Estratto del documento

Fondamenti di linguistica testuale

Questo corso tratta della linguistica nata negli anni '60 il cui oggetto di indagine è il discorso, un'unità più grande che è il testo. Il termine linguistica testuale si comincia a trovare a partire da questo periodo, tuttavia ci sono molti dubbi sul fatto che in precedenza non ci si fosse occupati di testi. Abbiamo varie capacità innate concernenti il linguaggio:

  • Capacità fonica e fonetica: grazie a questa siamo in grado di riconoscere da che parte d'Italia viene una persona, riconosciamo una norma fonica nel suo modo di parlare;
  • Capacità morfologica: riconosciamo ciò che è corretto e sbagliato nella propria madrelingua. La morfologia si impara, c'è un periodo di assestamento nel bambino ("cosa dicete, cosa facete") fino ad arrivare agli schemi della Lang che però non sono sempre regolari;
  • Competenza sintattica: riconosciamo l’ordine corretto di ciascuna frase in un testo.

Lo studio di questi tre livelli aveva occupato sostanzialmente la linguistica dalla sua nascita come disciplina scientifica (dall'800 con il comparativismo alla linguistica storica) fino alla linguistica generativa (inizia con l'uscita nel 1957 del libro di Chomsky). Chomsky pubblica Syntactic structures, il generativismo si occupa solo di sintassi tuttavia ci si limita all'osservazione dell'unità frase (centro è il verbo). Le nostre competenze non sono solo di tipo fonetico/morfologico/sintattico, ma anche di tipo testuale: sono competenze che tendono a riconoscere come unità del nostro parlare dei testi completi che possono essere inferiori all'unità frase. Esempio "uffa questi problemi": non sto enunciando qualcosa che possa essere analizzata nei termini della sintassi, è più piccola dell'unità frasale ma più ampia in quanto senso in sé completo.

Competenze testuali

Non possono essere ridotte a nessuna delle altre che abbiamo nominato.

  • Capacità di fare riassunti: è una tipica capacità testuale, si può riassumere una sola frase un intero testo.
  • Capacità di dare un titolo: cogliere il senso ultimo di un'opera.
  • Capacità di mettere insieme testi coerenti sganciati.
  • Capacità di parafrasare: lo specifico della poesia non sta solamente nel suo contenuto ma anche nella sua forma, tuttavia un esercizio di questo genere è considerato testuale.
  • Capacità più specificatamente testuale: dà l'idea di come una base, riconoscere un senso compiuto a cose che di per sé non l'avrebbero. La tendenza è quella di colmare e concludere un senso a quello che si è ascoltato. Oppure ascoltare uno straniero alle prime armi con l'italiano, dalle poche cose si ricostruisce il senso compiuto del testo, questa comunicazione non avviene nel vuoto ma sempre in un determinato contesto (vale anche il viceversa, anche se non è conoscere la lingua).

L'idea della linguistica testuale è definire un testo come tale. Si comincia a parlare di linguistica testuale, da un articolo di Eugenio Coseriu (autore rumeno) che esce sulla Romanistische nel 1955. La cosa interessante è che l'accezione in cui egli usa "Linguistica del testo" è variata perché egli distingue tre livelli di studio del linguaggio:

  • Livello universale: tutti gli uomini parlano – si vanno a vedere delle caratteristiche di ordine generale del linguaggio.
  • Livello storico di possibile osservazione del linguaggio - lo studio delle singole lingue.
  • Livello individuale: gli individui comunicano attraverso dei testi. L'attività linguistica si manifesta attraverso dei testi.

Nel dire ciò Coseriu si collega al pensiero dello psicologo tedesco Karl Bühler: nel 1934 egli scrive Sprachtheorie, in cui andava a guardare al linguaggio come attività psicologica, si riprendevano posizioni Saussuriane e altre meno note del grande studioso Von Humboldt (tipologia morfologica). Egli fugge da Vienna nel 1938 nel momento dell'annessione dell'Austria alla Germania, Bühler scappa negli Stati Uniti: non produrrà praticamente più niente, rimane emarginato e questo libro di Teoria del linguaggio sostanzialmente non letto se non da pochissimi autori. Alcuni lo conoscevano in tedesco e altri come Coseriu dal 1950 dall'articolo che circola nel Sudamerica spagnolo. In parte c'è un rimando a Bühler e un po' a Von Humboldt: Coseriu tace che era già perfettamente presente come il grande linguistico italiano Benvenuto Terracini. Egli era di nuovo uno studioso ebreo, nel 1938 viene allontanato dall'insegnamento (dalla Statale di Milano) e va in Argentina. Pubblica il libro ¿Qué es la lingüística?: alla linguistica non compete più solamente la storia delle parole ma spetta a un compito più alto, studiare l'Hablar, il parlare che si manifesta attraverso i testi.

Nel 1967 il termine Textlinguistik viene usato da Weinrich: nel frattempo sono avvenute tante cose, tra cui la nascita negli anni ‘50 di un’attenzione diversa al linguaggio (anche la grammatica generativa non dipende dal contesto), e la morte di Bühler nel 1963; finalmente dopo tutti questi anni i tedeschi si accorgono di lui, gli studiosi post bellici profondamente critici contro il passato nazista e decidono di ripubblicare la Sprachteorie. Costituisce uno spunto dove trovare risposta a quei motivi di insoddisfazione della linguistica tradizionale.

Dresler pubblica Introduzione alla linguistica testuale nel 1970, è tra gli animatori della nuova disciplina. Nel 1983 Schmidt Teoria del testo e già nel 1977 la Conte pubblica La linguistica testuale, che non solo costituiva un'antologia degli studiosi più importanti della disciplina ma la presenta. Ella giustifica la nascita della linguistica testuale e suddivide le fasi tra i motivi della sua nascita alcune carenze:

  • Carenze relative all'ordine delle parole nelle frasi: la differenza che c'è tra "è scoppiata una bomba" o "una bomba è scoppiata", non può essere spiegata se non guardando gli orizzonti dell'uditore. La scelta che compiamo implicitamente è tra quelle cose che dipendono dalle nostre competenze testuali. (Frase: ci riferiamo ad una frase dal punto di vista sintattico. Enunciato: è una frase considerata dal punto di vista comunicativo.)
  • Il problema della co-referenza: uso dei pronomi. Esempio: Ho incontrato un uomo. Gli ho parlato a lungo. Il funzionamento della testualità non è spiegabile se non pensando a frasi che vanno oltre il limite dell'enunciato. Gli si riferisce all'uomo che ho incontrato.
  • Selezione degli articoli: l'alternanza tra articolo indeterminativo e determinativo è legata alla prima comparsa di un determinato elemento in un testo, non trova alcuna spiegazione se non all'interno di un meccanismo testuale.

Osservazione di fenomeni più antichi competono quindi alla linguistica testuale. Altro problema che si pongono questi studiosi è quello di individuare in che cosa consista la Quidditas (Quid che cosa, lo specifico del testo). Quale domanda si pongono? Pur ammettendo che dobbiamo ampliare lo sguardo e il raggio di osservazione al testo, cosa fa di un testo un testo? Quando invece abbiamo l'impressione di essere di fronte ad una serie slegata di proposizioni che tra loro non trovano alcuna connessione? In un primo momento si pensa che la specificità dei testi sia la co-referenza, fare riferimento ad una identica identità. Tuttavia ci si rende conto molto presto che la co-referenza non è sufficiente per creare un testo. La Conte fa l'esempio: Mio fratello studia all’Università. Egli non sa che la prima Università tedesca fu Praga. Questa sequenza rimane una serie di enunciati come si possono trovare negli esercizi di grammatica.

Seconda sequenza: siamo di fronte ad un'unità legata in modo lineare, in modo gerarchico che noi capiamo essere sovraordinato, quello che probabilmente ci permette di capire che il riferimento di Tutti i miei figli (sintagma nominale) è costituito dai tre nomi propri è legato all'interpretazione di tutta la frase. Da questo esempio la co-referenza non basta e avremo la necessità di cercare meccanismi più profondi che non sono necessariamente lineari di ordine superiore in cui convergono molte altre competenze (anche di tipo lessicale). In più la nostra mente nonostante la nostra linearità del linguaggio, la competenza testuale può re-interpretare andando nella direzione opposta, questa ultima parola ci permette di interpretare nuovamente ma sequenza già ascoltata e dare a questi tre enunciati che sia un testo. Il testo ha una struttura complessa che non è data dalla somma degli enunciati che lo compongono.

Fondamenti 3/10

Fin dall'antichità la riflessione sul linguaggio ha avuto due dimensioni principali:

  • Da un lato troviamo una domanda sull'origine del linguaggio dalla storia della Filosofia e quindi un tipo di interesse eminentemente grammaticale (come nasce il linguaggio, come funziona materialmente il linguaggio, che cos'è il Nome, cosa è il Verbo, ecc…);
  • L'altro filone della ricerca è quello della Retorica che si trova già nel pensiero greco, Aristotele la canonizza "si occupa di ciò che è persuasivo nel discorso", si occupa di testi perché si occupa del discorso finito, del nostro parlare, di ciò che noi facciamo con le nostre parole.

Non è un caso che a partire dagli anni '60 linguistica pragmatica e linguistica testuale si siano intrecciate, perché ci si rende conto che non tutti i fenomeni linguistici sono comprensibili e spiegabili a livelli di frase, è necessario spostare l'attenzione sulla realtà d'uso della lingua; il testo non si muove nel vuoto, ci interessiamo ad identità che non dipendono dal testo. Viceversa non possiamo condurre analisi dei testi senza tener conto del co-testo (ambito testuale in cui questo testo specifico si colloca). Per esempio, in una poesia di Montale non basta capire le parole e il senso generico, per cogliere davvero il significato che il poeta vuole trasmettere si dovrà collocare la poesia in un co-testo (ad esempio la raccolta in cui la poesia si colloca).

Intenzione dei referenti nei testi. Marcatezza: nasce in ambito di studi fonetici, per esempio all'interno di una coppia di fonemi uguali noi definiamo marcato quell'elemento che a parità di condizioni di esecuzione ha un tratto fonologico in più. Questo concetto è anche legato ad uno sguardo più complessivo sulle lingue: i termini non marcati (per esempio il singolare) sono più diffusi nelle lingue del mondo. A livello sintattico: in sintassi si parli di Tipologia sintattica - si va alla ricerca degli ordini basici che contraddistinguono le lingue, gli ordini più frequenti tra le lingue SOV, SVO (italiano) e VSO (lingue semitiche); tutto ciò che si distanza da questo ordine basico degli elementi viene definito marcato.

Quando parliamo di strutture marcate parliamo di alternative alla nostra struttura SVO, tuttavia nessuno ritenere che una frase come "è scoppiata una bomba" sia diversa, si dovrà infatti tener presente che al di là della prospettiva sintattica dal punto di vista pragmatico e testuale queste frasi non sono minimamente marcate ma semplicemente rispondo ad altre esigenze pragmatico-testuali.

Introduzione dei referenti nei testi

L’ordine VS è un ordine comune per introdurre un nuovo elemento del testo - osserviamo la differenza confrontando ordine VS con VSO: le frasi in cui il verbo è transitivo che iniziano un nuovo testo fanno fatica ad assumere l'ordine VS, tuttavia contrariamente al libro questo ordine VS non è limitato a verbi intransitivi (inaccusativi). Le lingue semitiche hanno una possibilità in più perché dopo il verbo può seguire il complemento oggetto. In frasi VS/SV, il problema della marcatezza cambia completamente: in italiano ci sono due ordini degli elementi che capiamo solo in una prospettiva testuale. L'arabo funziona nello stesso modo, la cosiddetta frase verbale (più frequente) serve ad introdurre nuovi elementi: non si parla di SVO ma il nostro nodo verbale in arabo è espresso in modo diverso, ma affidato a elementi come participi (esempio: io abito a Bergamo diventerà Io abitante a Bergamo).

Distinzione Tema e Rema: risale agli anni '20 e si fa ricondurre a W. Mathesius, un linguista praghese che per primo imposta uno studio del linguaggio (Funzionalismo) tesa a vedere le funzioni degli elementi nella frase. Tema è ciò intorno a cui ai dice qualcosa, Rema è ciò che si dice intorno al tema. Parlare di un elemento che è destinato a diventare tema: se nella frase SV o SVO distinguo un soggetto che è tema da ciò che dico intorno (rema) vedremo che nella frase VS la possibilità è solo rematica.

Tema e Rema coincidono con Dato e Nuovo? Non sempre, perché per parlare di Dato e Nuovo ci si rifà a un universo informativo. Esempio: Hugo Schuchardt è nato nel 1842 (il nome Hugo è nuovo ma è il tema del mio discorso: per noi il Tema non coincide con qualcosa di dato poiché non conosciamo questo personaggio). Può essere una tattica comunicativa quello di porre come Tema qualcosa di nuovo per l'uditore. In tutte le frasi di inizio (C'era una volta un re) non si predica niente di nuovo ma si introduce solamente un nuovo elemento: gli con l'ordine VS sono presentativi mentre quelli SV predicativi.

Presentativi: presentano un'entità singola destinata a diventare il tema della nostra conversazione oppure un intero evento, a scelta di chi parla. Esempio: è scoppiata una bomba > La bomba era rimasta in loca dalla seconda guerra mondiale. L'elemento nuovo può essere ripreso da un sintagma nominale con un articolo determinativo; dicendo "è scoppiata una Bomba", oppure posso scegliere un altro Tema costituito dall'intero evento, "lo scoppio ha distrutto l'intero caseggiato": scoppio è un sostantivo che riprende l'intera proposizione/contenuto della frase ("ciò").

  • È scoppiata una bomba: ordine VS
  • Una bomba è scoppiata: ordine SV

Test della negazione

  • Non è scoppiata una bomba > Non c'era nessuna bomba
  • Una bomba non è scoppiata (non posso negare l'esistenza della bomba) > si capisce che c'erano varie bombe e una non è scoppiata.

Attraverso il test capiamo che nelle Frasi VS niente è presupposto, la negazione nega anche l'esistenza della Bomba, il soggetto di questa frase. Solo il soggetto delle frasi predicative è presupposto!

Fondamenti 4/10

Finora ci siamo occupati dell'introduzione dei referenti nei testi in modo che siano passibili di una ripresa e che ammettano una continuità di senso e di discorso, proprietà che è caratteristica dei testi.

Problemi di tipo sintattico che si osservano dalla differenza tra frase Presentativa (che ha la funzione di introdurre nuovi elementi nei testi in particolare entità singola o contenuti proposizionali) e frase Predicativa (usata quando si potrà predicare qualcosa intorno all'entità che si è introdotta):

  • Vediamo tendenzialmente comparire prima l'ordine VS e poi SV (ordine di comparsa e ripresa). Si è detto che la frase Verbo Soggetto (VS) non è l'unico sistema per introdurre referenti, abbiamo altri tipi di frasi presentative che risolvono altre questioni, per esempio quella del complemento oggetto che raramente troviamo quando abbiamo il verbo in prima posizione.
  • Altri tipi sono costituti dal costrutto "C'è qualcosa", dove abbiamo la struttura verbo soggetto espressa da "c'è" : Ci (o Vi) è un avverbio (avverbio di luogo che indica la presenza genericamente nel mondo di qualche cosa). Dunque quando si ha il problema di introdurre un complemento oggetto le frasi presentative cui farò riferimento sono imparentate con questo tipo di frase, due frasi presentative in particolare:
  • C'è il gatto che ha fame / C'è il gatto che ha partorito tre micini: Generalizziamo dicendo C'è X che P.
  • Ho la schiena che mi dà problemi: Generalizziamo dicendo: Avere X che P.

L'ordine VS è pochissimo frequente (esempio: Ha letto Carlo quel libro), senza un'intonazione particolare sarebbe difficile capirne l'effettivo senso. C'è il gatto che ha fame è una frase Presentativa, l'elemento nominale è REMATICO, è un enunciatato di tipo REMATICO. La seconda parte della seconda frase (tre micini) è una pseudo-relativa, il falso essere relativa però è meno evidente della tipologia della frase scissa; non è una relativa perché non si può sostituire il che con il quale (*C'è il Gatto il quale ha fame), in secondo luogo si vede che l'informazione principale è messa nella frase subordinata: la struttura duplice bipartita per dire in realtà un'unica cosa (il gatto ha fame/ il gatto ha partorito tre micini).

Presentiamo contemporaneamente il Gatto e ciò che lo caratterizza, tuttavia l'elemento principale è posposto, si mantiene l'elemento locale ("Ci" del c'è, esprime che esiste, è qui presente un gatto che ha fame). Seconda tipologia: Ho la schiena che mi fa male; la frase sarebbe La schiena mi fa male: la schiena (soggetto della predicazione) e mi fa male (predicato). Analizziamo bene la frase: Ho la schiena > La schiena è complemento oggetto, la schiena è un REMA (fa parte del predicato verbale, dico qualcosa intorno a me, che sono il Tema). In questa frase predicativa l'elemento.

Anteprima
Vedrai una selezione di 8 pagine su 31
Fondamenti di Linguistica Testuale - Appunti Pag. 1 Fondamenti di Linguistica Testuale - Appunti Pag. 2
Anteprima di 8 pagg. su 31.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Fondamenti di Linguistica Testuale - Appunti Pag. 6
Anteprima di 8 pagg. su 31.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Fondamenti di Linguistica Testuale - Appunti Pag. 11
Anteprima di 8 pagg. su 31.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Fondamenti di Linguistica Testuale - Appunti Pag. 16
Anteprima di 8 pagg. su 31.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Fondamenti di Linguistica Testuale - Appunti Pag. 21
Anteprima di 8 pagg. su 31.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Fondamenti di Linguistica Testuale - Appunti Pag. 26
Anteprima di 8 pagg. su 31.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Fondamenti di Linguistica Testuale - Appunti Pag. 31
1 su 31
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sofia_polly di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti di linguistica testuale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Venier Federica.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community