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importante però non perdere di vista gli individui. Si possono

pensare ad individui che abbiano avuto idiosincrasie culturali

deicisive, come Alessandro Magno, Lutero, Maometto,etc..; non si

deve però dimenticare che la questione della durata delle

influenze individuali è una questione che rimane ancora aperta.

Generalmente, invece, la storia non è in genere considerata una

SCIENZA, ma le scienze storiche, così intese, hanno molte

caratteristiche in comune che le rendono diverse dalla fisica,

biologia,etc.. e possiamo isolarne precisamente quattro:

1. Metodologia

2. Catena di cause e di effetti

3. Previsioni

4. Complessità.

Il metodo base della conoscenza fisica è l’esperimento, che non è

invece applicabile alle scienze storiche, giacchè esse basano la

conoscenza sull’osservazione, sull’analogia e sugli esperimenti

naturali. Le scienze storiche si preoccupano di trovare le cause

prossime e remote dei vari fenomeni. Altra differenza tra i due

campi è sicuramente la PREVISIONE, in quanto mentre in chimica e

in fisica una teoria acquista successo se riesce a prevedere il

comportamento di un futuro sistema, nelle scienze storiche, invece,

possiamo dare spiegazioni solo a posteriori, perché a priori è

difficilmente realizzabile. Quindi un biologo e uno storico, tendono

a cercare tendenze di natura principalmente statistica. Per

concludere, è necessario ricordare che nei sistemi storici, lunghe

catene di cause ed effetti possono separare il risultato finale dalle

cause remote, che magari appartengono ad altri campi di studio. Le

difficoltà degli storici sono quelle che incontriamo anche in altre

discipline. In vari modi, tutte queste discipline soffrono per:

L’impossibilità di formulare leggi universali;

 La complessità insita nell’enorme numero di variabili;

 L’unicità di ogni sistema;

 L’impossibilità di formulare leggi universali e previsione sul comportamento

 futuro.

La previsione perciò è solo possibile su larga scala spaziale e

temporale. Chiaramente le scienze storiche possono trarre profitto

dalle altre scienze attraverso l’ESPERIMENTO NATURALE, in cui si

confronta il comportamento di due sistemi in assenza o in presenza

di un dato fattore. Senza dubbio questo metodo si presta a critiche

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di carattere metodologico. L’esperimento può essere soggetto a

critiche di vario genere:

ü Individuare   erroneamente   gli   effetti   della   variazione   naturale   in  

quelle  che  sono  le  variabili  addizionali;  

ü Inferire  non  sempre  correttamente  cause  ed  effetti  a  partire  dalla  

correlazione  delle  variabili.  

Sono tutte obiezioni che vengono studiate con cura e nel dettaglio

in alcune scienze storiche. Chi sono i giapponesi?

Il Giappone è uno degli ambienti culturali e ambientali più

interessanti. L’origine della loro lingua rimane ancora oggi un

fatto controverso e il problema è di difficile soluzione, giacchè, da

un lato i giapponesi non hanno caratteristiche etniche che li

differenzino dagli asiatici, in particolare i coreani, dall’altro essi

amano far notare l’omogeneità della loro popolazione dal punto di

vista biologico e culturale, peraltro ci sono veramente limitate

differenze tra gli abitanti delle varie zone del Giappone. Per

risolvere queste controversie sono state elaborate 4 teorie:

1. La   più   amata   è   quella   che   sostiene   una   graduale   evoluzione   dei  

moderni   giapponesi   a   partire   da   una   popolazione   stanziatasi  

nell’arcipelago  durante  le  glaciazioni;

2. Un’altra   teoria   individua   gli   antenati   dei   giapponesi   in   una  

popolazione  di  nomadi  a  cavallo  provenienti  dall’Asia  centrale,  che  

invasero  la  Corea  nel  IV  secolo  e  migrarono  poi  nelle  isole;

3. Una   terza   teoria   piuttosto   osteggiata,   afferma   che   i   giapponesi  

discendono   da   un   gruppo   di   coloni   provenienti   dalla   Corea   che  

attorno  al  400,  introdussero  l’agricoltura  nell’arcipelago;

4. Infine  una  quarta  teoria  prevede  un  apporto  di  tutti  questi  popoli  

antichi  alla  formazione  del  Giappone  moderno.

Il Giappone ha però il merito di essere riuscito a conservare la sua

indipendenza politica-culturale e ad entrare nella modernità,

diventando un paese industriale. (si illustrano i problemi di

delineare una storia del Giappone per ostacoli al lavoro degli

archeologi e il diffuso sentimento antigiapponese da parte della

Corea)

Per meglio comprendere il Giappone, è necessario partire dal suo

ambiente e dalla sua posizione geografica. La superificie del

Giappone è molto estesa ed è di circa 373000 chilometri quadrati,

aspetto che potrebbe sicuramente aver influito nel legame tra il

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Giappone e il resto dell’Asia. Senza dubbio questo ha contribuito

alla sua unicità culturale. Il clima giapponese è particolarmente

umido e la nazione è il paese più piovoso al mondo tra quelli di

clima temperato. Le pioggie cadono soprattutto d’estate. L’elevata

piovosità ha un’altra conseguenza, cioè che la piovosità aumenta la

rapidità di rigenerazione della copertura boschiva, che varia in ogni

caso con altitudine e latitudine. La preistoria giapponese è un

argomento molto controverso. Sappiamo che 4 sono le isole

principali del’arcipelago:

1. Kyushu

2. Shikoku

3. Honshu

4. Hokkaido

Solo le prime tre sono state abitate sempre da giapponesi, in quanto

Hokkaido è stata fino alla fine del XX secolo la patria degli ainu.

La loro peculiarità consiste nel vantare una quantità immensa di

scritti e studi. Dal punto di vista del corredo genetico complessivo,

gli ainu sono imparentati con altri popoli asiatici come i

giapponesi, i coreani e gli indigeni di Okinawa. Anche le origini

della lingua ainu sono poco chiare e sembra che non ci possano

essere parentele con il giapponese. Un altro tipo di fonti su cui

poter lavorare è dato dalle antiche statue haniwa, che

rappresentano statue di uomini asiatici dagli occhi a mandorla,

nemmeno lontanamente immaginabili come ainu. Con l’arrivo dei

giapponesi a Hokkaido si diede inizio ad un programma di

sistematico annullamento linguistico e culturale, a causa del quale

oggi non possiamo dire con certezza chi sia di discendenza ainu.

Le maggiori notizie sul Giappone provengono dalla Cina e proprio

da li, passando attraverso la Corea, arrivarono in Giappone:

Buddismo

• Metallurgia

• Varie altre tecniche.

Con la fine delle glaciazioni, il Giappone terrà in quel periodo

tutt’altro che ideale, conobbe un’invenzione fondamentale, quella

della CERAMICA, che consentì di avere a disposizione recipienti a

tenuta stagna di ogni forma e dimensione. Chiaramente quello che

stupisce non è l’invenzione in sé, che avvenne in moltissime altre

aree, quanto la precocità con cui si verificò. Le antiche ceramiche

giapponesi, erano tecnicamente molto primitive, non erano smaltate,

erano modellate a mano e venivano cotte all’aperto. Con il passare

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze dell'antichità: archeologia, storia, letterature
SSD:
Università: Udine - Uniud
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher jessicabortuzzo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Udine - Uniud o del prof Longobardi Giuseppe.

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