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La geografia linguistica e la filologia romanza

Gilliéron, uno dei pionieri della geografia linguistica, ha messo in rilievo quella che, secondo lui, era l'inadeguatezza delle leggi fonetiche a spiegare l'enorme varietà di forme dei dialetti. Dell'importanza metodologica di questa disciplina al suo apparire al passaggio tra 800 e 900, si è già parlato a proposito degli sviluppi del metodo storico-comparativo.

Scopo della geografia linguistica

Scopo della geografia linguistica è la rappresentazione dettagliata della varietà dialettale, che appare in modo ideale se rappresentata su carte geografiche. L'opera che ha fondato la geografia linguistica nel dominio romanzo è stata l'Atlante linguistico della Francia (ALF), di Gilliéron (inizi 900) → caratterizzazione linguistica generale della Francia attraverso i suoi patois, cioè i dialetti locali di ambiente rustico, connotazione peggiorativa più forte che l'italiano dialetto.

  • Contiene una grande quantità di carte del territorio della Francia.
  • Su ognuna di queste carte sono segnati 639 punti che designano località dove è stata fatta un'indagine linguistica utilizzando lo stesso questionario.
  • Ogni carta dell'ALF è dedicata a un soggetto particolare, un animale, un oggetto, un concetto astratto: riporta in ciascuno dei 639 punti la forma linguistica corrispondente.
  • Ogni minima variazione fonetica è stata trascritta seguendo precise convenzioni grafiche.

Il dibattito sul metodo storico-comparativo

Per capire la portata storica dell'ALF è necessario tornare al dibattito che si era sviluppato attorno al metodo storico-comparativo agli inizi del 900. Le conclusioni che Gilliéron ha tratto dalla sua opera in una serie di monografie, spesso scritte in collaborazione con i suoi allievi, ha messo in evidenza come le carte linguistiche documentino dei meccanismi di cambiamento linguistico che non sono spiegabili solo in base alle leggi fonetiche. Tali cambiamenti sono infatti dovuti a sostituzione lessicale.

Esempi di cambiamento linguistico

Per esempio, in Guascogna il concetto di gallo → vicaire, ossia vicario, una forma scherzosa nata da un paragone del gallo con il cappello del prete. Considerando un fenomeno fonetico molto comune nelle parlate della Guascogna, cioè il passaggio -ll > -t, sappiamo che dal latino GALLUS, che dà in provenzale gal, avremmo in guascone gat. Ma questa parola in guascone designa già il gatto → una situazione di omofonia insostenibile, soluzione → creazione metaforica, quella di vicaire. Gilliéron, con terminologia medica, parla in questo caso di terapia lessicale per una situazione patologica, cioè una situazione di ambiguità che potrebbe ingenerare incomprensione. Ma non sempre la terapia è data dalla creazione metaforica.

Vediamo un caso emblematico a cui Gilliéron ha dedicato un celebre saggio. Per designare l'ape, nel francese dell'Ile de France e, quindi, nel francese corrente si usa il termine abeille, una parola diminutiva dall'evidente fonetica meridionale. Come mai?

Nell'esame della prima carta dell'ALF, quella relativa appunto all'ape, Gilliéron mostra come l'espansione della forma meridionale abeille (prov. abeio < APICULA "piccola ape") al nord dev'essere stata favorita dalla riduzione del corpo fonetico dell'esito del latino APIS, che dà in francese ef e è, pl. és. Non solo la parola era brevissima (lo è anche eau "acqua" che si pronuncia o), ma generava contemporaneamente un conflitto omofonico, questa volta con l'esito del latino AVIS "uccello", che è pure ef (e anche qui c'è stata sostituzione).

Gilliéron trova effettivamente nel proprio atlante, in alcune aree laterali del territorio francese, la documentazione delle fasi superate, cioè gli ultimi testimoni di lotte lessicali che si sono altrove decise. Le forme è, és, a permangono in zone periferiche e separate della Francia del nord e della Svizzera romanda, e rappresentano i minuscoli resti di un'area un tempo compatta. La terapia non è stata unica: nel territorio della Francia si trovano, con abeille, i tipi: mouche à miel (una perifrasi: mosca da miele), avette (un diminutivo, ma dalla fonetica settentrionale: come nella stessa forma abeille, come in poisson "pesce", soleil "sole"), e altri ancora.

Fenomeni distorsivi nell'evoluzione linguistica

Gilliéron ha messo anche in rilievo un ulteriore fenomeno che disturba la normale evoluzione delle forme dal latino alle lingue romanze, ossia il ruolo dell'etimologia popolare: il francese fumier "letamaio" deriva dal latino *FĪMARIUM (FĪMUS + suffisso), ma con un'anomalia fonetica, perché Ī dovrebbe dare e (cioè [ ]), non u. L'esito u è spiegato attraverso l'incrocio con fumée "fumo": l'opinione popolare ha infatti messo in rapporto le due parole, perché i letamai fumano.

Classificazione delle lingue romanze

Per quello che riguarda la somiglianza, bisogna osservare che la contiguità geografica porta sempre con sé degli elementi di affinità, evidente soprattutto nel lessico ereditario → patrimonio di parole che risalgono al latino volgare in uso presso una determinata regione dell'Impero romano (in questo caso le province iberiche) e alle relative lingue di sostrato (basco) e di superstrato (visigotico, arabo). Ancora più interessanti, però, sono le somiglianze e gli accoppiamenti tra varietà linguistiche che non sono vicine, ma che si trovano agli estremi della Romània: già Gilliéron aveva osservato che spesso forme un tempo comuni a tutto il dominio romanzo, che più tardi sono state sostituite da forme più recenti nell'area centrale, sono conservate nei...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/09 Filologia e linguistica romanza

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nichole_bs di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filologia romanza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Perugia o del prof Pulsoni Carlo.
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