Estetismo
Gabriele D’Annunzio e l'estetismo
Estetismo è un movimento artistico nato a fine '800 in Inghilterra. Il principio fondamentale è quello dell’arte per l’arte, che esalta il valore della bellezza artistica. Abbiamo il rifiuto del realismo che è visto dagli esteti come un totale fallimento nella ricerca della bellezza, ed essi sostengono ancora che le uniche cose belle sono quelle che non riguardano valori oggettivi ma i gusti e la sensibilità estetica di una persona.
L’artista deve vivere la propria vita come un’opera d’arte, l’esteta o dandy, cioè una persona aristocratica e raffinata, fa della sua vita una continua ricerca del bello. L’esteta disprezza la società e ama la vita mondana (sempre feste, ecc.), la vita frivola, gli oggetti inutili e preziosi. Nell'estetismo morale assume un'importanza fondamentale la forma esteriore, il culto della forma prevale sulla virtù, e si tende a rendere piacevole la vita e la socialità. È la vita ad imitare l'arte e questo non deriva solo dall'istinto imitativo della vita ma anche dal fatto che il fine cosciente della vita è quello di trovare espressione, e che l'arte è l'espressione stessa.
Oscar Wilde
Gabriele D’Annunzio è il massimo esponente dell’Estetismo. Nacque a Dublino nel 1854, frequentò l’università di Oxford, dove venne influenzato dalle idee estetiche di Walter Pater e John Ruskin. Le opere più significative di Oscar Wilde sono: Il principe felice del 1888, La casa dei melograni del 1891 e la raccolta di racconti “Il delitto di lord Arthur Savile” del 1891 e il suo unico romanzo, “Il ritratto di Dorian Gray” del 1891, considerato il manifesto dell’Estetismo.
Ritratto di Dorian Gray
È una storia di decadenza morale. È ambientata nella Londra Vittoriana del XIX secolo. Narra di un giovane bellissimo di nome Dorian Gray, che ama la vita mondana ed è ossessionato dalla bellezza e dal godimento. Quando il pittore Basil Hallward, gli regala un ritratto da lui dipinto, che lo riproduce nel pieno della gioventù e attraverso l’influenza di Lord Henry Wotton, si rende conto di quanto sia importante il suo fascino.
L’invidia verso il suo stesso ritratto e la paura dei cambiamenti del tempo, porteranno Dorian a stipulare una sorta di patto con il demonio, rinunciando alla propria anima in cambio dell’eterna giovinezza, mentre il quadro mostrerà i segni della decadenza fisica e della corruzione morale del personaggio. Farà la conoscenza di una giovane attrice, Sybil, di cui si innamorerà e le causerà un forte dolore che la porterà al suicidio. Ogni atto feroce o ingiusto da lui compiuto, si rispecchia nel suo ritratto, come se fosse la rappresentazione della sua coscienza.
Nasconderà il suo quadro nella soffitta, lontano dallo sguardo di tutti e dedicherà la propria vita alla ricerca del piacere, senza preoccuparsi delle regole morali e dei giudizi della società. Basil cercherà di confrontarsi con il giovane, rimproverandolo per il suo comportamento e quest’ultimo attraverso uno scatto d’ira lo pugnalerà uccidendolo. Da qui inizieranno una serie di vicende, prima la “persecuzione” da parte del fratello di Sybil, James.
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Gabriele D'Annunzio
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Gabriele d'annunzio
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Gabriele D'Annunzio, Letteratura italiana
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Sandro Penna e Gabriele D'Annunzio