Modulo di psicologia generale
Differenze tra professionisti della psicologia
Un psicanalista, medico o psicologo specializzato, è la stessa "persona" dello psicoterapeuta, ma con un orientamento/specializzazione diverso. Uno psichiatra è un medico specializzato in psichiatria che può prescrivere farmaci, cosa che può fare anche uno psicoterapeuta/psicanalista ma solo se è un medico.
Psicoterapia
La psicoterapia analizza il bisogno, cerca la consapevolezza del proprio funzionamento, e cerca di capire perché questo è un problema e conseguentemente se esistono strategie per risolverlo.
Capitolo 1 - La scienza della psicologia
La natura della psicologia
La definizione di Psicologia deriva dalla parola che significa spirito, anima e da "psyché logos" che significa discorso, parola. Il termine è stato usato per la prima volta da parte di Goclenio alla fine del 1500, ma è solo durante il XVIII secolo che il termine comincia ad essere usato nell’accezione attuale. Oggi la psicologia è lo studio scientifico della mente e del comportamento.
Comportamento = azioni e risposte che possiamo osservare direttamente, sia da soli che con altri. Mente = stati interiori e processi che non possono essere visti direttamente, ma vanno inferiti basandoci sul comportamento, la dichiarazione verbale e l’espressione emotiva, per esempio.
Per arrivare alla vera conoscenza della psicologia si deve avere le basi per capire il funzionamento della mente e del comportamento, con differenti prospettive di studio e ponendosi in modo critico. Ci sono due generi differenti di ricerca:
- Ricerca di base, volta ad acquisire conoscenza, effettuata nei laboratori o in contesti di vita reale;
- Ricerca applicata, volta a risolvere problemi specifici e pratici, attraverso conoscenze scientifiche di base si progetta, implementa e determina un programma di intervento.
Obiettivi della psicologia
- Descrivere come si comportano le persone e le altre specie.
- Comprenderne le cause.
- Prevedere come si comporteranno in determinate condizioni.
- Influenzare il comportamento controllandone le cause.
- Applicare le conoscenze psicologiche per migliorare il benessere dell’uomo.
Differenti livelli di analisi
- A livello biologico (processi cerebrali e influenze genetiche).
- A livello psicologico (pensieri, sentimenti e motivazioni).
- A livello ambientale (ambienti fisici e sociali, passati e attuali).
Esempio: La fame; a livello biologico ci rivolgiamo alle neuroscienze per capire i circuiti chimici e neurali del cervello che rispondono ai segnali del corpo e aiutano a regolare la sensazione di fame o sazietà; a livello psicologico, consideriamo l’umore, le preferenze alimentari e le motivazioni; a livello ambientale, si presta attenzione verso stimoli specifici (aspetto, profumo) che possono scatenare la fame, e verso abitudini culturali.
Interazioni corpo-mente
Rapporto tra i processi mentali che avvengono nel cervello e il funzionamento di altri sistemi del corpo.
Il comportamento viene plasmato in primo luogo dalla natura o dall’ambiente? Esattamente come le nostre capacità biologiche influenzano il modo in cui ci comportiamo e viviamo il mondo, le nostre esperienze influenzano le capacità biologiche, è sbagliato porsi la domanda, si devono prendere in considerazione natura, ambiente e fattori psicologici per comprendere il comportamento appieno.
Le radici della psicologia
La psicologia ha radici in filosofia, medicina, scienze biologiche e fisiche; le differenti prospettive sono finestre attraverso le quali gli psicologi osservano ed interpretano il comportamento.
Progresso → credenze esistenti messe alla prova dal dibattito per nuove prove → Se elementi combattuti presentano prospettive contrastanti e si fondono in una nuova struttura, verrà messa alla prova da nuove interpretazioni.
Principali indirizzi della psicologia
- Comportamentismo
- Cognitivismo
- Costruttivismo
- Neuropsicologia
- Psicologia clinica
- Psicologia dinamica (psicoanalisi, analitica, psicosintesi, individuale)
- Psicologia del lavoro (della formazione, delle organizzazioni)
- Psicologia culturale
- Psicologia dello sport
- Psicologia dello sviluppo
- Psicologia animale comparata
- Psicologia fisiologica
- Psicologia generale
- Psicologia positiva
- Psicologia sociale
- Psicologia sperimentale
- Psicologia transpersonale
- Psicologia umanistica
- Psicometria
- Psicologia della personalità
- Psicologia scolastica
Psicologia generale
La psicologia generale rappresenta la corrente principale della ricerca scientifica sulle funzioni psicologiche di base (percezione, memoria, apprendimento, pensiero, coscienza, intelligenza, emozione, motivazione, linguaggio, personalità) e si prefigge di studiare con metodologia sperimentale la mente e il comportamento. È inoltre in parte influenzata dai progressi delle neuroscienze e spesso, la ricerca in questo settore non è disgiunta dall’utilizzo di metodiche non originariamente di dominio della psicologia, come le tecniche elettrofisiologiche o le tecniche di neuroimaging.
Perché studiare la storia della psicologia?
Ci risponde Eliot Hearts (1979):
- Rendersi conto che il nuovo a volte è antico.
- Imparare la provvisorietà delle conclusioni scientifiche.
- Disporre un’euristica per sviluppare idee nuove.
- Valutare la potenza di idee semplici ma originali.
- Rendersi conto dei rapporti tra la propria disciplina e altre.
- Acquisire esempi di fenomeni che aiutano a chiarire ciò che osserviamo.
La psicologia non nasce come un fiore nel deserto, è frutto di un’evoluzione storica complessiva che riguarda la cultura in generale e la società. La psicologia è un’attività umana fatta da individui in carne ed ossa, faticosamente e con passione, tra discussioni e conflitti di vario tipo.
Radici della psicologia come scienza
La psicologia scientifica si è sviluppata solo verso la metà del XIX secolo. I ritardi nella nascita e nella strutturazione della psicologia come disciplina autonoma sono legati a fattori tra i quali la difficoltà nel definire esattamente l’oggetto di studio e le difficoltà legate alla misurazione degli eventi psichici. Nonostante questo, alcuni dei temi di cui si occupa la psicologia erano già stati trattati in epoche precedenti.
Sintesi delle correnti principali
Il clima culturale nel quale si sviluppa la psicologia vede sullo sfondo in ambito scientifico-filosofico la disputa di due correnti: l’empirismo e il razionalismo, che hanno portato dei contributi determinanti per lo sviluppo della stessa.
- Empirismo: È la corrente filosofica nata nella seconda metà del Seicento in Inghilterra secondo la quale la conoscenza umana deriva esclusivamente dai sensi o dall’esperienza.
- Razionalismo: Corrente filosofica basata sull’assunto che la ragione umana può in principio essere la fonte di ogni conoscenza.
- Strutturalismo: Auto-osservazione di tipo elementaristico, finalizzata alla scomposizione dell’esperienza cosciente nei suoi elementi fondamentali e costitutivi: elementi sensoriali, immagini ed elementi affettivi.
- Funzionalismo: Disciplina nata negli Stati Uniti che privilegia lo studio dei fenomeni mentali in quanto funzioni biologiche necessarie all’adattamento ambientale e non in quanto processi psichici accessibili all’introspezione.
Una spiegazione razionalistica, per dimostrare la validità della teoria, si basa sulla sola logica interna dell’assunto; prevede che da una spiegazione generale si possano inferire caratteristiche specifiche. Una visione empiristica, si basa sull’osservazione di un fenomeno particolare che cerca di definire un concetto generale. La psicologia intende fornire un’interpretazione scientifica delle funzioni mentali. Come scienza, si basa sia sul razionalismo che sull’empirismo.
Contributo filosofico
Platone 428-347 a.C: Sosteneva l’innatismo, secondo cui certi tipi di conoscenze sono innate. (Un bambino acquisisce la padronanza degli aspetti fondamentali della lingua senza aver ricevuto alcuna istruzione formale).
Aristotele 384-322 a.C: Riteneva che la mente di un bambino fosse come una lavagna vuota, su cui venivano scritte le esperienze. Era anche un convinto sostenitore dell’empirismo filosofico, secondo cui tutta la conoscenza si acquisisce mediante l’esperienza. Con lui si compie il primo passo necessario affinché possa esistere una vera e propria scienza dell’uomo, di cui la psicologia è un caso specifico. Andò instaurandosi l’idea che l’uomo poteva essere oggetto di studio scientifico: l’uomo è parte della natura e le sue conoscenze sono frutto dell’interazione con l’ambiente e può quindi essere studiato con metodi utilizzati dalla scienza della natura.
Medioevo V-XV secolo
Con il Medioevo e con la cultura cristiana si assiste a un completo ribaltamento della prospettiva aristotelica (secondo la quale l’uomo rappresenta oggetto di studio come altri esseri viventi). Il pensiero medievale è del tutto alieno allo studio dell’uomo.
Rinascimento
Con il pensiero rinascimentale si riscopre l’interesse per l’uomo in generale, e più nello specifico, per l’uomo come membro della natura. Tuttavia è ancora presente una visione deterministica: nel mondo/natura agiscono forza prodigiose che determinano quanto avviene.
Distinzione mente-corpo
Prima di Cartesio, la distinzione non era tra mente e corpo ma tra corpo e anima; l’anima era spesso associata alla mente e questo concetto permeava le religioni più varie.
Con Cartesio 1596-1650
Al centro della ricerca per capire sé stessi c’era il problema mente-corpo: la mente è un’entità separata dal corpo, o una parte delle attività del corpo? La posizione di molti filosofi era il dualismo mente-corpo: la mente è un’entità spirituale non soggetta alle leggi fisiche; ma allora come può essere consapevole delle sensazioni del corpo? E come i pensieri potrebbero esercitare un controllo sulle funzioni fisiche?
Cartesio è il fondatore del razionalismo, introduce la distinzione chiave tra res cogitans (elemento pensante, mente) e res extensa (aspetto materiale delle cose). Disse che mente e corpo interagiscono tramite una ghiandola pineale nel cervello, tuttavia la mente era del tutto spirituale e non materiale.
“La mente acquisisce tutte le sue conoscenze attraverso la riflessione che essa opera su sé stessa, riguardo alle cose intellettuali, o sulle diverse disposizioni del cervello al quale è congiunta, riguardo alle cose corporee” – Cartesio
Metodo introspettivo
Utilizza il metodo introspettivo, che caratterizzò la ricerca filosofica e psicologica fino agli anni 30 del 900, si intende l’esame dei propri stati mentali e, più in generale, un atto del pensiero che consiste nell’osservazione diretta ed analisi della propria interiorità. Ogni filosofo, romanziere e poeta parlerà dei propri ricordi, emozioni e sensazioni basandosi su quella che è l’esperienza, è lo stesso metodo utilizzato nella psicologia nel senso comune, quando vogliamo capire cosa ci sta succedendo o qualcosa in più di noi stessi.
Cartesio, così come altri empiristi che non erano d’accordo per l’impostazione res cogitans res extensa, davano per scontato che non c’era altro modo per scoprire la varietà dei pensieri, la loro natura, le emozioni che non fosse guardare dentro sé stessi con l’occhio della mente – erano convinti che la mente fosse il riflesso di un’entità superiore che ci ha generato e che sovrintende al nostro destino.
Hobbes 1588-1679
“Chiunque guarda in sé stesso e considera che cosa fa quando pensa, opina, ragiona, spera, teme. Per mezzo di ciò leggerà e conoscerà i pensieri e le passioni di tutti gli altri uomini in occasioni simili” – Hobbes
Hobbes crede che esiste solo la materia e considera la base della conoscenza quello che deriva esclusivamente dai sensi. (monismo: mente e corpo sono una cosa sola, gli eventi della mente sono il prodotto di eventi fisici che avvengono nel cervello). Hobbes costruisce un sistema meccanicistico (partendo da elementi primi semplici e procedendo per successive composizioni, in un rapporto meccanico di causa-effetto) e onnicomprensivo (che spieghi ogni fenomeno). La visione meccanicistica galileiana della realtà fisica era stata estesa da Cartesio nel mondo animale e accolta da Hobbes in termini materialistici per una spiegazione scientifico-filosofica, di tutto il reale.
Locke 1632-1704
Locke sostiene che se non si può studiare l’essenza della mente umana (associata all’anima, a un principio di spiritualità) si possono studiare le sue facoltà. Per lui l’esperienza dell’ambiente che ci circonda e le idee che ne derivano cominciano quando la stimolazione dei nostri organi di senso giunge alla mente. Ispirandosi a Hobbes non attribuisce alla ragione tutti i caratteri cartesiani: per lui non è uguale per tutti gli uomini in quanto non assoluta ma influenzabile. Ciononostante, la ragione è l’unica guida efficace di cui l’uomo dispone.
Secondo Locke, prima di dedicarsi allo studio del comportamento, era necessario esaminare le capacità dell’uomo e vedere quali oggetti il suo intelletto fosse o meno in grado di considerare. Secondo lui, l’esperienza dell’ambiente che ci circonda e le idee che ne derivano, iniziano quando la stimolazione degli organi di senso arriva alla mente. Tutte le idee e le conoscenze vengono acquisite in modo empirico, attraverso i sensi e l’esperienza diretta. L’osservazione è uno strumento di conoscenza più valido della ragione (in quanto ha un grande potenziale di errore). Per percepire qualsiasi stimolo l’essere umano integra una combinazione di molte caratteristiche definite da lui qualità primarie (oggettive, inseparabili dalla materia che definiscono l’oggetto come peso, volume) e secondarie (quelle soggettive, separabili dall’oggetto come colore, odore, dipendenti dall’elaborazione sensoriale), tramite l’esperienza.
George Berkeley 1685-1753
Berkeley si concentra particolarmente sullo studio della percezione. Egli contrappone il cartesiano "cogito ergo sum" all’"esse est percipi" come affermazione del fatto che il mondo esiste solo se percepito.
Contributo fisiologico
Anche la fisiologia, con le sue scoperte, contribuisce allo sviluppo della psicologia come scienza. Oggi si dà per scontato il fatto che l’attività psichica abbia come substrato somatico il cervello, ma in realtà è un’idea recente. Nel XVI secolo si riteneva ancora che la sede dell’attività mentale fosse il cuore.
Franz Joseph Gall 1780-1828
Gall sosteneva che ogni facoltà mentale avesse una specifica sede cerebrale e che l’esercizio di una specifica facoltà intellettiva o una patologia psicologica o criminale determinasse un potenziamento dell’area cerebrale deputata a tale funzione, portando ad una deformazione della scatola cranica (bernoccolo). Gli studi di Gall hanno portato alla nascita della frenologia, che ha avuto un grosso impatto popolare, ma per ragioni anche metodologiche è stata rifiutata dal mondo accademico.
Teoria della frenologia
Frenologia – la teoria definita da Gall "organologia", che espone una corrispondenza di 27 zone del cranio con alcune regioni della mente, a loro volta corrispondenti alle caratteristiche della personalità del soggetto. 19 facoltà comuni all’uomo e agli animali, 8 esclusive umane (tavole frenologiche). Tra le varie attività di Gall vi era quella di collezionare per i suoi studi, crani di persone che in vita si erano distinte. Oggi il suo cranio è esposto a Parigi al Musée de l’Homme.
Nonostante la poca veridicità delle sue teorie, fu il primo a studiare varie aree del cervello e a introdurre il concetto di funzione relativa ad una regione. L’autore sostiene che il cervello e non il cuore fosse l’organo deputato alle facoltà intellettuali, morali ed affettive, individuando nei lobi frontali le funzioni psichiche superiori.
Localizzazionismo
La frenologia può essere considerata una forma di localizzazionismo delle funzioni cerebrali, che ha continuato a svilupparsi in neuropsicologia e, attualmente, in neuroscienze. Alcune tecniche avanzate di neuroimmagine hanno localizzato aree specifiche per alcune funzioni mentali: FFA (Fusiform Face Area), sensibile al riconoscimento dei volti; EBA (Extrastriate Body Area), per le parti del corpo; PPA (Parahippocampal Place Area), luoghi conosciuti; due aree per il linguaggio; Area di Broca e Area di Wernicke; TPJ (Temporo-Parietal Junction), responsabile della comprensione dei pensieri degli altri individui (giunzione temporo-parietale).
L’idea che le strutture siano specializzate si deve alla frenologia, ancora oggi c’è un dibattito dove alcuni ricercatori hanno questa visione di aree specializzate per particolari funzioni, altri un approccio più distribuito, per il quale più aree/circuiti sono responsabili per una funzione.
Prime evidenze empiriche di localizzazione di funzioni mentali
Le prime evidenze empiriche di localizzazione di funzioni mentali furono nell’800:
- Afasia di Broca: incapacità di una persona di parlare e articolare correttamente le parole, nonostante sia completamente preservata la comprensione; un paziente di Paul Broca riusciva a pronunciare solo la parola "Tan", dopo la morte, l’autopsia vide una lesione alla parte anteriore del cervello.
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Fondamenti epistemologici
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