzano (naturalezza),
tuttavia si perde la generalità
dall’altra esperimenti in laboratorio per isolare le variabili, ma così facendo si perde la
- naturalezza (rappresentatività).
Metodi usati per studiare acquisizione del linguaggio:
- Diari genitoriali: annotano le espressioni che emergono nel parlato del bambino
- Registrazione e trascrizione di dati naturalistici
- Studi longitudinali: condotti su un arco temporale ampio e verifiche periodiche
- Studi trasversali: condotte su più bambini appartenenti alla stessa classe sociale
- Prove sperimentali tramite elicitazione:
- Paradigma della suzione non nutritiva (dopo pochi giorni dalla nascita): tramite un
ciuccio contenente elettrodi, è stato possibile notare che i bambini ciucciano più
intensamente quando un dato verbale li colpisce, come una parola nuova. Quando
una parola viene ripetuta loro la suzione rallenta. Anche quando sentono coppie
minime la suzione si fa più rapida, è la prova che riescono già a discriminare.
Paradigma della preferenza nell’orientamento della testa (dai sei mesi)
-
- Vignette (due /tre anni)
Le tappe dell’acquisizione di una L1
COMPRENSIONE nel primo anno di vita
Riconoscimento del dai cinque mesi circa
proprio nome
Distinzione di suoni dopo pochi giorni dalla
nascita (cfr. paradigma
della suzione non
nutritiva)
PRODUZIONE
Vocalizzazione- fase pre- dai 3 ai 6 mesi i bambini vogliono comunicare, ma non sono
linguistica codificati linguisticamente
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dai 4 ai 6 mesi all’anno
Lallazione appaiono suoni vocalici lingua a cui sono stati
esposti. In questo periodo, protoconversazioni:
partecipano alla conversazione magari con
intonazione di domanda. E’ linguisticamente già
socializzato per partecipare a una conversazione:
aspetta che un adulto abbia finito di parlare.
Fase olofrastica a partire dal 1 anno parole concrete legate alla quotidianità con
sovraestensioni semantiche. “Trattore” bello, tutto
quello che è bello “trattore”.
Stadio delle due parole dai 2 anni combinazioni tra più parole, le funzioni comunicative
sono chiare, ma mancano le parole piene da
abbinarci (e.g. articoli). La struttura dell’enunciato e
topic comment: dico di cosa sto parlando e lo
commento e.g. pappa buona.
Stadio della 2 anni e mezzo senza ordine sintattico
combinazione di più
parole
Esplosione del 3 anni 200 parole nuove al mese
vocabolario precise sequenze
Sviluppo della morfologia evolutive
Competenza adulta 10-12 anni la L1 è sempre in evoluzione.
Più crescono e meno sappiamo perché entrano in
gioco sempre più fattori.
Ipotesi relative all’apprendimento del
linguaggio
Le tappe dell’acquisizione di L1 sono
generalmente riconosciute a prescindere
dall’approccio teorico. Le spiegazioni a questo
percorso, però, sono molto diverse.
anni ‘50,
Fino in un contesto dominato dalla
psicologia comportamentista (Skinner), prevalse
l’approccio comportamentistico, ossia quello
che interpretava l’acquisizione del linguaggio come il formarsi di una serie di abitudini linguistiche. Il
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bambino imparerebbe, grazie a meccanismi di stimolo-risposta-rinforzo, pattern linguistici su più
livelli (periodo>frase> sintagma>parola>fonemi). Questa visione della lingua come struttura
gerarchica di elementi in correlazione tra loro è frutto dell’influenza della linguistica strutturale
(Bloomfield).
È da stimoli come “io no sale” (formule agrammaticali) di cui queste teorie non rispondono, che
Chomsky parte con la critica al comportamentismo. Non tutto ciò che il bambino produce è frutto di
imitazione, questi errori tradirebbero una personale rielaborazione di regole da parte del bambino.
è l’unica tesi superata, le altre coesistono.
Il comportamentismo
L’ipotesi prende questo nome poiché postula l’esistenza
innatista/mentalista di Chomsky (1959)
di un modulo (astratto) nel cervello predisposto al linguaggio, il Language Acquisition Device, che,
dall’esposizione all’input, si attiva permettendo l’accesso alla
sollecitato Grammatica Universale,
ossia a quei principi astratti che regolano il funzionamento delle lingue. Questi sono divisibili in
principi e parametri. Mentre i primi sono comuni a tutte le lingue (e.g. vocali e consonanti, la lingua
è un sistema relazionale e differenziale), i secondi sono caratteristici della lingua specifica (e.g.
prodrop e non prodrop). Alcune prove:
I bambini imparano la lingua a un’età in cui niente di così complesso viene
- imparato
- La lingua a cui sono esposti è frammentaria, disturbata, incompleta> argomento delle
povertà dello stimolo
- Gli animali, anche se addestrati, non sviluppano il linguaggio
L’apprendimento è processo creativo: i bambini creano progressivamente un sistema basato su
regol
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