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Elementi di teoria dei vettori

Lineare dipendenza in V = Vk

Definizione

Sia V = V uno spazio vettoriale sul campo K. km vettori v1, v2, …, vm si dicono linearmente dipendenti se esiste una loro combinazione lineare nulla a coefficienti non tutti nulli.

Esempio 2R

Lavoriamo in R e verifichiamo se i due vettori (1 2) e (2 4) sono linearmente dipendenti.

0 (1 2) + 0 (2 4) = (0 0)

Ma si ottiene il vettore nullo anche se 2 (1 2) - 1 (2 4) = (0 0). Quindi i due vettori considerati sono linearmente dipendenti.

Definizione

v1, v2, …, vm ∈ V si dicono linearmente indipendenti se una loro combinazione lineare nulla è necessariamente a coefficienti tutti nulli.

Esempio

Considerata la coppia di vettori (1 0) e (1 1), verifichiamo se sono linearmente indipendenti, cioè ci chiediamo se esistono λ1 e λ2 ∈ R, non entrambi nulli, tali che λ1 (1 0) + λ2 (1 1) = (0 0).

Otteniamo (λ1 + λ2, λ2) = (0 0), cioè λ1 + λ2 = 0, λ2 = 0.  λ1 = 0, quindi (1 0) e (1 1) sono linearmente indipendenti.

Proprietà della lineare dipendenza

Sia V = V spazio vettoriale su Kk

  • v ∈ V è linearmente dipendente se e solo se (∃) v = 0v.
  • v1, v2, …, vm ∈ V non tutti distinti sono linearmente dipendenti.
  • Se tra v1, v2, …, vm ∈ V c’è il vettore nullo allora v1, v2, …, vm sono linearmente dipendenti.
  • v1, v2, …, vm ∈ V sono linearmente dipendenti se uno di essi si esprime come combinazione lineare degli altri.
  • Siano v1, v2, …, vm ∈ V linearmente dipendenti, allora v1, v2, …, vm, vm+1, ..., vn sono linearmente dipendenti.

Dimostrazione

  1. (→) Per ipotesi v ∈ V è linearmente dipendente, quindi esiste λ ∈ K – {0} tale che λv = 0v. Ma se λ ≠ 0 allora v = 0v. (←) Sia v = 0v, si ha che λ 0v = 0v per ogni λ ∈ K e quindi 0v è linearmente dipendente.
  2. Si ha v1, v2, ..., vi, vi, ..., vm, cioè almeno due vettori sono uguali. Se si moltiplica tutti i vettori tranne quelli uguali per lo scalare nullo e i vettori uguali per due scalari opposti si ottiene il vettore nullo. Quindi i vettori considerati sono linearmente dipendenti.
  3. Siccome tra i vettori considerati è presente 0v, si ha che tali vettori sono linearmente dipendenti poiché λ 0v = 0v per ogni λ ∈ K.
  4. (→) Per ipotesi v1, v2, ..., vm linearmente dipendenti. Esiste sicuramente uno scalare per ogni singolo vettore che diviso per lo scalare di uno qualsiasi dei vettori considerati μ permette di esprimere tale vettore come combinazione lineare degli altri. (←) Se un vettore può essere espresso come combinazione lineare degli altri, è sufficiente moltiplicare tutti i restanti vettori per gli scalari opposti e si ottiene così il vettore nullo.

Sottospazi vettoriali

Definizione

Sia V = V uno spazio vettoriale su un campo K, W ⊆ V è sottospazio vettoriale di V = V se per ogni λ1, λ2 ∈ K e per ogni w1, w2 ∈ W si ha che: λ1 w1 + λ2 w2 ∈ W.

Osservazioni

  • 0v è sottospazio vettoriale di V.
  • V è sottospazio vettoriale di se stesso.

Definizione

Un sottospazio W ⊆ V di V = V si dice proprio se W ≠ 0v e W ≠ V.

Sia W ⊆ V sottospazio vettoriale di V allora:

  • Per ogni w1, w2 ∈ W, w1 + w2 ∈ W.
  • Per ogni w ∈ W, -w ∈ W.
  • 0v ∈ W.
  • λ ∈ K, w ∈ W, λ w ∈ W.

Quindi W è spazio vettoriale rispetto alle operazioni di V = Vk.

Sia V = V e siano v1, v2, …, vm ∈ V allora l’insieme

W = L(v1, v2, …, vm) = {w = λ1 v1 + λ2 v2 + … + λm vm t.c. λ ∈ K} è l’insieme di tutte le combinazioni lineari in K di v1, v2, …, vm ed è un sottospazio vettoriale di V.

Dimostrazione

Per ogni λ1, λ2 ∈ K poiché w1, w2 ∈ W si ha che:

w1 = α1 v1 + α2 v2 + … + αm vm con α ∈ K

w2 = β1 v1 + β2 v2 + … + βm vm con β ∈ K

e λ1 w1 + λ2 w2 = (λ1 α1 + λ2 β1) v1 + (λ1 α2 + λ2 β2) v2 + … + (λ1 αm + λ2 βm) vm ∈ W

quindi W è spazio vettoriale. Chiameremo W = L(v1, v2, …, vm) sottospazio vettoriale di V generato dai vettori v1, v2, …, vm ∈ V e diremo che S = {v1, v2, …, vm} è un sistema di generatori di W.

Spazio vettoriale finitamente generato

Sia V = V spazio vettoriale su K. V si dice finitamente generato...

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Scienze matematiche e informatiche MAT/03 Geometria

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Daniele Biggi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geometria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Serpico Maria Ezia.
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