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Fondamenti di psicologia generale – Interazione sociale Appunti scolastici Premium

Appunti di Fondamenti di psicologia generaleInterazione sociale. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Emozione, comunicazione e interazione sociale, La sequenza del processo emozionale, secondo le diverse teorie, Emozione come costrutto sociopsicologico, ecc.

Esame di Fondamenti di psicologia generale docente Prof. E. Prestifilippo

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Elaborazione delle informazioni

Gli psicologici sociali sono sempre più consapevoli che gli esseri umani diversamente dal

computer elaborano le informazioni in maniera non fredda e analitica. Alcuni criteri che

utilizziamo sono innati o fisiologici.

Regolazione e controllo

Secondo James l’emozione = sensazione è la percezione dei cambiamenti corporei

durante un episodio emozionale, suggerisce l’esistenza di una forma di monitoraggio.

Praticamente tutte le teorie sulle emozioni, da Aristotele, hanno affermato che non siamo

completamente indifesi di fronte al mare d’emozione o passioni nel quale siamo gettati;

possiamo controllare, regolare o modulare le emozioni (il sistema di feedback che ci

occorre per questi tentativi di regolazione).

Che cosa provoca le emozioni e com’è possibile distinguerle?

Negli anni 60 Schachter propone una teoria cognitiva delle emozioni. Differentemente da

James, Schachter suggerisce che la percezione di un aumento d’attivazione non specifica

(per esempio rossore al viso) è sufficiente per elicitare l’emozione = sensazione. Per quel

che riguarda la differenziazione delle emozioni Schachter sostiene l’esistenza di una

funzione direttiva delle cognizioni che sorgono dalla situazione immediata, secondo

l’interpretazione fornita dall’esperienza passata. Il fatto che ti senti agitata ma non

riconosci le cause ti fa pensare che hai bevuto troppi caffè – se vedi un orso lo sai.

Schachter = attivazione non specifica e differenziazione.

Esperimento di somministrazione d’adrenalina oppure placebo a dei soggetti cui era stato

affermato che l’esperimento si proponeva di verificare gli effetti transitori di un composto

vitaminico sulla capacità visiva.

Tre gruppi: 1) gruppo ignorante sull’adrenalina 2) gruppo informato sull’adrenalina 3)

gruppo disinformato sull’adrenalina.

Ci si aspettava che il gruppo che aveva preso placebo non provasse emozioni. Anche i

soggetti del gruppo informato sull’adrenalina non avrebbero dovuto provare emozioni

perché avevano una spiegazione plausibile. Solo i soggetti della condizione disinformato

sull’adrenalina e ignorante sull’adrenalina avrebbero dovuto sperimentare un’emozione.

Dopo l’iniezione si domandò di aspettare 20 minuti affinché il composto vitaminico

producesse i suoi effetti. Nella stanza fu introdotto un complice degli sperimentatori che

introdusse una nuova variabile: condizione d’euforia (scherzi, giochi) o di rabbia (reazioni

irritate, aggressive). I ricercatori si aspettavano che il contesto situazionale avrebbe

influenzato l’interpretazione dell’attivazione non specifica. Tutto questo solo nel gruppo

disinformato sull’adrenalina e ignorante sull’adrenalina, gli unici che avrebbero dovuto

esaminare il proprio ambiente alla ricerca d’indizi plausibili per interpretare la presunta

attivazione emozionale.

Furono utilizzate due variabili dipendenti: 1) si domandò ai soggetti di valutare il proprio

stato emotivo su scale a cinque item 2) l’osservazione del comportamento dei soggetti

attraverso uno specchio unidirezionale e la codifica degli indizi comportamentali d’euforia

e rabbia.

Solo la variabile relativa all’osservazione del comportamento conferma le ipotesi per

entrambe le emozioni studiate. Per quel che riguarda le valutazioni dei soggetti sul proprio

stato emozionale Schachter e Singer trovarono solo un lieve effetto per l’euforia e

l’opposto di quello che si aspettavano nel caso della rabbia.

I metodi usati in questo studio sono stati criticati e non replicati. Questi ricercatori furono

comunque i primi a dimostrare che la nostra esperienza emozionale, da sempre ritenuta

un argomento personale e direttamente collegato alla complessità delle vicende che

avvengono all’interno del corpo, è soggetta ad una molteplicità di fattori d’influenza sociale

e in certe condizioni può essere anche suscettibile di manipolazione.

La teoria dell'appraisal

Lazarus offrì un gran contributo sottolineando l'esistenza di un processo d’appraisal,

seguito da valutazione successive, re-appraisal che spesso modificano e correggono le

prime impressioni, e pertanto le emozioni risultanti. Lazarus introdusse anche la

distinzione tra appraisal primario e secondario di un'emozione o evento che provoca

stress: mentre la valutazione primaria riguarda la piacevolezza e spiacevolezza dell'evento

oppure l'eventualità che esso favorisca la realizzazione degli scopi personali, l'appraisal

secondario determina la misura in cui la persona sarà in grado di fronteggiare le

conseguenze di un evento, con le competenze, le risorse ed il potere di cui dispone.

Lazarus chiama questo modell6 transazionale. Il risultato dell'appraisal dell'evento,

effettuato utilizzando questi ed altri criteri di valutazione, determinerà la vostra reazione

emozionale.

Weiner mostrò a degli studenti uno scenario che descriveva uno studente loro compagno

che chiedeva in prestito gli appunti del soggetto perché era stato assente alle lezioni la

settimana precedente. La motivazione con cui il compagno giustificava la richiesta variava

nei gruppi, sulla base d’ipotesi teoriche circa il ruolo della controllabilità del

comportamento nel processo d’appraisal: 1) il compagno era stato assente perché era

andato in spiaggia (controllo elevato) 2) l'assenza era dovuta a problemi alla vista dovuti

ad un cambiamento d’occhiali ( controllo medio) 3) il compagno aveva avuto problemi alla

vista. Come previsto la reazione affettiva riferita dai soggetti era tanto più negativa e

implicava per lo più rabbia quanto più il fattore causale era controllabile. (la disponibilità a

prestare i propri appunti variava in maniera corrispondente - ipotesi della controllabilità di

Weiner).

Le ricerche sociopsicologiche recenti hanno dimostrato l'importanza dell'appraisal degli

eventi che provocano emozioni, dal punto di vista dei bisogni fondamentali, degli scopi e

delle risorse disponibili all'individuo per fronteggiarli.

Esistono modelli di risposta specifici per i diversi tipi d’emozioni?

Le espressioni motorie: l'espressione facciale

Rabbia, Paura, Tristezza e Gioia sono le 4 emozioni primarie.

Tomkins postulò l'esistenza di un numero limitato d’emozioni di base distinte e suggerì che

sono eseguiti dei programmi motori neurali innati quando è provocata la rispettiva

emozione attraverso una stimolazione appropriata. Le espressioni facciali sono simili nelle

varia culture. Questo risultato conferma l'idea di Darwin secondo cui l'espressione facciale

e si è evoluta da abitudini utili un tempo che in linea di principio dovrebbero essere le

stesse in tute le culture del mondo. Ci sono però delle differenze. Wundt (1900-Lipsia,

padre della psicologia sperimentale) sottolineò che l'espressione delle emozioni è

soggetto ad un controllo culturale, e che molte culture sanciscono esplicitamente o

implicitamente le espressioni che è legittimo mostrare in circostanze particolari. La

maggior parte delle ricerche passate in rassegna si basano sul riconoscimento delle

emozioni espresse mediante il volto.

Le espressioni motorie: l'espressione vocale

Esperimenti per verificare il riconoscimento di una emozione sulla sola base degli indizi

vocali hanno dimostrato che si riesce a identificare correttamente le emozioni nel 50

percento dei casi. I biologi del comportamento che studiano la comunicazione vocale tra

gli animali hanno rilevato somiglianze fra le espressioni vocali usate nelle specie diverse

nella comunicazioni di stati motivazionali-emozionali. Stati di rabbia, ostilità e dominanza

sono espressi utilizzando vocalizzazioni dure, un tono elevato, mentre gli stati di paura e

impotenza si riflettono in vocalizzazioni acute e sottili.. Queste caratteristiche sono molto

simili a quelle delle vocalizzazioni umane. Nell'essere umano le influenze sulla voce sono

+ accentuate di quelle sul volto poiché nel corso dell'evoluzione la voce è divenuta anche il

segno che veicola il linguaggio. Pertanto mentre i muscoli facciali svolgono altre funzioni

collegate alla visione, all'alimentazione ed al parlare, una delle loro principali funzioni


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AUTORE

Sara F

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in teorie della comunicazione e dei linguaggi
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti di psicologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Prestifilippo Eraclide.

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