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Amato P. Dipartimento di Studi Europei e Mediterranei piazza XX Marzo: Lun 14:00-17:00

Settembre, 4 da Aprile: Mer 14:00-17:00

STORIA CONTEMPORANEA

Lezione del 15 Marzo 2011

Il congresso di Vienna è il congresso della restaurazione. Il congresso di Vienna

iniziò nel 1814, venne convocato subito dopo la sconfitta di Napoleone a Lipsia. I

potenti d’Europa si riunirono per risistemare l’intero continente. Napoleone scappa

dall’isola d’Elba, dove era stato mandato in esilio, e riprese il potere. Però dopo aver

perso la battaglia di Waterloo venne mandato a Sant’Elena e venne avvelenato

giorno per giorno. Questo congresso di Vienna si propose due obiettivi

fondamentali e un obiettivo aggiuntivo. I due obiettivi fondamentali di carattere più

strettamente politico furono:

1. Il ritorno sul trono legittimo dei sovrani spazzati da Napoleone;

2. L’ obiettivo molto più ambizioso, molto più ampio anche più difficile da

realizzare sarebbe stato quello di fa tornare gli stati al cosiddetto Ancien

Régime (antico regime).

Il primo obiettivo fu raggiunto facilmente. Una volta fatto fuori Napoleone era facile

mettere sul trono tutti quanti i sovrani giudicati dal congresso di Vienna legittimi.

Era molto più difficile ritornare indietro, fare ritornare indietro le lancette della storia,

come se dal 1789-1815 non fosse successo niente. In verità non furono tutti rifatti i

vecchi stati. Due non piacquero ai congressisti e non vennero restaurati. Si trattava

di due stati che avevano un nome che loro odiavano. Di trattava di due

repubbliche, delle antiche repubbliche marinare di Genova e di Venezia. Erano

repubbliche oligarchiche ma non aveva importanza. Quello che dava fastidio era

che fossero repubbliche e non monarchie. Entrambe vennero inglobate in stati

monarchici. La repubblica di Genova venne inglobata nel regno di Sardegna,

ridata ai legittimi sovrani savoiani e l’ex gloriosa repubblica di San Marco venne

inglobata nella regione appartenente all’impero austriaco col nome di Lombardo

Veneto. Quindi non tutti gli Stati vennero restaurati. Vennero restaurati solo quello

dove c’erano re e principi. Le difficoltà furono immense. Lo stesso Napoleone era

odiato dai congressisti di Vienna, soprattutto sul piano sociale, ed era considerato

un usurpatore di titolo. Era figlio di un ufficiale delle poste, lui era capitano e quindi

aveva raggiunto il grado massimo che un figlio delle poste poteva raggiungere.

Napoleone non sarebbe mai diventato ciò che è diventato se non vi fosse stata la

rivoluzione dell’89. Dal grado maggiore in avanti erano tutti nobili. Nel 1792 fu

organizzata la controrivoluzione. Questa controrivoluzione accorse quasi tutti,

escluso qualcuno, nei gradi alti dell’esercito francese: generali, colonnelli che erano

tutti di origine nobile. Contemporaneamente nello stesso anno tutte le monarchie

europee preoccupate per il fatto che era stato portato sul patibolo un re ed era

stata creata una convenzione repubblicana, allarmato dal fatto che quello che era

avvenuto in Francia si potesse diffondere nei loro rispettivi Stati. Era quello che gli

storici hanno chiamato la cosiddetta paura dell’89. Erano con le spalle al muro e

furono prese due decisioni: 1) annullare l’esercito e chiamare tutti i francesi a fare i

soldati, invece dei mercenari, che sentivano un’appartenenza a questo esercito

rappresentato da questo nuovo stato repubblicano. 2) coprire o vuoti che si erano

creati nei gradi alti. Venne fatta un’indagine con quei pochi generali ed individuare

chi erano gli ufficiali di origine borghese più bravi da poter promuovere al grado

superiore di generale. Vennero scelti in tutto il territorio francese questi giovani

ufficiali. Tra essi c’era un certo Napoleone Bonaparte, Bernadotte, e c’erano una

seria di giovani che poi sarebbero diventati grandi protagonisti delle guerre

napoleoniche successive. Napoleone fu il figlio della Rivoluzione (in maniera

indiretta). Lui non fece la rivoluzione ma fu uno che ne trasse i benefici, perché fu

scelto per merito e non per diritto di nascita. Erano stati cambiati i codici (penali e

civili) dove i diritti erano stati stabilizzati all’interno di un codice ufficiale. Il congresso

decise di ospitare Luigi XVIII (rappresentante francese – Borbone di Francia che si

deve distinguere dai borboni di Napoli). Chi era stato sconfitto era un usurpatore di

titolo. La carta concessa consisteva nell’aver messo insieme tutto quello che era

stato creato di nuovo nella legislazione francese in quei venticinque anni, averlo

riportato così com’era stato avvenuto con una sola variante, che al termine di tutto

ciò c’era la firma del re. Era la carte che il re generosamente aveva concesso al

popolo francese. In questo modo venne risolto il problema della Francia che

lasciando tutto com’era di preoccupò solo di salvare la faccia dal punto di vista

formale. Questo continuò fino al 1825 quando morì Luigi XVIII e salì al trono il

fratello, Carlo X, che non la pensava assolutamente come il fratello. Riteneva che

non potesse essere accettato da parte del re di Francia la soluzione che era stata

trovata al congressi di Vienna. Riteneva che fosse una dimensione del ruolo da

parte del re. Il re doveva riprendere pienamente il suo potere all’ancien régime e

quindi restituire a coloro a cui erano stati tolti tutti i diritti e gli averi e cominciò a

fare una serie di leggi (provvedimenti) che avevano come obiettivo il recupero del

ruolo decisivo dominante da parte dei nobili. Fino ad un certo punto riuscì a

farcela, poi alla fine del 1829 presentò una legge, chiamata legge miliardo, in cui

stabiliva un miliardo di quel tempo come prezzo complessivo a tutti i nobili che

avevano perso le proprietà distribuite ai contadini con la riforma agraria. Significava

svuotare le casse dello stato francese. Ci fu la rivoluzione del luglio 1830 che in tre

giorni con Carlo X, che fu costretto a fuggire all’estero, si creò un governo

provvisorio e questo governo provvisorio chiamò a occupare il trono di Francia un

membro di una famiglia cadetta: si trattava di Luigi Filippo d’Orleans. Filippo

d’Orleans diventa non re di Francia ma re dei francesi re che regnava un nome


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti dalle lezioni di Storia Contemporanea del prof. Amato dove sono riassunti sommariamente gli eventi intercorsi tra l'ascesa di Napoleone Bonaparte e il Congresso di Vienna, sono spiegate le implicazioni politiche del congresso stesso, e affrontati gli avvenimenti della Francia post napoleonica fino al 1830. Il file contiene anche un'analisi delle trasformazioni tecnologiche, economiche e sociali del XVIII secolo.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze del servizio sociale
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elerudi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof amato pasquale.

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