METAPROGETTAZIONE E PROGETTAZIONE DELL’ALLOGGIO
Parte 1
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IL PROCESSO EDILIZIO
PROCESSO EDILIZIO:
sequenza organizzata di fasi operative che partono dal RILEVAMENTO DELLE
ESIGENZE e dalla programmazione di un intervento e portano alla realizzazione e
gestione soddisfacendo ai REQUISITI DI QUALITÀ nel rispetto dei tempi e dei costi
stabiliti
LE FASI DEL PROCESSO EDILIZIO
Si distinguono due ampi cicli di attività nell’ambito del processo edilizio
1. Processo attuativo
2. Processo gestionale
Scopo del processo edilizio:
rendere disponibili e mantenere idonei all’uso organismi edilizi, per il conseguimento di
risultati pratici ed economici determinati. Il campo in cui si esplica è il sistema edilizio
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LA QUALITÀ
La crescente complessità del processo edilizio impone il raggiungimento di elevati livelli
di qualità
QUALITÀ:
Rispondenza del bene prodotto alle esigenze dell’utenza espressi o impliciti
Questo richiede una chiara individuazione
• delle esigenze: ciò che, di necessità, si richiede per il normale svolgimento di
un’attività
• dei requisiti: trasposizione di una esigenza in un insieme di caratteri che la
connotano
•delle prestazioni: comportamento nell’uso di un elemento, riferiti ai caratteri che
connotano un requisito
Il concetto di qualità è un concetto relativo poiché dipende dalla sua rispondenza a
quanto viene richiesto per poter soddisfare le esigenze di chi lo vuole utilizzare. La
qualità di un oggetto edilizio non po’ essere valutata se non in funzione della sua
specifica utilizzazione.
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DAI BISOGNI ALLE ESIGENZE
La progettazione di spazi congruenti con le esigenze degli operatori che devono di essi
usufruire presuppone un conoscenza dettagliata del comportamento degli stessi.
Il primo livello di analisi
ANALISI DEGLI UTENTI Æ
Si collega alla definizione di qualità
Rispondenza del bene prodotto alle esigenze dell’utenza espressi o impliciti
Per rendere possibile tale operazione è necessario individuare definire i modi secondo
cui l’utente usufruisce del suo bene edilizio.
Questi modi vengono esplicitati mediante la descrizione delle attività elementari
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DALLE ESIGENZE ALLE UNITÀ AMBIENTALI E SPAZIALI
Il secondo livello di analisi
ANALISI DELLE ATTIVITÀ
Attività: atto o serie di atti che un utente o un gruppo di utenti svolge per soddisfare un
bisogno.
L’origine delle attività sono riconducibili ad alcuni gruppi di esigenze: fisiologiche,
psicologiche, sociali, o a tradizioni e usi consolidati
Analisi temporale delle attività
Analisi requisiti spaziali delle attività - analisi durata delle attività
- individuazione delle attrezzature - analisi del periodo di svolgimento
- Individuazione dello spazio d’uso - analisi della collocazione temporale
e di relazione
- Individuazione minimi funzionali Analisi dello svolgimento
Analisi ambientale delle attività - gruppo di fruizione
- determinazione dell’intorno acustico - individuazione esigenze di Privacy
- determinazione dell’intorno igrometrico - richieste di funzionamento (energia,
- determinazione dell’intorno luminoso impianti)
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LE UNITÀ AMBIENTALI E LE UNITÀ SPAZIALI
Il terzo livello di analisi
INDIVIDUAZIONE DELLE UNITÀ AMBIENTALI
Gruppo di attività (al limite una sola) connesse tra loro e compatibili con tutti i requisiti
spaziali e ambientali caratteristici delle attività stesse
Due attività si definiscono compatibili se l’una non viene disturbata dall’altra
L’analisi della aggregabilità delle attività si basa sui seguenti criteri:
- Separazione delle attività che richiedono privacy
- Valutazione delle compatibilità ambientali in termini di disturbi tollerati e prodotti
- Valutazione della contemporaneità
Il quarto livello di analisi
INDIVIDUAZIONE DELLE UNITÀ SPAZIALI
Spazio destinato ad accogliere uno o più Unità ambientali
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LE UNITÀ AMBIENTALI E LE UNITÀ SPAZIALI
Le unità ambientali non posseggono una dimensione fisica, il passaggio dall’unità
ambientale all’unità spaziale comporta il conferimento della connotazione fisica-
spaziale all’unità ambientale.
Le unità spaziali sono un soggetto normativo e di progettazione dai punti di vista:
• Dimensionale
• Morfologico
• Dotazioni di attrezzature, impianti, servizi
• Relazioni
Leggi specifiche (nazionali, regionali, comunali) individuano prescrizioni specifiche,
variabili da richieste di dimensioni, piuttosto che predisposizioni tecnologiche
appropriate
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GLI SPAZI SIGNIFICATIVI DELLA RESIDENZA E I LORO REQUISITI
Per le attività residenziali esistono aggregazioni di spazi significativi che
costituiscono, ai diversi livelli di complessità, gli elementi unitari della struttura
tipologica.
Questi elementi sono:
GLI SPAZI ELEMENTARI
GLI ALLOGGI
I MODULI TIPOLOGICI ELEMENTARI
GLI ORGANISMI ABITATIVI
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GLI SPAZI SIGNIFICATIVI DELLA RESIDENZA E I LORO REQUISITI
LO SPAZIO ELEMENTARE
È una determinata porzione di spazio atta ad ospitare per dimensioni, forma, e
condizioni ambientali, lo svolgimento di una o più attività elementari (dormire, cucinare,
desinare, ecc..)
L’ALLOGGIO
È definibile come insieme strutturato di spazi abitativi ed è costituito dall’insieme
contiguo di spazi elementari sulla base di relazioni riconducibili all’attrazione
funzionale e alla circolazione di flussi e informazioni
IL MODULO TIPOLOGICO ELEMENTARE
È definibile come insieme strutturato di alloggi attorno a un “connettivo” inteso come
rete dei percorsi verticali (scale e ascensori) e orizzontali (corridoi, ballatoi, pianerottoli)
che consentono l’accesso dall’esterno alle singole unità abitative e determinano la
disposizione e l’orientamento degli “affacci” cioè delle aperture realizzabili nelle pareti
che delimitano l’involucro edilizio.
L’ORGANISMO ABITATIVO
È un insieme strutturato di moduli tipologici elementari aggregati o no ad altri elementi
tipologici.
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DALLE ESIGENZE ALLE UNITÀ AMBIENTALI E SPAZIALI
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ELENCO DELLE ATTIVITÀ Ogni attività qui elencata richiede per il suo svolgimento
uno spazio definito e costante per la necessità di usare
attrezzi ingombranti (fissi o mobili) oltre allo spazio
necessario agli operatori che lo svolgono.
Fanno eccezione:
(*) Attività strettamente interrelata ad ogni
raggruppamento funzionale di attività
(**) attività che può avere luogo in due diverse parti
dell’alloggio
(***) attività che, per la modesta richiesta di spazio e per
la fantasia degli operatoti può avere luogo in diversi punti
dell’alloggio
(****) attività che per sua natura deve potersi svolgere in
tutti i punti dell’alloggio
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ELENCO ATTIVITÀ FONDAMENTALI ELEMENTARI E DELLE ATTREZZATURE
Æ
Tabella: rapporto attività attrezzature continua
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ELENCO ATTIVITÀ FONDAMENTALI ELEMENTARI E DELLE ATTREZZATURE
Å continuazione
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ANALISI TEMPORALE DELLE ATTIVITÀ
Tabella: collocazione temporale delle attività nell’arco della giornata e tempo occorrente per il loro svolgimento
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ANALISI AMBIENTALE
Tabella: disturbi prodotti e tollerati
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COMPATIBILITÀ/INCOMPATIBILITÀ AMBIENTALE TRA ATTIVITÀ CHE
RICHIEDONO PRIVACY
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COMPATIBILITÀ/INCOMPATIBILITÀ AMBIENTALE TRA ATTIVITÀ CHE
NON RICHIEDONO PRIVACY
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MATRICE DELLE INTERAZIONI FUNZIONALI TRA LE ATTIVITÀ
Tabella: aggregabilità delle attività in funzione della analisi precedentemente effettuate
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ESEMPIO DI PROCESSO DI METAPROGETTAZIONE
Individuazione delle funzioni da inserire in una cascina da riqualificare
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ESEMPIO DI PROCESSO DI METAPROGETTAZIONE
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ESEMPIO DI PROCESSO DI METAPROGETTAZIONE
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ESEMPIO DI PROCESSO DI METAPROGETTAZIONE
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ESEMPIO DI PROCESSO DI METAPROGETTAZIONE
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ESEMPIO DI PROCESSO DI METAPROGETTAZIONE
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ESEMPIO DI PROCESSO DI METAPROGETTAZIONE
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ESEMPIO DI PROCESSO DI METAPROGETTAZIONE
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ESEMPIO DI PROCESSO DI METAPROGETTAZIONE
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ESEMPIO DI PROCESSO DI METAPROGETTAZIONE
DIAGRAMMA FUNZIONALE
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ESEMPIO DI PROCESSO DI METAPROGETTAZIONE
DIAGRAMMA FUNZIONALE
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ESEMPIO DI PROCESSO DI METAPROGETTAZIONE
DIAGRAMMA FUNZIONALE
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ESEMPIO DI PROCESSO DI METAPROGETTAZIONE
QUADRO RIASSUNTIVO SCOMPOSIZIONE AREE FUNZIONALI E INDIVIDUAZIONE UNITÀ AMBIENTALI
Il grafico ad albero rappresenta la scomposizione finale delle arre funzionali per unità ambientali
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T.4 Analisi dei disturbi tra le attività T.6 Identificazione delle attrezzature
Funzioni
insediabili Cucina
- Benessere igrotermico
Individuazione - Benessere acustico
delle unità - Benessere visivo
ambientali Le schede delle U.A. descrivono le
Verifica caratteristiche dei vari ambienti, in
I diagrammi mostrano i
dell’esistente relazione alle esigenze desunte
collegamenti e le relazioni tra le
dall’analisi delle attività dell’utenza.
unità ambientali che compongono
DOTAZIONE IMPIANTISTICA
REQUISITI MINIMI SPAZIALI
Per ogni U.A. sono sintetizzati i
le singole destinazioni d’uso
requisiti individuati in fase di
PROGETTAZIONE TECNOLOGICA
metaprogettazione funzionale,
Per la definizione delle Unità Ambientali si è
spaziale e tecnologica.
svolta un’analisi funzionale-spaziale
specifica per ciascuna delle tre destinazioni
d’uso previste allo scopo di verificarne
l’insediabilità all’interno del complesso e dei
requisiti minimi spaziali.
SCHEMI SPAZIALI: RELAZIONI TRA UNITA’ AMBIENTALI
SCHEDE
METAPROGETTAZIONE
RIASSUNTIVE UNITA’
FUNZIONALE-SPAZIALE
AMBIENTALI
METAPROGETTAZIONE TECNOLOGICA
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ESEMPIO DI PROCESSO DI METAPROGETTAZIONE
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ESEMPIO DI PROCESSO DI METAPROGETTAZIONE
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L’ALLOGGIO LE ZONE FUNZIONALI DELL’ALLOGGIO
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L’ALLOGGIO
LE ZONE FUNZIONALI DELL’ALLOGGIO
Da tutte le analisi compiute è possibile estrarre i criteri per i raggruppamento delle
attività in unità ambientali.
Alcune attività possono richiedere di essere svolte isolatamente nello spazio in
ambienti artificiali specifici
Altre si raggruppano spontaneamente per ragioni funzionali o di tradizione
Altre sono indifferenti e non pongono particolari requisiti all’aggregazione
Tra i criteri di aggregazione hanno la massima influenza quelli relativi a due fenomeni:
1. La privacy
2. La compatibilità ambientale
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L’ALLOGGIO
LE ZONE FUNZIONALI DELL’ALLOGGIO
Le unità dell’alloggio si distinguono in:
• Zone collettive
• Zone private
• Zone di relazione
• Spazi di servizio
Possono essere articolate in:
Æ
Ambito diurno
ambito semipubblico a diversi livelli di privacy
Æ
Ambito notturno
ambito quasi esclusivamente privato
La suddivisone non è sempre nettamente operabile a causa
• Dalla composizione della famiglia
• Dallo stato sociale e culturale
• Dalle condizioni economiche
• Dalla dimensione dell’abitazione
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L’ALLOGGIO
Schema associativo degli elementi diurni e notturni: Linea o Ortogonali
Æ
In linea
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L’ALLOGGIO
Schema associativo degli elementi diurni e notturni: Linea o Ortogonali
Æ
In linea
Cellula abitativa progettata da
Walter Gropius per il quartiere
Siemensstadt, Berlino, 1929-31
• L’existenzminimum trova in questo
esempio una perfetta realizzazione:
spazi ben calibrati, spazio
concentrato dei disimpegni,
distribuzione degli ambienti
secondo la suddivisione della zona
notte e della zona giorno.
• Relazioni tra le funzioni.
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L’ALLOGGIO
Schema associativo degli elementi diurni e notturni: Linea o Ortogonali
Æ
Ortogonali
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L’ALLOGGIO
Schema associativo degli elementi diurni e notturni: Linea o Ortogonali
Æ
Ortogonali
Cellula abitativa progettata da
Hans Scharoun nella casa in linea
tipo C, quartiere Siemensstadt,
Berlino, 1929-31
• L’architetto Scharoun inventa una
nuova distribuzione. L’alloggio è
diviso nelle due zone, giorno e
notte, non più in senso
longitudinale, bensì trasversale
rispetto al corpo di fabbrica. Per
giungere nella zona notte bisogna
attraversare la zona giorno e
questa gode della libertà di due
affacci sul fronte est e ovest. In
questo esempio lo spazio
raggiunge la massima
caratterizzazione consentita ad un
alloggio minimo.
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LIVELLI ALLOGGIO
Alloggio SIMPLEX
Appartamento su unico livello
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LIVELLI ALLOGGIO
Alloggio SIMPLEX
Appartamento su unico livello
Schema associativo
degli elementi diurni e
notturni:
IN LINEA
Zona giorno
Zona notte
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LIVELLI ALLOGGIO Alloggio SIMPLEX
Appartamento su unico livello
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LIVELLI ALLOGGIO
Alloggio DUPLEX
Appartamento su due livelli Zona giorno
Zona notte
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LIVELLI ALLOGGIO
Alloggio TRIPLEX : Appartamento su TRE livelli Zona giorno
Zona notte
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L’ALLOGGIO LA ZONA GIORNO
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ZONA GIORNO
Elementi costitutivi
• Ingresso
• Soggiorno
• Pranzo
• Cucina
• (Studio lavoro)
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Æ
L’AMBITO DIURNO L’INGRESSO
È l’ambiente che dall’
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