GEOLOGIA APPLICATA L GENERALITÀ
1 GENERALITÀ: L’INTERNO DELLA TERRA
l’interno della terra. l’interno della terra.
Figura 1: Figura 2:
La terra può essere suddivisa in
tre parti, tanto più ricchi di
ferro quanto più ci si sposta in
profondità. Esse sono:
la arriva fino alla
1) CROSTA:
DISCONTINUITÀ DI MOHOROVICIC,
chiamata anche MOHO;
il parte dalla
2) MANTELLO: e
discontinuità di Mohorovicic
raggiunge la profondità di 2900
, cioè arriva fino alla
km
DISCONTINUITÀ DI GUTEMBERG;
parte dalla
il NUCLEO:
3) e si
discontinuità di Gutemberg
estende fino al centro della
terra; si divide in NUCLEO
il quale ha un’elevata
SOLIDO,
pressione, e in NUCLEO LIQUIDO,
in cui si formano i campi
magnetici terrestri. l’interno della terra.
Figura 3: 1
Tomei Giacomo
ELEMENTI DI GEOLOGIA GENERALE GEOLOGIA APPLICATA L
2 ELEMENTI DI GEOLOGIA GENERALE
2.1 LA TETTONICA A ZOLLE
è la parte della che studia le deformazioni subite
TETTONICA: geologia
dalle rocce della valutandone l'evoluzione nel tempo.
crosta terrestre,
Secondo la teoria della
la è
TETTONICA A ZOLLE, crosta
suddivisa in circa una decina di
(o blocchi galleggianti)
zolle
sul rese plastiche
mantello,
dallo stato di parziale fusione.
Le che comprendono
zolle,
parti sia continentali che
oceaniche, sono in continuo
movimento le une rispetto alle
altre, con una velocità di
qualche centimetro all'anno. zona di espansione.
Figura 4:
Vari studi hanno permesso di accertare che i continenti sono
costituiti da una di 40 , mentre i fondi oceanici
CROSTA GRANITICA km
sono costituiti da una più densa di 7 .
CROSTA BASALTICA km
Le hanno circa uno spessore di 47 , dato che alcune di esse
zolle km
sono costituite sia dalla che dalla
crosta granitica crosta basaltica.
L'allontanamento reciproco
di due delinea una
zolle
zona di espansione, in
corrispondenza della quale
si instaura una frattura
nella che consente la
crosta
risalita del (cioè del
magma
materiale fuso) dal
il arriva in
mantello; magma
superficie e si salda ai
margini di ciascuna zolla.
Nello stesso tempo, il
margine esterno della zolla
più distante dall'asse della
frattura viene spinto contro
un'altra e può subire
zolla
una piegamento verso il
basso dando origine alla
e sprofondando
subduzione subduzione.
Figura 5:
per un centinaio di
chilometri.
I fenomeni tettonici si dividono in:
(epiro-genesi): sono dei movimenti molto
1) FENOMENI EPIRO-GENETICI
lenti e verticali che provocano l'abbassamento o l'innalzamento di
ampie zone continentali o di fondali marini;
(oro-genesi): sono dei movimenti responsabili
FENOMENI ORO-GENETICI
2) del ripiegamento delle rocce con la formazione di grandi catene
montuose.
2 Tomei Giacomo
GEOLOGIA APPLICATA L ELEMENTI DI GEOLOGIA GENERALE
oro-genesi (formazione di catene montuose).
Figura 6: 3
Tomei Giacomo
ELEMENTI DI GEOLOGIA GENERALE GEOLOGIA APPLICATA L
2.2 LA DORSALE OCEANICA
Pangea. dorsale.
Figura 7: Figura 8:
Sulla Terra esistono due centri di forza: il ed il
POLO MAGNETICO N
e la loro ubicazione cambia continuamente.
POLO MAGNETICO S,
È stata poi sviluppata una teoria riguardo i campi magnetici, cioè la
di per il quale
TEORIA DELLA DERIVA DEI CONTINENTI ALFRED LOTHAR WEGENER,
si riteneva che le masse continentali andassero alla deriva.
Varie prove fecero ritenere che tutti i continenti si trovassero
originariamente uniti in un solo blocco chiamato PANGEA.
La verrebbe continuamente allontanata da una
crosta oceanica
frattura in una dalla quale fuoriesce del che riempie la
DORSALE, magma
frattura generando continuamente nuova crosta oceanica.
è una lunga catena montuosa che si eleva sul
DORSALE MEDIO-ATLANTICA:
fondo dell’Oceano Atlantico e corre, in senso meridiano, dall’Islanda
all’Antartide. la dorsale medio-atlantica
Figura 10:
dorsale medio-atlantica. (evidenziata in rosso) attraversa
Figura 9: l'Islanda.
4 Tomei Giacomo
GEOLOGIA APPLICATA L ELEMENTI DI GEOLOGIA GENERALE
rappresentazione
Figura 11:
dell'orientazione magnetica delle rocce nel
pavimento oceanico vicino alla dorsale
L'alternanza delle fasce a
medio-atlantica.
polarità normale (in blu) e inversa (in dorsale.
Figura 12:
verde) registrano delle inversioni del
campo magnetico terrestre che si verificano
nel momento in cui il magma fuoriesce dalla
dorsale.
Il pavimento oceanico sprofonda
sempre di più man mano che diventa più
vecchio. In prossimità della dorsale,
la nuova é meno profonda a
crosta
causa della minore densità (perché più
calda). Allontanandosi dalla dorsale,
la é più vecchia, fredda e
crosta
spessa e conseguentemente "sprofonda".
Nella dorsale medio-oceanica,
quando le si separano, allora
placche
il blocco centrale sprofonda, e il
movimento di tali porzioni é la causa
di forti terremoti. dorsale.
Figura 13:
separazione delle Pangea e formazione della costa est dell’America e della
Figura 14: costa ovest dell’Africa. 5
Tomei Giacomo
ELEMENTI DI GEOLOGIA GENERALE GEOLOGIA APPLICATA L
2.3 LA SUBDUZIONE
subduzione.
Figura 15:
consiste nello scorrimento di una sotto un'altra
La SUBDUZIONE placca
e il suo conseguente trascinamento in profondità nel
placca, mantello,
con conseguente produzione di nuova La zona di è
litosfera. subduzione
detta PIANO DI BENIOFF.
La si ha perché la in quanto possiede una
subduzione crosta oceanica,
densità più elevata rispetto alla sprofonda appunto
crosta continentale,
sotto la per il calore, la zona di contatto tra le
crosta continentale;
due falde fonde e risale sottoforma di ricco di silice (quindi è
magma
del le due inoltre si scontrano orizzontalmente,
magma acido); croste
formando una catena montuosa (oro-genesi).
Ci sono tre tipi di scontri che generano la e sono:
subduzione
scontro tra e
1) crosta oceanica crosta continentale;
scontro tra e
2) crosta oceanica crosta oceanica;
scontro tra e
3) crosta continentale crosta continentale.
6 Tomei Giacomo
GEOLOGIA APPLICATA L ELEMENTI DI GEOLOGIA GENERALE
2.4 LA DIREZIONE, L’INCLINAZIONE E L’IMMERSIONE
direzione, inclinazione e direzione, inclinazione e
Figura 16: Figura 17:
immersione. immersione.
direzione, inclinazione e immersione.
Figura 18:
Per studiare i fenomeni tettonici bisogna conoscere degli strati:
la
1) DIREZIONE;
l'INCLINAZIONE;
2) l'IMMERSIONE.
3) I fenomeni tettonici subiti dalle rocce si manifestano attraverso:
le (deformazione plicativa, cioè il termine plicativo sta
1) pieghe
proprio a significare che è relativo alle pieghe);
le (deformazione disgiuntiva, cioè il termine disgiuntivo sta
2) faglie
a significare il separare, lo staccare);
le (deformazione disgiuntiva).
3) fratture 7
Tomei Giacomo
ELEMENTI DI GEOLOGIA GENERALE GEOLOGIA APPLICATA L
2.5 LE PIEGHE (DEFORMAZIONE PLICATIVA)
tipi di pieghe.
Figura 19:
sono delle
PIEGHE:
deformazioni tettoniche che
consistono nella curvatura o
nella flessione accentuata
delle rocce stratificate o
scistose.
Le sono delle
pieghe
deformazioni di tipo
plastico (al contrario delle
che sono invece di
faglie
tipo fragile), dette anche
che
DEFORMAZIONI PLICATIVE,
modificano la forma della
roccia, ma senza che la
stessa roccia subisca delle
rotture. Questo processo
quindi piega le rocce un po'
come si piega una barra di
ferro. anticlinale e sinclinale.
Figura 20:
Tutti i tipi di rocce possono essere interessate dalle ma i
pieghe,
risultati di tali piegamenti si notano di più nelle rocce sedimentarie
per la loro particolare geometria costituita da strati sovrapposti.
Le in cui gli strati sono incurvati verso l'alto si chiamano
pieghe mentre le con gli strati rivolti verso il basso si
SINCLINALI, pieghe
chiamano possono esistere anche le cioè una
ANTICLINALI; MONOCLINALI,
successione formata da strati a pendenza costante ed uniforme.
8 Tomei Giacomo
GEOLOGIA APPLICATA L ELEMENTI DI GEOLOGIA GENERALE
2.6 LE FAGLIE (DEFORMAZIONE DISGIUNTIVA)
sono delle spaccature
FAGLIE:
delle masse rocciose, accompagnate
dallo spostamento dei due lembi
lungo il piano di frattura.
Le sono delle deformazioni
faglie
fragili (al contrario delle pieghe
che sono di tipi plastico), dette
anche che
DEFORMAZIONI DISGIUNTIVE,
danno vita a delle fratture nella
roccia. piano di faglia e rigetto sul
Figura 21: piano di faglia.
Una identifica un lungo il quale è avvenuto un
faglia PIANO DI FAGLIA
movimento tra due parti di roccia; questo piano continua in profondità,
fino a quando non incontra una zona a comportamento plastico capace di
ammortizzare il movimento.
Il movimento tra i due blocchi si definisce RIGETTO DELLA FAGLIA.
tipi di faglie; il blocco di terra (anche si sposta verso il basso) che sta
Figura 22:
sopra il piano di faglia inclinato si chiama tetto, mentre il blocco di terra (anche si
sposta verso l’alto) che sta sotto il piano di faglia inclinato si chiama letto. 9
Tomei Giacomo
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faglia diretta (osservabile dallo strato bianco che nella parte di destra è
Figura 23: spostato più verso il basso), piano di faglia e faglia inversa.
Le si dividono in:
faglie (o
1) FAGLIE DISTENSIVE faglie dirette);
(o
2) FAGLIE COMPRESSIVE faglie inverse);
3) FAGLIE TRASCORRENTI.
faglia trascorrente sinistra (sinistra perché le strie parallele sono a
Figura 24: sinistra del blocco).
2.7 LE FRATTURE (DEFORMAZIONE DISGIUNTIVA)
sono delle
FRATTURE:
spaccature del terreno o di
una roccia, senza però lo
scorrimento tra le due parti:
una è diversa da una
frattura
appunto perché non si
faglia
ha lo scorrimento. Esse sono
delle deformazioni fragili,
dette anche DEFORMAZIONI
DISGIUNTIVE. frattura (si ha solo una spaccatura e
Figura 25:
quindi non si ha uno spostamento della parte
sinistra o destra del blocco roccioso).
10 Tomei Giacomo
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2.8 LE FOSSE TETTONICHE: HORST E GRABEN
Horst e Graben.
Figura 26:
è un termine proveniente dalla letteratura scientifica tedesca,
GRABEN
che in geologia strutturale indica una ovvero una
fossa tettonica,
porzione di sprofondata a causa di un sistema di
crosta terrestre faglie
dirette.
Tra due adiacenti si distingue un zona di
Graben crosta terrestre
relativamente sollevata chiamata HORST.
I spesso sono percorsi da fiumi, oppure sono sede di laghi o di
Graben
mari, e comunque in generale sono interessati da un'importante attività
di deposizione dei sedimenti.
2.9 LE CARTE GEOLOGICHE
carta geologica.
Figura 27: 11
Tomei Giacomo
ELEMENTI DI GEOLOGIA GENERALE GEOLOGIA APPLICATA L
è la rappresentazione, su delle
CARTA GEOLOGICA: carte topografiche,
dei diversi tipi di rocce che affiorano sulla superficie terrestre
(rappresentati da colori convenzionali) e i contatti tra le rocce.
Insieme al tipo di rocce è indicata anche l'età.
è un giacimento o una massa rocciosa che affiora in
AFFIORAMENTO:
superficie. suddivisione di ciascun foglio
Figura 29:
della Carta Fondamentale d'Italia in
quadro d'unione dei Fogli alla
Figura 28: quadranti (1:50’000) e in tavolette
scala 1:100’000 della Carta Fondamentale (1:25’000); talora le tavolette sono state
d'Italia dell'Istituto Geografico Militare. a loro volta suddivise in sezioni
(1:10’000).
Una carta è suddivisa in divisi a loro volta in
FOGLI, QUADRANTI,
divisi a loro volta in e divise a loro volta in
TAVOLETTE SEZIONI.
Per poter leggere una è necessario:
carta geologica
saper vedere in tre dimensioni il terreno rappresentato con le curve
1) di livello, chiamate anche ISOIPSE;
interpretare i simboli che rappresentano le diverse pendenze.
2) Una si legge seguendo in ordine:
carta geologica
la è una branca della che ha per oggetto lo
1) STRATIGRAFIA: geologia
studio delle caratteristiche del terreno attraverso l’esame degli
strati che si susseguono in profondità;
la è una branca della che studia la struttura
2) TETTONICA: geologia
della e le cause che ne determinano le deformazioni
crosta terrestre
e gli spostamenti; è una branca della che ha per oggetto lo
la GEOMORFOLOGIA: geologia
3) studio delle forme della crosta terrestre.
12 Tomei Giacomo
GEOLOGIA APPLICATA L ELEMENTI DI GEOLOGIA GENERALE
2.9.1 LE UNITÀ LITOLOGICHE
unità litostratigrafica.
Figura 30: unità biostratigrafica. unità cronostratigrafica.
Figura 31: Figura 32:
Le sono dei raggruppamenti delle rocce e si dividono
UNITÀ LITOLOGICHE
in: sono osservabili direttamente sul terreno
1) UNITÀ LITOSTRATIGRAFICHE:
e si basano sui caratteri litologici delle rocce (cioè sulle
caratteristiche delle rocce osservabili a vista e al tatto);
le sono distinte in base al criterio
2) UNITÀ BIOSTRATIGRAFICHE:
paleontologico (la è la scienza che studia e
paleontologia
classifica i fossili animali e vegetali). L'unità fondamentale è la
cioè l'insieme delle rocce a spessore variabile la cui
biozona,
particolarità consiste nell'avere dei resti fossili dello stesso
tipo; si riferiscono ad un insieme di rocce
le UNITÀ CRONOSTRATIGRAFICHE:
3) che si sono formate in un determinato intervallo di tempo. 13
Tomei Giacomo
ELEMENTI DI GEOLOGIA GENERALE GEOLOGIA APPLICATA L
La è corredata da:
carta geologica
una
1) legenda;
uno
2) schema dei rapporti stratigrafici;
alcune significative.
3) sezioni geologiche
2.9.2 LA LEGENDA
A fianco della carta vera e propria è riportata una nella
LEGENDA
quale sono rappresentate le rocce che ci sono sulla stessa carta e gli
altri elementi di interesse.
esempio di legenda di una carta geologica.
Figura 33:
14 Tomei Giacomo
GEOLOGIA APPLICATA L ELEMENTI DI GEOLOGIA GENERALE
esempio di legenda di una carta geologica.
Figura 34: 15
Tomei Giacomo
ELEMENTI DI GEOLOGIA GENERALE GEOLOGIA APPLICATA L
esempio di legenda di una carta geologica.
Figura 35:
Ogni ha un proprio nome che indica anche il luogo
unità litologica
dove meglio è esposta (ad esempio “Calcare di Perledo”).
Su una in scala 1:100’000 sono riportate le
carta geologica FORMAZIONI
(cioè le le
formazioni sedimentarie, formazioni metamorfiche
LITOLOGICHE
e le contraddistinte da una sigla e da un colore
formazioni magmatiche)
con la loro relativa descrizione riportata ai lati della carta geologica.
le formazioni sedimentarie ma (formazione marnoso-arenacea) e mac (formazione
Figura 36: marnoso-arenacea caotico per franamento sottomarino) sulla legenda.
16 Tomei Giacomo
GEOLOGIA APPLICATA L ELEMENTI DI GEOLOGIA GENERALE
le formazioni sedimentarie ma (formazione marnoso-arenacea) e mac (formazione
Figura 37:
marnoso-arenacea caotico per franamento sottomarino) sulla carta geologica.
2.9.2.1 LA RAPPRESENTAZIONE DELLE FORMAZIONI SEDIMENTARIE
La sigla delle FORMAZIONI
è costituita da una o
SEDIMENTARIE
più lettere, accompagnata in genere
da due numeri (la lettera T ad
esempio sta significare triassico). simbolo delle formazioni
Figura 38: sedimentarie.
Per le a differenza delle
formazioni sedimentarie, formazioni
e delle i colori indicano i periodi
metamorfiche formazioni magmatiche,
geologici, cioè il colore più chiaro indica la formazione sedimentaria
più recente, mentre il colore più scuro indica la formazione sedimentaria
più vecchia. formazioni sedimentarie del cretacico.
Figura 39: 17
Tomei Giacomo
ELEMENTI DI GEOLOGIA GENERALE GEOLOGIA APPLICATA L
formazioni sedimentarie del pliocene.
Figura 40:
2.9.2.2 LA RAPPRESENTAZIONE DELLE FORMAZIONI METAMORFICHE
La sigla delle è costituita dall'iniziale del
FORMAZIONI METAMORFICHE
tipo di roccia predominante:
Sc = scisti;
1) f = filladi;
2) pgn = paragneiss;
3) g = gneiss;
4) m = micascisti.
5) Per le i colori, a differenza delle
formazioni metamorfiche formazioni
non indicano l'età, ma il tipo di roccia.
sedimentarie, formazioni metamorfiche.
Figura 41:
18 Tomei Giacomo
GEOLOGIA APPLICATA L ELEMENTI DI GEOLOGIA GENERALE
2.9.2.3 LA RAPPRESENTAZIONE DELLE ROCCE IGNEE
La sigla delle invece è costituita da una
FORMAZIONI MAGMATICHE
lettera greca.
Per le i colori, a differenza delle
formazioni magmatiche formazioni
non indicano l'età, ma li tipo di roccia.
sedimentarie, formazioni magmatiche.
Figura 42:
2.9.3 LO SCHEMA DEI RAPPORTI STRATIGRAFICI (DISPOSIZIONE STRATI)
Lo SCHEMA DEI RAPPORTI
indica la
STRATIGRAFICI
disposizione delle rocce
disposte appunto in
sedimentarie
strati geologici sovrapposti.
Se le sono
stratificazioni
parallele allora si dicono mentre
STRATIFICAZI
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