GENETICA MEDICA
CITOGENETICA E ANALISI DEL CARIOTIPO
Studio dei cromosomi, molecole di DNA assemblate con proteine istoniche e non istoniche
diverse patologie in cui è implicato riarrangiamento cromosomico
CARIOTIPO
Insieme di cromosomi, certo numero e certa morfologia, specie specifico
⇾
tutte le specie che si riproducono sessualmente diploidia, numero pari di cromosomi
coppia di cromosomi omologhi (autosomi), oltre i sessuali che sono eterosomi
ogni specie animale è caratterizzata da un proprio assetto di cromosomi che si mantiene costante, per numero e morfologia, di
generazione in generazione
Negli individui appartenenti a specie a riproduzione sessuata, questo aspetto è costituito da n paia di cromosomi, che nel loro
insieme costituiscono il corredo cromosomico, o cariotipo diploide 2n
per ogni coppia: un cromosoma di origine materna e uno di origine paterna
No correlazione tra numero cromosomi e numero di geni
Importanza studio del cariotipo in medicina:
- 1:200 neonati ha una patologia cromosomica
oltre il 50% degli aborti spontanei ha anomalie cromosomiche (soprattutto aneuploidia)
- 1:100 individui sani, ha anomalia bilanciata che può essere associata a infertilità/poliabortività, rischio di trasmissione alla
progenie in modo non bilanciato
La maggior parte dei tumori ha anomalie cromosomiche multiple
CROMOSOMI OMOLOGHI
Uno di derivazione materna, uno di derivazione paterna
membri di una coppia di cromosomi sono chiamati omologhi, sono uguali per forma e posizione dei loro centromeri
Portano l'informazione per il controllo dello stesso tipo di caratteristiche genetiche, sebbene non necessariamente un'identica
informazione (uno potrebbe avere un gene mutato e l'altro no)
I cromosomi omologhi contengono DNA che codifica per le stesse proteine
hanno gli stessi geni nella medesima posizione, ma possono presentare varianti diverse (allele)
Nell'analisi del cariotipo, cromosoma formato da due cromatidi
possibile da effettuare solo su cellule in grado di diversi, cellule bloccate durante la mitosi
già avvenuta replicazione (per questo sono due) e in fase di divisione
Importanza dell'analisi dei cromosomi durante divisione, cromatina superavvolta, visibile al microscopio ottico
impacchettamento della cromatina all'interno del nucleo, necessario soprattutto per la regolazione dell'espressione genica
Variazione del contenuto di DNA nei cromosomi durante ciclo cellulare
fase S: 46 cromosomi lineari, una doppia elica per cromosoma 2C
fase G2: 46 cromosomi, due doppie eliche per cromosoma 4C
sempre stesso numero, ma cambia contenuto di DNA
Componenti strutturali e funzionali di un cromosoma:
⇾
Regione centromerica costrizione primaria, importanza durante la divisione lungo asse in un punto
mantiene uniti i cromatidi fratelli
braccio lungo q, braccio corto p
cinetocore: componente del centromero su cui prendono attacco i microtubuli del fuso
duplice, uno per ciascun cromatidio
⇾
Regione telomerica DNA ripetuto, essenziali per il mantenimento dell'integrità del cromosoma
hanno una sequenza comune, nell'uomo TTAGGG
assicurano la completa replicazione del DNA, le sequenze ripetute sono riconosciute dalla
telomerasi, la cui attività contrasta l’accorciamento progressivo dei cromosomi dovuto al
susseguirsi dei cicli normali di replicazione del DNA
TELOMERI sono essenziali per la stabilità dei cromosomi, favoriscono i legami con le proteine telomeriche che costituiscono la
capsula protettiva. La loro perdita determina instabilità delle estremità con la tendenza ad associarsi con altre estremità rotte di
altri cromosomi, coinvolti in eventi di ricombinazione o degradazione. Protezione delle estremità dei cromosomi dalla
degradazione e dalla fusione coda-coda con altri cromosomi.
1950 Si pensava il numero dei cromosomi fosse 48 (come gorilla), nell'uomo una copia è fusa
errore perché a volte si usavano cellule tumorale per valutare numero dei cromosomi
1956 Individuato numero corretto dei cromosomi, tecniche di bandeggio
fondamentale per conoscere sindromi e patologie genetiche
1959 Lejeune, analisi di sangue periferico di pazienti con sindrome di Down, scoprì un cromosoma 21 in più
1960 Cromosoma Philadelpia in leucemia mieloide cronica, piccolo cromosoma 22
1960 Conferenza di Denver, assegnare nome ai cromosomi
classificazione dal più grande al più piccolo (21 più piccolo di 22)
suddivisione in gruppi
1970 Bandeggi, colorazioni particolari, alternanza bande chiare/scure, fluo/no fluo
serie di bande caratteristica per ogni cromosoma A sinistra:
Bande Q con mostarda di Quinacrina
A destra:
Bande G con tripsina-Giemsa
1986 Inizio dell’epoca della citogenetica molecolare
Ibridazione in situ: applicazione di tecniche molecolare di ibridazione su preparati citologici, basati sull’osservazione che
sequenze nucleotidiche erano in grado di appaiarsi e formare degli ibridi stabili
prima utilizzo di anticorpi marcati con molecole fluorescenti in grado di individuare in modo specifico ibridi di DNA/RNA,
successivamente si fu un grado di marcare direttamente e indirettamente sonde con fluorocromi
ANALISI DEL CARIOTIPO
Necessario per lo studio dei cromosomi
- Allestimento di una coltura
- Preparazione vetrini
- Colorazione del preparato con colorazioni differenziali di routine
- Osservazione al microscopio ottico, selezione delle metafasi, conta dei cromosomi delle diverse metafasi, acquisizione delle
immagini e ricostruzione del cariotipo
1) Allestimento colture
Necessario avere cellule proliferanti da bloccare in metafase
Fonti di cellule in divisione: prelievo di sangue periferico con eparina
oppure utilizzo di midollo osseo, colture da tessuti ossei (fibroblasti, linfonodi, tumori solidi), colture da tessuti abortivi, liquido
amniotico, villi coriali, sangue fetale, linee cellulari immortalizzate (scopo di ricerca)
Sono necessari: ⇾
- anticoagulanti eparina (anticoagulante)
- terreno con soluzioni saline isotoniche, aminoacidi, vitamine, nucleotidi,
indicatore pH
- siero con fattori di crescita, zuccheri, proteine
- mitogeni:
fitoemoagglutinina PHA stimola proliferazione clonale di linfociti T
lipopolisaccaridi LPS inducono proliferazione dei linfociti B
specifici in base a cosa si deve analizzare
- veleni mitotici: bloccano cellule durante la metafase
colchicina impedisce formazione del fuso mitotico, impedisce
completamento della divisione cellulare
Fibroblasti hanno capacità di aderire alla flaxs, a confluenza si staccano con tripsina e si dividono in più flaxs diverse
Cellule in via di divisione non sono adese alla flaxs, ma assumono morfologia tondeggiante (non si usa tripsina ma si batte la
flaxs)
2) Preparazione dei vetrini
Utilizzate stanze con cappe in modo da creare ambiente ideale per le cellule
Le cellule vengono risospese in una quantità opportuna di fissativo fresco
fatte cadere mediante sgocciolamento (2/3 gocce) su vetrini pretrattati con miscela di alcool assoluto e HCl posti in acqua
distillata ⇾
Dropping cellule man mano si asciugano, spread e distribuzione dei cromosomi
se condizioni non ottimali, citoplasma resta adeso ai cromosomi, oppure possono disporsi troppo lontani fra loro
Cromosomi della stessa cellula devono rimanere vicini fra loro
Umidità e temperatura dell'ambiente devono essere controllate: temperatura di 20 °C con un'umidità di poco superiore al 50%
3) Colorazione del preparato con colorazioni differenziali
Cromosomi vengono classificati in base alla loro dimensione e alla posizione del centromero
⇾
In base alla posizione del centromero si distinguono in metacentrico
centromero a metà, le braccio sono molto simili
⇾ submetacentrico
centromero verso l’alto, braccio corto sopra e braccio lungo sotto
⇾ acrocentrico
braccio corto molto piccolo, presenza di DNA satellite altamente
ripetuto
Sebbene la posizione del centromero e la lunghezza relativa dei due bracci aiutino
l’identificazione di specifiche coppie di cromosomi, alcuni cromosomi sembrano
identici utilizzando solo questo criterio
TECNICHE DI BANDEGGIO CROMOSOMICO
L’abilità di identificare con certezza specifici cromosomi è stata conquistata con la scoperta di alcuni fluorocromi e con la messa
a punto di protocolli di bandeggio cromosomico che usati creano un’alternanza di bande chiare e scure lungo l’asse del
cromosoma, specifica per ogni coppia di omologhi (pattern riproducibile di bande)
Il bandeggio cromosomico è da allora diventato standard e indispensabile per l’analisi citogenetica
Ognuna di queste tecniche produce un pattern di bande chiare e scure (fluorescenti e non) lungo l’intero cromosoma
Ogni coppia di cromosomi mostra un unico pattern di bandeggio, analogo ad un ‘bar code’ che ci permette di differenziare l’uno
dall’altro cromosomi della stessa dimensione e stessa posizione del centromero
⇾
BANDE G trattamento con Tripsina, colorazione con Giemsa
bande scure ricche in AT
⇾
BANDE Q colorazione con Quinacrina, colorante fluorescente che non si lega alle zone ricche in AT
nelle regioni ricche in AT la fluorescenza è più stabile e quindi più luminosa perché decade lentamente
⇾
BANDE R denaturazione al colore in soluzione salina, poi colorazione con Giemsa
denaturazione delle zone ricche in A e T, quindi si ottiene un pattern di bandeggio reverse rispetto al bandeggio G
⇾
BANDE C denaturazione in soluzione satura di idrossido di bario, poi colorazione con Giemsa
mettono in evidenza l’eterocromatina costitutiva
Bandeggio G Prodotto dalla colorazione con Giemsa dopo la digestione enzimatica con tripsina
- bande scure (bande G) replicano tardivamente, hanno cromatina condensata e ricche in AT
- bande chiare (G negative) replicano precocemente, hanno cromatina meno condensata e
ricche in GC
Bande scure contengono pochi geni, quelle chiare ne contengono molti
Bandeggio Q Cromosomi vengono colorati con Quinacrina fluorescente e osservati in fluorescenza
- bande fluorescenti sono ricche in AT
- bande spente sono ricche in GC
Bandeggio R Bande chiare regioni ricche in AT
Bande scure regioni ricche in CG
Esistono due metodiche:
- RHG
Denaturazione con il calore (85°C) delle regioni AT che contengono solo due legami a idrogeno,
per questo si denaturano velocemente, mentre le regioni CG restano in forma nativa
Colorazione con Giemsa, si colorano solo le regioni ricche in GC (bande scure)
- RBA
Si ottiene aggiungendo in coltura nella fase tardiva S del BrdU (bromodiossiuridina) con incorporazione dello stesso solo nel
DNA che si replica tardivamente, i cromosomi ottenuti vengono colorati con Arancio di Acridina
Le bande fluorescenti sono quelle ricche in GC, le bande più spente sono quelle ricche in AT
Zone di replicazione tardiva incorporano il BrdU e non si colorano molto perché la fluorescenza decade subito
regioni con replicazione tardiva hanno aspetto più pallido
Metodica per distinguere quale cromosoma X è attivo: quelle inattiva ha un aspetto più pallido, no distinzione di basi per la
colorazione omogenea
Bandeggio C Non consente la composizione del cariotipo
Colorazione di regioni di eterocromatina costitutiva
Cromosomi denaturati con idrossido di bario e colorazione con Giemsa
Visualizzazione degli scambi tra cromatidi fratelli:
quando BrdU è presente per due interi cicli cellulari, un cromatide conterrà una sola catena polinucleotidica con l’incorporazione
mentre l’altra avrà incorporato su entrambe le catena Colorazione NOR
Permette la visualizzazione delle braccia corte dei cromosomi
acrocentrici (RNA ribosomiale altamente ripetuto)
Come si fa il cariotipo?
1- Si contano i cromosomi: importante per escludere la presenza di alterazioni del numero cromosomico
2- Appaiamento degli omologhi per similarità
3- Si mettono in ordine secondo la convenzione
Terminologia:
46, XX cariotipo normale femminile
46, XY cariotipo normale maschile
Numero totale dei cromosomi e sesso
⇾
Sistema internazionale nomenclatura ISCN
Ogni braccio è suddiviso in regioni, ogni regione è numerata a partire della regione più vicina al centromero (prossimale) a quella
più lontana (distale), numerazione da centromero verso telomero
Braccio corto p
Braccio lungo q
Risoluzione diversa in bandeggio, di solito utilizzata quella di 400 bande
per avere una risoluzione diversa deve variare il grado di condensazione della cromatina
Con un cariotipo standard si riesce a vedere un riarrangiamento che si maggiore di 5/10 Mb
Vi possono essere alcune varianti fra i cromosomi omologhi, ma sono
POLIMORFISMI
di solito coinvolgono regioni eterocromatiche e con sequenze ripetute
(1, 6, 16 cromosomi acrocentrici)
variazioni dell’eterocromatina pericentromerica
Un cromosoma diverso dall’altro (differenze tra cromosomi omologhi)
Può esserci polimorfismo per il cromosoma Y, variazioni di grandezza del
braccio lungo
Esistono anche dei polimorfismi eucromatici che non sortiscono effetto patologico (cromosoma 9/18)
⇾
Quando le cellule vengono messe in coltura, possono riscontrarsi delle regioni soggette a rottura regioni fragili
Siti fragili sono una specifica regione cromosomica che appare come un intervallo non colorato (gap) o come una franca rottura
sul cromosoma metafasico
ANOMALIE CROMOSOMICHE
La citogenetica clinica studia i cromosomi, la loro struttura ed eredità
applicati alla pratica della genetica medica
Le anomalie cromosomiche rappresentano la classe principale delle malattie genetiche
Possono essere:
- bilanciate: no perdita di materiale genomico, nella maggioranza dei casi non vi è fenotipo anomalo
⇾
- non bilanciate: perdita o acquisizione di materiale genetico fenotipo patologico (malformazioni e/o ritardi mentali)
La gravità è correlata al tipo di cromosoma e alla quantità dei geni interessati
Tanto più grave è lo sbilanciamento cromosomico, tanto più grave sarà il fenotipo o più precoce l'aborto spontaneo
Severità dipende dal numero di geni presenti e dalla grandezza del segmento coinvolto
se sono geni sensibili al dosaggio o meno
Per anomalie cromosomiche si intendono le mutazioni che producono un'alterazione cromosomica
possono essere suddivise in anomalie di numero e anomalie di struttura
Le anomalie cromosomiche possono essere:
⇾
- costitutive tutte le cellule sono portatrici di un riarrangiamento, difetto già nello zigote
⇾
- acquisite post-zigotico, mosaicismo, cellula tumorale
Non tutte le alterazioni possono essere identificate perché esiste un limite di risoluzione pari a 5-10 Mb (citogenetica standard)
ANOMALIE CROMOSOMICHE
⇾
del NUMERO poliploidie (triploidie, tetraploidie)
⇾ aneuploidie (trisomie, monosomie)
⇾
della STRUTTURA SBILANCIATE
delezioni, duplicazioni, isocromosomi, cromosomi ad anello, marcatori sovrannumerari
⇾ BILANCIATE
traslocazioni (reciproche e robertsoniane), inversioni (paracentriche e pericentriche), inserzioni
Le anomalie cromosomiche rappresentano la patologia più frequente del concepimento e, nonostante la fortissima selezione
naturale mediante l'aborto spontaneo, la loro frequenza alla nascita è elevata
Alta instabilità genomica e cromosomica durante le prime divisioni cellulari a livello embrionale
Solo 25/30% dei concepimenti riesce a sopravvivere, alto livello di riarrangiamenti che provocano aborto durante le prime
divisioni cellulari
La presenza di questi riarrangiamenti spiega la presenza di mosaicismo a livello placentare che può essere visibile durante
l'analisi dei villi coriali Nel caso B
il mosaicismo è confinato alla placenta e agli annessi embrionali
embrione ha cellule normali
Come si è capito che questo evento non è così raro?
Analisi blastomero per blastomero di 23 embrioni (tecniche di fecondazione assistita)
solo 2/23 non presentano riarrangiamenti
instabilità cromosomica molto comune nelle prime fasi di sviluppo embrionale
ANOMALIE DI NUMERO
⇾
EUPLOIDIE cellula che contiene set cromosomico completo, esatto multiplo del numero cromosomico aploide
⇾
POLIPLOIDIA costituzione di cellule o organismi che contengono un set cromosomico in più
triploidi: contengono un set completo in più di cromosomi (3n)
tetraploidi: contengono due set in più (4n)
⇾
ANEUPLOIDE coinvolge solo alcuni cromosomi, non intero set cromosomico
singoli cromosomi in copia aggiuntiva, anomalie di singoli cromosomi
trisomia se vi è la presenza di un cromosoma in più
monosomia se presente solo una copia
⇾
NULLISOMIA mancano entrambi i cromosomi di una coppia (no compatibile con la vita)
Triploidia
Cellule che hanno 69 cromosomi (3n)
cariotipo 69XXX, 69XYY, 69XXY
Causata da una doppia fertilizzazione
Causate da un’errata divisione meiotica della cellula uovo (causata ad esempio dalla ritenzione del corpo
polare) o del gamete maschile
15% degli aborti spontanei, una delle cause più comuni
Due apporti materni causano un aborto molto precoce ⇾
Set di geni espressi solo da cromosoma paterno, certi solo da cromosoma materno loro apporto
non è lo stesso
Tetraploidie ⇾
Cariotipo 92, XXXX o XXXY risultato di una non corretta divisione mitotica di una cellula 2n
6% aborti spontanei con causa cromosomica, si possono trovare in tumori solidi
⇾
Endomitosi replicazione non seguita da divisione cellulare
ANEUPLOIDIE
Cellule con cromosomi in più e in meno, ma non equivalente ad un multiplo esatto del corredo aploide
Sovrannumero o mancanza di un cromosoma
Rappresentano le più frequenti aberrazioni cromosomiche numeriche
- trisomia: presenza di un cromosoma aggiuntivo
- tetrasomia: presenza di due cromosomi aggiuntivi
- monosomie: mancanza di un cromosoma
Rappresentano il principale fattore eziologico alla base di un alterato sviluppo fetale
spesso aborto nelle prime settimane (alta selezio
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