Giuseppe De Finetti
Giuseppe De Finetti risulta essere uno dei maggiori architetti avanguardisti italiani. Il suo linguaggio, però, non si fonda assolutamente su qualcosa di unicamente nuovo, tutt’altro: egli riesce a combinare efficacemente tecniche espressive apprese durante la sua formazione forgiandole insieme a una serie di accorgimenti e innovazioni avanguardiste.
Formazione e influenze
Giuseppe De Finetti fu un brillante allievo di Adolf Loos, che fu il suo insegnante a Vienna. Di fatto, il suo orizzonte artistico è colmo di chiari riferimenti allo stile del maestro. De Finetti si mostra estremamente interessato agli sviluppi dell’architettura, non solo in Italia o Europa, ma mostra una grande attenzione anche all’architettura d’oltreoceano. Pare infatti che conoscesse molto bene le opere di Wright, grazie anche a una monografia e una raccolta fotografica pubblicata da un editore tedesco. Tale canale di divulgazione (riviste, monografie o comunque materiale cartaceo) acquisisce una grande importanza in Italia.
Critica e pubblicazioni
De Finetti si mostra capace anche di operare un’attenta critica nei confronti delle opere di Wright e delle modalità espressive che secondo lui risultavano superate e inadeguate negli apparati decorativi dell’architettura statunitense. D’altro canto, però, De Finetti evidenziava la genialità di Wright nel disporre i vari ambienti, di renderli contigui, creando percorsi fluidi, nonostante essi avessero funzioni diverse. Tali accorgimenti vengono pubblicati nella rivista di Piacentini, “Architettura”. In tale rivista, l’architetto, oltre a manifestare il suo interesse per l’architettura americana, esalta la componente classicista presente nello stile di Loos, la quale non domina l’armonia degli edifici, ma trova riscontro in una serie di particolari.
Villa Crespi
Su tale rivista, De Finetti presenta la sua villa, forse la sua opera meglio riuscita e più conosciuta, la Villa Crespi a Vigevano. Nelle prime pagine della rivista si possono osservare una serie di citazioni di stili tradizionali, sono presenti ad esempio una serie di citazioni di opere di Palladio, grande architetto italiano che si era dedicato quasi esclusivamente alla costruzione di ville.
Villa Crespi sembra essere stata realizzata appositamente per infrangere quella serie di etichette che la storiografia ha appiccicato, per comodità, alle varie correnti architettoniche (classicismo, tradizionalismo, modernismo, ecc.). Dimostra ancora una volta che esse sono assolutamente contigue l’una nell’altra, non sono distinguibili in maniera evidente, ma possono essere utilizzate unicamente per individuare un periodo, non per classificare in maniera rigida.