Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

22/3/2010

SANTA MARIA DEL POPOLO: la Chiesa prende il nome dal sito in cui si trova, e a cui è

collegata: Piazza del Popolo. Questa Chiesa è legata, attraverso un “filo rosso” a tutto il percorso di

artisti coevi, antecedenti o successivi al Merisi. L’attuale porta, doppia configurazione, modificata

L’interno che possiamo osservare è stato realizzato dal

da Nanni di Bassovigio per ordine di Pio IV.

momento di pace post “Pace di Westfalia”, l’evento è l’abdicazione di

Bernini, per Papa Chigi,

Cristina di Svezia, che si converte al Cristianesimo, accolta da Alessandro VII, e abbandona il

trono in favore del cugino. L’impostazione data da Bernini è un tributo al classico, che rasenta la

fedeltà assoluta, per l’apertura a tre fornici, per il fregio dorico sovrastato da un cornicione a

gettante. L’iscrizione dedicatoria, lo stemma chigiano. La porta non è che una trasformazione in

medias res di uno slargo che aveva acquisito un’importanza fondamentale per un luogo cristiano.

volle ricordare l’evento

Pasquale II della crociata di Gerusalemme con un mausoleo.

Andrea Bregno, architettura e facciata, ha dominato la situazione artistico-scultorea del periodo

sistino: portale centrale.

La pianta basilicale comprende la divisione della Chiesa in tre navate, che comprendono cappelle

laterali. La presenza di Bernini è legata alla porta e alla Chiesa.

L’innovazione del monumento funerario: Bregno eredita l’innovazione della tipologia funeraria col

defunto giacente sul sarcofago (Santa Croce, Firenze). Rapporto vita dimensione ultraterrena.

Monumento Odescalchi, illusionismo materico del materiali preziosi.

I CAPPELLA DELLA ROVERE: vede la presenza di Bregno (scultoreo), Pintoricchio (piano

pittorico) e delle loro scuole, ultimo scorcio del XVI secolo. Dipinto sull’altare con la “Natività”,

sicuramente di Pintoricchio, insieme armonico basato su una predominante monocromìa, utilizzo

del classico in funzione celebrativa, soggetto principale connotato del canoni della scuola umbra,

che avevano fatto del Pintoricchio l’artista prediletto di Papa Borgia, che gli aveva commissionato

il suo appartamento in Vaticano; artista della Libreria Piccolomini nel Duomo di Siena: insieme

narrativo di grandissima attualità. Atmosfera descrittiva (dettagli) e lirica (partecipazione quasi

panica della Natura), semplicità della figura del bambino, Betlemme = città del pane (origine

etimologica), quando il Bambino è sulla paglia, rimanda direttamente alla città nativa di Cristo.

Defunto giacente sul sarcofago = dimensione della morte, classicheggiante. Nessuno soggiace alla

morte in San Pietro. Arco, elemento a grottesca. Sobria classicità. Soffitto ad “ombrello” con un

cielo stellato.

II CAPPELLA CIBO: impatto diverso, sia sul piano cromatico che sul piano dimensionale.

Cappella più estesa in profondità. Di fronte alla Chigi, questa cappella è quasi doppia rispetto alle

altre. Insieme di colonne che provengono dalla Sicilia, c’è una preziosità d’insieme, che delimita

pala d’altare Carlo

una spazialità profonda. Carlo Fontana, Maratta (personaggio chiave tra fine

1600 e 1700, decade la supremazia romana). Assunzione e sacra conversazione, tra santi, apostoli e

dottori della Chiesa.

CAPPELLA CERASI: Carracci e Caravaggio sono due facce della stessa medaglia. Due

correnti: classicista = strutturazione in Accademia della Bologna dei Carracci, miglioramento e

riscoperta verso il vero e il naturale. Diversità di metodo, in Caravaggio non vi è traccia di fare

scuola in Caravaggio, questo ce lo insegna anche il processo Baglione. Federico Zuccari, rumore

per un principe dell’arte quale F. Zuccari,

che lui non vede, chiaro-scuro così limitato a Giorgione,

fa comprendere la difficoltà di questo personaggio: Caravaggio, di farsi comprendere.

La CERASI è la seconda delle sue committenze pubbliche. Tommaso Cerasi chiede due tele al

Caravaggio; l’ “Assunta” sull’altare è di Annibale Carracci. Per motivi compositivi, cromatici e

di citazione rinascimentale, quest’opera è una sintesi delle parti belle, come il famoso aneddoto di

Zeusi. Aneddoto già ricordato con i Carracci, e sottoposto ai vari allievi: Domenichino, Guercino,


ACQUISTATO

1 volte

PAGINE

2

PESO

125.42 KB

AUTORE

ninja13

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere classiche
SSD:
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ninja13 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti di Storia dell'arte moderna II e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Macioce Stefania.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Fondamenti di storia dell'arte moderna ii

Fondamenti di storia dell'arte moderna II - Appunti
Appunto
Fondamenti di storia dell'arte moderna II - Opere artistiche
Appunto
Appunti - Seymour Chatman
Appunto
Letteratura Italiana - Riassunto esame
Appunto