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La collocazione della sociolinguistica fra le scienze del linguaggio

Appare sulla scena degli studi linguistici circa 30 anni fa. Lo stato attuale della sociolinguistica è un diramo delle scienze del linguaggio. Banalizzando, si può dire in maniera poco tecnica che la sociolinguistica si occupa di come parla la gente.

Definizione della sociolinguistica

Le opinioni maggioritarie vedrebbero la sociolinguistica piuttosto come un settore della linguistica, o un'area interdisciplinare tributaria della linguistica e della sociologia, e quindi non autonoma. Per esempio, la grande opera Ammon-Dittmar-Mattheier presuppone chiaramente una concezione della sociolinguistica come disciplina autonoma. Fra le definizioni, Fishman parla di sociologia del linguaggio, secondo cui la sociolinguistica concentra la sua attenzione sull'intera gamma degli argomenti connessi all'organizzazione sociale del comportamento linguistico, sui rapporti fra l'uso del linguaggio e l'organizzazione sociale del comportamento. Per Hudson, la sociolinguistica è lo studio della lingua in rapporto con la società, mentre per Cardona, è un ramo della linguistica che si propone lo studio in senso lato dei rapporti tra società e attività linguistica. La più impegnativa fra le concezioni della sociolinguistica è tuttavia quella di Hymes, secondo il quale la sociolinguistica è un campo pluridisciplinare che tiene conto, in una mistura variamente dosata, di linguistica, sociologia, antropologia sociale, etnografia, folklore, poetica, psicologia. Per Labov, invece, solo lo “study of language in its social context” è vera linguistica. Pare comunque assodato che a) la sociolinguistica è un settore degli studi linguistici, appartiene alle scienze del linguaggio e non a quelle della società; b) i sociolinguisti si considerano di solito, e sono prima di tutto, linguisti; c) l'oggetto di studio della sociolinguistica è ampio e non ben definito, ma comprende comunque fenomeni linguistici visti sotto l'angolatura della dimensione sociale. In sostanza, la sociolinguistica si configura come una sorta di linguistica dei parlanti.

Ambito della sociolinguistica, aree e discipline contermini

La sociolinguistica in senso stretto ha come ambiti di applicazione lo studio della natura e delle manifestazioni della variabilità linguistica, del rapporto fra lingua e stratificazione sociale, della convarianza tra fatti linguistici e variabili sociali: un concetto centrale è qui ovviamente quello di variazione. Accanto a questo nucleo, vi è l'ampia gamma di tematiche denominabili come sociologia del linguaggio, vale a dire lo studio della distribuzione, della collocazione, della vita e dello status dei sistemi linguistici nelle società. Alla periferia della sociolinguistica si trovano diversi settori:

  • La dialettologia, in particolare sociale e urbana, cioè lo studio dei dialetti e delle varietà dialettali, geografiche, come varietà sociali, in prospettiva sociale e nell'ambiente urbano.
  • La creolistica: lo studio delle lingue pidgin e creole ha una duplice connessione con la sociolinguistica, sia perché la nozione stessa di pidgin e creolo implica il riferimento alle circostanze sociali di formazione di tali tipi di sistemi linguistici, sia perché alcuni dei principali impulsi metodologici e descrittivi alla sociolinguistica sono venuti da lavori su pidgin e creoli.
  • La linguistica della varietà: lo studio delle varietà di una lingua.
  • La linguistica pragmatica, lo studio della lingua e delle produzioni verbali come e in quanto modo d'azione.
  • L'analisi dell'interazione verbale e in particolare l'analisi della conversazione.
  • L'etnometodologia, che analizza i modi in cui i partecipanti stessi a un evento di interazione categorizzano, costruiscono e interpretano l'evento in atto.
  • L'etnografia della comunicazione, legata soprattutto al nome di Hymes, un indirizzo di studio che si occupa dell'attività linguistica come parte dei valori simbolici di una cultura e società e come mezzo con cui una società costruisce, mantiene, modifica i rapporti sociali.
  • L'etnolinguistica o linguistica antropologica.
  • La psicologia sociale del linguaggio, cioè lo studio dell'impiego della lingua nelle interazioni comunicative da un punto di vista psicologico e dei rapporti fra comportamento linguistico, reazioni e atteggiamenti dei parlanti.

Rapporti tra sociolinguistica e linguistica

In una versione estrema della prima posizione, la sociolinguistica non recherebbe alcun contributo significativo alla conoscenza del funzionamento del linguaggio, si limiterebbe nel migliore dei casi a un banale collezionismo di dati, e l'esistenza di una disciplina chiamata sociolinguistica resta qualcosa di oscuro (Chomsky). Una versione estrema della seconda posizione può essere rappresentata dall'ethnography of speaking, che ritiene all'opposto che fatti sociali e culturali permeino ogni aspetto del linguaggio, e sia dunque impossibile pensare di capire il funzionamento del linguaggio senza fare continuo riferimento al suo contesto socio-culturale. Fra questi due estremi si collocano diverse posizioni intermedie. Hudson sostiene che è rischioso pensare di studiare la lingua senza riferirsi alla società e che i risultati della sociolinguistica sono di considerevole importanza per la teoria della struttura del linguaggio. Diventa quindi importante, una volta d'accordo sulla pari dignità di linguistica generale o teorica e sociolinguistica, cercare di chiarire meglio le identità e le differenze reciproche di metodi, finalità e oggetti di ricerca. È chiaro che ciò che studia e cerca di spiegare la sociolinguistica, non è ciò che studia e cerca di spiegare la linguistica generale o teorica.

Socilinguistica in senso stretto e sociologia del linguaggio

Sono radicalmente diversi i dati su cui operano la sociolinguistica in senso stretto e la sociologia del linguaggio. Mentre la sociolinguistica in senso stretto lavora su items linguistici, i suoi dati sono produzioni linguistiche concrete, realizzazioni del sistema linguistico prodotte dai parlanti, la sociologia del linguaggio lavora su oggetti non direttamente prodotti dai parlanti: i suoi dati sono costituiti invece dai sistemi linguistici stessi nel loro insieme e dalle loro varietà, dagli schemi comportamentali e da norme, atteggiamenti e valori dei gruppi parlanti. Hudson definisce la sociolinguistica come lo studio della lingua in rapporto con la società, e la sociologia del linguaggio come viceversa, lo studio della società in rapporto con la lingua.

Due tipi di sociolinguistica: correlazionale e interpretativa

Fin dagli albori della sociolinguistica vi sono due tipi di approccio scientifico ai rapporti fra lingua e società e di orientamento della ricerca. Il primo di questi, rappresentato dai lavori di Labov e chiamato correntemente correlazionale, è caratterizzato dal fatto che i fattori e le variabili sociali sono assunti come indipendenti e non costituiscono oggetto di studio: il compito della sociolinguistica è di mettere in correlazione i fatti linguistici con quelli sociali, per comprendere meglio i primi; l'accento è sulla struttura linguistica. Il secondo approccio, chiamato funzionale e poi ribattezzato interpretativo, è rappresentato dai lavori di etnografia della comunicazione di Gumperz, assume invece che il comportamento linguistico e i fatti sociali sono almeno in parte co-determinantisi. La società può influenzare la lingua, la lingua può influenzare la società. Mentre l'approccio correlazionale è stato prevalente nel primo sviluppo della sociolinguistica, dall'inizio degli anni '80 vi è stato un evidente spostamento di accento e di interessi verso un'impostazione molto più qualitativa, incentrata sulle strategie di interazione, le intenzioni e le interpretazioni dei partecipanti, i significati sociali, i processi di costruzione dell'attività linguistica.

Problemi e presupposti teorici della sociolinguistica

Statuto teorico della sociolinguistica

Non c'è nulla che somigli a una teoria sociolinguistica unificata del linguaggio e secondo Fasold ci sono buone ragioni perché non ci debba nemmeno essere, proprio alla luce del fatto che il linguaggio non può essere globalmente spiegato finché si fa riferimento solo ad una delle sue funzioni, sia pure forse la più importante. Non esistono né una sociolinguistica generale né una sociolinguistica teorica. Non esiste una cultura o una società che sia la quintessenza delle culture e delle società realmente esistenti. La concezione del linguaggio come semiotica sociale basata sulla considerazione della lingua in termini di potenziale semantico, viene sviluppata da Halliday, non in chiave sociolinguistica, ma in chiave di linguistica teorica. Un altro ostacolo che rende a priori molto difficile fare teoria sociolinguistica consiste nella duplice natura contemporanea dei fatti da spiegare, che andrebbero considerati sul doppio versante e linguistico e sociale e chiamano in causa più costrutti non della stessa natura. Tenuto conto di queste difficoltà, gli obiettivi teorici che la sociolinguistica si deve porre sono due: a) trovare e formulare principi generali della correlazione tra fatti linguistici e fatti sociali; b) poiché il carattere fondamentale delle lingue dal punto di vista della sociolinguistica è la variazione, elaborare modelli di descrizione e analisi della variabilità sociolinguistica.

Il carattere delle descrizioni e spiegazioni in sociolinguistica

Esistono nelle scienze due tipi di spiegazioni: le causali e le teleologiche, basate sulle intenzioni. La linguistica occupa in questo contesto una posizione in entrambe le classi di spiegazioni, fino al deciso collocarsi della linguistica generativa fra le scienze esatte. La sociolinguistica al contrario deve cercare la propria validità piuttosto tra le scienze umane e sociali. Solo le spiegazioni della prima classe possono essere considerate spiegazioni a pieno titolo. Allora la sociolinguistica avrebbe preclusa la possibilità di fornire vere spiegazioni. Un primo tipo di spiegazioni è quello che fornisce la massima adeguatezza esplicativa. Questo tipo di adeguatezza esplicativa pare difficilmente praticabile in sociolinguistica. Ma esistono altri tipi di spiegazioni in senso debole, che colgono generalizzazioni. Di questo genere sono le spiegazioni probabilistiche, basate sulla statistica. La grande debolezza di questo tipo di spiegazione è la loro impossibilità di essere falsificate: il verificarsi di un controesempio, di un caso non aspettato, non invalida l'affermazione teorica, ma al massimo corregge il suo grado di probabilità. Diffuso in sociolinguistica è un terzo tipo di spiegazioni: quelle funzionali chiamate anche teleologiche. La loro formulazione consiste nell'affermare che un dato Y dipenda da un principio X in ragione della sua funzione, di ciò a cui serve. Infine un quarto tipo di spiegazioni diffuso in linguistica: le genetiche, che chiariscono un fenomeno facen

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alessia.lento di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociolinguistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Chini Marina.
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