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Fondamenti di psicologia generale – Linguaggio Appunti scolastici Premium

Appunti di Fondamenti di psicologia generaleLinguaggio. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: La produttività delle parole e loro significato, L’apprendimento del linguaggio, Linguaggio e pensiero, La relatività linguistica, ecc.

Esame di Fondamenti di psicologia generale docente Prof. E. Prestifilippo

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L’A PPRENDIMENTO DEL LINGUAGGIO

Di solito i bambini pronunciano le prime parole a circa 1 anno. Verso i 2 anni la maggior parte dei

bambini ha un vocabolario attivo di più di 250-300 parole e la capacità di usare brevi frasi. Una

volta arrivati a 5 anni i bambini hanno acquisito la grammatica di base della loro lingua.

Fin dalla nascita i bambini sono predisposti ad apprendere il linguaggio, essendo dotati di sistemi

percettivi rivolti all’apprendimento del linguaggio (es. udito). Durante il loro apprendimento

imparano a distinguere tra i suoni linguistici e quelli non linguistici, cioè tra le parole e gli starnuti o

i colpi di tosse. L’apprendimento riguarda anche le intenzioni della comunicazione, cioè quello che

si vuole trasmettere.

Durante il primo anno di vita prendono forma altre caratteristiche dell’apprendimento del

linguaggio. I bambini cominciano ad imitare le azioni degli adulti attraverso il gioco,

l’alimentazione, fare il bagno, andare a letto.

Un bambino prima che possa apprendere una parola deve riuscire a sentirla.

I bambini pronunciano le loro prime parole una alla volta, e lo fa spesso per esprime un intero

messaggio. Ad esempio “mamma” può usare questa parola per esprimere il bisogno di mangiare o

dormire (detto anche linguaggio olofrastico).

All’inizio le parole nuove sono apprese piuttosto lentamente. Pian piano la velocità

d’apprendimento aumenta e a 2 anni il bambino ha un vocabolario d’uso di 300 parole molte delle

quali imparate verso la fine del secondo anno.

Verso la metà del secondo anno, le parole singole incominciano ad essere sostituite dalle prime frasi

composte inizialmente da due o tre parole (es. mamma pappa), questo modo di apprendere è

comune a tutti i bambini nel mondo, tutti nominano cose e persone.

A 3 anni il bambino passa dalle frasi alla prima conversazione. Il telefono suona e un bambino di 3

anni risponde. La persona che chiama domanda: “Tua madre è in casa?”. Il bambino

immediatamente posa la cornetta e chiama la mamma perché risponda al telefono. Il bambino ha

compreso l’Intenzione della persona che ha chiamato: parlare con la mamma.

Dai 3 ai 6 anni i bambini imparano anche molte cose sul comportamento da tenersi durante una

conversazione, per es. come nel caso del telefono, a decidere se un’affermazione va presa o no alla

lettera.

A partire dai 4-5 anni un altro passaggio importante nel processo d’apprendimento del linguaggio

del bambino è passare dalle richieste dirette come: “Prendimi in braccio”, oppure, “Dammi un

biscotto” a “Mi prendi in braccio per favore?”, o “Posso avere un biscotto?”

LINGUAGGIO E PENSIERO

È possibile pensare in mancanza di linguaggio? Linguaggio e pensiero sono strettamente connessi.

Per capire cosa sia il pensiero dobbiamo prima definire cosa intendiamo con il termine concetti.

Un CONCETTO è la nostra conoscenza di una categoria di oggetti o eventi.

Ad esempio il nostro concetto di tavolo ci permette di riconoscere un oggetto appartenente ad una

particolare categoria di mobili, costruito con vari materiali, usato in determinate circostanze ecc.

I concetti possono essere concreti o astratti, quelli concreti si apprendono con maggior facilità di

quelli astratti. Ad esempio è più facile comprendere il concetto di sedia da quello di giustizia.

Nei bambini i concetti appresi sono soprattutto concreti, e includono cose come cane, persone,

giocattoli, ecc. più tardi verranno concetti come cosa vivente, onestà, lealtà e verità.

I concetti possono essere anche facili o difficili da apprendere. Quando è una singola regola a

definire il concetto, allora abbiamo un concetto semplice ( casa, stelle, corda, albero, ecc.). Un

concetto complesso come cittadino italiano può significare a) una persona nata in Italia, b) figlio di

genitori nati in Italia, c) una persona naturalizzata italiana. 2


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AUTORE

Sara F

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in teorie della comunicazione e dei linguaggi
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti di psicologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Prestifilippo Eraclide.

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