Che materia stai cercando?

Fondamenti di psicologia generale – Storia della psicologia Appunti scolastici Premium

Appunti di Fondamenti di psicologia generaleStoria della psicologia. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Le origini della psicologia: dal pensiero greco fino all'800, Psicologia nel pensiero greco, La rivoluzione scientifica e il dualismo cartesiano, ecc. Vedi di più

Esame di Fondamenti di psicologia generale docente Prof. E. Prestifilippo

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Un altro importante esponente fù Thorndike, il primo psicologo tutto made in usa, che fece

esperimenti con topi e gatti, costruendo labirinti e gabbie dove gli animali o dovevano trovare

l'uscita o capire che leva pigiare per avere il cibo.

Thorndike creò la legge dell'effetto che afferma che un'azione acocmpagnata o seguita da uno

stato di soddisfazione, tenderà a ripresentarsi più spesso (e viceversa), questa legge

spiegherebbe il comportamento umano e sarebbe in grado di predirlo secondo i

comportamentisti.

Negli esperimenti di Thorndike, l'apprendimento era graduale e non avveniva di colpo,

procedendo per tentativi ed errori, e rafforzandosi grazie ai successi.

Watson criticò l'introspezione perchè la riteneva un metodo non scientifico, perchè

l'osservatore si identifica nell'osservato, e perchè si parla di cose che gli altri non possono

vedere.

La prima guerra mondiale contribuì allo sviluppo del comportamentismo perchè questi psicologi

furono chiamati a valutare quali giovani erano adatti a fare i soldati, con i loro test

d'intelligenza, lavorando su tantissimi casi i comportamentisti divennero molto conosciuti e

finirono poi anche per lavorare nelle pubblicità e nelle industrie, tantè che Watson quando

ruppè con la Johns Hopkins University andò a lavorare in ambiti come la pubblicità ed

abbandonò sempre di più la ricerca psicologica.

Il comportamentismo watsoniano si sviluppò tra il 1913 e il 1930.

Il comportamentismo è stato esplicitato in termini di adattamento dell'organismo all'ambiente,

contrazioni muscolari, insieme integrato di movimenti, azioni, e Watson usa come unità di

osservazione psicologica il comportamento.

Watson si occupò di variabili dipendenti complesse, affermando che son composte da più

variabili semplici ed usò principi di riferimento come la frequenza, la recenza e il

condizionamento.

Recenza e frequenza ci dicono che tanto più spesso o recentemente un'azione si è verificata e

tanto maggiore sarà la probabilità che si verificherà di nuovo.

Watson è influenzato da Pavlov, Secenov e Bechterev, riflessologi russi, e il principio di

condizionamento parte dal principio che nell'organismo esistono risposte incondizionate a

determinate situazioni, esistono quindi stimoli incondizionati, eventi che si producono

nell'ambiente e provocano una determinata risposta nell'organismo.

I comportamentisti ipotizzarono che i comportamenti complessi dell'uomo si sono formati sulla

base di una lunga storia di condizionamenti, e Watson affermò che le nevrosi non sono innate,

ma che sono risposte emotive apprese a stimoli (fece l'esperimento col bambino Albert

spaventato più volte da un suono mentre giocava con un orsetto e quindi condizionato ad aver

paura del peluche).

Anche il linguaggio viene acquisito per condizionamento secondo Watson, e anche l'attività di

pensiero era il risultato di apprendimenti comunicativi e quindi non c'era interesse nello

studiarla nel dettaglio.

Watson rifiutò le teorie psicoanalitiche, rifiutando il concetto di istinto e di capacità innate, per

Watson il neonato è un contenitore vuoto, senza istinto, intelligenza o altre doti, che può

essere plasmato dall'esperienza, e Watson affermò anche che se gli avessero affidato dei

neonati sani, avrebbe potuto trasformarli in qualsiasi cosa (dottori, avvocati, ecc...).

L'uomo secondo questa concezione, è solo il prodotto delle sue esperienze, e quindi per i

comportamentisti, lo studio dell'apprendimento è fondamentale.

La posizione molecolarista di Watson rischiava di identificare il comportamento con le

contrazioni muscolari, invece Tolman riteneva che esistesse uno specifico psicologico

caratterizzato per la sua moralità, di natura non psichica ma comportamentale, ma a differenza

della concezione di Watson, dotato di proprietà emergenti proprie.

Tolman introdusse il concetto di comportamentismo intenzionale dove, dato un determinato

ambiente, la risposta si presenta solo se ha un determinato risultato (lo scopo).

Tolman discosta un po' dagli altri comportamentisti, parlando anche di variabile interveniente,

inoltre Fraisse osservò che il difetto dei comportamentisti era quello di pensare solo che uno

stimolo S portasse ad una risposta R, quando invece si possono avere anche più risposte

(R1,R2,R3...), e che quindi le risposte devono essere riferite ad una variabile che interviene tra

S e R (la variabile di Tolman), quindi secondo i comportamentisti classici: S -> R e quindi R =

f(S), secondo questa nuova visione: S -> I -> R e quindi R = f(I*S).

Clark Hull prese le nozioni di Watson di Thorndike e di Tolman per creare una teoria ipotetico-

deduttiva che tentava di collocare la psicologia allo stesso livello della logica e della

matematica, con teorie, teoremi, equazioni sofisticate, con lo scopo di fare previsioni sulla

direzione ma anche sulla quantità del comportamento, e con il suo A Behavior System ebbe

molto successo nel nordamerica.

Un altro grande di questo movimento è Skinner, che creò il concetto di condizionamento

operante (differente dal condizionamento classico di Pavlov dove la risposta precede lo

stimolo), dove la risposta seguita da rinforzo tende a presentarsi con sempre maggior

frequenza.

Il condizionamento operante si applica a qualsiasi tipo di risposta, e Skinner si è cimentato

nello studio delle principali risposte umane, alla ricerca dei rinforzi migliori.

I concetti base del comportamentismo sono dunque:

lo stimolo, cioè l'impatto dell'ambiente sull'individuo, la risposta, cioè la reazione all'ambiente,

il rinforzo, gli effetti dell'azione in grado di modificare le successive reazioni all'ambiente.

Per Miller e Dollard (1941) il bambino acquisisce una tendenza ad imitare perchè è rinforzato

dalle prime risposte positive su quel comportamento, tuttavia il comportamentismo è stato

criticato perchè trascurava il fatto della difficile risposta su fasi che ancora non si conoscono.

Per Bandura le nuove risposte possono essere acquisite mediante osservazioni e il rinforzo

quindi non agisce nella fase dell'acquisizione, ma nella fase di mantenimento.

Nella teoria dell'apprendimento sociale comportamentista viene sottolineato come i rinforzi

possano agire anche da inibitori alle risposte.

Secondo Bandura, Staats e Mischel, la condotta individuale costituisce il punto focale della

personalità del soggetto.

Sears coglie continuità tra alcune teorie comportamentistiche e alcune psicoanalitiche, dove ad

esempio nella coppia madre-bambino, le reazioni dell'uno modificano quelle dell'altro in un

processo di stimolo, risposta, rinforzo, e tuttavia, le pulsioni costituiscono stimoli per

l'emissione di risposte.

La psicologia si è affermata a livello mondiale come scienza, proprio nel periodo del

comportamentismo.

Freud e la psicoanalisi

La nascita della psicoanalisi

Il termine psicoanalisi compare per la prima volta nel 1896 nello scritto l'ereditarietà e

l'etologia della nevrosi di Sigmund Freud.

La psicoanalisi può essere considerata come un metodo rivolto all'indagine delle modalità in cui

si svolgono i processi psichici, basato sul fatto che la nostra vita psichica è caratterizzata da

processi inconsci, può essere anche considerata una tecnica terapeutica che vuole analizzare le

difese che il soggetto instaura nei confronti dei propri pensieri inconsci che sono la base dei

suoi disturbi, e può inoltre essere considerata un'impostazione teorica dove confluiscono i

risultati di osservazioni compiute dallo psicoterapeuta.

L'inconscio della psicoanalisi è guidato dalla logica e da un senso, e i vari segnali osservabili

per il suo studio vanno interpretati, inoltre vanno analizzate le fantasie e i sogni del paziente, e

secondo Freud, va studiata anche la sessualità infantile, che può dare origini a disturbi nell'età

adulti.

Il fenomeno del transfert si ha quando il paziente tende a trasferire sull'analista i suoi stati

emotivi che ha vissuto nell'infanzia e che ancora sono vivi nella vita adulta, condizionando il

suo comportamento.

Il paziente rimuove ricordi scomodi alla coscienza con meccanismi di difesa-rimozione che però

sono attivi inconsciamente e si ripresentano nei sogni, nei lapsus, nelle fantasie.

L'inconscio è dunque l'insieme di significati, di vissuti e di pensieri che il soggetto porta dentro

di sè, che condizionano la sua condotta.

Le origini della psicoanalisi

Freud si iscrive a medicina a Vienna nel 1873, e rimane affascinato dalle teorie evoluzionistiche

di Darwin, ed uno dei suoi insegnati che più lo influenzò inizialmente fù il fisiologo Brucke.

Freud frequentò anche il corso dello psichiatra T. Meynert che seguiva le teorie di J.F. Herbart,

il quale sosteneva la preminenza della psicologia sulla fisiologia e fù il primo ad usare il

concetto di inconscio.

Un altro professore che influenzò Freud fù il fenomenologo Brentano che sosteneva anche lui il

primato della psicologia e lo studio dei fenomeni psichici, da quelli cognitivi a quelli affettivi.

Dopo la laurea Freud iniziò a dubitare del pensiero fisicalistico e si avvicinò sempre di più alla

psicologia, iniziando a riflettere sul concetto di inconscio.

Osservando i fenomeni isterici Freud si convinse che alla base di certe alterazioni funzionali

non era riscontrabile un'alterazione organica e quindi Freud ipotizzò l'esistenza di un processo

causale di origine psichica, nozione appresa dalla scuola di Charcot, che sosteneva che l'isteria

avesse origine da certi traumi psichici.

Freud con l'aiuto di Breuer apprese l'uso dell'ipnosi per curare i pazienti, usando però il metodo

catartico, facendo rievocare ai pazienti le esperienze dolorose per farli liberare sfogandosi.

Questi lavori furono riassunti nella pubblicazione studi sull'isteria (1895), dove però vennero

alla luce i punti deboli di questa teoria, e ciò il fatto che i sintomi scomparivano solo per un

certo periodo e si creava una forte dipendenza verso il terapeuta.

Breuer riteneva che gli elementi psichici alla base dei sintomi fossero patogeni, riducibili a

predisposizione organica, mentre Freud riteneva che fossero patogeni ma spiegabili non per

predisposizione organica ma legati a significati di tipo psichico.

Freud tirò fuori teorie sulla sessualità infantile e il concetto di libido (l'energia psichica delle

pulsioni) e ciò causò la definitiva rottura con Breuer.

Nel 1899 Freud pubblicò l'interpretazione dei sogni, uno studio sull'analisi dei sogni per

scoprire i messaggi dell'inconscio, tramite il metodo delle associazioni libere, tutto ciò che è

apparentemente casuale ed insignificante, assume importanza per gli psicoanalisti come

oggetto di studio.

I sogni subiscono una censura che serve per proteggere la psiche da fatti che potrebbero

turbarla, allo stesso tempo hanno una elaborazione secondaria che serve a dargli un po' di

coerenza e comprensibilità, che aumente all'avvicinarsi del risveglio.

Quindi secondo Freud tutto va analizzato, anche le azioni casuali, gli atti mancanti, i lapsus,

sono tutti messaggi dell'inconscio che lo psicoanalista deve saper cogliere e decifrare.

Freud tirò fuori anche concetti e teorie come il complesso edipico, la teoria delle pulsioni

libidiche e distruttive, il conscio, preconscio, Es, Io, Super-Io, il narcisismo, il principio del

piacere e il principio della realtà.

Nel 1908 si tenne a Salisburgo il primo congresso internazionale di psicoanalisi e nel 1910 fù

fondata l'Associazione Psicoanalitica Internazionale.

Il movimento psicoanalitico ebbe anche delle scissioni, quella di C.G. Jung e quella di Adler e ci

furono scuole che nacquerò successivamente al movimento di Freud, come la scuola di Melanie

Klein e quella del francese J. Lacan.

Nella psicoanalisi il soggetto non è passivo come nell'ipnosi, ma ha un ruolo attivo nel

rievocare gli avvenimenti e un ruolo inconscio dove usa i meccanismi di difesa per non far

venire alla luce certi avvenimenti.

Col termine ricostruzione si intende il lavoro da parte dello psicoanalista di ricomposizione, in

cui il linguaggio dell'inconscio da sconnesso si fa significativo, in un processo di

interpretazione.

La teoria del trauma specifico afferma che un trauma infantile, spesso connesso ad

un'aggressione sessuale, è la base della nevrosi, ma studi successivi han dimostrato che

questa teoria è erronea perchè i soggetti portavano alla luce fantasie in realtà non vere.

La psicoanalisi per trovare il rapporto tra logica dell'inconscio e logica del pensiero cosciente,

deve stabilire i collegamenti tra questi 2 piani strettamente intrecciati.

Il movimento cognitivista

La nascita del movimento cognitivista

La psicologia cognitivista nasce da quella comportamentista, che era la più diffusa intorno agli

anni 50, e dalla sua nascita, avrà una grande crescita, fino a diventare la più usata psicologia

sperimentale dei nostri giorni.

Nel 1967 esce Psicologia cognitivista di Ulric Neisser, e da allora si incomincerà a parlare di

psicologia cognitivista.

Il comportamentismo di Watson si era trasformato in neocomportamentismo con Tolman,

Skinner e Hull, e successivamente nel dopogerra, in cenocomportamentismo con D.H. Hebb,

con il suo problema delle variabili intervenienti, quei processi che si interpongono tra stimolo e

risposta, e la sua convinzione del ruolo del sistema nervoso centrale nei processi di

apprendimento.

Con Hebb l'interesse degli studi si rivolge ai processi che si svolgono all'interno dell'individuo,

sul piano del modello logico dello svolgimento dei processi mentali.

L'interesse del cognitivista è rivolto ai processi mentali visti con un occhio realistico, e agli inizi

del movimento cognitivista, i suoi seguaci inizialmente si facevano ancora chiamare

comportamentisti.

La psicologia cognitivista è una psicologia mentalistica, e il passaggio dal comportamentismo è

avvenuto per poter spiegare fenomeni e teorie come la forza dell'abitudine, una variabile

interveniente introdotta da Hull che aiuta a capire la diversità dell'apprendimento tra individui,

dove però il sistema nervoso non viene analizzato adeguatamente.

Il cognitivismo emerge ufficialmente con la seconda liberalizzazione dell'empirismo, col fatto

che il comportamentismo bollava come non scientifico tutto ciò che non poteva essere

direttamente osservabile.

I cognitivisti vogliono individuare i modelli che sono in grado di spiegare perfettamente un

singolo comportamento in ogni minimo dettaglio, senza enunciare grandi principi generali

come facevano i comportamentisti e le precedenti scuole.

Il modello del cognitivisto è una rappresentazione della realtà che non pretende di essere una

riproduzione fedele del sistema nervoso, ma è un modello realistico delle funzioni che esso

svolge.

Il cognitivismo nasce criticando il comportamentismo perchè troppo da laboratorio, ma poi

commette i suoi stessi errori, creando modelli sempre più sofisticati ma sempre più lontani da

ciò che è l'uomo.

La data della nascita del cognitivismo può essere fatta risalire agli inizi della seconda guerra

mondiale, quando Craick iniziò delle ricerche sul comportamento di tracking, che gli fecero

concepire l'uomo come servomeccanismo.

Il tracking è un compito in cui c'è un bersaglio mobile che si sposta su uno schermo e il

soggetto deve tenere allineato un segnale con il bersaglio.

Craick col suo esperimento ipotizzò che l'uomo poteva essere concepito come un elaboratore di

informazioni, un servomeccanismo di tipo cibernetico, e che il meccanismo decisore era unico e

non potevano essere eseguite più cose per volta.

Una scuola molto importante per la nascita del cognitivismo è la scuola inglese di Cambridge,

dalla quale uscirono Craick, Welford, Mackworth (con studi sulla vigilanza), Broadbent (studi

sull'attenzione) e Baddeley (studi sulla memoria a breve termine).

Ci furono poi gli studi dell'americano Miller sul limite costituito dalla quantità di informazioni

che si possono elaborare alla volta (max 7 pezzi).

Quindi gli studi principali del cognitivismo furono sull'attenzione, la memoria a breve termine

(differente da quella a lungo termine, distinzione nata dagli studi di Brown, a differenza dei

comportamentisti che non concepivano queste distinzioni), i tempi di reazione, la vigilanza,

l'apprendimento.

Sperling invece dimostrò l'esistenza di una terza memoria dai tempi di immagazzinamento

molto brevi (500ms).

Un'opera importante fù piani e struttura del comportamento di Miller, Galanter e Pribram, dove

venne sostituito il riflesso usato dai comportamentisti con l'unità privilegiata dal

comportamento, il TOTE, test, operate, test and exit, in quest'opera ci fù una grande analogia

tra uomo e calcolatore elettronico.

Anche la psicolinguistica di Noam Chomsky, con la sua le strutture della sintassi (1957) diede

un forte contributo al movimento cognitivista.

L'analogia fra uomo e calcolatore fù molto forte nei cognitivisti, che iniziarono a far sempre

maggiori esperimenti in laboratorio creando complessi modelli, tanto che il fondatore ufficiale

del movimento, Neisser (1967), si lamentò di questo fatto.

Neisser crea il concetto di elaborazione delle informazioni dove le informazioni che l'individuo

elabora vanno viste nell'ambiente perchè è li che si trovano ed agiscono.

Gibson creò il concetto di stimulus array, la stimolazione come si presenta direttamente al

soggetto, dal quale possono essere colte le informazioni.

La scienza cognitiva nasce nel 1977 con la fondazione dell'omonima rivista da parte di

Collins, Charniak e Schank, ed è una scienza ecologica che racchiude molte dottrine, scienza

che predomina nel panorama contemporaneo della psicologia.

Norman nel 1980 fonda 12 punti di indagine per questa scienza: sistemi di credenze,

coscienza, evoluzione, emozione, interazione, linguaggio, apprendimento, memoria,

percezione, prestazione, abilità, pensiero.

La scienza cognitiva rifiuta l'analogia tra uomo e calcolatore, e negli anni 80 prevalsero 2

paradigmi principali, il modularismo e il connessionismo.

Il modularismo secondo Fodor prevede un'architettura cognitiva distinta, i moduli che

trasformano gli input in rappresentazione che offrono alla parte centrale del sistema cognitivo,

sistemi d'analisi con diverse caratteristiche:

sono specifici per dominio (strutture altamente specializzate)

 il loro funzionamento è obbligatorio

 c'è solo un accesso centrale limitato per le rappresentazioni che computano (i livelli

 intermedi di analisi dell'input sono relativamente inaccessibili agli stati centrali di

coscienza)

sono dotati di notevole velocità di funzionamento

 sono incapsulati informazionalmente (durante il loro funzionamento non possono avere

 accesso nè in generale alla rappresentazione delle conoscenze dell'individuo, nè ad

informazioni provenienti da altre parti del sistema cognitivo dell'individuo

Questo modello ha riscosso un notevole successo soprattutto in neuropsicologia.

I modelli connessionisti si sono affermati in pochi anni e in modo clamoroso, sotto la spinta di

due ordini di considerazioni, tecnologiche e neuropsicologiche.

Dal punto di vista neuropsicologico però c'è incongruenza tra l'hardware del sistema nervoso

centrale e quello dei calcolatori, la modellistica invece si è avvicinata al connessionismo e son

state rispolverate alcune vecchie teorie molto valide, come quella di campo della Gestalt.

Il movimento cognitivista è dunque diviso in psicologia ecologica e scienza cognitiva, la prima

ha interesse prevalentemente verso i problemi quotidiani dell'uomo, mentre la seconda ha

operato una saldatura tra il mondo dell'intelligenza artificiale e la psicologia dei processi

cognitivi.

Dopo la fondazione del primo laboratorio di psicologia a Lipsia nel 1879 ci fù una netta

divisione tra la psicologia sperimentale di Wundt con la sua opera "fondamenti di psicologia

fisiologica", abbracciava il metodo sperimentale per render la psicologia una scienza, e la

psicologia empirica di Brentano con la sua opera "psicologia dal punto di vista empirico",

rifiutava la psicologia razionale, ritenendo che la psicologia dovesse basarsi solo su dati

empirici.

Il metodo sperimentale

Secondo Wundt, il metodo sperimentale e l'osservazione sono i due metodi fondamentali della

psicologia.

Il metodo sperimentale è basato sull'intervento dell'osservatore che manipola e controlla i

processi psichici in esame, mentre l'osservazione è adatta per lo studio dei prodotti dello

spirito, che non possono essere manipolati.

I prodotti dello spirito rientrano nella psicologia sociale, mentre gli altri (es. sensazione,

percezione) nella psicologia individuale.

Wundt concepì l'introspezione sperimentale per superare il limite di quella classica e poter

seguire il corso del percepire senza l'influenza dei fattori soggettivi.

Wundt analizzava solo sensazioni e percezioni perchè erano replicabili, lasciando fuori dai suoi

studi il pensiero, le emozioni e la volontà, e in quel periodo nacquero diversi lavoratori

importanti, oltre a quello di Lipsia, in Italia ne fù fondato uno a Roma da Giuseppe Sergi, e poi

uno a Firenze, a Torino, Padova e alla università Cattolica di Milano.

Un paradigma molto importante fù quello del tempo di reazione, dove si distinse tra tempo di

reazione semplice e composto, e grazie a metodi come quello della sottrazione e la

cronometria mentale di Donders, si riuscirono a determinare i tempi necessari per le varie

operazioni psichiche.

Un altro centro importante fù quello in Germania a Gottinga dove insegnò Muller, il quale si

occupò dello studio della memoria.

La prima classica trattazione sistematica sul laboratorio di psicologia e di sperimentazione in

psicologia fù l'opera di Titchener "experimental psychology" (1901-5), invece l'uso delle analisi

statistiche si diffuse dopo il 1988 con l'articolo "co-relations and their measurement"

dell'inglese Galton.

Wilhelm Wundt è nato a Neckarau nel 1832, si laureò in medicina, fù assistente di Helmholtz e

studiò con Muller, divenne professore di filosofia e morì a Lipsia nel 1920.

La produzione di Wundt fù vastissima (oltre 50000 pagine), tra le sue opere ricordiamo

"sistema di filosofia", "psicologia dei popoli" e "vissuto e conosciuto" (autobiografia).

Il metodo fenomenologico

Questo metodo fa riferimento al mondo come appare nella coscienza personale,

nell'immediato, e cerca di descrivere questo mondo al di là dei pregiudizi delle scienze naturali.

Il metodo fenomenologico aveva quindi una prospettiva più generale di studio sui processi

psichici, in cui si privilegiava l'esperienza psichica individuale, la realtà esterna era dunque

studiabile con metodi scientifici naturali, mentre quella interna era studiabile con le scienze

dello spirito, non riducibile a leggi generali e non divisibile in fenomeni distinti.

Il metodo fenomenologico permette di conseguire risultati significativi nello studio dei fenomeni

percettivi, e si avvierà un programma di fenomenologia sperimentale, basato sulla

manipolazione delle proprietà dello stimolo e sull'analisi degli effetti percettivi sul esperiti dal

soggetto. Franz Brentano nasce a Marienberg nel 1838 e studiò filosofia a Berlino,

ex-prete, morì a Zurigo nel 1917.

Gli allievi più famosi di Brentano furono, Stumpf, Husserl, Von Ehrenfels,

Meinong, Marty, e perfino Freud seguì le sue lezioni.

La struttura dei processi psichici

Wundt distingueva la psicologia delle scienze naturali, dove c'era

l'astrazione del fattore soggettivo, dalla scienza psicologica, che si

occupava dell'esperienza immediata.

L'esperienza immediata è un complesso di fatti psichici che attraverso

l'indagine psicologica possono essere scomposti in elementi psichici

(della sensazione e del sentimento), e questa esperienza ha un versante oggettivo (il

contenuto dell'esperienza) ed uno soggettivo (il soggetto che esperisce).

Le formazioni psichiche sono di 2 tipi: rappresentazione di sensazioni e rappresentazione di

sentimenti, e questi 2 tipi si connettono tra di loro dando origine alla vita psichica.

Questa teoria di Wundt è stata chiamata elementismo (o atomismo) perchè ha ridotto la vita

psichica in composti di elementi separati, analizzabili e manipolabili singolarmente.

La sintesi creatice è il concetto che afferma che nelle formazioni psichiche si creano nuove

proprietà, diverse dalla somma delle proprietà dei singoli elementi componenti.

Ricapitolando: per Wundt la psicologia è la scienza che studia i processi psichici che si

manifestano nell'esperienza immediata sotto forma di contenuti, per Brentano la psicologia è la

scienza dei processi mentali in quanto tali, più che sul contenuto dell'esperienza (attenzione al

soggetto esperente).

Per Brentano, i fenomeni come la luce, il calore, il suono, non sono cose che esistono

veramente, sono segni di qualcosa di reale, che attraverso l'impressione produce la

rappresentazione (Brentano era molto influenzato dagli scritti filosofici di Aristotele e Tommaso

D'acquino).

Il primo congresso internazionale di psicologia fisiologica si tennè a Parigi nel 1889, il secondo

a Londra nel 1892 sulla psicologia sperimentale.

Psicologia in Italia

Nel 1905 furono istituite le prime cattedre universitarie di psicologia, ma durante il fascismo la

psicologia fù ridimensionata (anche dalla chiesa) e riprese di vigore solo nel dopoguerra, e il

bum si ebbe negli anni 60.

Nel 1989 è stata approvata ufficialmente la legge sull'albo professionale degli psicologi, ed un

punto di riferimento per la psicologia italiana fù l'opera di Agostino Gemelli, che aprì anche nel

1921 un laboratorio di psicologia all'università cattolica (mediando con fascisti e cattolici che ce

l'avevano con la psicoanalisi) e con l'istituzione nel 1939 della commissione CNR per le

applicazioni della psicologia.

Dagli anni 70 i ricercatori italiani crescono a livello internazionale ed inizia ad affermarsi il

cognitivismo.

La psicologia fenomenologica e la teoria della forma

La nascita della psicologia fenomenologica e della teoria della forma

La prospettiva fenomenologica si consolida tra la fine dell'800 e gli anni 30 del 900, e avrà

la sua massima espressione nella teoria della forma (Gestalt), sviluppatasi dopo il 1912

avrà i suoi massimi sviluppi negli anni 20-30.

Il metodo fenomemologico comporta un riscontro immediato del fenomeno da parte

dell'osservatore, e si riconosce l'influenza dei fattori innati in relazione coi fattori ambientale

(idea originale di Kant).

La prospettiva fenomenologica si è distinta per una maggiore considerazione psichica rispetto

al contenuto del processo stesso (pensiero di Brentano), formando così la psicologia dell'atto.

Allievi di Brentano famosi della scuola di Graz furno Meinong e von Ehrenfels.

Dopo il 1912 la Gestalt si divise dalla fenomenologia, mentre in Italia la fenomenologia si

diffuse grazie alla scuola di Brentano a Padova, negli USA solo dopo gli anni 50.

La psicologia dell'atto

La psicologia secondo Stumpf studia i fenomeni costituiti dalle sensazioni, mentre la psicologia

studia le funzioni psichiche, differenziate in funzioni intellettuali ed emozionali.

Secondo Mach la realtà è composta di corpi, cose, oggetti che producono sensazioni nel nostro

organismo, ma questi sono un aggregato, un complesso di sensazioni che corrono nel nostro

organismo in un flusso continuo, non sono i corpi a generare le sensazioni, ma i complessi di

elementi/sensazioni a formare i corpi.

Ehrenfels (1890) è considerato il precursore della Gestalt, con la sua qualità formale (la forma

che non è la somma delle singole parti) indipendente dagli elementi che la costituiscono e

percepita immediatamente insieme a loro.

Il concetto di oggetto fù introdotto da Meinong, ed è un contenuto mentale, di 2 tipi, di tipo

sensoriale immediato, e di tipo più complesso e secondario, formati dai primi.

Nel 1904 Meinong e i suoi allievi (tra i quali Benussi) elaborarono la teoria della produzione.

Gli studi di Benussi furono sulle illusioni ottiche, la percezione del tempo e del movimento, ed

egli elaborò il concetto di plurivocità formale, una varietà di percezione di forme, e il concetto

di contrasto cromatico simultaneo (esempio del quadrato con contrasto inadeguato tra bordi e

sfondo).

Da ricordare anche gli studi di Muller nel campo della psicofisica e della percezione visiva e

tattile, mentre Rubin studiò le figure reversibili (figura bianca su sfondo nero).

Carl Stumpf Nato nel 1848 a Wiesenthied nella Franconia, studiò con Brentano e

successivamente a Berlino avviò un importante istituto di psicologia, morì

nel 1936.

Era appassionato di psicoacustica e psicologia della musica, e presto entrò

in dura polemica con Wundt, perchè criticò Lorenz l'allievo di Wundt, il

quale sosteneva che ciò che era ottenuto in condizioni sperimentali

controllate doveva essere per forza giusto, mentre Stumf disse che se ad

esempio il laboratorio produceva dati in contrasto con un esperto

musicale, questi dati dovevano essere necessariamente errati.

Tra gli allievi di Stumpf: von Hornbostel, Gelb, Husserl, Kohler, Koffka,

Lewin, Poppelreuter, Rupp e Wertheimer.

Vittorio Benussi Nato a trieste nel 1878, si trasverisce a Graz nel 1896, laureandosi in

filosofia sotto la guida di Meinong.

Nel 1919 diventa professore di psicologia sperimentale a Padova, dove

creò anche un laboratorio di ricerca, ma sofferente di crisi depressive

(visitato da Heider) si suicidò nel 1927.

Tra i suoi studi, oltre alle illusioni ottiche, alla percezione del movimento e

del tempo, ci furono anche studi sui sintomi respiratori da menzogna,

sulla suggestione, sull'ipnosi e sulla psicoanalisi.

Un allievo famoso di Benussi fù Musatti.

La teoria della forma (Gestalt)

La Gestalt rifiutò il metodo dell'introspezione, lo studio dell'inconscio, delle esperienze passate,

per passare ad esperimenti controllati in laboratorio, cercando conferma di corrispondenza tra

dato fenomenologico e processo neurofisiologico.

La Gestalt era una teoria semplice, usava pochi ed esaustivi principi concettuali, e i suoi 3

padri fondatori furono: Wertheimer, Kohler e Koffka.

La Gestalt o scuola di Berlino ebbe anche una rivista ufficiale, la ricerca psicologica (1921), e

tra i primi esperimenti ci fù quello di Wertheimer di tipo fenomenologia sperimentale sul

movimento illusorio di stimoli luminosi.

Wertheimer nei suoi saggi criticò l'elementismo e l'associazionismo, ed enunciò i fattori alla

base dell'organizzazione percettiva: vicinanza, somiglianza, destino comune, pregnanza,

direzione, completamento, chiusura, esperienza passata.

Per Kohler la percezione era data da una distribuzione di correnti elettriche generata dagli

effetti dell'interazione tra una corrente ed un'altra secondo i principi della fisica (da qui la

teoria di campo, con i concetti presi della fisica come forze, equilibrio, ecc...).

Il più importante settore di ricerca della Gestalt fù quello della percezione del movimento, ma

si studiarono anche gli effetti delle lesioni cerebrali sull'organizzazione percettiva, il pensiero e

la memoria.

Kohler fece una serie di esperimenti sull'intelligenza dei primati, con prove da superare,

che dopo errori ripetuti venivano superate tramite l'intuizione, e da qui nacque il concetto di

insight.

Questo concetto andava contro quello dei comportamentisti come Thorndike, dove per lui si

apprendeva per errori, per rinforzi positivi, mentre secondo Kohler l'insight corrisponde ad una

ristrutturazione dove le esperienze passate acquistano una nuova relazione reciproca.

L'allievo di Werheimer e Kohler, Duncker precisò che la soluzione del problema non deve

essere concepita come un processo mentale immediato, spontaneo e intuitivo, ma come un

sistema organizzato di soluzioni parziali, che a loro volta diventano un problema da risolvere,

fino alla totale soluzione del problema iniziale.

Mentre una trattazione sistematica dei processi della memoria fù fornita da Koffka, nel suo

principles of Gestalt psychology (1935), il quale concepì anche il postulato dell'isoformismo.

Un altro grande esponente della Gestalt, anche se un po' meno ufficiale, fù Kurt Lewin, che

creò la sua teoria del campo C=f(P,A), portando alla luce nuovi concetti, nuove idee, come

l'uso della psicologia topologica, la psicologia ecologica, lo spazio di vita, l'importanza

dell'interazione con l'ambiente, il concetto di regione (regione percettivo-motoria, e interna-

personale), la psicologia vettoriale che si rifà alla fisica, le forze e i principi di locomozione, le

tensioni interne, le barriere.

Tra gli allievi e i collaboratori di Lewin ci fù la russa Bluma Zeigarnik, con il suo famoso effetto

Zeigarnik dove si dimostrò che i compiti interrotti vengono ricordati più facilmente di quelli

completati, ma anche l'esperimento sullo scoppio della collera di Tamara Dembo, o

l'esperimento di Lippitt e White sugli stili di leader, e poi Newcomb, Muzafer Sherif, Ash,

Festinger (dissonanza cognitiva), Heider.

Lewin si dedicò alla psicologia sociale, di cui divenne uno dei maggiori teorici del 900,

affermando che "il gruppo è qualcosa di diverso dalla somma dei suoi membri" (classica

impostazione da Gestaltista).

Lewin poi distinse anche la psicologia aristotelica dalla psicologia galileiana, e quest'ultima

doveva essere il punto d'arrivo per la psicologia, per metodi e oggetti di studio.

La teoria della forma contribuì successivamente alla crisi del comportamentismo negli anni 60,

e fù ripresa e rianalizzata negli anni 70.

La scuola gestaltista ebbe principalmente centri a Berlino, poi a Francoforte, a Giessen e poi

quando ci fù il nazismo emigrò negli Stati Uniti, dove ebbe un po' di scontri con le altre scuole

(soprattutto con i comportamentisti), e si diffuse grazie alle conferenze fatte prima negli anni

20 da Koffka e Kohler.

La teoria della forma fù criticata da Vygotskij per l'assenza di un'adeguata considerazione dei

fattori storico-culturali nello sviluppo dei processi psichici, pur cmq riconoscendo che era la più

avanzata teoria del momento.

La teoria della forma ha influenzato anche l'arte, dove ci fù il pittore percentuale ed un

attegggiamento fenomenologico nella pittura, ed anche nel cinema si possono trovare tracce

della Gestalt.

La Gestalt è cmq rimasta un capitolo aperto, dove anche al giorno d'oggi ci sono

continui sviluppi.

Max Wertheimer

Nato a Praga nel 1880, studiò prima a Praga e poi a Berlino allievo di Stumpf,

dove conobbe Kohler e Koffka.

Nel 1933 emigrò per motivi razziali negli USA dove insegnò nella "new school

for social research" fino alla morte nel 1943.

Fù un profondo amante e conoscitore della musica.

Kurt Koffka

Nato a Berlino nel 1886, laureatosi con Stumpf nel 1909, partecipò

all'esperimento sul movimento apparente di Wertheimer a

Francoforte, e nel 1927 si trasferì negli USA e morì nel 1941.

Pubblicò Principles of Gestalt psychology, la più estesa e completa opera

della teoria della forma.

Wolfgang Kohler

Nato a Reval in Estonia nel 1887, si laureò a Berlino con Stumpf, fù assistente nell'istituto di

psicologia di Francoforte dove iniziò a lavorare con Wertheimer e Koffka, e successivamente fù

nominato direttore di una stazione di ricerca a Tenerife, e nel 1922 subentrò a Stumpf nella

direzione dell'istituto di Berlino.

Nel 1933 iniziò una critica al nazismo, ma dovette rinunciare e fuggire negli USA nel 1935,

dove fù presidente dell'American Psychological Association, e morì nel 1967.

Scrisse il più diffuso testo della teoria della forma: Gestalt psychology (1929).

Kurt Lewin

Nato a Mogilno in Prussia nel 1890, studiò a Berlino nell'istituto diretto da Stumpf, seguendo le

lezioni del filosofo Cassirer, e in quell'istituto conobbe Kohler e Wertheimer.

Formò un gruppo di giovani ricercatori, e alla fine degli anni 20 divenne anche noto in America,

dove si trasferì nel 1933, e morì nel 1947.

Si occupò di psicologia del lavoro e nel 44 fondò il centro di ricerca per la dinamica di gruppo in

Massachusetts, successivamente dinuto un importante istituzione statunitense per la ricerca

sociale.

La prospettiva psicodinamica e la psicoanalisi

Nascita e sviluppo della psicoanalisi

La scuola psicodinamica nacque alla fine dell'800 quando ci si accorse che non tutti i disturbi

possono essere ricondotti alle cause organiche, esistevano anche cause piscologiche.

La nuova psichiatria dinamica quindi, fece più attenzione al paziente come essere umano,

creando un rapporto interpersonale tra paziente e psichiatra che prima non esisteva.

Le due scuole più importanti psicodinamiche furono la scuola di Nancy e la scuola della

Salpetriere a Parigi, ed entrambe le scuole ebbero una notevole influenza su Freud.

L'aiuto principale della psicoterapia è la suggestione come impulso di una mente sull'altra.

La teoria di Janet

Janet cercò di elaborare una teoria generale dei processi mentali, normali e patologici, basata

sulle ricerche della psicologia sperimentale e della psicopatologia.

Janet studiava prima le idee fisse subconsce scaturite dopo eventi traumatici (fase dell'analisi),

poi studiava la dinamica e lo sviluppo della malattia (fase della sintesi), scoprendo la mancanza

di sintesi tra le funzioni psichiche del paziente, e grazie all'ipnosi riusciva sia ad individuare le

idee fisse, sia a risolverle.

Janet chiamò il suo metodo analisi psicologica e sostenne che da essa Freud avesse ispirato la

sua psicoanalisi.

Negli anni 20-30 Janet sviluppò la teoria della condotta, sulla base della concezione energetica

dell'attività psichica (individuò 9 tendenze di condotta, raggruppate in 3 livelli di tendenza:

inferiore, medio, superiore).

Per Janet la condotta umana è mediata da azioni di ordine sociale, e secondo lui la memoria e

il linguaggio sono condotte sociali, dei sistemi di mediazione tra l'individuo e gli altri (la

memoria è dunque di tipo culturale).

Janet affermava che le funzioni psichiche avevano un'origine sociale, una dimensione storica,

una dimensione ontogenetica, lungo lo sviluppo psichico del bambino, e questa teoria fù poi

ripresa da Vygotskij.

Pierre Janet nacque a Parigi nel 1859, fù professore di filosofia e di psicologia sperimentale,

ebbe diversi scontri con Freud perchè sosteneva che gli avesse rubato le idee, e subì anche la

critica di Pavlov, morì nel 1947.

La psicoanalisi

Ha origine a fine secolo e il suo fondatore è Freud, le cui idee si svilupparono a Vienna.

Nelle teorie di Freud, i confini tra normale e patologico non erano più definibili, e la sua

produzione fù molto varia agli inizi, da lavori sull'anatomia all'istologia del sistema nervoso,

allo studio degli effetti della cocaina, allo studio delle paralisi cerebrali infantili.

Tra i vari studi, importanti furono quelli sull'isteria, in particolare il caso di Anna O., ed

importante fù anche la collaborazione con Breuer a Parigi su la comunicazione preliminare.

Con il caso di Anna O. Breuner aveva usato l'ipnosi per far affiorare fatti del passato rimossi

dalla coscienza e per farli scomparire rievocandoli, ma Freud si distaccò poi da Breuner sia

come metodi di indagine che come terapia, abbandonando l'ipnosi e il metodo catartico,

usando il metodo delle associazioni libere.

Tra i lavori di Freud ci fù l'interpretazione dei sogni, e la creazione di molti concetti nuovi,

come la libido, le pulsioni (di vita e di morte), l'es, l'io, il super-io, l'inconscio, i meccanismi di

difesa/rimozione, il complesso edipico, varie fasi dello sviluppo sessuale infantile

(orale,anale,fallica), principio del piacere, principio della realtà, il fenomeno del transfert.

Il primo congresso internazionale di psicoanalisi si tenne a Salisburgo nel 1908, il secondo a

Norimberga nel 1910, il terzo a Weimar nel 1911.

Uno psicoanalista famoso che abbandonò la psicoanalisi dopo la pubblicazione del saggio "per

la storia del movimento psicoanalitico", fù Jung, seccessione, che insieme a quella di Adler,

furono criticate aspramente da Freud.

La psicoanalisi cmq ebbe molto successo e fù amata ed odiata, e il suo contesto non fù solo

quello accademico di ricerca, ma anche terapeutico.

Tra gli autori più famosi ci sono Anna Freud (la figlia), Melanie Klein, Heinz Hartmann.

Anna Freud (1895-1982) fondò un centro per bambini abbandonati e si specializzò in terapie

infantili, dove analizza le funzioni dell'Io.

Hartmann (1894-1970) sostennè l'importanza del ruolo dell'Io per i processi di adattamento

dell'individuo all'ambiente, ed insieme alla Freud costitui la psicoanalisi dell'Io.

Melanie Klein (Vienna 1982 - Londra 1960) gettò le basi della psicoanalisi infantile, attraverso

l'introduzione di tecniche innovative come quelle del gioco infantile, ed ebbe un'accesa

controversia con Anna Freud per via di questa nuova tecnica usabile al posto del transfert.

Una sua opera famosa fù the psycho-analysis of children.

In Germania una società psicoanalitica fù fondata a Berlino nel 1910 da Karl Abraham, in

Russia fù fondata a Mosca nel 1911, e sempre a Mosca nel 1922 Vera Schidt fondò il primo

asilo psicoanalitico, mentre in Kazan una società psicoanalitica fù fondata da Lurija, in Francia

fù fondata nel 1926, in Inghilterra nel 1919 (un esponente famoso fù Ernest Jones), negli USA

nel 1911 a New York ad opera di Abraham (secondo gli psicoanalisti statunitensi, cmq solo chi

aveva una laurea in medicina poteva esercitare la professione).

Le critiche al modello di Freud vanno al fatto che concepiva la psiche umana in modo biologico,

non tenendo conto del contesto storico-sociale, e in germania il nazismo fece chiudere la

società psicoanalitica nel 1933, mentre in italia trovò la resistenza della chiesa cattolica e

dell'antisemitismo, e fù fondata nel 1925 dagli studiosi Marco Levi Bianchini e Edoardo Weiss.

Anche Musatti si interessò alla psicoanalisi, grazie all'influenza del suo maestro Benussi.

Sigmund Freud Nato a Freiberg in Moravia allora Austria nel 1856 da genitori ebrei, nel

1860 si trasferì a Vienna dove si laureò in medicina, lavorò nel

laboratorio di anatomia di Karl Kraus, e poi nell'istituto di fisiologia

diretto da Brucke, successivamente divenne docente di neuropatologia, e

poi si recò alla Salpetriere di Parigi dove seguì le lezioni di di Charcot.

Diresse anche il reparto neurologico dell'istituto pediatrico di Vienna e

tra le sue opere più importanti di neurologia ci sono studio clinico sulla

paralisi cerebrale monolaterale infantile e l'interpretazione delle afasie.

Nel 1897 cominciò la sua autoanalisi fondata sui propi sogni e nel 1900

pubblicò l'interpretazione dei sogni.

Successivamente scrisse psicopatologia della vita quotidiana (1901), tre

saggi sulla teoria sessuale (1905), studi sull'isteria (1895 con Breuer).

Nel 1902 creò la società psicoanalitica del mercoledì (riunioni con un gruppo di studiosi nella

propria casa), e nel 1909 andò negli USa alla Clark University per ricevere la laurea ad honoris.

Nel 1916 pubblicò introduzione alla psicoanalisi, nel 1932 tenne corrispondenza col fisico Albert

Einstein, mentre nel 1933 i suoi libri furono bruciati pubblicamente dai nazisti.

Il 1938 lasciò vienna per andare a vivere a Londra, dove morì nel 1939.

La prospettiva comportamentistica

Il movimento del comportamentismo

Strutturalismo

Alla fine dell'800 lo strutturalismo americano ebbe come suo caposcuola Edward B. Tichener,

allievo di Wundt, paragonò la psicologia alla biologia moderna, dove la psicologia strutturale

corrispondeva alla morfologia e la psicologia funzionale alla fisiologia.

La psicologia strutturale si poneva il compito di studiare la mente umana attraverso la

scomposizione dei suoi elementi (sensazioni, immagini, sentimenti) e la descrizione delle leggi

che governano la loro combinazione.

Studiava quindi le esperenze concrete attuali nelle componenti più semplici, scoprendo come

questi elementi si combinano e quali leggi regolano queste combinazioni, e come mettere in

connessione le loro condizioni fisiologiche corporee.

Il metodo usato da Titchener fù quello dell'introspezione, e la sua psicologia era quella del

contenuto, a differenza della psicologia dell'atto del funzionalismo.

Edward Bradford Titchener

Nato a Chichester in Inghilterra nel 1867, studiò filosofia ad Oxford e nel 1890 si recò a Lipsia

da Wundt, poi nel 1892 si trasferì negli USA alla Cornell University a Ithaca, dove morì nel

1927.

Titchener era un tipo eccentrico e non aderì mai alla american Psychological Association, ma

formò un gruppo proprio chiamato "gli sperimentalisti".

Funzionalismo

Il suo massimo esponente fù William James, secondo il quale la mente era caratterizzata

dall'adempimento di scopi futuri e dalla scelta di mezzi per il loro conseguimento, e

considerava il pensiero come una corrente, una corrente di coscienza che scorre, non divisibile

in elementi distinti.

Proponeva inoltre un parallelismo tra gli stati della coscienza e gli stati cerebrali, e rifiutava le

concezioni metafisiche dei processi psichici perchè secondo lui la psicologia doveva essere una

scienza di fatti e di dati empirici, usando una metodologia di tipo fenomenologico.

Secondo James il Sè empirico era costituito dal Sè materiale, il Sè sociale, il Sè spirituale.

Il manifestò del funzionalismo uscì nel 1907 firmato da James R. Angell di Chicago, il quale

rifiutava l'idea di una mente astratta staccata dal contesto ambientale, e di una psicologia che

non seguisse il filone di Darwin.

I temi di ricerca principali del funzionalismo erano: l'apprendimento, la motivazione, le

differenze individuali, la psicologia evolutiva, la psicologia animale.

Il successore di Angell a Chicago fù Carr che scrisse psychology: a study of mental activity,

considerato il manuale di psicologia funzionalista, e a Chicago insegnò anche Mead col suo

comportamentismo sociale.

Il primo americano ad ottenere il dottorato con Wundt a Lipsia fù Cattell, il quale studiò la

questione delle differenze individuali nei tempi di reazione e sviluppò i primi test mentali, e tra

i suoi allievi ci furono Thorndike e Woodworth.

Thorndike affrontò il problema dell'apprendimento attraverso esperimenti su animali, con un

processo di apprendimento per prove ed errori, apprendimento regolate dalla legge

dell'esercizio e la legge dell'effetto.

Thorndike fù inoltre il primo a formulare la teoria connessionistica dell'apprendimento secondo

la quale apprendere è connettere, e la mente è un sistema di connessioni tra situazion-stimolo

e risposte.

Woodworth invece introdusse la ricerca sulla motivazione.

William James

Nato a New York nel 1842 da famiglia ricca, nel 1872 iniziò a studiare ad Harvard, prima

fisiologia e poi psicologia, si dedicò poi anche alla filosofia, morì nel 1910.

James fù considerato lo psicologo più importante della nuova psicologia americana.

Il comportamentismo

Angell e Watson ritenevano inutile studiare ciò che non era osservabile, ed indicarono il

comportamentismo come nuova categoria di psicologia che studia le risposte osservabili,

bocciando il metodo dell'introspezione a favore dell'osservazione diretta.

Il manifesto del comportamentismo psychology as the behaviorist views it fù pubblicato da

Watson nel 1913.

Il comportamentista studia il comportamento animale perchè non trova nessuna divisione tra

l'animale e l'uomo.

La prima monografia sistematica del comportamentismo uscì nel 1914, "Behavior: as

introduction to comparative psychology" ad opera di Watson.

Il condizionamento di Pavlov aveva reazioni di tipo neurovegetativo (la saliva), mentre nella

procedura di Bechterev le reazioni erano motorie (riflessi), e Watson si ispirò a questi studi per

concepire il suo concetto di riflesso condizionato nello studio dell'appredimento.

Secondo Edwin Guthirie (1886-1959) l'apprendimento è una modificazione del comportamento

prodotta dall'associazione o contiguità tra uno stimolo ed una risposta.

Secondo Skinner la risposta è emessa indipendentemente dalla presenza dello stimolo, e se

questa risposta è rinforzata positivamente, essa sarà emessa di nuovo (condizionamento

operante), a differenza del condizionamento classico dove si necessita di uno stimolo.

Skinner introdusse nuovi strumenti di ricerca come la skinner's box (la gabbia), il labirinto, per

sostenere che l'ambiente agisce da rinforzo, permettendo l'apprendimento di nuove forme di

comportamento.

Skinner considerava le relazioni tra variabili indipendenti e dipendenti, ed usava metodi di

osservazioni casuali, osservazione diretta controllata, osservazione clinica, osservazioni


PAGINE

30

PESO

314.14 KB

AUTORE

Sara F

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Fondamenti di psicologia generaleStoria della psicologia. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Le origini della psicologia: dal pensiero greco fino all'800, Psicologia nel pensiero greco, La rivoluzione scientifica e il dualismo cartesiano, ecc.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in teorie della comunicazione e dei linguaggi
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti di psicologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Prestifilippo Eraclide.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Fondamenti di psicologia generale

Fondamenti di psicologia generale – Memoria
Appunto
Fondamenti di psicologia generale – Cognizione e Cognitivismo
Appunto
Fondamenti di psicologia generale – Fondatori psicologia
Appunto
Fondamenti di psicologia generale – Comportamentismo
Appunto