GESTIONE E FINANZA DELL’ASSICURAZIONE
Lezione 1
(1) Cosa sono rispettivamente un’impresa di assicurazione e una banca?
Un’impresa di assicurazione è un INTERMEDIARIO FINANZIARIO NON BANCARIO
che si frappone fra due soggetti: l’ASSICURATO e il POOL DEGLI ASSICURATI.
La banca è un INTERMEDIARIO FINANZIARIO che si frappone tra due soggetti,
uno in SURPLUS (depositanti) e uno in DEFICIT (richiedenti prestiti): mediante i
depositi finanzia i soggetti in deficit dando loro DENARO A PRESTITO.
(2) Perché l’assicurazione è un intermediario non bancario? Cosa fa e cos’è il costo
parziale?
Non dà soldi a prestito ma bensì GESTISCE CONTRATTI operando a COSTO
PARZIALE facendo pagare all’assicurato una SOMMA PARZIALE, il premio, che è
inferiore al valore del bene che assicura.
(3) Qual è la funzione dell’assicurazione? E della banca?
L’impresa di assicurazione soddisfa il BISOGNO DI SICUREZZA degli assicurati
mediante la realizzazione del principio statistico della LEGGE DE GRANDI
NUMERI: maggiore il numero degli assicurati, migliore la stima.
Anche l’assicurazione è una forma, sebbene meno convenzionale, di TUTELA
DEL RISPARMIO come il deposito bancario: un singolo potrebbe decidere di
depositare in banca un ammontare tale da maturare alla stessa scadenza della
polizza una somma sufficiente a coprire il valore del bene da assicurare.
(4) Qual è la differenza tra risparmio bancario e assicurativo? Quali sono i vantaggi
e gli svantaggi dell’assicurazione?
Nel risparmio bancario, qualora il risparmiatore non subisse il danno, il risparmio
è intatto e rimane nelle sue casse. Nel risparmio assicurativo, invece, agisce il
CARATTERE MUTUALISTICO del contratto, per il quale i premi dei rischi non
sinistrati vanno a costituire i capitali necessari a pagare i risarcimenti dei rischi
sinistrati: per il singolo il premio è perso, ma per il pool degli assicurati è
garantita la copertura.
L’assicurato è anche garantito dal pagamento della prestazione in qualunque
momento si verifichi il sinistro e non deve aspettare necessariamente la
scadenza, come accade nel deposito bancario.
(5) Qual è l’obiettivo dell’assicuratore e come viene realizzato?
Il mestiere dell’assicuratore è fare in modo che la probabilità stimata che si
verifichi l’evento assicurato, su cui è stata tariffata la polizza, si verifichi nella
realtà. Per RIDURRE AL MINIMO L’ERRORE PREVISIONALE, l’assicuratore segue il
criterio operativo dell’AUMENTO DELLA NUMEROSITÀ del pool affinché il rischio
di insolvibilità sia minimo.
(6) Come influisce l’aspetto dimensionale sull’impresa di assicurazione? E sulla
banca?
Sebbene sia fondamentale per entrambe le istituzioni, nella banca l’aspetto
dimensionale dei depositanti e dei richiedenti prestiti influenza i soli PROFITTI
dell’impresa, mentre per l’assicuratore è motivo di STABILITÀ e SOPRAVVIVENZA
stessa dell’impresa, in quanto una minore numerosità del pool di assicurati si
affianca ad una maggiore probabilità di rovina.
(7) Com’è tutelato il risparmio in Italia? Quali organi sottendono la vigilanza?
Con l’art. 47, la Costituzione italiana INCORAGGIA e TUTELA il RISPARMIO, IN
TUTTE LE SUE FORME, dunque predispone la VIGILANZA sul settore bancario e
assicurativo affinché gli organi preposti DISCIPLININO, COORDININO E
CONTROLLINO l’esercizio del credito.
Vigilanza bancaria:
Banca d’Italia (depositanti)
CONSOB (richiedenti prestiti)
Vigilanza assicurativa:
IVASS (dal D.lgs. “Spending review” n. 135/2012 è un apparato di Banca
d’Italia) sui
consumatori
o SOGGETTI ASSICURATIVI: imprese + rete di vendita (agenzie,
o intermediari)
(8) Quali sono i compiti dell’IVASS?
1. Vigilare sulla SANA E PRUDENTE GESTIONE delle imprese di assicurazioni
2. Verificare che l’impresa disponga del requisito minimo di patrimonialità
(almeno pari all’SCR) richiesto dalla normativa per far fronte agli eventuali
errori di previsione legati alla TARIFFAZIONE e ai rischi di natura
FINANZIARIA.
3. Garantire gli assicurati contro le ingerenze degli AGENTI nell’esercizio
assicurativo: gli agenti sono SOGGETTI IMPRENDITORIALI che vendono i
prodotti assicurativi delle imprese secondo loro MANDATO a fronte di una
COMMISSIONE. La rete di vendita che compongono gli agenti può ottenere
un tale POTERE ECONOMICO, in ragione della loro prossimità al cliente e
delle commissioni che percepisce, da riuscire ad IMPORRE SULL’IMPRESA I
PRODOTTI ASSICURATIVI, contravvenendo ai principi di tutela collettivi alla
base della gestione prudenziale.
(9) Quali sono gli strumenti di sana e prudente gestione di cui dispone
l’assicuratore?
1. L’aumento della NUMEROSITÀ del pool degli assicurati (+n)
2. L’aumento dell’OMOGENEITÀ dei rischi assicurati sotto il profilo delle
caratteristiche valutabili a priori o, in alternativa, la RIASSICURAZIONE.
Il riassicuratore ha spesso dimensioni ben maggiori dell’impresa di
assicurazione media poiché si propone di costituire dei POOL MONDIALI per far
fronte a quei rischi meno probabili ma più dannosi (i.e. catastrofale, pandemia,
etc…)
(10) Quali sono i caratteri economici della prestazione assicurativa?
Secondo la DEFINIZIONE DICOTOMICA di assicurazione contenuta nell’art. 1882
c.c., questa può prevedere due tipi di PRESTAZIONE:
1. Quella Life legata ad eventi quali MORTALITÀ, LONGEVITÀ, NUZIALITÀ,
MORBILITÀ che ha carattere NON RISARCITORIO
2. Quella Non-Life legata al concetto di RIVALSA dell’assicurato a fronte del
DANNO ad esso prodotto da un SINISTRO, che ha carattere INDENNITARIO-
RISARCITORIO della PERDITA ECONOMICA derivante dall’evento dannoso.
(11) Quali sono le differenze gestionali dei comparti Life e Non-Life? Alcuni
esempi italiani?
A. Il comparto Life prevede una GESTIONE MODERNA d’impresa, risalente
solamente ai primi anni ’90 in cui il legislatore cominciò a dare importanza al
bisogno di SICUREZZA PREVIDENZIALE degli italiani. Nei contratti Life, il
RISPARMIO è centrale nella gestione poiché c’è una relazione funzionale
esclusiva tra la PRESTAZIONE e il PREMIO.
B. Il comparto Non-Life prevede una GESTIONE TRADIZIONALE d’impresa,
risalente alle assicurazioni medievali delle navi mercantili, che esistevano
per soddisfare essenzialmente il bisogno di SICUREZZA ECONOMICA
dell’assicurato. Nei contratti Non-Life, la prestazione è funzione del danno
provocato e non del premio pagato.
Per questi motivi, la gestione congiunta dei due rami da parte di una solo
impresa è vietata in Italia dal 1978. Tuttavia, esistono 2 imprese che operano
contemporaneamente sul Life e il Non-Life: Generali e Allianz, poiché sono
state autorizzate in precedenza dall’ISVAP. La gestione congiunta è
mantenuta finché le imprese diano prova di mantenere le due GESTIONI
SEPARATE completamente.
(12) Quali sono le differenze tra i prodotti assicurativi Life e Non-Life?
A. I prodotti Life sono solitamente contratti pluriennali, a 15-20 anni, che
trattano eventi una tantum basandosi su serie storiche lunghe e stabili
(solida base tecnica)
B. I prodotti Non-Life sono solitamente contratti annuali rinnovabili. Che
trattano eventi ripetibili e fortemente influenzati dalle situazioni contingenti
(base tecnica non solida)
Lezione 2
(1) Come fa l’assicuratore a gestire un premio adeguato?
Affinché l’assicuratore riesca a proporre un premio il più possibile descrittivo
dell’impegno e dell’obbligo verso l’assicurato, egli deve valutare correttamente i
rischi.
(2) Quali sono i fattori che influenzano i prodotti assicurativi?
Fattori ESOGENI come le fluttuazioni di mercato, dell’assetto normativo, e fattori
ENDOGENI come la capacità imprenditoriale dell’assicuratore.
(3) Quali sono le problematiche e le figure leader nelle imprese Life e Non-Life?
Il maggiore problema delle imprese Life è quello legato al rischio FINANZIARIO,
in riferimento all’investimento dei premi incassati, dunque la figura leader in
questo ramo è il CFO (Chief Financial Officer), che si occupa di questo.
Nelle imprese Non-Life, invece, il principale problema quello di OMOGENEITÀ dei
collettivi di rischi, che viene affrontato dall’ATTUARIO, la figura leader del ramo.
(4) Come si costruisce e valuta lo stato patrimoniale delle imprese di assicurazione?
Si iscrivono le poste agli attivi e passivi secondo due metriche: una CONTABILE
di bilancio e un’altra FINANZIARIA legata alle esigenze Solvency II. Secondo la
metrica contabile, si iscrivono negli attivi il CONTANTE, cioè la somma dei premi
incassati, e nei passivi la RISERVA MATEMATICA. Secondo la metrica finanziaria,
si iscrivono agli attivi il CAPITALE SOCIALE conferito e alle passività la BEST
ESTIMATE. La differenza tra attivi e riserva matematica sarà lo sbilancio
contabile del PATRIMONIO NETTO, mentre quella tra l’attivo e la BEST ESTIMATE
sarà lo sbilancio finanziario degli OWN FUNDS.
(5) Quali sono i vincoli del bilancio assicurativo?
1. RISERVA MATEMATICA > BEST ESTIMATE
≥ ≥
2. PATRIMONIO NETTO SCR MCR
(6) Come viene gestito il contante nel Vita e nel Danni?
Nel Vita, il contante è TRASFORMATO in altri prodotti finanziari, quali
obbligazioni, azioni, opzioni, etc…, che sono soggetti a potenziale svalutazione
da parte del mercato.
Nel Danni, il contante è solitamente TRATTENUTO all’interno dell’impresa e non
viene investito.
(7) Quali sono le passività del Vita e il rischio che le domina?
La RISERVA MATEMATICA è la passività aleatoria del Vita, mentre le SOMME DA
PAGARE quella deterministica valutata ex-post rispetto al verificarsi del danno.
La RM si evolve in maniera differente rispetto al rischio assicurato e alla polizza
in oggetto: −n
=C(1+i)
- CAPITALE DIFFERITO: RM p x
La RM si costruisce aggregando una componente FINANZIARIA (l’interesse) cui
si fa fronte attingendo dai premi incassati (C) e una componente DEMOGRAFICA
(p) legata al rischio di LONGEVITÀ dell’assicurato di età X, che viene finanziata
attingendo al pool degli assicurati SMONTANDO LE RISERVE DEI RISCHI NON
SINISTRATI. La RM è nulla al momento della stipula e cresce monotonamente
fino ad assumere quasi il valore C un istante prima della scadenza.
=(C−R )q
RM
- TEMPORANEA CASO MORTE: n−t x
La RM è il CAPITALE SOTTO RISCHIO pari allo sbilancio tra il capitale assicurato
(C) e la riserva costituita (R), ponderato per il rischio, e corrispondente alla
quota di OF che servirà a far fronte alle perdite inattese future. I premi incassati
si scompongono ognuno in PREMIO DI RISPARMIO, che va capitalizzato e
accantonato a riserva (R), e PREMIO DI RISCHIO, che va a costruire il FONDO
MUTUALITÀ con il quale si pagheranno i rischi sinistrati (non viene capitalizzato).
Nella prima parte del contratto, sulla RM incide fortemente l’aumento del
RISCHIO DI MORTALITÀ che la fa crescere. Successivamente, si ha un’inversione
di tendenza dovuta allo SMONTAMENTO DELLA RISERVA dei premi di risparmio
per far fronte agli impegni che abbassa la RM, fino a farle assumere quasi valore
nullo un istante prima della scadenza.
Visto l’andamento della RM nei due contratti tipici del Vita, le sue liabilities sono
maggiormente influenzate dal RISCHIO DI LONGEVITÀ.
(8) Quali sono le passività del Danni e come entra in gioco la componente
finanziaria?
Le passività di un’impresa Danni che sottoscrive un contratto annuale a fronte
del premio P alla stipula, costituisce separatamente:
- RISERVA PREMI: quota del premio che rappresenta il costo di mantenimento
della copertura fino alla scadenza, cioè quella somma necessaria a coprire i
SINISTRI CHE SI VERIFICHERANNNO.
- RISERVA SINISTRI: è la quota di premio necessaria a far fronte agli impegni
futuri stimati riferiti a SINISTRI AVVENUTI E NON DENUNCIATI o NON
COMPLETAMENTE LIQUIDATI.
La qualità di entrambe le stime influenza il RESERVING RISK.
Nel caso in cui lo smontamento della RISERVA SINISTRI sia particolarmente
lento, per particolarità di ramo, potrebbe essere profittevole investirla.
(9) Quali sono i sotto moduli di Solvency II che concorrono ai rischi Life e Non-Life?
Ai sotto moduli di RISCHI TECNICI conteggiati nel modulo LIFE vanno conteggiati nella
gestione anche i RISCHI FINANZIARI del modulo MARKET che influenzano il comparto
Vita, con riferimento particolare ai PROPERTY, INTEREST ed EQUITY.
Lezione 3
(1) Quali sono i rischi del Coronavirus sul comparto assicurativo e quali non lo
sono?
- La mortalità non sarà un grande problema per il comparto Life, poiché la
maggior parte delle vittime da COVID-19 hanno età avanzata e le polizze vita
solitamente vengono stipulate da teste giovani. Le riserve matematiche, infatti
sono dominate dal rischio di longevità. Nel comparto Non-Life, inoltre, spesso il
RISCHIO CATASTROFALE esclude il rischio PANDEMIA.
- Un problema effettivo potrebbe essere quello legato ad un evento di MASS
LAPSE in cui un numero ingente di assicurati richiede il riscatto della polizza: in
quel caso, la compagnia potrebbe anche subire delle perdite qualora i soggetti
uscenti siano a basso tasso di sinistrosità poiché lascerebbero nel pool gli
assicurati più impegnativi.
(2) Qual è la funzione di un’impresa industriale di tipo assicurativo?
Costruire un pool di assicurati abbastanza ampio da far agire il principio della
mutualità dei rischi.
(3) Quali sono le possibili cause di nullità del contratto assicurativo o di inefficacia
della prestazione?
Secondo l’articolo 1895 c.c., il contratto di assicurazione è nullo se il rischio
assicurato non esiste o non è mai esistito. La possibilità che si verifichi l’evento
oggetto del contratto deve sussistere affinché il contratto abbia uno SCOPO,
anche solamente assumere l’esistenza di un RISCHIO PUTATIVO è sufficiente.
La prestazione risarcitoria dell’assicuratore va a coprire il danno subito dal
beneficiario della polizza e prodotto da CAUSE NATURALI o da CONDOTTA
COLPOSA dello stesso. Qualora il danno fosse causato da DOLO o COLPA GRAVE,
l’assicurazione non è tenuto alla prestazione. Esistono deroghe come per la
RCAuto, contenute nell’articolo 1900 c.c..
Infine, qualora ci si trovasse di fronte ad una STIPULA VIZIATA, per dichiarazioni
INESSATTE o RETICENTI dell’assicurato, per dolo o colpa grave, la prestazione
dell’assicuratore potrebbe essere inefficace ai sensi dell’art. 1892 c.c..
(4) Cosa influisce a livello contrattuale sulla valutazione attuariale?
I RISCHI INCLUSI ed ESCLUSI nella polizza, soprattutto in relazione alla loro
sinistrosità, e le delineazioni spaziali, temporali e causali del DANNO.
(5) Quali sono le ulteriori cause di nullità dell’assicurazione Danni e come si
collegano i concetti di interesse e valore?
Secondo l’art. 1904 c.c., qualora mancasse nelle assicurazioni Danni
l’INTERESSE dell’assicurato al RISARCIMENTO del danno prodotto da un evento
assicurato, allora il contratto mancherebbe di OGGETTO, quindi sarebbe
necessariamente nullo.
In alcuni tipi di polizze Danni, il concetto di interesse si configura in modo
specifico nel concetto di VALORE:
- nelle assicurazioni di COSE, si distingue il VALORE DEL BENE al momento della
stipula (ASSICURABILE) dal VALORE ASSICURATO, sempre inferiore o al più
uguale al primo.
- nelle assicurazioni di CAPITALE, si individua il VALORE DEL CAPITALE PERSO
qualora si verificasse l’evento dannoso coperto dalla polizza.
(6) Quali sono le modalità di prestazione assicurativa?
- Risarcimento in DENARO
- Risarcimento in NATURA: assistenza tecnica, soccorso, beni (con valore
economico)
(7) Quali sono i caratteri privatistici e pubblicistici dell’assicurazione?
- L’INVERSIONE DEL CICLO ECONOMICO-FINANZIARIA tipica dell’assicurazione è
il connotato privatistico per eccellenza
- Il profilo di RISPARMIO dell’assicurazione lo qualifica come DIRITTO
COSTITUZIONALE dal legislatore italiano, caratterizzandone il profilo
pubblicistico
(8) Come si evolve la riserva matematica nei contratti Life? E il premio?
Si analizza l’andamento della riserva matematica (V(t)) per i due contratti più
frequenti nel comparto Life, utilizzando la FORMULA DI FOURET che descrive la
ricorrenza del premio:
TEMPORANEA CASO MORTE (U = premio unico, P = premio annuo, C = capitale
assicurato): ( )−C
V 1+i q
−1
t x+t−1
( )
( ) =C +V =
V 1+ i q 1−q → V
- A premio unico: −1 −1
t−1 x+t t x+t t 1−q x+ t−1
Il premio unico incassato al tempo t=0 di stipula è interamente usato per
pagare il risarcimento oppure per costituire la riserva del primo anno (V1).
( ) ( )
( )=C
+ +V
V P 1+i q 1−q →
- A premio annuo ricorrente: −1 −1 −1
t t x+t t x+t
( ) ( )
=P + = −V +
P P v V v q C−V dove il solo premio di risparmio
−1 −1
t S R t t x+t t
concorre a costituire la riserva matematica, mentre il premio di rischio non è
capitalizzato ma accantonato all’interno dell’impresa nel fondo utili.
CAPIT
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