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Caravaggio: vita e opere

Caravaggio nasce nel 1571 a Milano da una famiglia originaria di Caravaggio, una cittadina del Bergamasco. A Milano frequenta la bottega di Simone Peterzano. Nel 1593 si trova a Roma, dove frequenta la bottega di Giuseppe Cesari, detto il Cavalier d'Arpino. Per lui realizza quadri "da vendere" (fiori e frutta, nature morte).

Nuovo genere artistico

Caravaggio inventa un nuovo genere: giovani modelli a tutto busto ritratti in posa e travestiti con fogge classiche con inserti naturalistici. È il caso, per esempio, di Bacco, un fanciullo coperto da un lenzuolo a imitazione di una veste romana:

  • Corona di tralci di vite;
  • Tiene tra le dita un calice colmo di vino rosso quasi fino all'orlo;
  • C'è un cesto di frutta con frutta marcia, che simboleggia lo scorrere del tempo;
  • Ci sono anche altri simboli, il Bacco può essere inteso come il Salvatore visto che ci sono riferimenti alla passione di Cristo (il vino rosso e il melograno aperto).

Viene immediatamente notato dalla borghesia e inizia realizzando allegorie (la sua pittura inizialmente è caratterizzata da colori chiari e tenui). I primi dipinti sono soggetti profani:

  • I bari;
  • Giovane che si fa leggere la mano da una zingara.

Scene mitologiche o legate al vizio:

  • Narciso;
  • Maddalena penitente (noto come quadro inizialmente profano, è stato trasformato in religioso tramite l'aggiunta del vaso da unguenti e dei monili sparsi a terra in segno di rinuncia).

Stile e rappresentazione

L'adesione al reale per lui è tutt'altro che imitazione superficiale di forme. Rappresenta la realtà in modo oggettivo così come la vede, in maniera nuda e cruda. Per lui, tutti gli aspetti del reale hanno uguale dignità. Non guarda la natura per analizzarla, ma per contemplarla. Vuole rappresentare le cose senza idealizzarle, senza correzioni o abbellimenti artificiali.

Canestro di frutta

Volontà di rappresentare la realtà ma anche forte simbolismo. Commissionato a Caravaggio dal cardinal Del Monte e acquistato dal cardinale di Milano Federico Borromeo. Il soggetto non ha subito alcun tipo di idealizzazione. La composizione, anche se non sembra, è studiata, si trova descritta all'interno di un semicerchio il cui diametro è il lato inferiore del dipinto. Il senso di profondità è dato dal canestro leggermente sporgente dal tavolo e dallo sfondo luminosissimo. La frutta è vera: le foglie accartocciate, segno che la frutta non è freschissima, bucate dagli insetti, quelle del limone sono maculate, gli acini dell'uva sono talvolta schiacciati o addirittura mancanti (significato simbolico, i frutti attaccati dagli insetti si riferiscono allo scorrere del tempo e alla caducità della vita).

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/02 Storia dell'arte moderna

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