Glosse di Reichenau
Glosse latine ad un testo a termini latini, si tratta però di registri diversi. Un latino più elevato (quello del testo, vulgata di San Girolamo) ma comunque non difficile, però nell'VIII secolo in alcune zone della romània è comunque di difficile comprensione ed i testi vanno quindi spiegati. Queste glosse sono probabilmente state redatte nella Francia del nord come si può intuire da alcuni termini. A noi sono tramandate da un manoscritto (copia) ritrovata due secoli dopo nell’Abbazia di Reichenau, una delle più famose istituzioni monastiche medievali, fondata dai benedettini nel 724 sulla fertile isola di Reichenau (zona nord occidentale del lago di Costanza).
Sicuramente si tratta di una copia in quanto il glossario non segue esattamente l’ordine della bibbia ma attua dei salti. Probabilmente sono copia di un manoscritto in cui c’era stato spostamento di fogli, per cui il copista non se ne è reso conto e ha copiato meccanicamente. Possiamo dire che sono di area francese perché le glosse latine svilupperanno soprattutto in termini di area francese (es. FORMATICUM).
Termini e derivazioni
- Caseum Formaticum Fromage: In Italia non ci sarebbe stato bisogno di glossare perché il diretto discendente di Caseum è Cacio (idem spagnolo queso). Formaggio è un francesismo introdotto solo recentemente nella lingua italiana. Formaticum è un termine coniato per indicare ciò che viene messo nelle forme (tendenza casearia tipicamente francese) e darà origine a Fromage.
- Cade la M finale, cade la vocale finale che non sia A, cade la postonica nesso secondario TC che ha bisogno di una vocale di appoggio E, palatalizza dando una fricativa, inversione della R, fenomeno attivo del francese conosciuto come metatesi.
- Altri termini creati così: MISSATICUM → MESSAGE, altro caso di metatesi e altro caso che evidenzia che si tratta di glosse di origine francese lo abbiamo con OVES (francese antico) → BERBICES → BREBIS.
In latino si usava ovis, rimasto nel nostro “ovino”. In italiano viene preferito il collettivo pecus, gregge. Rimane in spagnolo, oveja. L’evoluzione di BERBICES in francese antico è BREBIS.
Altri esempi di glosse
- UVAS → RACEMUS: altra glossa che rimanda al francese: italiano e spagnolo UVA. In Francese Raisin.
- VOMERE → CULTRO: Aratro. Cultro ha sviluppo di aratro in francese.
- PUEROS → INFANTES: enfant
- LITUS → RIPA: lido e riva. In entrambi i termini c’è la lenizione della consonante occlusiva intervocalica.
ARENAM → SABULO: In italiano e spagnolo non ha bisogno di glossa.
Questioni di semplificazione e impoverimento lessicale
- PASSER → OMNER MINUTA AVIS: impoverimento lessicale
- VESPERTILIONES → CALVAS SORICES: Pipistrello (diretto discendente di vespertiliones: assimilazione della V iniziale alla consonante successiva). In francese chauves sourire, in spagnolo murcielago.
- APER SALVATICUS PORCUS → sparisce in tutta la romània, prevale il termine porcus.
- GRANDO → PLUVIA MIXTA CON PETRIS (CUM → CON): impoverimento lessicale.
- CUM – CON: u breve diventa o chiusa e la M finale (monosillabo quindi non cade, la M desonorizza in N, processo inverso alla lenizione).
CALAMUS: impoverimento lessicale
Monottongazione e diversificazione
- RERUM, in latino RES/REI CAUSARUM → monottongazione (chiusura) del dittongo AU (aurum, auricula etc)
- COSA → IN SCELERE (scellerato) NEFAS (quello che non può essere detto) CRIMINE: Impoverimento lessicale in una diversificazione semantica forte.
Glosse e geografia
- GALLIA → FRANTIA
- ITALIA → LONGOBARDIA: In Gallia ci sono i Franchi, in Italia ci sono i Longobardi.
Semplificazioni nella romània
- VIM → FORTIA (da fortis)
- OMNES → CUNCTI (tutti)
- SANIORE → PLUS SANO: Sostituzione del comparativo organico con il comparativo sintattico-perifrastico
- CANERE → CANTARE: nelle glosse vengono preferite le forme verbali intensive a quelle base
Abbazia di Reichenau, sec. VIII
Il termine glossa deriva dal greco e significa ‘lingua, linguaggio, locuzione, parola straniera o inusuale’. In latino ha assunto il significato di ‘parola difficile che richiede una spiegazione più estesa’. Glossa voleva, quindi, dire ‘spiegazione’, che spiega o traduce una parola o un’espressione che per il lettore di quel posto poteva essere incomprensibile. Nei testi cristiani, tra il IV e il V secolo, si scriveva in latino corretto, ma già allontanato dal latino classico.
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