MAKE OR BUY
SUPPLY CHAIN / ACQUISTI: letteralmente “catena di fornitura”.
ci occuperemo dei rapporti aziendali con lato fornitori (supply)
marketing scontato pensi al cliente, ma deve anche pensare a fornitore
- integrazione verticale: impresa gestisce da materie prime a distribuzione
modello business dominante per molto tempo
CASO 14.1 - FORD
idea di produrre auto a basso costo, un solo modello (il modello T) facendo tutto in casa.
nel 1917 inizia costruzione stabilimento di River Rouge diventato operativo 10 anni dopo, Ford
faceva tutto: da estrazione materie prime, a lavorazione, ad assemblaggio, a vendita e consegna ai
clienti. persino i macchinari dati erano costruiti da Ford, avevano anche fatto centrale per
produzione energia elettrica.
poi lo sviluppo di nuovi modelli porta espansione in nuovi mercati, acquisizioni e affidamento a
fornitori. oggi core business di Ford non è produrre ma progettare autoveicoli in parte prodotti
internamente e in parte tramite fornitori. sesto gruppo più grande al mondo per vendita auto
requisiti: settore stabile, domanda stabile (saturazione capacità produttiva), economie scala
anni 50-60 cambiamento: alcune forze mercato emergenti misero in crisi il modello
- instabilità e incertezza di mercato: per integrazione verticale bisognava investire ingenti
somme per fare stabilimenti, estrazione materie prime, gestire distribuzione etc. investimenti
lungo periodo ripagati solo se mercato stabile. se domanda diventa volatile -> difficile fare
previsioni e nessun investimento
- ingresso di troppi competitor low-cost: diventa difficile visione globale lungo termine
- ciclo vita prodotto:
elemento del all’epoca la Ford produceva solo il modello T (“tutto ciò che
vuole, ma deve essere un auto nera senza varianti Ford modello T”) venduto per oltre 30 anni.
oggi si è arrivati a 3/4 anni ciclo vita auto, impossibile da gestire cambiamento in tutte le sue
parti
- da mass production a mass customization: si è passati dal produrre tanti modelli tutti uguali
a riuscire a dare al cliente una percezione di acquistare prodotto unico pur agendo su larga
scala.
- competenze: Ford T era molto semplice. essere tuttologi su qualcosa di complicato difficile.
rende di più far produrre le varie parti dagli esperti dei vari settori. azienda devono decidere
dove giocarsi il proprio potenziale delegando il resto
- flessibilità: avere più fornitori rendeva più flessibile fare cambiamenti piuttosto che cambiare
dentro la propria azienda
CASO 14.2 - POLAROID
fino anni Novanta integrazione verticale: progettazione, produzione e commercializzazione prodotti
per fotografia istantanea. poi capirono che non era sostenbiile: decisero di affidare inizio anni
Novanta tutta produzione macchine fotografiche ad aziende asiatiche che lo facevano molto bene
a costi minori. temerono all’interno componenti che consideravano chiave: lenti e pellicole. erano i
motivi per i quali successo nel mondo.
focalizzazione sulla core competente e outsourcing attività per avere flessibilità e minori costi.
fallita nel 2001 per incapacità adattamento nuovo ambiente
-> outsourcing faccio fare all’esterno ciò che prima era interno,
voce 1998 2018 partendo da attività a minor contributo
aumenta percentuale di ciò che va in acquisti (ai fornitori) del prezzo
acquisti 73% 83% che cliente paga. (dati rapporto Mediobanca prime 200 aziende in
Italia presi a conto economico). alcuni settori (automotive ed
18% 10%
manodopera elettrodomestici) outsourcing oltre 90%, in altri settori (società servizi
come banche, assicurazioni, consulenza) intorno a 30%.
ammortamenti 4% 2% se compro fuori -> spendo meno in manodopera e minori investimenti
EBIT 5% 5%
(li faranno i miei fornitori nel loro campo di produzione)
se associo taglio costi -> delocalizzazione esterna
visione globale-> riduzione capacità tecnologica paese e investimento
esempio semplificato
CONTO ECONOMICO STATO PATRIMONIALE
fatturato 5 mld immobili 2,9 mld
acquisti 3,5 mld scorte 0,5 mld
mandopera/altri costi 1,1 mld altre attività correnti 0,6 mld
EBIT 0,4 mld asset 4 mld
ROE = utile netto / equity
ROI = ebit / attivoSP = 10%
ROA = ebit / asset
ROI e ROA dipendono da classificazione bilancio che si utilizza
equity
una società è finanziabile da (capitale che soci conferiscono a società) oppure (ed è una
public company) più soci ne detengono il possesso e investono.
mezzi terzi: insieme dei capitali che arrivano da terzi (prestiti bancari, dipendenti (TFR))
il ROE non dipende dal proprio core business e da quanto si è bravi, ma anche dalla tassazione e
dalla gestione degli investimenti nella società
a noi interessa ROI perchè mostra se la società opera bene nel proprio settore
nel lungo periodo c’è un legame tra valore azionario e ROI: ci indica quanto la società è in grado
di stare in piedi sul proprio
core business
CONTO ECONOMICO STATO PATRIMONIALE ipotizziamo di chieder
fatturato 5 mld immobili 2,9 mld riduzione acquisti del 5%
ipotesi che anno
acquisti 3,325 mld scorte 0,475 mld successivo a parità di altre
voci società riduce del 5%
mandopera/altri costi 1,1 mld altre attività correnti 0,6 mld acquisti (ipotizziamo
lineare anche la riduzione
EBIT 0,575 mld asset 4 mld delle scorte sempre del
5% rispetto loro valore.
infatti se spendo medo ad acquistare MP, si abbassa anche valore scorte perchè si riduce valore
complessivo)
ROI = 14%
l’azienda risulta più profittevole del 40%
effetto leva = rapporto tra effetto che ne deriva in termini di profittabilità deltaROI e saving su
acquisti
40% / 5% = 8x
come faccio a decidere se comprare o fare internamente? (tendenza generale dice ultimamente
esternalizzazione)
DILEMMA MAKE OR BUY?
processo decisionale su due livelli:
- esiste mercato di fornitura? (natura economica industriale)
- se esiste devo analizzare strategicamente cosa conviene
tre alternative:
- mercato competitivo outsourcing delle attività spingendo competizione tra fornitori
- mercato collaborativo “investimento” su un insieme di fornitori-partner
- integrazione verticale investimento in asse proprietari per la produzione di beni e servizi
mercato competitivo mercato collaborativo integrazione verticale
VANTAGGI SVANTAGGI VANTAGGI SVANTAGGI VANTAGGI SVANTAGGI
- - - - - -
ridotti costi minore condivisione alti costi elevato grado rigidità
-
switching differenziazio rischi e switching controllo investimenti
- - -
flessibilità ne benefici rischio di possibilità ingenti
- - - -
accesso ad difficoltà prestazioni spillover differenziazio defocalizzazi
innovazione controllo migliori per (conseguenz ne one
- - -
costi minori e rischio di cliente e e anche in economie di
prestazioni scelta possibilità altri ambiti) scala e di
-
maggiori(se fornitore controllo rischio scelta scopo
-
fornitori sbagliato riduzione fornitore
-
competitivi) perdita parco sbagliato
- focalizzazion competenze fornitori
-
e su core- domanda
competente sicura per
fornitore e
minore
incertezza
CASO 14.3 - P&G/3M
Pampers di Procter & Gamble leader mondiale su pannolini che erano di stoffa e riusabili. Anni 70
introduzione modello usa e getta al quale volevano aggiungere nastro adesivo riposizionabile per
aiutare mamme sopratutto nel cambio. Non esisteva mercato di nastro adesivo ricusabile e
servivano competenze che Pampers non aveva. c’erano però presupposti per sviluppare questo
mercato, esternalizzazione sviluppo tecnologia in partnership con 3M. condivisione rischi e
benefici con costruzione di un impianto 3M di fianco a P&G (investimento congiunto fatto lì per
logistica). si creò cosi uno standard e nacque mercato intermedio di nastro adesivo riposizionabile
che oggi viene usato in tanti ambiti e ha portato nuovi clienti a 3M e nuovi fornitori nel mercato di
questo nastro
CASO 14.4 - TESSUTI E FILATI SINTETICI
DRIVER PRIMO LIVELLO
teoria dei costi di transazione
approccio su promossa da Williamson: tutte transazioni
commerciali oltre ad avere prezzo di acquisto hanno serie di costi che vanno considerati on top
rispetto al prezzo. derivano da:
- ricerca fornitore: tempo, investimenti, viaggi
- spiegare cosa serve: tanto più difficile farlo, tanto più difficile trovare qualcuno che capisce
- negoziazione
- stesura contratto: tempo indefinito e spese legali
- costi controllo una volta che relazione è iniziata: controllo qualità
_ costi transizione troppo elevati -> make (integrazione verticale)
_ costi transazione bassi -> buy (mercato competitivo)
_ costi transazione elevati ma sostenibili -> mercato collaborativo
DRIVER PER IDENTIFICARE ALTI O BASSI COSTI TRANSAZIONE
- specificità
è costoso trovare fornitore disposto a produrre pezzo tanto più specifico solo per mia azienda
IRS Investimenti Razionali Specifici: quanto fornitore deve spendere per darmi la fornitura
- complessità descrittiva
se ho richieste complesse faccio fatica a spiegarle (tanto più prodotto che sto acquistando si
deve interfacciare con sistema già complesso). inoltre complessità aumenta rischio di errori
- incertezza
impossibilità nel prevedere evoluzione domanda. incertezza implica volontà di controllare le
attività
CASO 14.5 WELCH’S
se mercato non esiste, non mi pongo nemmeno la domanda strategica
se mercato esiste (competitivo puro o collaborativo), non è detto che io vada sul mercato
cosa mi spinge verso outsourcing?
tecnologie riducono costi di transazione -> maggiore spazio collaborazione
- internet e reti, standard comunicazione e software progettazione -> riducono complessità
descrittiva
- sistemi produzione flessibile, automazione e software industrializzazione -> minori investimenti
specifici
- strumenti condizione informazione: controllo attività senza integrazione
driver di scelta (3 C)
- Competenze
azienda mantiene competenze core, ance se esiste mercato dove comprarla.
devo decidere per cosa voglio essere caratterizzato. es motore per Ferrari è core, viene
concepito, realizzato, prototipato e prodotto tutto internamente, anche le viti
solitamente si delega all’esterno servizio mensa, IT, logistica
- Costi
make o buy se c