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Essenza della Francia

Ciò che caratterizza l'essenza della Francia è: la sfera politica (le istituzioni politiche), la coscienza sociale e il patrimonio culturale (tradizioni nazionali). Queste tre componenti costituiscono la "civilization". Nel 1789, il popolo ha fatto la prima rivoluzione moderna ed ha insegnato al mondo e all'Europa cos'è la felicità condivisa. Le basi, le peculiarità della "civilization française" sono:

Il pensiero cartesiano

1 - Il libro più importante è "Discours de la méthode" di René Descartes (Cartesio), è la teoria essenziale. Il libro è ispirato ad un'esperienza: trascorre alcuni giorni separato da tutto il mondo ed inizia a pensare: da qui “cogito, ergo sum", “penso, dunque sono”, nel senso che, per capire qualcosa non devi stare dentro questo qualcosa, ma vedendolo con occhio estraneo. Questa affermazione vale in ogni circostanza: si ha una cognizione più chiara non essendo influenzati. Il metodo cartesiano è la base del pensiero nazionale ed europeo. C’è la separazione tra l’io pensante e il mondo esterno. Per conoscere i fatti bisogna astrarsi.

  • Esiste una prima determinazione: noi crediamo di pensare con la testa nostra, invece i pensieri che nascono in noi non appartengono perché sono dei riflessi condizionati.
  • Una forma di libertà è la seconda determinazione, cioè quando l’uomo riesce a liberarsi da tutti i condizionamenti esterni che predeterminano il suo pensiero.
  • Linguaggio = le parole che proferiamo le ha già dette qualcuno prima di noi, quindi parliamo con le parole degli altri, le ripetiamo. Il linguaggio è nostro solo se ce lo inventiamo, ma poi non ci capirebbe nessuno.
  • Il linguaggio è fascista: fatto e deciso da qualcun altro. Ciò influenza di conseguenza anche il pensiero poiché esso si basa su parole.
  • Si è simili ai genitori perché si prendono in prestito i pensieri che ci circondano.
  • L'uomo deve astrarsi per essere obiettivo.

Idea di nazione

2 - Nazionalismo.

  • Il nazionalismo (generalmente ha accezione negativa) francese è il patriottismo nazionale. Non è un nazionalismo espansivo (ex. tedesco) ma difensivo. Non c’è un’espansione militare di conquista, ma un’espansione politica, culturale ed ideologica.
  • Il sentimento nazionale nasce quando viene organizzato un sistema di Stato diverso dalla monarchia assoluta (dopo la rivoluzione).

Modello espansivo e inclusivo

3 - È un modello espansivo e inclusivo come valori.

  • Nel 1793/1794, in Francia è al potere il governo più democratico della storia (francese o mondiale): Robespierre e Saint-Juste.

La rivoluzione francese

4 - 14 luglio 1789 = la Rivoluzione francese coincide con la presa (o caduta) della Bastiglia.

  • La Bastiglia incarnava l'arbitrio dell' “Ancien Régime”. La Francia festeggia una distruzione (materiale), di un luogo simbolo, che rappresenta un regime di oppressione.
  • Gli italiani, al contrario, non ricordano e non danno importanza agli eventi precedenti.
  • I francesi sono più propensi a protestare. Nell'inno stesso si dice "alle armi cittadini, formate dei battaglioni ". Danno molta importanza all'inno e le cantano sempre in ogni evento. L'inno incita l'insubordinazione laddove siano lese le libertà e i diritti dei cittadini.

- Modello repubblicano e democratico = è francese (è il modello maggiormente usato in Europa).
- Modello liberale = è anglosassone.

Il modello repubblicano democratico

Il modello repubblicano democratico è un modello che pone tra i suoi valori costituzionali (al centro dei valori nei quali i cittadini si riconoscono) il diritto per il popolo all'insubordinazione (che passa attraverso le parole dell'inno nazionale) quando i suoi capi (rappresentanti del popolo) vengono meno al patto fiduciario che esiste tra loro e chi li ha eletti o nominati. Giuridicamente, si potrebbe dire che la legalità è nelle mani di quegli uomini guidati dal maresciallo Pétain che quando i tedeschi invadono la Francia e sconfiggono i francesi, accettano l'armistizio, e quindi una forma di collaborazione di Stato con i nazisti, e per questo si chiamano collaboratori, e nelle forme estreme collaborazionisti. Questa è la legalità.

La resistenza francese

La Resistenza francese nasce dal rifiuto di questa legalità. Ci si appella (da parte dei resistenti che entrano in clandestinità ma anche degli uomini che vanno a Londra) al diritto sovrano all'insubordinazione, cioè, se i governanti, che sono delle persone, delle cariche, violano i principi della Repubblica, i cittadini hanno il diritto di ribellarsi. C'è una morale collettiva pubblica che autorizza la ribellione. Due grandi nomi della Resistenza fuori dalla Francia (cioè quella che si costituirà a Londra): Charles de Gaulle et Jean Moulin

  • Charles de Gaulle, quando decide di andare a Londra per organizzare la Resistenza all'occupante tedesco nazi-fascista, si trova ad essere generale di brigata a titolo temporaneo (è stato appena nominato) ed è sottosegretario alla difesa (è un uomo di Stato). All'atto di andare a Londra, di rifiutare l'armistizio (e quindi la collaborazione con i nazisti), de invocare la prosecuzione della guerra contro l'occupante nazi-fascista, de Gaulle viola un doppio vincolo di obbedienza: quello che lega i militari ai suoi superiori, e viola gli ordini del governo. Un uomo che disobbedisce alla legge in questa maniera, si sente di farlo nella piena legittimità, e non come atto di insubordinazione, ma come atto di fedeltà alle gerarchie militari e i suoi superiori nel governo (al capo del governo e ai ministri), e questo è la RF, Repubblica francese. La Repubblica francese significa complesso di valori, il blocco di costituzionalità sulla quale la Repubblica francese si fonda, e che a suo avviso è in quel momento violato dalle condotte dei militari e dei politici. Quando la guerra finisce e de Gaulle ritorna in Francia, chiederanno a de Gaulle di instaurare la Quarta Repubblica, ma lui si rifiuterà perché per lui con la collaborazione la Terza Repubblica non è mai finita, ma è continuata con lui a Londra, e quello che c'è di mezzo (la collaborazione) è definito da de Gaulle “nul et non avenu" (“nullo e come se mai fosse avvenuto”) perché estraneo alla Repubblica in quanto contrario ai valori che essa rappresenta. Ed è questa la ragione per cui lungamente la Francia si è rifiutata di risarcire le vittime e i familiari degli ebrei e dei perseguitati politici che erano stati mandati nei campi di concentramento, perché in quel periodo (i 4 anni della collaborazione) la Repubblica non è in Francia ma è a Londra.
  • Jean Moulin era il prefetto di Chartres (prefetto = alto funzionario del ministero degli interni) che si incarica di coordinare l'ordine pubblico in un singolo posto (è capo della polizia). Quando il governo sigla l'armistizio con i tedeschi, pur di non firmare il protocollo per l'armistizio, si taglia la gola ma non muore. Andrà in Inghilterra e, su incarico di de Gaulle, si farà paracadutare cieco, di notte, senza che nessuno l'aspetti sotto, per recarsi in Francia da clandestino, da illegale, da fuorilegge, da rappresentante legittimo della Francia morale che sta a Londra, per organizzare i rapporti tra la Francia a Londra e la Francia resistente nel territorio della Francia occupata, e tutto questo in nome di quei valori che la Rivoluzione francese ha sancito.

Influsso del modello repubblicano francese sull'Europa

  • Nazionalismo francese = è un nazionalismo popolare che si basa sul contratto sociale Rousseauiano,
  • Tasse di successione, per esempio, seguono il principio di equità sociale, e sta nel diritto civile napoleonico: ogni generazione può cambiare la propria condizione, a prescindere dai genitori ricchi o poveri.
  • La parola “cittadini” nasce con la Rivoluzione francese; prima si diceva "sudditi”.
  • Il nostro tricolore è stato ispirato dal tricolore francese (ma anche in altri Paesi dell’Europa e in Sud America).

Punto debole della Rivoluzione francese

C’è un punto in cui la Rivoluzione francese è venuta meno, cioè “l’égalité” (eguaglianza meramente giuridica, davanti la legge).

Comune di Parigi

Nel 1871 con l’esperimento della Comune di Parigi (governo socialista): Nel 1870/1871, la Francia subisce il suo primo schiaffo: il secondo Reich. I prussiani sconfiggono gli eserciti di Napoleone III a Sedan, e marciano verso Parigi. Parigi, consegnata dall'imperatore che è stato sconfitto, organizza la sua difesa con quello che ha a portata di mano: operai e i soldati che hanno disobbedito rifiutando di arrendersi. Questa Resistenza è composta quindi da operai socialisti e soldati nazionalisti che vogliono difendere la Francia: abbastanza incongruo poiché i soldati erano coloro che bloccavano proteste e rivolte degli operai. De Gaulle si rifarà a questo modello.

Ragioni dell'armistizio con gli occupanti di accettare di governare con loro sono il tradimento dei valori repubblicani, cioè la negazione dei principi fondativi della Repubblica. Il regime di occupazione e di collaborazione, come primo intervento (anche iconografico) cancella gli stemmi della Repubblica francese, rinomina la Francia "État français” ("Stato francese", quindi scompare la parola "publica" che sta attaccato a "res") e il motto della Repubblica (riassuntivo dei valori sui quali si fonda la Repubblica) viene cancellato e sostituito. "Liberté, égalité, fraternité” viene cambiato in "Travail, famille, patrie". “Travail” = prestare il proprio lavoro all’imprenditoria. “Famille" = lo Stato è la collettività, la famiglia di tutti, che viene prima della famiglia privata. “Patrie" = si dava molta importanza alla cultura nazionale. Il termine precedente "fraternité" riconosce di essere se stessi una cosa e tuo fratello un'altra cosa, ma invita a creare un collante, uno scambio, un rapporto: da tutta Europa partirono volontari a difendere la Rivoluzione francese nonostante la loro non fosse chiamata in causa.

Nel 1936, quando c'è stato il colpo di Stato in Spagna che abbatté la Repubblica legittimamente eletta in Spagna, dall'Europa partono volontari per difendere la Repubblica. Tra questi volontari, due sono importanti: André Malraux e Pierre Georges.

  • Malraux, durante la guerra di Spagna, comanda l’aviazione delle Brigate Internazionali a sostegno della Repubblica spagnola contro Francisco Franco alleato con Hitler e Mussolini.
  • Pierre Georges, un panettiere sedicenne, un militante del servizio d'ordine della “Jeunesse Communiste” di Francia, parte per combattere al fronte, e nel 1941, in una stazione della metro a Parigi, lui e un gruppo di giovani decidono di dare l'esempio alla popolazione che vive nello spavento per i nazisti: a guidare questi giovani c'è Pierre Georges vestito da prete che nella stazione della metro vede un gruppo di soldati nazisti in uniforme, estrae la pistola e spara al primo che incontra, e poi si dilegua in mezzo alla folla: è il primo segnale della Resistenza armata contro l'occupante. Quando Parigi sarà liberata, lui guiderà la difesa di Luxembourg, guidando sia le truppe dei resistenti delle forze francesi dell'interno sia le truppe della seconda divisione blindata dell'esercito libero francese che sono sbarcati in Normandia insieme agli alleati.

Causa del secondo conflitto mondiale

  • 1918 = I francesi sono la grande nazione vittoriosa della Prima Guerra Mondiale e rientra in possesso dei dipartimenti ad est (Alsazia e Lorena) che erano state inglobate nel territorio “Mein Kampf" del Secondo Reich (dal 1871 al 1918). Di questa storia se ne ricorda Hitler nel (in cui espone il suo progetto espansivo ad est e le sue teorie di superiorità razziale) in cui dice che i francesi sono i nemici naturali dei tedeschi. Hitler lo dice non soltanto per l'Alsazia e la Lorena, ma anche perché a Versailles la Germania subisce una serie di clausole punitive che vengono percepite dalla società tedesca come un'offesa imperdonabile, una grave limitazione delle proprie ansie di conquista e un'ingiustizia subita. In contesto di crisi post-guerra, il rancore verso lo straniero francese (che ha sconfitto i tedeschi) cresce. I francesi vincono la guerra, ma con un numero ingente, notevole di morti e invalidi che tornano. I francesi coltivano l'illusione che la Prima Guerra Mondiale sia la “Der des Ders”, cioè "l'ultima delle ultime”: che una così non ci possa e non ci debba mai più essere.
  • Dal 1918 al 1936 = Il potere in Francia è gestito da alleanze di centrodestra che svolgono una politica di contenimento dell'espansionismo tedesco e delle ambizioni della Germania, ma soprattutto di reprimere le per due motivi. Uno è il contesto di crisi internazionale, la crisi di Wall Street che interessa tutto il mondo in maniera drastica (1929), e gli operai protestano perché c’è la crisi. Il secondo motivo è che nel penultimo anno della Prima Guerra Mondiale c’è stato un evento che ha cambiato la storia dell’umanità, cioè l'instaurazione nel Paese più arretrato dell'Europa, nella Russia, di un governo socialista nel quale la collettività (cioè i lavoratori) sono proprietari dei mezzi di produzione. La Rivoluzione francese diceva “eguaglianza si, ma di diritti", ma gli economisti hanno rilevato quella contraddizione che è alla base della forma di produzione che si è creata con la Rivoluzione francese, cioè la produzione capitalistica: la contraddizione è che il lavoro è collettivo (tutti partecipano al processo lavorativo ma poi gli utili vengono divisi in maniera diseguale); di conseguenza, nella produzione di un prodotto, i lavoratori vengono pagati 1.000€ al mese, il caposquadra il dirigente 3.000€, i proprietari delle fabbriche 30.000€, eppure il prodotto è stato fatto dai lavoratori. Nell'Unione Sovietica questa contraddizione è stata superata, perché i mezzi di produzione smettono di essere in mano a privati ma diventano pubblici, e quindi gli utili derivanti da quei mezzi di produzione devono essere all'interno della società. Una parte cospicua dei lavoratori sostiene il modello sovietico. Nel 1921 ci sono le scissioni tra quelli che appoggiano la rivoluzione bolscevica e quelli che chiedono un passaggio al socialismo. Si formano dei partiti molto agguerriti che ben presto arrivano a dirigere i sindacati. Quindi, le alleanze di centrodestra, oltre a combattere il nemico esterno tedesco, si incaricano di combattere il nemico interno, cioè gli operai che vogliono la collettivizzazione delle fabbriche. Su questo connubio si basano i primi governi di centrodestra con una politica di durezza nei confronti della Germania, con una chiusura e poi apertura delle relazioni con l'unione Sovietica, e con un partner privilegiato (l'Inghilterra), e conservano anche rapporti buoni con l'Italia.
  • Dal 1936 al 1938 = c'è un nuovo governo, quello del Fronte popolare. L'Unione Sovietica è diventata la minaccia peggiore in Europa. Ma in Germania vince democraticamente Hitler e comincia ad adottare delle misure che lasciano intendere la sua volontà di realizzare quanto precedentemente progettato nel “Mein Kampf”. A questo punto ci si comincia ad interrogare se siano più pericolosi i russi o i tedeschi. Fino al 1933, la strategia ufficiale dell'Unione Sovietica e dei partiti che si richiamano ad essa si chiama “classe contro classe", cioè gli operai contro tutti gli altri. È un strategia che si realizza in Francia con il fatto che i comunisti sono gli unici a contrastare l'impresa coloniale francese. Tutti stanno contro i comunisti e i comunisti contro tutti. Quando Hitler diventa pericoloso, in Francia, in alcuni settori, si sviluppa una simpatia nei confronti di Hitler e del nuovo ordine europeo che vuole imporre (ma loro non sanno dei campi di sterminio e neanche dell'equivoco: l'espansione di Hitler era ideologica, si basava sulla superiorità della razza, quindi i francesi si illudevano di essere alla pari con i tedeschi e di dividersi il bottino quando in realtà i tedeschi li reputavano inferiori). Di fronte a questa minaccia cambiano gli equilibri, soprattutto in seguito all'alleanza tra Hitler e Mussolini (creata sulla questione dell'Etiopia). Questo nemico che fa paura fa sì che i comunisti inizino a parlare con i socialisti, e che poi assieme parlino con i radicali (che sono il centro della politica francese, il grande partito che prende voti in Francia) per creare un governo il cui primo obiettivo sia difendere la Francia dalla minaccia nazista. Il 6 febbraio 1936 c'è il tentativo di colpo di Stato delle leghe faziose. C'è un'enorme contro-manifestazione il 9 febbraio che unisce socialisti, comunisti e radicali. Anche a livello internazionale l'Unione Sovietica cambra linea, e abbandonando la strategia “classe contre classe" (cioe classe operaia contro classe borghese) adotta strategia dei Fronti popolari: quanti hanno a cuore la difesa della Repubblica (di operai ed anche i settori più alti) devono unirsi momentaneamente, fare blocco assieme, per resistere all'invasione del nazismo. Le diverse classi hanno tante differenze tra di loro, hanno visioni diverse.
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/03 Letteratura francese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ale.2000 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura francese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Cordiner Valerio.
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