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Geografia storica

“Il principio basilare dell'ermeneutica (teoria sulla natura e sui metodi del conoscere) è che per interpretare un testo è di fondamentale importanza conoscerne il contesto” Atlante della filosofia

“Nulla forma e affina la ragione addestrata della geografia” Kant

La geografia è una scienza ermeneutica, perché conferisce visibilità al contesto, che per essere definito a sua volta è indispensabile rilevare delle cornici, ossia spazio, tempo, autore, relazioni, città, strade, luoghi di aggregazione, ecc.

Definizioni di geografia storica

“La geografia storica è lo studio dei rapporti che le società umane hanno intrattenuto, nelle differenti aree del globo, con l'ambiente geografico” L. Febvre (1922)

“La geografia storica è la storia dell'organizzazione che l'uomo ha dato alle condizioni e alle risorse della terra” L. Gambi (1973)

“La geografia storica è l'analisi delle strutture spazio-temporali” M. Quaini (1974)

“La geografia storica deve formulare una teoria della conoscenza del mutamento spazio-temporali” P. Sereno (1981)

N.B. L. Febvre è il fondatore della geografia storica contemporanea; M. Quaini è di pensiero marxista, e quindi le strutture spazio-temporali sono il riflesso delle strutture economico-politiche.

Tre aspetti fondamentali della geografia storica

  • Rapporto tra sincronia e diacronia
  • Rapporto tra determinismo e possibilismo
  • Molteplicità di spazi e tempi

Il rapporto tra sincronia e diacronia riguarda la diversa visione del tempo come o quadri spazio-temporali ben separati o come una condizione di continuo mutamento, dando un taglio orizzontale (sincronico) o verticale (diacronico) alla storia. Es. Taglio sincronico, “L'impero romano del II secolo a. C.” / Taglio diacronico, “L'evoluzione della città dall'antichità ad oggi”.

I primi pensieri della geografia storica contemporanea sono caratterizzati da una visione sincronica (L. Febvre), mentre in tempi più recenti si è passati ad una visione diacronica (P. Sereno).

Si può poi adottare un approccio descrittivo o interpretativo.

La metodologia descrittiva parte dall'analisi d'insieme delle fonti, dalle quali poi si ricava una ricostruzione, che da una visione d'insieme. Questo è l'approccio adottato dalle scienze storiche.

L'approccio interpretativo, invece, si fonda sulla creazione di una teoria, da cui si ricavano delle ipotesi, ipotesi che verranno poi comprovate sul terreno, osservando se sono corrette o errate.

Tra le due metodologie vi è una sostanziale spaccatura.

Il rapporto tra uomo e ambiente può essere basato su una visione tra possibilismo e determinismo, ossia su una visione dove vi è una supremazia umana di scelta tra le risorse di cui l'ambiente dispone, o sul sostenere che l'uomo è l'esito delle condizioni ambientali in cui vive, in cui ha poca capacità di scelta.

Infine, si possono vedere lo spazio ed il tempo come entità uniche o come una serie di molteplici parti.

Possibilismo e determinismo

La visione di L. Febvre (1878-1956)

Storico francese, nel 1922 pubblica la sua opera più importante, “La terra e l'evoluzione umana” (interrotta momentaneamente nel 1912). Fonda inoltre, insieme a Mark Block (1886-1944), la rivista “Annales”, che portava il punto di vista della storia dalle vicende dei grandi personaggi alle vicende di vita quotidiana, economica e folkloristica.

Febvre pone in aggiunta due problematiche:

  1. Il problema della razza, contestando la validità scientifica delle differenze razziali, spostando la causa delle differenze tra i popoli sulla varietà delle culture, che ci porta al secondo problema;
  2. Il problema dell'ambiente, poiché la differenza ambientale potrebbe influire sulla varietà dei percorsi storici;

Le condizioni geografiche esercitano un influsso (un'azione diretta dell'ambiente sugli uomini) sul destino e la storia dei popoli, da cui ne deriva il fatto che l'uomo è passivo alle condizioni geografiche.

Febvre smentisce quindi con il suo pensiero i pensieri precedenti al suo sul rapporto uomo-ambiente:

Montesquieu

Nel 1748, il conte di Montesquieu, nell'opera “Lo spirito delle leggi”, sostiene come “la natura del terreno influisce sulle leggi”. Infatti:

Caratteristiche geografico Caratteristiche fisiche delle popolazioni Ordinamento politico
Fertilità delle pianure Predisposizione alla sottomissione, avvezzi all'agio e alla mollezza Governo di uno solo, governo aristocratico
Sterilità dei paesi di montagna Spirito di libertà, uomini industriosi, sobri, coraggiosi, dediti al lavoro e atti alla guerra Governo di molti, governo popolare
Paesi costieri Governo misto

Montesquieu inoltre sostiene che le condizioni geografiche-climatiche influiscono anche sulle caratteristiche della personalità delle popolazioni che abitano sotto quelle condizioni. Infatti Montesquieu scrive:

Tipologia di clima Caratteristiche della popolazione
Climi freddi Induce gli uomini ad essere più forti, più coraggiosi, ad avere meno sospetti, meno astuzia ed una scarsa sensibilità ai piaceri
Climi caldi Nessun sentimento generoso, si percepisce un allontanamento dall'amorale e la pigrizia negli uomini
Climi temperati Incostanti

Se ne deduce quindi che la schiavitù politica deriverebbe anche dal clima.

Clima nei vari paesi Caratteristiche delle comunità umane Predisposizione politica
Paesi caldi Astuzia, timore, sospetto, vecchiaia, elevata sensibilità per i piaceri, istinto a delinquere, passività e pigrizia Schiavitù
Paesi freddi Coraggio, fiducia in sé stessi, franchezza, giovinezza, pochi vizi, molte virtù, scarsa sensibilità ai piaceri Libertà
Paesi temperati Incostanza

Aristotele

Altro esponente del pensiero in cui il clima agisca anche sulla personalità delle popolazioni a cui esse sono soggette è Aristotele, il quale nell'opera “Politica”, porta avanti la teoria secondo la quale i popoli del nord, per la loro posizione geografica, sono pieni di coraggio, ma difettano di intelligenza e nelle arti, e pur essendo liberi, non riescono a darsi un'organizzazione politica. I popoli dell'Asia, al contrario, sono intelligenti e riescono nelle varie arti, ma non possiedono coraggio e vivono nel timore. La stirpe dei popoli greci, infine, per la loro posizione centrale, sono partecipi di entrambe le caratteristiche, sia nell'intelligenza sia nel coraggio, e possono dominare sugli altri popoli, se raggiungono l'unità costituzionale.

N.B. Ogni popolo considera sé stesso al centro della sua visione rispetto all'esterno, ossia ha una visione egocentrica.

Ippocrate di Kòs

Riconosciuto ancora oggi come il padre della medicina, è lui, nell'opera “Testo delle arie, delle acque e dei luoghi”, a postulare una prima corrispondenza tra ambiente e uomo. Febvre smentisce tutte queste teorie, che ponevano un'azione diretta del clima sull'uomo, postulando un intermedio tra clima e uomo, ossia l'ambiente. Il clima agisce sull'ambiente tramite il mutamento dei rilievi e la vegetazione.

I rilievi

I rilievi (montagne, colline, alture ecc.) sono creati tramite forze endogene e forze esogene. Per forze endogene si intende l'attività esercitata dalle placche tettoniche della crosta terrestre, che, scontrandosi fra di loro, creano l'orogenesi, ossia la nascita delle montagne, l'attività vulcanica e i terremoti. Le forze esogene, invece, sono rappresentate dall'atmosfera, dall'idrosfera e dalla biosfera, cioè da vento, temperatura, corsi d'acqua, maree, ghiacciai, precipitazioni, vegetazione, e anche l'uomo stesso. Queste forze svolgono tre azioni fondamentali: erosione, trasporto e accumulo.

La vegetazione

Febvre mostra un particolare interesse per la relazione tra clima e vegetazione, considerata quest'ultima la vera intermediaria tra il mondo organico e il mondo inorganico. L'azione del clima è esercitata dalla luce, temperatura, vento ecc. Ma il punto centrale di questo rapporto è senz'altro l'acqua, e non soltanto in sé, ma anche per il suo modo di accessibilità (pioggia, neve, grandine, ecc.) e per quanto e quale tempo essa è accessibile (periodo delle piogge, stagione secca, alternarsi delle stagioni, ecc.)

I quadri climatico-botanici

Nel mondo esistono vari quadri climatico-botanici, che definiscono vari e diversi rapporti uomo-ambiente. I differenti climi sono speculari per i due emisferi, sia andando verso nord che andando a sud, lungo la linea dell'equatore.

  1. Fascia equatoriale, caratterizzata da molte piogge, qui si sviluppano le foreste equatoriali;
  2. Fascia sub-equatoriale, con piogge e periodi secchi periodici, che creano la vegetazione della savana;
  3. Fascia tropicale, dove si trovano i due tropici del cancro e del capricorno, dove la situazione climatica è secca, con la presenza di deserti;
  4. Fascia sub-tropicale, dove le stagioni in alternanza soffrono di incursioni di perturbazioni occidentali (clima mediterraneo);
  5. Fascia delle medie latitudini, con molte piogge e più regolarità nelle precipitazioni;
  6. Fascia sub-artica, con il paesaggio della tundra;
  7. Zona polare, dove si trovano i ghiacci polari.

Sono infine importanti nella definizione dei quadri anche l'altitudine e la vicinanza al mare.

La così marcata variabilità del clima è dovuto alla diversa irradiazione solare a cui è soggetto il globo terrestre, poiché, con la medesima quantità di raggi solari, si riscaldano diversi spazi territoriali, che risentono in maniera diversa del calore del sole.

Altro fattore di cambiamento climatico sono i due moti che compiono la terra, uno di rotazione, che scandisce il giorno e la notte, ed uno di rivoluzione, dove la terra gira intorno al sole, che la sua inclinazione e rotazione gestisce il passaggio delle stagioni.

Insolazione

Temperatura

Pressione atmosferica

Evaporazione

Umidità

Circolazione atmosferica (venti)

Nubilosità

Precipitazioni

Alcune zone quindi hanno un surplus energetico, specie le zone vicine all'equatore, e zone con un deficit energetico, zone oltre ai tropici e i poli. L'equilibrio di calore, allora, è adibito alle correnti atmosferiche e alle correnti marine. Nelle correnti atmosferiche vi sono cellule convettive che raccolgono l'umidità delle masse equatoriali e si spostano periodicamente verso i tropici (cellula convettiva di Hadley).

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Primus93 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia storica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Pase Andrea.
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