Galileo Galilei
La vita
Si distinguono nella sua vita vari periodi:
- Quello pisano (fino al 1592)
- Quello padovano (1592/1610)
- Quello fiorentino (1610/1633)
- Quello di Arretri, seguito al processo romano del 1633
Galileo Galilei nacque a Pisa nel 1564 e si dedicò agli studi scientifici in questa città. Nel 1580 iniziò a studiare medicina presso l'Università della sua città, ma fu attratto particolarmente dalla matematica, così decise di specializzarsi in essa. Ebbe come insegnante Ostilio Ricci, che riteneva che la matematica fosse una scienza non astratta, ma utile per risolvere problemi pratici. A Pisa fece la sua prima scoperta: l'isocronismo delle oscillazioni del pendolo attraverso l’osservazione della lucerna posta sul soffitto della cattedrale di Pisa.
Nel 1592 passò all’Università di Padova come professore di matematica, fisica e astronomia. Sempre a Padova, iniziò a interessarsi alle teorie copernicane e ad elaborare la sua nuova convenzione della scienza. Nel 1604 l'astronomo Ilario Altobelli vide passare una supernova e, dopo aver informato Galileo Galilei, quest’ultimo ne approfittò per elaborare, su commissione, oroscopi a pagamento e costruì un cannocchiale che presentò al governo di Venezia come strumento scientifico capace di potenziare i sensi. Con esso, Galilei compì osservazioni astronomiche molto importanti.
Nel 1610, con il "Sidereus Nuncius", comunicò le sue scoperte: i 4 satelliti di Giove che chiamò “pianeti medicei” in onore dei Medici di Firenze, la composizione della Via Lattea e i monti della Luna. In seguito, grazie all’aiuto di Belisario Vinta, Primo Segretario di Cosimo II, riuscì a farsi assumere allo Studio di Pisa, dove si dedicò a nuove teorie sperimentali contrastanti con quelle della tradizione aristotelica-tolemaica.
Galilei demolì la concezione aristotelica-tolemaica del mondo, messa in crisi anche dalle scoperte relative alle fasi di Venere e alle macchie del Sole. Nel 1614, a Firenze, il frate Tommaso Caccini lanciò contro i matematici moderni, e in particolare contro Galileo, l'accusa di contraddire le Sacre Scritture con le loro concezioni astronomiche ispirate alle teorie copernicane.
Tra il 1613 e il 1616, scrisse le 4 lettere copernicane sui rapporti tra scienza e fede, nelle quali reclamò l’autonomia della conoscenza scientifica ottenuta attraverso l’esperienza e certe dimostrazioni. Secondo lui, la fede e la scienza devono essere separate; le Scritture non possono darci tutte le risposte sulla realtà che ci circonda, mentre la scienza sì. Nel 1616, i teologi della Chiesa di Roma affermarono che le...
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Letteratura italiana - Galileo Galilei
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1600: Barocco, Marino, Galileo