Giuseppe Garibaldi – Le mie memorie
Prefazione
Garibaldi odiatore della tirannide e repubblicano. Un vero secolo di flagello e guerre che deve essere superato e combattuto: il vero flagello di Dio sono i preti! Ma allo stesso tempo amante della pace, del diritto, della giustizia, ma la guerra è una dolorosa necessità; conclude la prefazione con un assioma di un generale americano: la guerra es la verdadera vida de l’uomo (la guerra è la vera vita dell’uomo).
“Ho dovunque combattuto il despotismo. Gli uomini li ho piuttosto compianti che odiati, rimontando alle cause del male, cioè all’egoismo della nostra sciagurata natura”.
Biografia di Giuseppe Garibaldi
Garibaldi nasce a Nizza nel 1807. I suoi primi educatori furono preti. Garibaldi è un navigante, si forma tra la navigazione e il suo primo bastimento si chiama Costanza. Quando visitò Roma in Garibaldi infuocò ancor di più l’idea che Roma doveva essere la capitale, il simbolo dell’Unità. Garibaldi viaggia in ogni parte del mondo. Garibaldi, si inizia ai misteri del Risorgimento, leggendo e bramando testi e tutto ciò che riguardasse la Patria.
Garibaldi sposa le idee mazziniane di una Repubblica e partecipa all’invasione della Savoia, finanziata da Mazzini appunto con 100.000 lire. Ma il tentativo fallì e Garibaldi venne condannato a morte in contumacia: Garibaldi vestito da contadino, scappa da Porta Lanterna a Genova il 5 Febbraio 1834. Inizia l’esilio di Garibaldi.
Esilio e avventure in Sud America
Si rifugia in Brasile dove tenta con l’amico Rossetti di entrare nel mondo del commercio, ma lì Garibaldi sposa gli ideali repubblicani della Repubblica del Rio Grande contro l’Impero Brasiliano.
- Agli inizi dell’800 tutto il sud America era spagnolo tranne il Brasile, portoghese.
- Quando Napoleone invade il Portogallo, il re scappa con 700 navi in Brasile.
- Quando Napoleone cade, il re ritorna in Portogallo, ma il Brasile non vuole rimanere una colonia, quindi si autoproclama Impero, nominando un suo figlio.
- Solo la Repubblica del Rio Grande, sotto gli ideali francesi e americani, vuole distaccarsi e fare del Brasile uno stato federalista come quello degli Stati Uniti: si ha la guerra dei Farrapos.
Diviene un corsaro della Repubblica del Rio Grande, dove il presidente Bento Goncales gli affida una grossa barca da pesca, battezzata il Mazzini. In Sud America Garibaldi trovò una comunità d’italiani appartenenti alla Giovine Italia, formando un corpo volontario. Questo perché nel sud America ci sono molti esuli politici.
Nei pressi di Montevideo, Garibaldi crede di incontrare due navi amiche, in realtà argentine. In uno scontro di fuoco viene ferito al collo, stramazzando privo di sensi. Garibaldi pensa di morire, e qui c’è un aneddoto curioso in cui Garibaldi recita i versi di Ugo Foscolo, I Sepolcri, a Luigi Carniglia piangente, un suo ufficiale: Un sasso! Che distingua le mie dall’infinite ossa che in terra e in mar semina morte!
Garibaldi voleva essere seppellito a terra, al riparo dai coccodrilli o lupi marini. Garibaldi viene fatto dunque prigioniero, torturato e per due mesi sbattuto in carcere da Leonardo Millan, generale del tiranno argentino Juan Manuel de Rosas. Perché l’Argentina? Perché Garibaldi combatterà anche per la Repubblica di Montevideo, in Uruguay, che voleva distaccarsi dall’Argentina.
Esperienze militari e vita personale
Dopo viene liberato. Gli vengono date delle navi (lui comanda il Rio Pardo) e una ciurma cosmopolita, di tutte le nazionalità. Ha un naufragio dove quasi tutto l’equipaggio muore, nella provincia di Santa Caterina, una regione che si era sollevata fortunatamente contro l’impero e lo accolse. Qui, nella cittadina di Laguna, conosce l’amore della sua vita, Anita, un’indigena. Quando la incontra le dice: tu devi esser mia.
[ Sentivo il bisogno di un'anima che mi amasse. Senza quell'anima l'esistenza mi era insopportabile, quasi impossibile....Avevo bisogno di qualcuno che mi amasse, e mi amasse subito. Ora l'amicizia è il frutto del tempo, mentre l'amore è il lampo e spesse volte rapido nei cuori come la folgore… ]
Dopo diverse scaramucce con gli imperiali a Garibaldi è ordinato di saccheggiare il villaggio di Imirù, perché si ribellarono alla Repubblica. Garibaldi è costretto a obbedire, nonostante il rammarico e lo sconcerto avvenuto da parte dei soldati scellerati, ubriachi e indisciplinati. Addirittura racconta, che alcuni soldati, saliti sulla nave, giocarono a carte sulla pancia di un loro compagno (un tedesco) morto.
Riprendono altri combattimenti con gli imperiali, dove anche Anita partecipa con le armi.
“Che gusto per un discepolo di Beccaria nemico della guerra. Ma che volete: ho trovato sul sentiero della mia vita gli Austriaci, i preti e il dispotismo”
Il 16 Ottobre 1840 Anita partorisce il primo figlio, Menotti, (da Ciro Menotti), in situazioni pietose, in un villaggio di nome Mustarda. Dopo 12 giorni anche Anita stessa dovette scappare, perché gli imperiali avanzavano. La Repubblica oramai è in ginocchio. Garibaldi, decide di abbandonare temporaneamente la lotta contro gli imperiali, anche per amore della moglie e del bambino, e si trasferisce a Montevideo, in Uruguay. Garibaldi diventa un truppiere, cioè un conduttore di bovi. Ebbe circa 900 buoi da condurre, ma ne perse più della metà dopo aver tentato di guadare un fiume. Arrivò in città con 300 cuoia degli stessi buoi fatti macellare.
Montevideo e la Legione Italiana
A Montevideo gli viene offerto il comando di una corvetta da guerra, la Costituzione, per combattere le forze del tiranno argentino Rosas.
Qual era la situazione a Montevideo? Come la maggior parte delle repubbliche del sud America v’era la guerra civile. La Repubblica Orientale dell’Uruguay (con capitale Montevideo) era pretesa da due presidenti Fruttosa Ribera e Manuel Ourives. Ribera cacciò via Ourives, e quest’ultimo chiese aiuto al tiranno argentino vicino, Juan Manuel de Rosas. Il partito di Ribera era detto Colorados, con Ourives i Blancos.
Qui Garibaldi forma la Legione Italiana, gruppo di volontari, con il Vesuvio come simbolo. Indossavano delle camice rosse perché avevano pochi finanziamenti e quindi scelsero quelle dei macellai, appunto rosse perché nascondevano le macchie del sangue. Garibaldi intendeva mostrare al mondo il valore degli italiani, derisi.
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