Ossitoni e parossitoni nel contesto linguistico
Definizioni e differenze
Ossitono: vocale sulla ultima sillaba.
Parossitono: vocale sulla penultima sillaba.
Ossitonia generale del francese
Caduta della vocale che non sia A nelle parole latine parossitone. Le parole parossitone sono soprattutto femminili.
« Pro Deo amur et pro christian poblo et nostro commun salvament, d’ist di in avant, inquant Deussavir et podir me dunat, si salvarai eo cist meon fradre Karlo et in ajudha et in cadhuna cosa, si cum om per dreit son fradra salvar dift, in o quid il mi altresi fazet, et ab Ludher nul plaid nunquam prindrai, qui, meon vol, cist meon fradre Karle in damno sit »
Analisi linguistica della formula
- Pro Deo amur → cerca di mantenere la struttura latina (pro amore dei) ma ne perde le caratteristiche. Non c’è ancora dittongo.
- Pro → antenato di pour
- Deo → la declinazione in francese è bicasuale, rimangono accusativo e nominativo del latino. Questo è accusativo. Esito di DEUM che racchiude tutti gli altri casi. Genitivo reso con un accusativo, genitivo fossile.
- Amur → pronuncia molto stretta che darà vita poi al grafema OU dell’”amour” odierno, OU è una o molto chiusa, diversa da U.
- Et → rimane dal latino, rappresentata con un simbolo di abbreviazione.
- Christian → <CHRISTIANUM, caduta della postonica e della m, la parola diventa ossitona.
- Poblo → <POPULUM, lenizione della consonante occlusiva intervocalica + caduta della postonica e della M. Non c’è dittongo.
- Nostro → <NOSTRUM, cade la U e viene inserita la o di appoggio, probabilmente molto debole (come la s), si arriverà poi in francese a notre.
- Commun → <COMMUNIS, cade la vocale postonica.
- Salvament → <SALVAMENTUM, caduta vocale postonica e della M.
- D’ist in avant → composto <DE ISTUM DIEM, AB+ANTE.
- In quant → probabilmente già pronunciato in kant, senza elemento labiale. Q+U nesso labio-velare perso in francese, ma rimasto graficamente (residuo grafico).
- Deus → è soggetto e quindi ha bisogno del nominativo.
- Savir → viene da SAPERE, cioè conoscere, da origine poi a savoir. Lenizione della consonante intervocalica (P→V) e soluzione della I che probabilmente già indica il dittongamento della E lunga e chiusa (IE), resa con I nei documenti merovingici.
- Podir → <POSSUM, poi POTERE. Possum irregolare composto di SUM. Infinito POSSE, per attrazione di somiglianza si passa a POTERE, poiché il perfetto latino è POTUI. Deroga al metodo storico comparativo. L’analogia/assimilazione è sul perfetto POTUI→POTERE, HABUI→HABERE. In italiano c’è una rilevazione diretta di possum. In francese si pensa ad una forma intermedia di latino volgare non attestare: *POSSIO.
- Si → SIC latino, così.
- Salvarai → nuova forma per il futuro mai attestata prima. INFINITO+prima persona HABEO. In italiano SALVARE+HO(<HABEO)=SALVERò.
- Pindrai → PREHENDERE, sparisce l’h, le due e formano una e chiusa che non dittonga perché in sillaba chiusa. PRENDERE+AI, cade la vocale postonica e viene aggiunto AIE.
- Eo → <EGO, io.
- Fradra/E → non si sa come si pronunciano le vocali d’appoggio.
- Si → si latino (se ipotetico).
- Io → EGO latino.
I giuramenti di Strasburgo
Contesto storico
Fra l’VIII e il IX secolo l’Europa cristiana ha sperimentato una fase di consolidamento dovuta alla dinastia carolingia. Carlo Magno aveva realizzato il sogno della ripresa di un nuovo Impero romano d’Occidente. Alla morte di Carlo Magno nell’814, questo nuovo impero, che comprendeva la Francia, la Germania, una vasta parte dell’Italia, la parte nord-orientale della Spagna, si mantiene unito sotto Ludovico il Pio, che regna fino all’840.
Ludovico il Pio era mite e religioso, benché i figli fossero di tutt’altra natura, e l’impero si disgregò proprio per l’eredità tra i tre figli: Lotario, Carlo il Calvo e Ludovico il Germanico. Nell’842, due anni dopo la morte di Ludovico il Pio, Carlo il Calvo e Ludovico il Germanico si alleano contro il fratello maggiore Lotario. In eredità dal padre a Lotario fu lasciato il titolo di imperatore, una fascia di territorio che va dall’Olanda alla Pianura padana, e la Lorena (Lotaringia); a Carlo il Calvo la parte occidentale fino alla Spagna; a Ludovico il Germanico la parte germanica.
Per una decina d’anni questi fratelli mantennero la pace, finché scoppia una guerra tra Carlo e Ludovico. Poi muore Lotario. I fratelli si combatterono e si divisero il territorio in un altro modo. Nell’842, quando i fratelli si alleano, è il momento del testo dei Giuramenti di Strasburgo. Nitardo, cugino dei fratelli, scrive la storia dei figli di Ludovico il Pio, in cui riporta questo avvenimento dell’842. Il patto viene stipulato a Strasburgo, nel febbraio dell’842.
Ludovico e Carlo si incontrano con i rispettivi eserciti alle spalle, giurano fedeltà reciproca contro il fratello Lotario secondo una formula in latino tradotta in francese e in tedesco per farsi capire dai soldati. L’uno giura nella lingua dell’altro, quindi Ludovico il Germanico giura in francese, Carlo il Calvo in tedesco. A loro volta, con una formula più semplice, i due eserciti giurano fedeltà a quanto hanno udito nella rispettiva lingua.
Di queste due formule, quella che a noi interessa è quella in francese. I due testi hanno caratteristiche diverse. Il testo francese presenta alcuni problemi, mentre il testo tedesco è molto più corretto. Bisogna dire che il manoscritto di Nitardo ci giunge da una sola copia che risale a 150 anni dopo rispetto al testo originario e quindi potrebbe esserci un problema di trasmissione.
Il giuramento in francone di Lodovico il Germanico
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