Gabriele D'Annunzio
Secondo i principi dell'estetismo, la sua vita è una vera e propria opera d'arte. Nasce a Pescara nel 1863 da una famiglia borghese. A 11 anni si reca a studiare presso un collegio a Prato in cui inizia ad aspirare a una vita inimitabile e pubblica la prima raccolta lirica: Primo Vere, per la quale viene ammonito a causa dell'eccessiva sensualità dei contenuti.
Primi passi verso l'estetismo
Come Carducci, inizia a manifestare una certa originalità, nella personificazione con la Natura (panismo). Per pubblicità decide di diffondere la notizia della sua morte, che poi smentisce. Consegue la licenza liceale e si trasferisce a Roma dove frequenta la facoltà di lettere e filosofia, scrive sui giornali, vive nel lusso, partecipa a duelli, si crea la maschera dell'esteta seguendo estetismo e decadentismo. Rifiuta la mediocrità rifugiandosi nella pura arte.
Esordio letterario e influenze
Il suo esordio letterario avviene sotto l'influenza di Carducci e Verga (1882):
- Canto Novo di gusto decadente, in cui ricava il senso pagano delle cose sane e forti, introducendo il panismo superomistico e il fascino ambiguo della morte. È simile alle Odi Barbare di Carducci.
- Terra Vergine di ambientazione verista, simile alle opere di Verga rusticano (novelle della Pescara, no positivismo, estraneo gusto documentario, mondo magico), dove manca però l'indagine sulla lotta per la vita e la tecnica dell'impersonalità. D'Annunzio scrive invece della natura idillica, rigogliosa di passioni primordiali, erotismo, violenza sanguinaria, con influssi dal simbolismo francese.
Prima fase: il verso è tutto
L'arte è il valore supremo, a cui è subordinato tutto. La vita si sottopone alla legge del bello, non del bene e del male.
Il Piacere (1889)
Il protagonista, Andrea Sperelli, è il prototipo dell'eroe decadente nonché alter ego di D'Annunzio stesso (focalizzazione interna). Avido di piaceri, cultore del bello, stanco di tutto, convinto solo di voler fare della propria vita un'opera d'arte, è il tipico esteta che si isola dalla realtà nell'arte e nella bellezza. Il romanzo è ambientato nella Roma di fine secolo, e Andrea sta esasperando le sue esperienze esistenziali. Viene ferito in un duello a causa di una vicenda amorosa e si rifugia dunque in campagna dove incontra Maria Ferres (riscatto, elevazione, oggetto di un gioco sottile e perverso), opposto della precedente amata Elena (donna fatale, erotismo lussurioso). Verrà abbandonato da entrambe e scoprirà la crisi dell'estetismo.
Il romanzo è a sfondo realistico (quadro di costume aristocratico) ma risponde ad esperienze antirealistiche quali:
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Gabriele D'Annunzio
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Letteratura italiana -Gabriele D'Annunzio
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Gabriele D'Annunzio e l'Estetismo
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