Teatro in Grecia
Il theatron
"Theatron" presso i Greci significava "luogo dove si guarda". Nell’Atene di Pericle era un luogo all’aperto, formato da uno spazio semicircolare adatto alla danza, detto "orchestra" (al cui centro stava un altare dedicato a Dionisio) e da un semicerchio di gradinate per gli spettatori. Oltre l’orchestra stava la scena, una pedana in legno seguita da un fondale, rappresentato da un portico con 1 o 3 porte. Esistevano macchine teatrali per il movimento degli attori e mancavano sipario, quinte e scenografia.
Le forme dell’arte drammatica
Le forme dell’arte drammatica greca erano 3: tragedia, dramma satiresco e commedia. Venivano rappresentate in luogo delle feste di Dionisio. Ogni rappresentazione era una gara (Agone) tra 3 tragediografi o 5 commediografi. Un tragediografo rappresentava 3 tragedie e un dramma satiresco; i commediografi una commedia a testa e, finito lo spettacolo, la giuria stabiliva il vincitore. Sulla scena non potevano stare contemporaneamente più di 3 personaggi, i quali dialogavano con un accompagnamento musicale (lira o "aulos", l’antenato del clarinetto) e indossavano una maschera. Il canto era riservato al coro, capeggiato da un corifeo, e i coreuti erano anch’essi mascherati con l’unica eccezione del suonatore.
La tragedia
Non si conoscono le origini della tragedia. Nel V secolo a.C. i drammi non erano considerati spettacolo, ma avevano carattere pedagogico, ovvero gli spettatori erano coinvolti nelle scene, si immedesimavano nei personaggi e, vivendo il loro dramma, avveniva in loro la catarsi, la purificazione (Aristotele - Poetica).
Riprendendo vicende e trame epiche, la tragedia rappresentava i conflitti e i drammi interiori e i principali temi erano: giustizia, rapporti tra umano e divino, relazioni tra uomo e donna, giovani e anziani, singolo e collettività, re e sottoposti. La tragedia induceva a una riflessione sul significato dell’esistenza e sulla coscienza dei limiti umani. Il dramma satiresco, più leggero e buffonesco, smorzava la tensione delle precedenti rappresentazioni.
Le opere tragiche greche pervenuteci sono quelle di Eschilo, che scrisse opere di religione profonda, Sofocle, che ideò opere caratterizzate da forti contrasti tra la volontà e i caratteri dei personaggi ed Euripide, che nelle sue opere (che rivelano le sue ottime doti di introspezione psicologica, soprattutto femminile) trattò guerra, schiavitù, amore e gelosia e fu fonte di ispirazione per i poeti alessandrini e romani. A Roma le opere tragiche furono scritte da Livio Andronico, Nevio, Ennio, Pacuvio, Accio e più tardi Seneca.
La commedia
Non si conoscono nemmeno le origini della commedia, che, come la tragedia, doveva essere legata alla religione. Anche nel teatro comico, che aveva pure un fine apotropaico, si esercitava una funzione liberatoria dalle passioni (catarsi), così come nella tragedia, ma essa passava attraverso il riso. Le caratteristiche della commedia erano assoluta libertà di parola, riflessione filosofica, politica e religiosa. La commedia si ripartisce in:
- Commedia "antica": principale esponente ne fu Aristofane, essa dava spazio all’attualità e proponeva eventi storici e politici legati alla quotidianità.
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Genere ed enunciazione
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Introduzione al genere letterario del romanzo
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Appunti: il genere profano del teatro medievale
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Genere Alphavirus